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martedì 16 dicembre 2014

DSA, INDENNITA' DI FREQUENZA E DIFFERENZE CON LO STATO DI DISABILITA'

L'indennità di frequenza è accordata a bambini diabetici, scoliotici o con altre problematiche che richiedono una riabilitazione specifica. Quindi ha lo scopo di fornire un sostegno alle famiglie di minori invalidi che devono sostenere spese legate alla frequenza di una scuola, pubblica o privata, o di un centro specializzato per terapie o riabilitazione. Anche i DSA possono ottenere tale indennità...

Per i ragazzi con DSA, di solito, viene rilasciata dalla commissione una certificazione che NON è una invalidità, ma il riconoscimento "...di una difficoltà persistente a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età... "(art.2 legge 289/90). La commissione, dopo aver visionato la diagnosi dello specialista, emette un documento che per i minori si chiama INDENNITÀ DI FREQUENZA, e non INVALIDITÀ CIVILE. Inoltre, se non ci sono gli estremi per farlo (cioè nella maggior parte dei casi), non viene certificato uno stato di handicap e quindi non viene applicata la legge 104/92. 

Purtroppo, attualmente non esistono aiuti economici e finanziari per i ragazzi con DSA, eccetto che in alcune regioni. Tutti sappiamo bene i costi di un ciclo di logopedia o di altri cicli riabilitativi, senza contare i costi degli specialisti, del carburante, per non parlare del tempo che tutte queste cose comportano. 
L'indennità consiste in un assegno mensile di 251 € circa. Per la procedura per ottenerla clicca qui!


venerdì 5 dicembre 2014

APP E MAPPE CONCETTUALI, DUE SITI PER I DISTRURBI SPECIFICI D'APPRENDIMENTO

Spesso alcuni eventi che segnano la nostra vita finiscono per divertare parte integrante di un'esistenza; la sofferenza e il dolore, causato non tanto da un disturbo come la dislessia ma dall'ignoranza della gente e dalla poca sensibilità empatica, può diventare forza per aiutarsi e aiutare gli altri! Così grazie anche a facebook, un trio di mamme coraggio combattono ogni giorno nei diversi gruppi e donano con passione il loro vissuto e le loro esperienze che oggi rappresentano un bagaglio fondamentale per garantire i diritti che a volte vengono negati. Monica Monaco, Anna Paris e Delia Triolo sono artefici insieme a gruppi numerosi di genitori e personale scolastico e non, che hanno aderito alle loro iniziative e creato nel tempo un vero portale d'aiuto aperto a chi ne ha bisogno! Gruppi fb come:
...rappresentano un riparo per molti genitori e non solo! In questi gruppi non si offre solo l'ascolto (che non è da sottovalutare) ma anche si propongono diverse strumentalità didattiche e normative per perseguire positivamente un percorso che non è così scontato e semplice!

Queste mamme non solo si attivano in questo grande social network, ma in questi ultimi mesi hanno arricchito il web con due risorse essenziali: due siti didattici utili per i DSA!!!
  • APPLICAZIONI DSA rappresenta un portale per raccogliere tutte le applicazioni o app e software vari, citati nei gruppi fb! Tali applicazioni racccolte sono utilissimi per i disturbi di apprendimento ma anche utilizzabili anche nel settore delle disabilità.



giovedì 4 dicembre 2014

CORSO SICUREZZA PER GLI INSEGNANTI, ESONERO PER CHI L'HA GIA' SVOLTO

La partecipazione obbligatoria ai corsi sulla sicurezza discende dall’art. 20, comma 2, lettera h), del D.Lgs. 81/2008, il quale afferma che il lavoratore ha l’obbligo di “partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro”.
 
L'11 gennaio 2012 è stato pubblicato nella G.U. I' accordo Stato/Regioni del 21.12.2011 che disciplina la formazione e l'aggiornamento dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti ai sensi dell'art. 37 del D.lgvo 81/2008.

