• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

sabato 2 marzo 2019

Ecco un altro quaderno operativo da stampare, utile per la prima elementare. Questa risorsa ripercorre per tappe un breve e semplificato percorso didattico di matematica. 

Questo quaderno operativo (75 pagine di attività) risulta utile sia per consolidare, come attività da proporre in classe, verifica o come compiti a casa.




mercoledì 27 febbraio 2019

Ecco a voi un altro quaderno operativo utile per la prima elementare. Questo eserciziario semplificato è composto da 80 pagine che ripercorrono in parte il pregrafismo e proseguono con obiettivi della letto-scrittura. 
Questa risorsa è scaricabile gratuitamente ed è ADATTA ad essere spampata poichè le pagine si presentano in bianco e nero e senza sbavature.

L'eserciziario è utile per il consolidamento, per attività di verifica o come compiti da svolgere a casa.



martedì 12 febbraio 2019

E' uno schedario semplice di Italiano, destinato alle classi quarte della scuola primaria. E' formato da 70 pagine tutte con una grafica gradevole, semplice e in bianco e nero... caratteristica necessaria per essere stampate con facilità e utilità. 

Il fascicolo è costituito da semplici ed efficaci schede didattiche, utili per il consolidamento, come verifiche o compiti a casa. 



Ecco a voi un eserciziario o schedario di matematica per la classe quarta primaria. E' un brave fascicolo di 75 pagine, tutto da stampare poichè disegni e grafica sono in bianco e nero. Questo quaderno operativo propone semplici esercizi di consolidamento, utili anche come verifica o compiti a casa permettendo all'alunno, tra una scheda e l'altra, anche di riporsarsi un po' tramite la coloritura delle immagini. 

Devo dire che è una risorsa ben fatta, da scaricare gratuitamente.


sabato 9 febbraio 2019

Spesso siamo alla ricerca di "font" personalizzati, ma cos'è? Qual è la differenza con un carattere tipografico? Carattere tipografico e font non vogliono dire esattamente la stessa cosa. Cerco di spiegarmi meglio...
I caratteri sono, nella grafica, nella tipografia e nell’editoria, come i mattoni nell’architettura, gli atomi nella fisica o i numeri nella matematica, insomma è quello che vediamo con i nostri occhi e in questo caso è rappresentato dal particolare carattere della scrittura (come i diversi tipi di corsivo e/o stampato che troviamo in un qualsiasi editor di testo come ad esempio Word)... Invece un insieme di caratteri studiati in modo coerente e secondo gli stessi principi formali, forma un carattere tipografico, il cui "file" viene chiamato font.
Quindi il font non è il carattere vero è proprio ma consiste nella serie di dati informatici che costituiscono e creano un particolare carattere... insomma è una sorta di software che serve a costituire il carattere che vediamo.
Utilizzare quindi spesso la parola “font” al posto di carattere, è un errore figlio dell’era digitale: confondere il software (mezzo) con il suo scopo (fine). 

Utilizzare un font che permette di scrivere digitalmente, ovvero un particolare carattere di scrittura, può permetterci di essere più chiari nella LIM o nella creazione personale di schede didattiche, filastrocche o semplici testi. Qui sotto troverete il font da scaricare che vi permetterà di avere un carattere diverso rispetto a quelli già disponibili nel vostro editor di video-scrittura (per il carattere vedi immagine sopra).


Come installare il font in Windows:

Una volta scaricato il font, che è un file .ttf (carattere True Type), puoi cliccare con il tasto destro sopra il font e dal menu contestuale scegli Installa, oppure puoi copiare il font nella cartella C:\Windows\Fonts

venerdì 8 febbraio 2019

Ecco a voi un breve percorso didattico sulla formazione della frase e sulla sua estensione e/o riduzione del testo stesso. Ovviamente è un lavoro che va ampliato, vi consiglio di consultare anche i QUADERNONI DELLE MAESTRE, quaderni che offrono notevoli spunti ed esempi. La sezione "Quadernoni delle Maestre" la troverete sempre presente su questo blog.



