• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

sabato 24 febbraio 2018

Quando un bambino è discalculico si tende a proporgli, come strumento compensativo, l'uso della calcolatrice, soprattutto per l'esecuzione di calcoli scritti, in realtà è opportuno che accanto all'uso di tale strumento si continui a proporre una serie di calcoli scritti che hanno l'obiettivo di fornirgli una certa indipendenza nella vita di tutti i giorni perché non sempre è possibile utilizzare la calcolatrice.
Ecco a voi una serie di SUGGERIMENTI raccolti da Cristiana Zucca (referente per la dislessia e insegnante nella scuola primaria di Argentera Canavese), spunti tratti da "La discalculia evolutiva" Biancardi- Mariani - Pieretti. Ed Franco Angeli.

COSA FARE QUANDO IL BAMBINO COMMETTE I SEGUENTI ERRORI:

1: ERRORE NEL RICONOSCIMENTO DEL SEGNO MATEMATICO

Il bambino esegue, ad esempio, un'addizione al posto di una sottrazione.
Lo posso aiutare intervenendo così:
  • attività sul significato dei singoli segni (gioco dei dadi dove devo aggiungere i risultati)
  • giochi sui segni opposti ( + e - ): disegno i due segni su due cartoncini e a seconda che venga estratta la + o la - il bambino deve prendere (se è +) o cedere (se è -) degli oggetti.
  • per sviluppare l'attenzione sul segno + x e - inventare dei giochi in cui se vince deve addizionare o moltiplicare i punteggi conseguiti, se perde deve sottrarre.
  • far eseguire operazioni a cui manca il segno, il bambino deve indovinare qual è quello adatto : 4 .... 2 = 6
  • per comprendere il significato delle operazioni proporre diverse attività con gli insiemi: se devo fare 4 - 3 posso disegnare un insieme di 4 caramelle da cui ne tolgo, ne mangio, ne butto via ....3. Oppure posso lavorare sulla linea dei numeri: parto da 4 vado indietro di 3 arrivo a 1, in alternativa si può usare anche il gioco dell'oca, oppure dei percorsi, dei dadi...
2: ERRORI NELLE PROCEDURE DI CALCOLO

Il bambino sbaglia il calcolo durante alcuni passaggi: ad esempio può dimenticare di calcolare tutti o alcuni riporti, può non calcolare il prestito....
  • far evidenziare SEMPRE le cifre da riportare e quelle chieste in prestito
  • far eseguire tanti problemi in modo che il bambino possa sperimentare procedure diverse
  • proporre tante sottrazioni con la presenza dello 0 e del 9
  • usare degli indicatori per evidenziare l'ordine spazio temporale con cui si devono eseguire i passaggi: quando il bambino deve eseguire una sottrazione con due cifre al minuendo non fatica nel capire a quale cifre deve chiedere il prestito : 34 - 18 = sa che deve chiedere una decina al 3... ma se il minuendo ha più di 2 cifre può trovarsi in difficoltà nel capire a quale la deve chiedere per prima, ecco, allora che servono dei simboli, delle frecce che lo orientino proprio da un punto di vista spaziale e sequenziale
  • porre l'attenzione sulla direzionalità d'esecuzione: addizione e sottrazione vanno da destra verso sinistra e dall'alto verso il basso; nella moltiplicazione, invece, parto dal moltiplicatore quindi vado dal basso verso l'alto ma sempre da destra verso sinistra. Per aiutare il bambino nel comprendere la direzionalità si possono usare delle frecce colorate
  • si può aiutare il bambino ad orientarsi nella procedura del calcolo mentale attraverso l'uso di griglie
3. ESERCIZI SULLA LINEA DEI NUMERI
Questi esercizi vengono svolti prima sulla linea dei numeri, poi oralmente e infine per iscritto
  • Contare avanti e indietro , per uno, entro il 100
  • contare in avanti per due
  • inserimento di numeri mancanti sulla linea dei numeri (prima), in una sequenza numerica (poi)
  • ricostruzione della sequenza numerica dopo aver osservato la linea dei numeri
  • cercare il numero che segue e quello che precede un numero dato
  • la linea dei numeri è utile anche per la correzione di errori: se sbaglia a enumerare confondendo il 67 col 77 gli si fa osservare e scrivere la sequenza da 70 a 8 chiedendogli di individuare nella sequenza il numero 67.