Il corso obbligatorio sulla sicurezza sul lavoro è formato da due parti fondamentali:
  • la parte generale;
  • la parte specifica.
Tenendo conto che la scuola è classificata come a rischio medio, tutti i lavoratori (coordinatrice, docenti infanzia, educatrici nido, cuoche, ausiliarie ecc..) devono effettuare: un corso di "formazione generale" della durata di 4 ore un corso di "formazione specifica" della durata di 8 ore seguito da un corso di aggiornamento di 6 ore diluito in più incontri nell'arco di 5 anni.
 
I contenuti della "formazione generale" sono standardizzati e quindi ogni lavoratore una volta effettuato il corso di 4 ore ottiene un "credito formativo" che gli eviterà la ripetizione di corsi e nozioni anche con il cambiamento del lavoro. La formazione "specifica" potrà essere un titolo permanente, ma solo se il lavoratore sarà assunto nello stesso settore. 
Per valutare l'integrazione sarà opportuno prendere in esame ogni singola posizione.

QUINDI:
NON è necessario rifrequentare il corso, per quello che riguarda la parte GENERALE. Infatti tale formazione ha carattere PERMANENTE e può essere effettuata una sola volta.

Sulla parte di formazione SPECIFICA è invece necessario determinare se è ancora valida. Infatti non deve essere più vecchia di 5 anni. In caso contrario deve essere svolta attraverso un breve corso della durata di 4 ore che verrà tenuto in aula da docenti certificati.

Sono da considerarsi validi tutti i corsi di formazione svolti, prima dell’11 Gennaio 2012, nei confronti dei lavoratori e dei preposti, anche se la loro durata è stata inferiore al numero di ore attualmente previsto. 
Vi è comunque un obbligo di “aggiornamento”, con durata minima di 6 ore, per lavoratori e preposti, per i quali la formazione sia stata erogata da più di 5 anni dalla data di pubblicazione dell’Accordo (lo stesso obbligo deve essere ottemperato entro 12 mesi dalla data di pubblicazione dell’Accordo). 


domenica 30 novembre 2014

DISPRASSIA EVOLUTIVA, LIBRETTO INFORMATIVO SUL DISTURBO

Da Orizzonte Scuola - La disprassia, secondo l'ICD-10, è un Disturbo Evolutivo Specifico della Funzione Motoria (F 82) che coinvolge diversi aspetti legati alla coordinazione motoria e alle funzioni adattive del soggetto, determinando, spesso, significative difficoltà nelle operazioni classiche della quotidianità. 
La disprassia non rientra propriamente tra i DSA, ma un bambino con disprassia può presentare delle difficoltà nel vestirsi autonomamente, nell'uso della gestualità come forma di comunicazione degli stati emotivi, nella scrittura (disgrafia), nella lettura, etc.
Il libretto di seguito allegato presenta il disturbo in età evolutiva, ne classifica le diverse tipologie, offre una bigliografia e una sitografia utili per conoscere meglio la disprassia.
 
Allegato: 

BES, REGISTRAZIONI AUDIO DELLE LEZIONI TRA PRIVASY E DIRITTO DEGLI STUDENTI

Le linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, di cui al Decreto attuativo n. 5669, prevedono – fra gli strumenti atti a favorire lo studio dei dislessici – la possibilità di registrare le lezioni scolastiche al fine di facilitare l’apprendimento. In esse si legge:
La Legge 170/2010 richiama inoltre le istituzioni scolastiche all’obbligo di garantire «l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere».
Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria. Fra i più noti indichiamo:
• la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
• il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;
• i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori;
• la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;
• altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali, etc.
 
La possibilità di registrare le lezioni a scuola ed all’università è uno strumento che la tecnologia offre a chiunque desideri ascoltare nuovamente la lezione, con profitto per l’apprendimento individuale, ed in particolare ai soggetti con DSA – che possono in questo modo essere dispensati dal prendere appunti o dallo studiare direttamente sul libro di testo.
 