Clicca qui sotto per scaricare il percorso didattico:




martedì 1 gennaio 2019

"Toy Theatre" è un sito in lingua inglese (ma intuitivo) di giochi online per bambini, pieno zeppo di giochi interattivi che riguardano l'arte, la lettura e la matematica. Progettati pensando alle esigenze delle classi di scuola materna, primaria, di primo e secondo grado, questi giochi educativi online sono considerati affidabili dagli insegnanti di tutto il mondo. In effetti sono giochi che per come sono stati pensati forniscono un valore educativo a completamento per le lezioni classiche e per i progetti. Ottima piattaforma da usare anche con la LIM. Sito consigliato! Visitalo -> http://toytheater.com/

lunedì 3 dicembre 2018

Dicembre è sempre un mese un po' magico, pieno di attività ricreative come addobbi e lavoretti. La didattica non si ferma ma viene tralasciata un pochino per lasciar posto ad attività laboratoriali, alla musica e alla preparazione di spettacoli. Nonostante tutto questo trambusto ogni insegnante personalizza i contenuti anche in vista del periodo. Ad esempo si può decidere di affrontare il mese di dicembre in modo specifico con tematiche relative al clima natalizio. Così nascono i DETTATI sul Natale, occasione per esercitare e proseguire il lavoro sulle difficoltà ortografiche, magari aggiungendo a fine dettato una bella pagina da disegnare che rispecchia il contenuto.

Ecco alcuni links diretti che vi porteranno in siti esterni gratuiti ricchi di dettati e testi sul tema del Natale, non resta che scegliere! ECCO I MIEI CONSIGLI:

giovedì 11 ottobre 2018

E' un documento, una guida che ritengo sia utile non solo per gli insegnanti ma anche per i genitori e gli operatori della scuola. Tale guida offre molte informazioni ed esempi PRATICI su attività educative e suggerimenti su come gestire al meglio gli alunni con lo spettro autistico. 

sabato 6 ottobre 2018

Questo quaderno operativo è uno strumento per continuare la riflessione sul prendersi cura del sé e degli altri in modo ludico e interattivo, all’interno di un contesto educativo scolastico e famigliare. Si rivolge ai bambini dai 5 anni in su, ed è pensato per essere utilizzato anche insieme agli adulti per valorizzare la cura di bocca e denti tramite la corretta pulizia e igiene. 
Le schede e le attività proposte infatti possono essere usate sia dai genitori che dagli insegnanti per accompagnare il bambino in questo percorso di conoscenza. La finalità del quaderno è quella di aiutare il bambino a imparare a volersi bene e a voler bene dando spunti e suggerimenti per il confronto in classe e a casa. Rapportarsi con i pari infatti è importante quanto con la propria famiglia, che da sempre costituisce lo specchio dal quale attingere le conoscenze del proprio “io”. Quante volte i bambini si saranno sentiti dire che assomigliano al papà piuttosto che alla nonna, quante espressioni riflesse avranno percepito e quanti piccoli gesti del prendersi cura quotidiano avranno interiorizzato. È in ambito famigliare che i bambini si riconoscono nelle fasi evolutive della propria crescita condividendo i gesti quotidiani della cura e il nostro quaderno non poteva certo esimersi dall’includere anche la casa, “oltre la scuola”, in questo cammino di conoscenza. 

venerdì 5 ottobre 2018

Il decreto legislativo n. 66/2017 detta nuove norme in materia di inclusione degli studenti disabili certificati promuovendo la partecipazione della famiglia e delle associazioni di riferimento, quali interlocutori dei processi di inclusione scolastica e sociale. I cambiamenti sono tanti cambiando la prassi e creando un po' di confusione... vediamo di capire insieme.