venerdì 23 febbraio 2018

Diverse sono le tecniche per facilitare l'apprendimento delle tabelline, in passato su questo blog ho segnalato molte risorse in merito! Vi propongo un metodo alternativo per apprendere le tabelline, vi assicuro che i bambini apprezzeranno sia la costruzione (in modo laboratoriale) sia l'impiego.

Andremo a costruire una tavola pitagorica facilitata (vedi l'immagine qui sotto):


Materiale occorrente:
  • 100 tappi di plastica;
  • Una base in legno;
  • Colla;
  • 100 biglie colorate;
  • Un contenitore per le biglie;
  • Schede con tabelline senza risultato.



Lo  scopo  di  questo  gioco  è  arrivare  a  costruire  le  tabelline  attraverso  l'osservazione  e  la  prova  manuale  che  l’addizione  ripetuta  si  semplifica  con  la moltiplicazione.
Esempio: 5+5+5+5 si semplifica in 5x4.


Si consegna all’alunno la scheda della tabellina del 5.
Il bambino distribuirà una biglia in ogni tappo da 1 a 5  nella prima colonna e scriverà il risultato sul suo foglio 5 x 1 = 5










Di seguito, aggiungendo una colonna di 5 scriveranno il risultato 5 x 2 = 10








E ancora, 5 x 3 = 15








Per l’alunno diventa un gioco manuale:
  • lavora in modo autonomo quindi si sente abile;
  • memorizza più facilmente e con soddisfazione.
Fonte: Il lavoro è stato svolto dall’insegnante di sostegno Dessì Marco e dalla psicologa Dott.ssa Piriccu Manuela con l’importante collaborazione degli alunni.
Monica Puggioni è insegnante di matematica e autrice della sezione di matematica dei testi scolastici per la scuola primaria delle Edizioni Giunti Del Borgo

Ecco un metodo divertente per imparare le tabelline consigliato da lei.



 
1. Conta con i disegni ed impara!                               
Quando si devono imparare le tabelline a memoria ci sono due modi che si devono sapere:

-       la sequenza ordinata come per esempio: 2, 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16, 18, 20.
-       le operazioni con il risultato, per esempio: 2x3=6    2x4= 8    2x5= 10      
Per cominciare, concentrati e impara a memoria la sequenza ordinata di ogni tabellina.

Come si può fare per riuscirci con facilità e successo?

Primo. Ricordarti che la moltiplicazione è un’addizione ripetuta. Per esempio, 3x5 corrisponde a 3+3+3+3+3, ossia 3 per cinque volte!

Secondo: utilizza i disegni (guarda la gallery) per memorizzare le addizioni ripetute.

Per esempio, osserva le motociclette che rappresentano la tabellina del due. Ogni moto ha due ruote, vero?
Appoggia il dito sulla prima moto e conta due, spostalo sulla seconda e conta altre due ruote, e ottieni quattro e così via.
Quando sarai arrivato all’ultima riga di motociclette avrai imparato la tabellina del due.
Usa le eliche per la tabellina del tre, il quadrifoglio per quella del quattro, le mani per il cinque, il fiore per il sei , la coccinella per il sette, il polipo per l’otto, le carte da gioco per il nove e le uova per il dieci.

2. Le so già!
Questo trucco è un portento! Dopo aver imparato per bene la tabellina del due scoprirai che per ogni tabellina nuova conosci già alcuni risultati. Sai perché? Basta invertire i fattori. Infatti, per esempio,  3x2 ha lo stesso risultato di 2x3.
Nella tabellina del quattro conosci già 4x2 ossia 2x4, 4x3 ossia 3x4.
In questo modo scoprirai di sapere già gran parte delle tabelline più difficili da memorizzare. Parola d’ordine: invertire i fattori!