Alcuni Istituti scolastici ed alcuni docenti di scuola primaria e secondaria inferiore e superiore, negano di fatto agli studenti la possibilità di registrare le lezioni avvalendosi impropriamente del diritto alla privacy, che verrebbe “leso” in quanto la riproduzione della voce dell’insegnante che spiega la lezione non sarebbe più circoscritta all’ambiente scolastico. Considerata la normativa attualmente vigente, si deve però precisare che la registrazione delle lezioni per fini individuali di studio non riguarda la legislazione in materia di privacy. Il Garante della Privacy, interrogato sulla questione, riferisce infatti quanto segue vedi comunicato dell'AID:


venerdì 28 novembre 2014

POSSIBILI ESAMI PREVENTIVI PRIMA DI UN VACCINO E OBIEZIONE VACCINALE

Non so quanto sia giusto scrivere questo post, quale potrebbe essere la sua utilità... Ma "l'allarme vaccino" è sempre in agguato! Diverse le ipotesi sugli effetti negativi sulla salute, diversi i tribunali che asseriscono il collegamento tra vaccino e autismo... ma non saprei dove sta la verità! Sicuramente i vaccini salvano moltissime vite, ma... ci può potrebbe essere una piccola parte della popolazione sensibile a controindicazioni mai definite...

Ma quali sono i test che preventivamente dovrebbero essere fatti prima di un vaccino? Purtroppo, il nostro Ministero della Salute, invece di rispondere prontamente sollecitando i Centri specializzati a cercare i test più appropriati e di promuovere la messa a punto di test nuovi, ha risposto ben 5 anni dopo con la Circolare Ministeriale del 7 aprile 1999 che decreta che non si prevedono esami chimico-clinici da eseguire prima della somministrazione dei vaccini, … Una corretta decisione se vaccinare o meno, ed eventualmente quando vaccinare, può scaturire solo da una valutazione molto approfondita del bambino, che però può essere fatta solo da un medico che lo ha visitato più volte e che ha raccolto in modo attento la sua storia e quella dei suoi genitori (partendo addirittura dai 2-3 anni prima del suo concepimento).

Se si vuole conoscere i test laboratoristici che si potrebbero eseguire prima di una vaccinazione pediatrica per avere delle informazioni (seppure non precisissime) sulle condizioni metaboliche e immunitarie, ricordo in particolare:

A) Esami di primo livello:
- Esame emocromocitometrico con formula leucocitaria
- Elettroforesi proteica, PCR, fibrinogeno, GGT
- Dosaggio dei minerali (sodio, potassio, magnesio, calcio, fosfato, zinco)
- Dosaggio delle immunoglobuline (IgA, IgM, IgG, IgE)
- Dosaggio della vitamina D
- Test per la ricerca delle intolleranze alimentari
- Tipizzazione linfocitaria
- Tipizzazione tessutale HLA ad alta risoluzione o almeno il test per la malattia celiaca
- Mineralogramma del capello
- Dosaggio quantitativo degli anticorpi antitetanici (anche nei non vaccinati)
- Esame completo delle urine

B) Esami di secondo livello (3):
- Analisi dei polimorfismi del DNA (su sangue o saliva)
- Dosaggio degli antiossidanti enzimatici: superossido-dismutasi, catalasi, glutatione-perossidasi
- Dosaggio degli antiossidanti non enzimatici: glutatione, vitamina A, vitamina C, vitamina E, licopene, ferritina
- Dosaggio nelle urine dei prodotti terminali della lipossidazione: 4-idrossi-nonenale (4-HNE), malonil-dialdeide (MDA), F2-isoprostani (che sono espressione del danno dei lipidi di membrana)
- Dosaggio nelle urine della 8-idrossi-2-deossiguanosina (8-OHdG) (espressione del danno ossidativo del DNA e in particolare dei processi di riparazione in vivo del DNA e della degradazione degli acidi nucleici conseguente alla morte cellulare)
- Dosaggio del criptopirrolo urinario e dell’istamina plasmatica (valutazione del danno del sistema nervoso centrale)
- Dosaggio delle porfirine urinarie: uroporfirine e coproporfirine (espressione di danno farmacologico, intossicazione di metalli tossici o di sostanze chimiche tossiche, disordini genetici, patologie epatiche, stress ossidativo, ecc.)
- Dosaggio degli aminoacidi plasmatici (compresa l’omocisteina) e urinari (valutazione di un danno metabolico)
- Dosaggio della glutatione S-transferasi (valutazione della capacità di detossificazione)