Vi consiglio alcune letture di guide e articoli utili a comprendere (brevemente) le novità e per aver chiaro cosa cambia e come:

sabato 29 settembre 2018

Ecco a voi la mia ricetta, facile e veloce con un ottimo risultato!

Ingredienti:
  • 3 cucchiai di amido di mais (o altro addensante come l'amido di frumento)
  • 250 ml di acqua
  • un cucchiaiono di glicerina (in sostituzione qualche goccia di olio di semi di girasole)
  • a scelta colorante alimentare
Preparazione:

Mettere tutti gli ingredienti dentro un tegamino tranne la glicerina e il colorante. Mescoliamo per ottenere una miscela senza grumi. Mettiamo il tegamino sul fornello e mescoliamo di continuo, dopo qualche minuto otteremo una poltiglia bianca e cremosa... togliere dal fuoco e dopo aver rimescolato ogni tanto per un paio di minuti (in modo da raffreddare un pochino il composto), aggiungiamo la glicerina e dividiamo il composto nei barattolini in modo da personalizzarla con colori diversi.

Ecco una seguenza fotografica con le vaie fasi...


Queste prove complete di griglie di valutazione sono adatte ai bambini delle classi della Scuola primaria. Trattandosi di bambini piccoli, che possono anche avere scarsa familiarità con le consegne e le tipologie dei compiti da svolgere, per avere risultati attendibili, è bene somministrare tutte le prove individualmente, utilizzando l’item di esempio per far capire bene all’alunno quello che deve fare. Se un esempio non basta possiamo farne altri o dare spiegazioni in lingua madre, ma non diamo aiuti di alcun genere nello svolgimento degli item su cui verrà verificata la competenza.

Clicca qui per scaricarle gratuitamente:

Vedi anche: PROVE D'INGRESSO FACILITATE PER LE CLASSI DELLA PRIMARIA, SCARICALE GRATUITAMENTE!

- CLASSE II, SCHEDE DIDATTICHE DI ITALIANO DI "GIUNTI EDITORE"

- CLASSE III, SCHEDE DIDATTICHE DI ITALIANO DI "GIUNTI EDITORE"



domenica 16 settembre 2018

In giro sul web girano diverse ricette, una delle migliori è quella che prevede la cottura sul fornello. 
Ecco la ricetta che ho personalmente sperimentato:
Ingredienti:
  • 2 tazze di acqua
  • 2 tazze di farina
  • 1 tazza di sale
  • mezza tazza di amido di mais
  • 1 cucchiaino di olio di girasole o mais (meglio al cocco per il profumo)
  • 1 cucchiaino di cremortartaro (in mancanza lievito per dolci)
  • 1 o 2 bustine di vanillina  
  • colorante in polvere
Procedimento: si mettono tutti gli ingredienti in una pentola antiaderente a fuoco basso. Si mescola fino a che il composto non si stacca dai bordi e diventa appiccicoso. Il composto va messo disteso su di una superficie piana a raffreddare e asciugare per due/tre ore.
Va conservato in un contenitore che ben siggillato può far durare il nostro pongo anche per più di sei mesi.
Con questa preparazione il Didò è commestibile, cioè te lo puoi mangiare, questo è importante per chi lo usa con bimbi molto piccoli. Ovviamente il sapore è disgustoso e molto salato, ma con i bambini non si sa mai quindi attenzione.

mercoledì 29 agosto 2018

Il sito http://www.balbuzie.it è un portale italiano di riferimento per avere informazioni sulle balbuzie, interessante è una serie di SUGGERIMENTI EDUCATIVI presenti nel sito e che secondo me molti di questi risultano importanti da applicare a scuola e a casa durante il periodo della scuola dell'infanzia:

  1. Non aiuteranno il vostro bambino parole, gesti, azioni che denotano preoccupazione per il suo modo di parlare.
  2. Evitate di etichettare il bambino come balbuziente né dovete permettere che altri lo facciano.
  3. Stabilite un buon contatto oculare col bambino, che dovrà percepire il vostro interesse e il vostro piacere di ascoltarlo.
  4. Parlare all’inizio o durante il discorso il bambino può inibire la sua comunicazione. Parlate alla fine.
  5. Offrite un buon modello di linguaggio. Parlate più che potete e con tranquillità e con una buona articolazione, senza esagerarla.
  6. Non forzare il bambino a parlare davanti ad altre persone, cosa che gli creerebbe stress comunicativo, né pretendere che si esprima oltre le possibilità del suo vocabolario.
  7. Fare domande che esigono risposte molto lunghe rischia di suscitare nel bambino un assurdo senso di incapacità e di inadeguatezza.
  8. Ogni stimolazione eccessiva stressa il bambino e non contribuisce a costruire intorno a lui un ambiente tranquillo.
  9. Attraverso gesti e parole mostrate di apprezzare le sue qualità. Elogiatelo per un disegno, una buona azione, un determinato comportamento, ecc.
  10. Se notate che il bambino è preoccupato per il suo modo di parlare, ditegli che quando i bambini stanno ancora imparando a parlare è normale che ripetano alcune parole.
  11. Evitate di chiedere di parlare quando è sotto l’effetto di un’intensa emozione. Il pianto produce già di per sé intermittenza tra parola e respiro. Quando si chiede qualcosa al bambino che piange, per quanto egli cerchi di organizzare i suoni, non ci riuscirà. Balbetterà di sicuro.
  12. Evitate di insegnare al bambino dei trucchi per non balbettare. Anche perché non è detto che questi funzionino. E ciò lo farà sentire sicuramente “in difetto” e forse anche “in colpa”.
  13. Evitate di completare le frasi del bambino; abbiate pazienza e ascoltate con tranquillità ciò che deve dire anche se ci mette tempo.
  14. Evitate il panico ogni qualvolta si blocca. E il panico lo si può trasmettere anche attraverso il linguaggio del corpo: gesti nervosi con le mani, movimenti particolari con gli occhi, sul viso, ecc.
  15. Stabilite un tempo da dedicare ogni giorno per raccontargli storie o parlargli liberamente ispirandovi per esempio alle figure di un libro.
  16. Quando deve andare in qualche posto, avvisatelo prima e ditegli cosa succederà e quali persone incontrerà. Evitate che rimanga in ansia senza sapere dove andrà e con chi giocherà.
  17. Se è un giorno propizio in cui sta balbettando poco o per niente, fate in modo che abbia anche maggiori opportunità di parlare. Per esempio: spegnere la TV per fare un gioco con le marionette, raccontare storielle, visitare un amico, fare piccole commissioni, ecc. Esplorate in tutti i modi la sua fluenza.
  18. Se è una giornata nera in cui il bambino sta balbettando molto, sistemate ogni cosa in modo che egli abbia poche occasioni di parlare. Per esempio: è raccomandabile vedere la TV, andare al cinema, ascoltare storie e canzoncine dallo stereo, ritagliare o incollare figurine, disegnare, ricostruire i puzzle... Contenete in tutti i modi la sua disfluenza.
  19. Fate solo domande necessarie e che richiedano risposte brevi.
  20. Inventate giochi sulle note di un canto fatto in coro o giochi in cui il bambino vi imita e ripete quello che voi dite, lentamente e articolando.
  21. Il miglior modo per non far notare che state facendo attenzione alla sua balbuzie è mostrarsi molto più interessati a quello che il bambino dice, piuttosto che a come lo dice.

Qualche altro suggerimento pratico...