3. Mini tavole 
La Tavola Pitagorica è troppo grande e ti spaventa con tutti quei numeri?
Non è un problema! Puoi superare tranquillamente la tua paura con qualche taglietto.

Fotocopia una Tavola Pitagorica e ritagliala come vedi nell'illustrazione sotto, otterrai tante “mini tavole”. Scegline una, completala e studiala. In seguito studia tutte le altre, una per volta... Alla fine le saprai tutte!

minitavole Fotocopia una Tavola Pitagorica e ritagliala come vedi nell’illustrazione, otterrai tante “mini tavole”. Scegline una, completala e studiala. In seguito studia tutte le altre, una per volta.. alla fine le saprai tutte!
(Fonte: https://www.focusjunior.it)




martedì 13 febbraio 2018

La diagnosi dei DSA e` effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale (Neuropsichiatria Infantile in caso di diagnosi in età evolutiva). E’ la famiglia a comunicare la diagnosi alla scuola di appartenenza dello studente (L. 170/2010, art. 3).
Oltre alle misure scolastiche ci sono agevolazioni fiscali e lavorative per i genitori.

Non tutti conoscono che esiste una Misura per i familiari che lavorano (L. 170/2010 - art. 6): i genitori di studenti del primo ciclo dell’istruzione con DSA impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa, hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili. Le modalità di esercizio di tale diritto sono determinate dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati.

Al momento soltanto i dipendenti pubblici hanno la possibilità di un orario più elastico (Circolare n. 9/2011 - Ministero della funzione pubblica):
  • Richiesta di Part-time: i dipendenti pubblici, genitori di studenti del primo ciclo (elementari e medie) con diagnosi di DSA, in caso di domanda di trasformazione del rapporto di lavoro a part-time, hanno diritto di precedenza rispetto agli altri lavoratori.
Per maggiori info clicca qui http://www.dirittoscolastico.it/genitori-di-alunni-con-dsa-hanno-diritto-forme-di-flessibilita-family-friendly/
In che modo possiamo aiutare nostro figlio con la scuola? In che modo possiamo sostenere l’autonomia dei nostri figli? Quali sono i doveri di noi genitori?
Ecco alcuni consigli...

Di fronte alla diagnosi di DSA molti genitori si chiedono come poter aiutare il proprio figlio a raggiungere la piena autonomia di cui ha bisogno per riacquistare fiducia in se stesso. Nel corso degli anni le conoscenze sempre più approfondite e l’esperienza di chi ci è già passato hanno reso possibile stilare una sorta di consigli che speriamo possano essere utili.
  • In primo luogo dovete prendere coscienza del fatto che vostro figlio è dislessico e che ciò non è colpa vostra o della scuola ne tantomeno del bambino stesso. La dislessia è caratteristica, come può esserlo il colore degli occhi o dei capelli. Accettatela e cercate di cogliere gli aspetti positivi per affrontarla al meglio.
  • Vostro figlio è la prima persona che sa di avere una particolarità quindi parlatene con lui, chiedete il suo stato d’animo le sue sensazioni e aiutatelo a capire le sfaccettature della dislessia così da permettergli di prendere consapevolezza e aiutarlo ad acquisire sempre più autonomia.
  • Anche se tuo figlio è dislessico questo non significa che non gli piace la lettura. E’ importante leggergli spesso libri di narrativa e di vario genere così da aiutarlo ad arricchire il suo vocabolario ma anche a poter interagire con i suoi coetanei sugli stessi argomenti di loro interesse. Se non puoi leggere tu per lui esistono gli audiolibri e i libri in formato digitale che sopperiscono alla mancanza di tempo che spesso ci assilla.
  • Quando leggete non fatelo considerando vostro figlio uno spettatore passivo, ma rendetelo partecipe e coinvolgetelo nella lettura leggendo insieme.
  • Il bambino con DSA, come ogni bambino, è molto curioso. Quindi cercate di parlare con lui il più spesso possibile e affrontate qualsiasi tipo di argomento questo gli permetterà di soddisfare la sua curiosità e di sentirsi sempre partecipe alla vita di famiglia come persona rilevante e che può dare il proprio contributo. Questo è molto importante per il suo sviluppo psicologico e per la crescita della sua autostima, spesso minata dalla visione negativa di se.
  • Nel gioco con vostro figlio privilegiate i giochi di carte, o da tavolo come ad esempio monopoli, memory, puzzle etc.. Essi aiutano a sviluppare la concentrazione e a mantenere l’attenzione. Sono bambini molto creativi e fantasiosi quindi permettetegli di giocare con pongo, plastilina, colla, etc.. li aiuterete a sviluppare la manualità fine. Non trascurate le rime, le filastrocche, le canzoni esse permettono di allenare la memoria.
  • Nel guardare la televisione siate sempre insieme a vostro figlio e commentate ciò che vedete.
  • Cercate di mettere in risalto la capacità e le qualità di vostro figlio, promuovete attività dove eccelle. Cercate sempre di mostrargli i suoi punti di forza.
 