Ovviamente questi sono solo alcuni dei molti test che si possono eseguire, ma non è neppure né sensato né possibile eseguirli tutti. Lo ripeto: quello che veramente conta e che è di massimo aiuto per un bambino che dovrebbe essere vaccinato o, peggio ancora, che ha avuto dei presunti danni vaccinali, è trovare un medico ricco di conoscenza, scienza e pazienza che conosca molto bene i punti deboli psico-fisici e la storia di lui e dei suoi genitori e che alla luce di questo esprima un giudizio diagnostico e prognostico e poi dia dei consigli sia di Medicina Preventiva (vaccinale o meno) che di terapia (naturale o chimica che sia).

Eccovi un vademecum per poter esercitare il diritto alla obiezione vaccinale in modo corretto, e senza conseguenze giuridiche di rilievo [a parte una possibile mini multa, che molte Regioni ormai nemmeno applicano o hanno abolito...].
Prima di tutto, è necessario che il dissenso alle vaccinazioni sia scritto e motivato.
Quando arriva la comunicazione dell’incontro fissato per le vaccinazioni, rispondete al mittente (per raccomandata e ricevuta di ritorno) dichiarando, entrambi i genitori, la volontà di non voler vaccinare i propri figli, per le ragioni che seguono:
  1. mancata allegazione dei foglietti illustrativi [i cosiddetti bugiardini] dei vaccini, oltre che mancata precisa indicazione dei lotti vaccinali completi di tutti i dati identificativi dei farmaci che si intenderebbero utilizzare;
  2. come conseguenza di 1, mancata indicazione precisa dei rischi alla salute e delle comuni reazioni indesiderate legati ai vaccini, e mancata promozione della conoscenza della legge 210 del 1992 in materia di danno da vaccino, che deve essere obbligatoriamente portata a conoscenza delle famiglie prima della profilassi vaccinale;
  3. impossibilità oggettiva per la ASL di adempiere alla normativa nazionale sulle vaccinazioni obbligatorie, perché sprovvista delle dosi monovalenti degli unici vaccini obbligatori nel nostro Paese, ossia antipolio, antiepatite B antidifterica ed antitetanica;
  4. mancata effettuazione di test preventivi di tipo genetico, immunitario, allergologico e di ricerca di intolleranze alimentari su genitori e bambino, indispensabili per verificare una possibile idiosincrasia ai vaccini dell’organismo del soggetto ricevente [cliccate qui per maggiori informazioni a riguardo].
Ovviamente, non dovete presentarvi all’incontro indicato nella comunicazione della ASL, né firmare alcun modulo o prestampato, ma limitarvi a spedire la vostra lettera raccomandata.
In alcune Regioni e territori ci sono specifiche normative a tutela degli obiettori, ma questa procedura ha valore per tutto il territorio nazionale.
Per chi volesse avere un’idea quanto può essere semplice e diretta un’obiezione vaccinale incontestabile può scaricare questo Modello di Obiezione Vaccinale

mercoledì 26 novembre 2014

IL DOCENTE E' ASSENTE? ILLEGITTIMO DIVIDERE GLI ALUNNI IN ALTRE CLASSI!