Cosa devo e non devo fare quando mio figlio balbetta

  • devo:
    • ascoltare quello che dice e non come lo dice;
    • dargli tempo ed ascoltare finché non abbia finito;
    • comportarmi come se non balbettasse;
    • seguire i suggerimenti e le indicazioni ricevute e magari da lui stesso praticate, per esempio parlargli più lentamente;
    • mantenere un atteggiamento calmo, in modo che il bambino non si senta pressato nel parlare, finendo così con l’aumentare la velocità di parola;
    • badare bene a non prestare maggiore attenzione ai momenti di balbuzie a scapito di quelli di normale fluenza;
    • ridurre la velocità di parola.
  • non devo:
    • riprenderlo per la balbuzie;
    • “abbandonarlo” quando balbetta;
    • dirgli di smettere di balbettare;
    • punirlo perché balbetta;
    • mostrarmi preoccupato per la sua balbuzie;
    • arrabbiarmi o essere impaziente quando fa fatica a parlare;
    • dire per lui la parola che non gli riesce di dire;
    • fargli troppe domande e soprattutto non fargliele tutte insieme.

Ascoltare

Cosa fare quando sto ascoltando il bambino.
  • se siamo occupati, diciamogli che vorremmo senz’altro sapere quello che lui ci vuole dire, ma lo preghiamo di aspettare fino a quando potremo ascoltarlo per bene e con la massima attenzione. Naturalmente va previsto poi, senza farlo aspettare troppo, un momento di calma in cui potergli dedicare tutta l’attenzione di cui ha bisogno;
  • guardarlo;
  • parlargli sempre faccia a faccia e, se possibile, ponendomi alla sua stessa altezza;
  • dimostrargli che lo stiamo ascoltando con interesse anche per potergli rispondere al meglio;
  • non pretendiamo da noi stessi di ascoltare avendo la mente occupata.

Complimentarsi

Come posso aiutare mio figlio ad essere più sicuro di sé
  • lodarlo almeno una volta al giorno per qualcosa che ha fatto bene, per esempio anche solo per un disegno fatto per noi, o per aver apparecchiato la tavola;
  • essere sinceri, appropriati e coerenti nelle nostre lodi;
  • quando lo si ringrazia per un compito svolto, aggiungiamo magari un complimento: l’hai fatto veramente bene!;
  • incoraggiamolo a contraccambiare i complimenti, così impareremo a reagirvi sempre meglio in modo positivo.

Rispettare il turno

Come posso migliorare questo aspetto nella mia famiglia
  • cerchiamo di trovare un momento specifico per esercitarci nel rispettare i turni di parola, per esempio a cena;
  • chiariamo a tutti che quando una persona sta parlando, gli altri devono aspettare in silenzio finché lui abbia finito; solo allora toccherà ad un altro;
  • se qualcuno interrompe gli si dice: “aspetta, quando lui avrà finito toccherà a te e nessuno ti interromperà;
  • se una persona sta parlando da troppo tempo andrà fermata, spiegandone il motivo, e dando la parola ad un’altra;
  • quando un membro della famiglia diventa noioso o ripetitivo, sarà bene ricordargli la regola dell’essere conciso e interessante;
  • non interrompiamo il bambino che balbetta: non lo faremmo se parlasse normalmente.

La disciplina

Cosa posso fare quando mio figlio si comporta male
  • cerchiamo di far coincidere la punizione con il momento della ‘marachella’ o del capriccio;
  • non minacciamo punizioni che già sappiamo di non mantenere come, per esempio: “se lo fai ti mando via per sempre!”;
  • siamo coerenti: se abbiamo stabilito una punizione facciamo in modo che avvenga, senza dimenticanze o ‘sconti’;
  • avvertiamo con un ammonimento il bambino, cerchiamo di essere sicuri che lui abbia effettivamente capito l’errore e diamogli anche il tempo per correggersi;
  • cerchiamo di ridurre il numero di volte in cui diciamo o rispondiamo “no!”; è meglio conservarlo per le occasioni più significative;
  • quando è possibile farlo, cerchiamo di distogliere il bambino dall’attività scorretta, inducendolo a fare qualche cosa di positivo.– Per esempio: piuttosto che dirgli spesso “non fare– così”, coinvolgiamolo con una proposta (“perché non mi aiuti a fare questo?”).
Fonte: tratto da http://www.balbuzie.it
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