Il bambino con DSA va aiutato a imparare ad organizzarsi e a trovare la propria autonomia così da non dover dipendere da nessuno.
 
  • Creare una routine quotidiana:
Il bambino con DSA ha bisogno di essere organizzato e di avere i momenti della giornata programmati e scanditi secondo una routine.
Sarebbe utile creare un cartellone da appendere nel luogo dedicato ai compiti dove giorno per giorno vengono inseriti e programmati i momenti di studio alternati a quelli di riposo o di attività extrascolastiche.
Il luogo dedicato allo studio dovrebbe essere il più possibile privo di distrazioni e tutto il necessario per il momento dei compiti dovrebbe essere a portata di mano (calcolatrice, penne, matite, pennarelli, quaderni, etc…)
Il bambino con DSA si stanca molto facilmente quindi può essere utile frazionare lo studio con pause di almeno 10 minuti. La lettura è importante ma per evitare frustrazione e stanchezza mentale si può leggere per lui, procurargli audiolibri o un programma di sintesi vocale.

  • Eseguire i compiti:
Il carico di compiti spesso spaventa e avvilisce il bambino con DSA, è importante che egli possa sentirsi libero di lavorare al meglio e con tranquillità, per fare ciò dovete suddividere i compiti per carico ed impegno, ad esempio suddividere esercizi di matematica in 2 momenti separati e inserire qualche cosa di più semplice fra i due momenti. In ogni caso il bambino con DSA ha diritto ad avere una riduzione dei compiti a casa, l’importante è la qualità e non la quantità. Leggetegli le consegne e assicuratevi che abbia compreso le richieste e per esercizi più complessi affiancatevi a lui eseguendoli insieme.
Aiutate il bambino a utilizzare gli strumenti in suo possesso come ad esempio l’uso del PC per la produzione scritta o la costruzione di mappe mentali e concettuali nello studio.
Incoraggiatelo e gratificatelo per l’impegno profuso. Aiutatelo nella formulazione del pensiero prima di passare alla vera e propria stesura.

  • Uso della tecnologia:
L’uso del computer nella presentazione dei compiti può fare una grossa differenza nella valutazione finale. Il computer permette di scrivere utilizzando il correttore ortografico e quindi di concentrarsi solo sulla costruzione del pensiero e non sugli errori ortografici. Inoltre oggi ci sono anche software di sintesi vocale per la lettura dei libri scolastici in formato digitale pertanto la codifica dei testi scritti é demandata al computer e in Internet ci sono molti software e siti utili per molte discipline di ogni ordine e grado scolastico.
Non esistono strumenti adeguatamente buoni per tutti; il genitore può aiutare il proprio figlio a conoscere i diversi strumenti a disposizione per aggirare le sue difficoltà ed esortatelo a sperimentarne diversi. E’ importante lasciare a lui la scelta di utilizzare quello più efficace per il proprio stile di apprendimento: aiutatelo a promuovere la propria autonomia, questo farà di lui una persona che acquisterà sempre più fiducia in se stesso.
E’ importante ricordarsi che l’uso della tecnologia non è scontato e che bisogna anche sostenere i bambini e i ragazzi ad imparare a interfacciarsi con questi strumenti.

