• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

giovedì 26 giugno 2014

Il sito della nota marca "Barilla" offre un materiale didattico per i nostri piccoli alunni, utile e divertente! Si tratta di un libro scaricabile gratuitamente formato da più di 100 pagine piene di attività ludiche, ricreative ma anche con risvolti didattici!
Così i nostri alunni possono divertirsi durante l'estate oppure possiamo prepararlo come attività propedeutica per l'inizio del nuovo anno scolastico! Utile per i genitori che vogliono preparare i bambini per il prox anno senza stressarli troppo...


Tapparsi le orecchie come strategia contro la difficoltà di integrazione sensoriale

Le persone con disturbi dello spettro autistico (ASD) hanno difficoltà a integrare le informazioni visive e uditive simultaneamente. E’ il risultato di uno studio Vanderbilt pubblicato su The Journal of Neuroscience. .
Lo studio , condotto da Mark Wallace , Ph.D. , direttore del Brain Institute Vanderbilt , è il primo ad illustrare il legame tra i due sensi e suggerisce che i deficit nei blocchi sensoriali per il linguaggio e la comunicazione in ultima analisi può ostacolare le abilità sociali e comunicative nei bambini con l’autismo. I risultati inoltre potrebbero avere applicazioni molto più ampie , perché il funzionamento sensoriale varia anche in altri disturbi come la dislessia e la schizofrenia.
Nello studio , i ricercatori della Vanderbilt University hanno confrontato 32 bambini con sviluppo tipico di età compresa tra i 6 e18 anni con 32 bambini con autismo ad alto funzionamento. I partecipanti allo studio hanno eseguito una batteria di compiti diversi , in gran parte tramite computer e usando diversi tipi di stimoli audiovisivi i ricercatori indagavano se gli stimoli visivi e uditivi venissero percepiti come eventi presentati nello stesso momento.
Lo studio ha riscontrato che i bambini con autismo hanno un allargamento nella cosiddetta finestra temporale vincolante ( TBW ), dimostrando che il cervello ha difficoltà associare eventi visivi e uditivi che avvengono entro un certo periodo di tempo .
“I bambini con autismo hanno difficoltà a elaborare un ‘comando’ simultaneo in canali audio e visivi, ovvero vi è una difficoltà a integrare le informazioni simultaneamente da occhi e orecchie” , ha detto il co -autore Stephen Camarata , Ph.D. “E ‘ come se stessero guardando un film straniero doppiato male: nel loro cervello i segnali uditivi e visivi non corrispondono.”
“Una delle immagini classiche dei bambini con autismo è che hanno le mani sopra le orecchie “, ha detto Wallace . “Crediamo che una delle ragioni possa essere la compensazione dei loro cambiamenti nella funzione sensoriale, semplicemente cercando di attivare un senso alla volta . Può trattarsi quindi di una vera e propria  strategia per minimizzare la confusione tra i sensi . “
Wallace ha osservato inoltre il nuovo  DSM – 5 , che funge da autorità universale per la diagnosi psichiatrica , ora riconosce l’elaborazione sensoriale come un deficit fondamentale nell’autismo.

Ecco un video in inglese che spiega questo aspetto:

venerdì 13 giugno 2014

E' la circolare ministeriale n. 156/2000 a regolamentare l'obbligo delle scuole nella comunicazione di una eventuale bocciatura di un qualunque alunno, anche con DSA, BES o Disabilità!

Questa circolare annuncia che le famiglie degli alunni riceveranno in anticipo il giudizio finale, in caso di esito negativo degli scrutini e degli esami, ma saranno le scuole a decidere tempi e le modalita`. Questa circolare ribadisce la piena autonomia delle scuole circa le modalita` da adottare per la comunicazione alle famiglie. Il tutto dovra` essere effettuato "secondo il prudente apprezzamento derivante dalla conoscenza e peculiarita` dei singoli casi". Piena autonomia viene concessa alle istituzioni scolastiche anche per la scelta dei termini di pubblicazione degli scrutini. 

Da leggere anche:
- Circolare Ministeriale n. 156 Prot.n. 5632/B/1/A.
- O.M.n.126 del 20.4.2000;
- O.M. 22 aprile 1999, n.110, e O.M. 2 maggio 2000, n.134.


lunedì 9 giugno 2014

Da qualche anno a questa parte e in modo sempre più diffuso, nelle scuole elementari vengono utilizzate le ore di ex compresenza tra insegnanti di una stessa classe per sostituire i colleghi assenti. Questa pratica costituisce un bel risparmio per l’Amministrazione ma crea un grave danno al processo di insegnamento- apprendimento che dovrebbe invece costituire l’azione principe della scuola. Le diverse riforme e i tagli hanno rivoluzionato i modelli orari della scuola... per garantire il tempo pieno (specialmente al nord d'Italia) le scuole si sono adattate come possono anche per evitare un figgi fuggi di alunni e di future iscrizioni... chi ci va di mezzo ovviamente sono gli insegnati e i ragazzi. Le problematiche che la scuola deve affrontare sono molteplici, la presenza sempre maggiore di alunni stranieri, il disagio socio-culturale, l’handicap, l’insuccesso, la dispersione hanno come risposta l’organizzazione di un lavoro didattico coordinato e didatticamente qualificato che preveda l’insegnamento individualizzato, il lavoro di gruppo, attività creative ludico-espressive, attività di recupero. Tutto ciò comporta la messa in atto di procedure che non possono esimersi dal lavoro svolto durante le ore di compresenza.
La compresenza, oltre che favorire la gestione degli alunni in tutte quelle attività che non sono svolte "seduti al banco", dà la possibilità, infatti, di organizzare piccoli gruppi di lavoro, di realizzare interventi individualizzati, di porre maggiore attenzione al singolo, di gestire in ogni caso in modo più agevole la vita della classe stessa. Attraverso le ore di compresenza, è quindi possibile la realizzazione dei laboratori, cioè di quei luoghi vivi dell’ordinarietà del fare scuola, ambienti in cui si mettono alla prova ipotesi, si costruiscono percorsi, in cui siano congruenti progetto e gestione del gruppo che apprende. Per un singolo insegnante, praticare alcune fondamentali attività con l'intero gruppo classe è molto complesso,ad esempio la manipolazione per il controllo della motricità fine, per la coordinazione oculo-manuale, e non meno importante, per lo sviluppo della creatività espressiva utile alla rimozione delle difficoltà comunicative. Oppure la drammatizzazione, essenziale anch'essa per il superamento di tutti i problemi legati alla comunicazione verbale; o ancora ai giochi sensoriali e le attività psicomotorie propedeutici all'apprendimento della lettura, della scrittura e della matematica. Inoltre, durante le ore di compresenza, è possibile realizzare più agevolmente tutti quei lavori di approfondimento, di ricerca e di osservazione indispensabili per un apprendimento consapevole.

Oggi non è più cosi... penso che vi possa essere utile la normativa e i riferimenti che purtroppo sono privi di ogni fondamento... più che altro serve per capire un po' la situazione..in poche parole nessun riferimento normativo indica l’obbligatorietà dell’utilizzo delle ore eccedenti l’orario frontale di copertura dei tempi scuola per le supplenze; ogni fonte normativa individua nel Collegio docenti l’unico organo decisionale... Clicca qui per la regolamentazione!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...