Spesso capita che quando non si riesce a trovare una soluzione per un docente assente neanche attraverso le sostituzioni (molte di esse illegittime), c'è l'usanza di frazionare la classe in gruppetti in modo da distribuire i bambini in più classi. Ovviamente tutto questo è ILLEGITTIMO! Vediamo perchè:

  1. Impedisce il normale svolgimento delle lezioni e lede il diritto allo studio degli studenti stessi. 
  2. Problemi strettamente legati alle norme di sicurezza. Infatti, secondo la normativa vigente, in ogni aula dovrebbero essere garantiti 1,80 metri quadri netti per persona nelle scuole dall’infanzia alle medie e 1,96 metri quadri, sempre netti, nelle scuole superiori. A tal proposito si ricorda che ai fini della funzionalità didattica e dell’agibilità delle aule “…per ogni persona (docente, alunno) presente in una aula, deve essere garantita un'area netta di 1,80 metri quadri nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1.96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre ad una altezza minima di 3 mt “(D.M. 18 dicembre 1975. Si ricorda inoltre che ai fini della sicurezza anti-incendio, in una aula “..il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone/aula…”(art. 5.0 del D.M. 26 agosto 1992: “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica”).
La stessa normativa prevede però che tale limite possa essere superato, a condizione che:
- “..le porte devono avere larghezza almeno di 1,20 metri ed aprirsi in senso dell'esodo quando il numero massimo di persone sia superiore a 25 ( art. 5.6 del D.M. 26 agosto 1992 e Prot.h.P480/4122 sott.32 del 6-5-2008 del Ministero dell’Interno-Dip. dei vigili del fuoco,del soccorso pubblico e della difesa civile - Dir. Centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica area prevenzione incendi);
- ci sia una ”..apposita dichiarazione rilasciata sotto la responsabilità del titolare dell’attività..(D.S. e/o l’Ente, Comune o Provincia, proprietario dei locali) che indichi il numero di persone effettivamente presente nell’aula (sempre art. 5.0 del D.M. 26 agosto 1992);
- ci sia un “..modesto incremento numerico..”(non meglio quantificato) rispetto al limite di 26(parere Prot. n. .P480/4122 sott.32 del 6/5/2008 del Ministero dell’Interno - Dip. dei vigili del fuoco,del soccorso pubblico e della difesa civile-Dir. Centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica area prevenzione incendi).

Inoltre il Ministero ha emanato la nota 08 novembre 2010, che non lascia adito ad alcuna interpretazione
"[...] nel rispetto della normativa e delle procedure richiamate nella stessa nota, nel caso in cui le soluzioni indicate (sostituzione con personale in esubero, con ore a disposizione, con attribuzione di ore eccedenti nel limite delle risorse assegnate) non risultino praticabili o sufficienti, i dirigenti scolastici, al fine di garantire ed assicurare il prioritario obiettivo del diritto allo studio e della piena funzionalità delle attività didattiche, possono provvedere alla nomina di personale supplente in ogni ordine e grado di scuola anche nel caso di assenza del titolare per periodi inferiori a 5 giorni nella scuola primaria, come previsto dall’art. 28, c. 5 del CCNL e a 15 giorni nella scuola secondaria, fermo restando quanto previsto in merito alla procedura semplificata per la nomina del supplente nella scuola dell’infanzia e primaria per assenze fino a 10 giorni dall’art. 5, c. 6 e art. 7, c. 7 del vigente Regolamento delle supplenze."

In pratica, ricordano i sindacati, lo sdoppiamento delle classi
  • non è prevista da alcun regolamento;
  • se pur in via temporanea, di fatto, modifica l'organico e costituisce delle pluriclassi senza alcuna autorizzazione;
  • configura profili che potrebbero risultare penalmente perseguibili con riferimento all'art. 340 del Codice Penale in materia di interruzione di un pubblico servizio;
  • si presta a determinare eventuali infrazioni delle norme sulla sicurezza con riferimento al numero massimo degli alunni per classe, di cui al DPR 81/2009, e alla superficie delle aule in rapporto al numero delle persone che vi soggiornano, di cui al DM del 18/12/1975 in materia di norme tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica.
  Si consiglia pertanto ai docenti di richiedere in tali circostanze un ordine di servizio scritto.

Ecco ulteriori riferimenti normativi!



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