sabato 3 febbraio 2018

Scrivere è un'operazione complicata e la maggior parte dei bambini incontra molte difficoltà nel produrre e completare un testo, ottenendo risultati superficiali, logicamente disordinati e ortograficamente imprecisi. Imparare a scrivere adeguatamente risulta fondamentale nella carriera scolastica e nel lavoro e, soprattutto, sviluppa competenze che toccano ogni aspetto della vita.
 
Ecco a voi una serie di schede per la produzioni di testi. E' un piccolo percorso composto da 22 attività facilitate e guidate, sono indicate per una seconda/terza classe della scuola primaria.

venerdì 2 febbraio 2018

Come ogni anno arriva questo periodo e tutti noi docenti e non solo organizziamo attività più o meno strutturate, con momenti di gioco e laboratoriali. Carnevale rappresenta un momento fondamentale per i bambini, anche dal punto di vista formativo pedagogico.

Il Carnevale è una delle espressioni più autentiche della tradizione popolare del nostro Paese, con centinaia di celebrazioni in tutte le parti d'Italia, dal nord al sud, alle isole. 
Il Carnevale si è sviluppato poi spontaneamente nella società umana, rivestendo sempre un'importanza fondamentale al suo interno e nel suo immaginario collettivo: la fantasia, l'energia, la spontaneità e le creatività popolari hanno trovato espressione, fin dai tempi passati, in questo evento, la cui portata simbolica va ben al di là della semplice festa. Veniva opposto alle forme religiose ufficiali, era la festa del popolo, il luogo del riso e della follia, dello scherzo, della materialità e dell'abbondanza.

Nella festa vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito: ogni gerarchia viene a cadere ed i rapporti divengono spontanei, liberi e disinibiti.
Emblematica della concezione carnevalesca del mondo è la maschera. Essa è uno dei motivi più complessi e ricchi di significato della cultura popolare: indossare la maschera è un modo di uscire dalla banalità del quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare se stessi per divenire altro.
Il significato più recondito del mascherarsi è quello di avere la possibilità di togliersi i propri "abiti" per assumere le sembianze di qualcun altro. Ciò che si sceglie di indossare rappresenta un modo per infrangere regole, ruoli e convenzioni e può anche nascondere alcuni aspetti psicologici di una persona o di un bambino.
I bambini, invece, scelgono quei personaggi che popolano la loro fantasie e talvolta cercano di esorcizzare le loro paure, mascherandosi da mostri e orchi cattivi. Qualunque sia la maschera scelta, l'intento principale è abbandonare i caratteri abituali, rifiutando per un momento il ruolo che impersoniamo ogni giorno e per una volta disinibirci e sfuggire alle regole che spesso ci imponiamo di seguire.
Le persone e quindi maggiormente i bambini hanno il desiderio di vestirsi con panni inediti e non usuali e che escano dalla loro realtà per esprimere ciò che hanno dentro, e lo vogliono anche condividere con i loro amici, che magari non sapevano nemmeno che il loro compagno avesse il desiderio di essere un bellissimo principe o zorro. E' una delle poche feste italiane che sprigiona allegria!

Vi propongo due quaderni da scaricare e riproporre ai vostri alunni. 

giovedì 1 febbraio 2018

La valutazione degli alunni disabili, intesa sia come verifica dei risultati, sia come valutazione dei processi “cognitivi”, è strettamente correlata al percorso individuale e non fa riferimento a standard né quantitativi, né qualitativi, inoltre deve essere finalizzata a mettere in evidenza il progresso dell’alunno. 



