domenica 23 novembre 2008

Ecco mi è venuta un'idea! propongo un forum su un bel argomento nato da un post della mia collega Sunny! Partecipate lasciando un vostro commento sulla vostra idea, sulle vostre esperienze relative all'apprendimento dell'italiano per gli stranieri.
Ripropongo il post di Sunny:
Ciao a tutti. Vorrei approfittare di questo spazio virtuale per confrontarsi sulla tematica aperta dal 3d.Apprendimento dell'italiano come l2per tutti gli alunni stranieri.Vorrei chiedere ai bloggers, che invito ad intervenire più calorosamente, di raccontare le loro storie di incontri con culture diverse e dei loro interventi didattici con gli alunni stranieri. Come l'esperienza ci insegna, non è sempre facile intervenire in modo efficace nei processi di costruzione di una lingua, compresa a volte quella madre, in quanto la sfera del linguagio risente enormemente di un complesso insieme di fattori.Partendo dalla mia esperienza diretta di un lungo contatto con culture diverse realizzatasi a seguito di diverse necessità, nonchè di interessi personali, ho notato che un canale preferenziale per l'apprendiemnto di una seconda lingua è quello del contatto frequente con le immagini e la musica, specialmente se ciò avviene a partire dalla più tenera età. L'esperienza del vivere all'estero mi ha insegnato che, prima di conoscere la grammatica e le regole di un'altra lingua, è molto più utile dedicarsi a tutta quella serie di questioni molto ordinarie che riguardano la sopravvivenza quotidiana. Quindi si potrebbe impostare una didattica che, oltre a partire dal principio INDISCUTIBILE ed INTOCCABILE del coinvolgimento dell'alunno straniero nella vita del gruppo classe a cui egli appartiene, ponga le sue basi sul fare quotidiano che esca anche dalle mura scolastiche per favorire il più possibile il contatto con la nuova realtà in cui egli si trova a vivere. Questo non significa attuare lezioni individuali con gli alunni interessati, ma semplicemente rivedere lo stile del progettare le attività didattiche che dovrebbero essere più aperte all'esperienza e al contatto con la realtà estrena. Ciò si dovrebbe relizzare grazie alla presenza di pari italiani, i quali, oltre che diventare protagonosti di una didattica nuova e maggiormente aperta a diversi tipi di stimoli,diverrebbero essi stessi soggetti in apprendimento "costruttivo". Un altro PILASTRO della didattica per l'insegnamento dell'italiano come l2 è il gioco, potentissimo canale di apprendimento per soggetti appartenenti a qualsiasi fascia d'età. Poi c'è tutto il discorso sul software, ma di tuttociò parlerò in un prossimo intervento, anche perchè c'è molto da dire e non posso intasare il 3d con un solo mio intervento. Ciao a tutti! Take care.

2 commenti:

  1. Rieccomi.
    Per prima cosa vorrei ringraziare Carmelo dello spazio che ha voluto dedicare ad una tematica quanto mai attuale ed urgente nel mondo della scuola. GRAZIE CARME'!!!
    Secondariamente vorrei invitare tutti i lettori del blog a partecipare più attivamente alla discussione, perchè credo meriti di essere dibattuta più ampiamente
    e con valide argomentazioni, poichè non credo che nessun insegnante si sia mai trovato nella condizione di avere una classe senza alunni stranieri, risorsa straordinaria prima di tutto per la formazione di noi adulti e poi anche per i più "piccoli" nostri allievi.
    Dai forza! Mettete da parte i timori e buttatevi nella discussione. Vi aspetto con ansia!!!
    PS Carmelo, se qua non confluiscono insegnanti s'ha da fare qualcosa di urgente!!
    Domani un confronto diretto a scuola.
    Un saluto a tutti.
    Sunny

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  2. Eccomi di nuovo sul blog. E allora??? Com'è che tutto tace? Forse l'argomento non stimola riflessioni?
    Forza!

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