Tenendo conto che non è possibile definire un’unica modalità di valutazione degli apprendimenti che possa valere come criterio generale adattabile a tutte le situazioni di handicap, essa potrà essere:

- Uguale a quella della classe; 
- In linea con quella della classe, ma con criteri personalizzati; 
- Differenziata 
- Mista: La scelta verrà definita dal P. E.I. di ogni singolo alunno. 

I consigli di classe studieranno sistemi di riferimento il più possibili omogenei sia per elaborare le prove di verifica, sia per stabilire criteri di valutazione condivisi. Gli strumenti di verifica saranno rappresentati da: 

- questionari 
- prove soggettive 
– oggettive 
- test oggettivi 
- colloqui con alunni (interrogazioni), che saranno opportunamente integrati da osservazioni sistematiche significative. 

IMPORTANTE - - - > La valutazione globale terrà conto della situazione di partenza, delle reali capacità dell’alunno, dell’impegno dimostrato e dell’efficacia dell’azione formativa, considerate le condizioni ambientali, fisiche e psichiche. La valutazione del processo formativo risponde alle finalità di far conoscere: 

- all’alunno, in ogni momento, la sua posizione nei confronti degli obiettivi prefissati; 
- ai docenti l’efficacia delle strategie adottate per eventualmente adeguare le m etodologie di insegnamento;
- alla famiglia per certificare i livelli consegu iti in funzione di abilità/capacità, conoscenze, comportamenti.

Tenendo in mente codeste informazioni (importanti ai fini della corretta interpretazione), vi segnalo qui sotto una guida utile che include la corrispondenza tra numero e giudizio descrittivo... cioè cosa deve saper fare l'alunno in base al voto numerico inserito in pagella.

domenica 28 gennaio 2018

L'albabeto degli animali è un percorso semplice per apprendere l'alfabeto e sviluppare le capacità grafo-motorie. 

Il quaderno è costituito da una serie di schede didattiche con attività di ripasso e coloritura, in ognuna viene presentata una lettera dell'alfabeto accompagnata da immagini che richiamano il suono e la pronuncia. 
E' una risorsa scaricabili gratuitamente adatta alla scuola dell'infanzia.

venerdì 26 gennaio 2018

Il decreto legislativo n. 62/2017 (clicca per leggere) e il successivo DM n. 741/2017 (clicca per leggere) hanno portato novità per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, apportando diversi cambiamenti che vanno dai requisiti di ammissione alla prove e agli esiti finali.
I succitati decreti sono stati illustrati  e esemplificati tramite la nota n. 1865 del 10 ottobre 2017(clicca per leggere).

Uno dei quesiti ricorrenti, posti alla nostra redazione, riguarda le novità relative alla partecipazione all’esame di Stato da parte degli alunni disabili e, in particolare, alla loro partecipazione alla Prova Invalsi. Da sottolineare che la partecipazione alla Prova Invalsi costituisce uno dei requisiti per essere ammessi a sostenere l’esame.

Gli alunni diversamente abili partecipano alla prova Invalsi, tuttavia il consiglio di classe:
  • può prevedere adeguate misure compensative o dispensative per lo svolgimento delle medesime;
  • può disporre, nel caso le predette misure non siano sufficienti, specifici adattamenti della prova ovvero disporre l’esonero dalla prova.
In caso di esonero, l’alunno diversamente abile viene ammesso all’esame di Stato? 

Il fatto che la normativa preveda l’esonero, ci porta a rispondere affermativamente (sebbene nei due suddetti decreti non sia esplicitato), ossia che gli alunni disabili, esonerati dalla prova Invalsi possono partecipare agli esami di Stato.
Quanto suddetto è implicitamente confermato dalla nota n. 1865 del 10/10/2017, nel paragrafo dedicato alla partecipazione alla Prova Invalsi da parte degli alunni disabili e con DSA.
Nel predetto paragrafo si sottolinea che la stessa costituisce requisito di ammissione all’esame per gli studenti con DSA:
Si ricorda che anche per le alunne e gli alunni con DSA la partecipazione alle prove lNVALSI è requisito di ammissione all’esame di Stato.”
La partecipazione alla prova, dunque, è requisito d’ammissione anche per i DSA. Nulla, invece, viene sottolineato in merito agli studenti diversamente abili, ragion per cui non dovrebbe esistere alcun dubbio in merito. Conseguentemente, nella certificazione finale delle competenze, rilasciata al termine della secondaria di primo grado, nel caso di alunni disabili esonerati dalla prova Invalsi, non si dovrebbe procedere alla compilazione delle sezioni (Italiano, Matematica e Lingua Inglese) dedicate alle rilevazioni nazionali.
Ricordiamo che per gli alunni disabili possono essere predisposte prove differenziate che hanno valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale.

Fonte: https://www.orizzontescuola.it/

lunedì 22 gennaio 2018

Una nuova risorsa disponibile gratuitamente, si tratta di un quaderno operativo per la scuola dell'infanzia. 

E' strutturato in modo molto semplice e risulta efficace nei contenuti.

Utile per l'ultimo anno della scuola del'infanzia (5 anni) per sviluppare le abilità di grafismo, pre-scrittura e conoscenza dei numeri.

  Clicca qui per scaricarlo gratuitamente!

domenica 21 gennaio 2018

E' un quadernone dell'insegnante Maria Grazia Osella relativo alla quarta classe della primaria. Trovo tutti i quadernoni utili perchè forniscono suggerimenti su attività complementari ai sussidiari in commercio. 

Il quadernone è utile anche come guida per l'insegnante che può spaziare negli approfondimenti , arricchendo il bagaglio culturale degli alunni. 

Le schede ovviamente son prese da diverse fonti e quindi non riconducibili ad una fonte per poi poterle prelevare, però sono sostituibili con altrettente schede simili.

FRANCA DA RE, Dirigente tecnico presso il Ministero della pubblica istruzione ha fornito nel tempo tramite le sue pubblicazioni materiali utilissimi; da pochi giorni ha elaborato due rubriche per la scuola primaria per italiano e matematica utili per attribuzione dei voti secondo il Decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017, legge sulle norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nelprimo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107.

Le rubriche si sviluppano ad albero: la seconda colonna sono criteri generali che spiegano la qualità dell'apprendimento e vanno bene per tutte le discipline; però trasparenza vuole che si applichino allo specifico di ognuna e quindi l'ultima colonna è tratta dai Traguardi delle Indicazioni opportunamente graduati. I Traguardi si riferiscono a competenze culturali delle discipline, sono prescrittivi e si legge nelle Indicazioni che rappresentano criteri per la valutazione. 

Clicca qui per scaricare quella di ITALIANO
Clicca qui per scaricare quella di MATEMATICA

sabato 20 gennaio 2018

Ecco a voi una risorsa imperdibile, un quaderno di musica per la quarta e quinta primaria. 

La risorsa è stata prodotta dalla docente Adalgisa Muscari (nota come maestra Ada), in breve si tratta di un libricino da scaricare gratuitamente strutturato con facili lezioni e con brevi spartiti musicali per flauto,  arricchito con esercizi e verifiche.

Ecco gli argomenti proposti: LA TEORIA IN BREVE, LE NOTE, LA CHIAVE DI VIOLINO, FIGURE MUSICALI, LE PAUSE, IL RITMO, LA BATTUTA, IL PUNTO, IL RITORNELLO, IL FLAUTO DOLCE, COME SI SUONA IL FLAUTO DOLCE, POSIZIONE DELLE DITA SUL FLAUTO, INIZIAMO A SUONARE IL FLAUTO, SPARTITO: INNO ALLA GIOIA, SPARTITO: LA VITA È BELLA, SPARTITO: IL MATTINO, SPARTITO : WE WISH YOU A MERRY CHRISTMASS, SPARTITO: I PIRATI DEI CARAIBI  E FRATELLO SOLE E SORELLA LUNA, SPARTITO: NOI PUFFI SIAM COSÌ, SPARTITI: ROBIN HOOD E TANTI AUGURI A TE, SPARTITI: LAGO DEI CIGNI, SPARTITI:OH SUSANNA E  NINNA NANNA, SPARTITO: IL FANTASMA DELL’OPERA E  LAMBADA, SPARTITI: LA FAMIGLIA ADDAMS E IL PADRINO, LISTA DI ALCUNI DEI PRINCIPALI STRUMENTI MUSICALI, DIPLOMA DI MERITO.

Clicca qui per scaricarlo gratuitamente!

giovedì 18 gennaio 2018

Ogni anno a fine primo quadrimestre in 3^ media (scuola secondaria di primo grado) si comincia a parlare di "CONSIGLIO ORIENTATIVO". Visto le numerose polemiche è giusto far chiarezza, vediamo in particolare cos'è e analizziamo il quadro normativo di riferimento.



Cos'è il consiglio orientativo? 

Il Consiglio Orientativo o Consiglio di Orientamento, che costituisce la sintesi dell’intero percorso di orientamento della scuola secondaria di I grado, è un documento stilato dai Consigli di Classe delle Terze nell’ambito di una riunione del Consiglio di Classe a ciò espressamente dedicata nel mese di dicembre e viene consegnato e discusso con le famiglie in occasione dei ricevimenti generali di fine I quadrimestre, nello stesso mese di dicembre, in vista delle delle iscrizioni alla scuola secondaria di II grado che di solito si aprono nel mese di gennaio.

Cosa rappresenta?

E’ un documento importante perché rappresenta un momento di riflessione condivisa tra tutti i docenti del Consiglio di Classe sull’intero percorso di ogni studente e costituisce, per i ragazzi e le loro famiglie, una guida, un punto di riferimento, nel momento della scelta del futuro percorso di studi.
 Il Consiglio Orientativo, che non è un giudizio vincolante ma appunto un “consiglio motivato”, può essere accolto come utile e significativo quando la scuola dimostra un’elevata conoscenza della realtà dell’istruzione  secondaria di II grado e quando la sua elaborazione è realizzata e periodicamente verificata insieme agli alunni e alle loro famiglie.
E’ necessario quindi che ragazzi, famiglie e docenti del Consiglio di Classe costruiscano insieme un progetto formativo che sia un valido supporto alla motivazione anche nei momenti di maggiore criticità, primo fra tutti proprio il momento della scelta della scuola superiore.

  • Attenzione... ripeto un passo IMPORTANTE "non è un giudizio vincolante", lo dice espressamente O.M. n.90/2001 e nell’all.C del D.Lgs. n. 59/ 2004.

  • Con nota prot. n. 1304 del 28 maggio 2013, le segreterie scolastiche sono state invitate, per la prima volta, ad inserire anche il “Consiglio orientativo”, relativo alla scelta del proseguimento degli studi espresso dal Consiglio di Classe per ogni singolo alunno che termina il primo ciclo di istruzione.
Inoltre la nota dice, si specifica che il “Consiglio orientativo” è quello espresso ai fini di orientare gli studenti al termine del primo ciclo di istruzione nelle scelte di prosecuzione dell’obbligo scolastico
nel periodo delle iscrizioni (gennaio/febbraio).

  • Anche nelle diverse circolari ministeriali relative alle procedure di iscrizione (clicca qui ad esempio) fanno riferimento al "consiglio orientativo".

Qual è la finalità? 

Il Consiglio orientativo formulato dagli insegnanti del Consiglio di Classe dà un’indicazione non solo del percorso di studi (Istituto Tecnico, Istituto Professionale, Liceo),  ma anche del singolo indirizzo consigliato, elaborando e rendendo esplicita una sintesi tra le attitudini, gli interessi, le potenzialità e le reali possibilità lavorative esistenti, per valorizzare il percorso di ogni studente.

In sintesi 
 
In poche parole anche se spesso questo giudizio può sembrare a volte ingiusto, gli insegnanti coinvolti sono obbligati dalle norme a pronunciarsi. Si sottolinea come detto sopra che tale "consiglio" non è vincolante per la successiva scelta dell'istituzione scolastica (scuola secondaria di secondo grado).
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