• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

domenica 10 dicembre 2017

E' caso di questi giorni di una docente di sostegno che ha addirittura perso il proprio bambino (era incinta) a causa di un morso da parte dell'alunno psicotico che seguiva (uno dei tanti fatti di cronaca scolastica). La domanda è: come possiamo tutelarci da questa sempre maggior violenza nelle scuole, spesso legata a patologie gravi che vengono minimizzate? In particolare in caso di danni a persone o cose come tutelarsi? 

Risponde Flavio Fogarolo, ex insegnante e per diversi anni referente per la disabilità presso l'Ufficio Scolastico di Vicenza:

"Precisiamo intanto che eventuali danni a oggetti personali subiti a scuola vanno rimborsati, o dall'assicurazione o dalla scuola stessa. Non ovviamente dai genitori degli alunni. Le insegnanti di sostegno in gravidanza vanno tutelate e, in base alla normativa sui lavori a rischio ( DL 151 del 2001), hanno diritto ad avere assegnati alunni che non presentano problemi di questo tipo. La responsabilità è del dirigente. Detto questo, il consiglio che posso dare è di cercare di gestire sempre queste faccende in condivisione con dirigente e colleghi, mai trasformare il problema in un affare personale degli insegnanti di sostegno. E di fronte a problemi gravi la scuola deve chiedere il supporto di altri soggetti (comune, ASL, famiglia per quel che può fare) per organizzare assieme una risposta adeguata".
Ecco a voi un'altra risorsa, sono degli schemi utili alla formulazione dei giudizi analitici da inserire nel documento di valutazione trimestrale/quadrimestrale in uso nella scuola primaria. In questo blog ne troverete altri, sotto i links di riferimento.

GIUDIZIO INTERMEDIO (1° QUADRIMESTRE)
Classe prima
Classe seconda
Classe terza
Classe quarta
Classe quinta
GIUDIZIO FINALE (2° QUADRIMESTRE)
Classe prima
Classe seconda
Classe terza
Classe quarta
Classe quinta

VEDI ANCHE (clicca qui):
- GIUDIZI DESCRITTIVI PER LA VALUTAZIONE (PAGELLE, REGISTRO E RELAZIONI)
 
- "RIFERIMENTI VALUTATIVI-DESCRITTIVI" PER LA COMPILAZIONE PAGELLE E RELAZIONI

domenica 3 dicembre 2017

Cos’è, di preciso, un silent book? Un albo che affida il racconto esclusivamente alle immagini. Si tratta dunque di un libro per tutti, che ha la capacità di superare le barriere linguistiche e di favorire l’incontro e lo scambio anche tra culture diverse. Un libro democratico e aperto. Ma non solo.
I silent book sono preziosi per favorire l’apprendimento di un vocabolario delle immagini, per aiutare i bambini a “leggere” le figure e a dar loro un significato, un valore, un merito. 
I libri senza parole rispettano una logica e sottendono una sceneggiatura. Il fatto che non abbiano parole non significa certo che siano privi di senso!
Non è affatto semplice realizzarli perché bisogna avere ben chiaro quello che si vuole raccontare. Non basta una semplice situazione, ma una narrazione completa: un principio, uno svolgimento, una conclusione.
Altre caratteristiche fondamentali:
  • le immagini devono essere riconoscibili
  • le immagini delle varie pagine devono essere ben collegate tra di loro in una successione
  • i protagonisti devono distinguersi dagli altri personaggi ed essere facilmente individuabili
  • garantire una continuità nelle illustrazioni non significa che queste debbano ripetersi in modo monotono
  • il ritmo di lettura non deve annoiare ma essere vivo e riservare sorprese
  • arrivato alla fine il lettore è soddisfatto perché ha riscontrato che la storia si chiude perfettamente, che tutto ha una logica.

Leggere un libro senza parole: esempio 

Per dimostrarvi che leggere un libro senza parole ai bambini è alla portata di tutti, faccio qualche esempio:

Tortintavola. Ma la torta dov’è?

Thé Tjong-Khing, Beisler Editore 2011
tortintavola-copertina-libri-senza-parole

Il libro comincia così

tortintavola-1-libri-senza-parole
Voce adulta: “Dove siamo qui? Che succede?”
Possibile risposta bambino: “I topi stanno rubando la torta!”
Voce adulta: “Sì, è vero! E a chi la rubano?”
Possibile risposta bambino: “Ai cani!”
Voce adulta: “E che stavano facendo secondo te i cani? Come si chiamano i topi ladruncoli? E gli altri animali della foresta si sono accorti del furto?”
Possibile risposta bambino: “I cani stanno organizzando una festa e…”
E così via…

tortintavola-2-libri-senza-parole
Il bello di un libro di questo tipo è la presenza, in contemporanea, di tanti personaggi e storie parallele che è divertente scovare e interpretare. Offre davvero una miriadi di spunti per dialogare e inventare col proprio bambino.
Le domande che potete rivolgere ai vostri interlocutori per farli entrare nello spirito del libro sono le più varie (quelle che ho riportato io sono soltanto esempi) e, in base alle loro risposte, potrete seguire percorsi e strade imprevedibili.

tortintavola-3-libri-senza-parole 
Se volete provare a crearne uno vi consiglio di visitare il sito web TOOLS.pdf24 https://tools.pdf24.org/it/images-to-pdf, uno dei tanti servizi gratuiti disponibili.

sabato 2 dicembre 2017

Noi insegnanti di sostegno abbiamo un compito importantissimo, sostenere in tutto per tutto i nostri alunni (come una piccola squadra), anche chi ha grandi difficoltà. L'autismo e il ritardo mentale sono due disabilità assai gravi da gestire a scuola, il problema maggiore è aiutarli a crescere con lo scopo di raggiungere obiettivi che vanno dall'autonomia fino alla conoscenza di concetti utili nella quotidianità. Una attività da realizzare in modo LABORATORIALE è la costruzione dei LAPBOOK cioè dei quaderni didattici dove i bambini possono partecipare non solo alla costruzione ma anche per giocarci e apprendere diverse conoscenze e abilità. In questo ci aiuta un sito scoperto da poco... INSEGNAMI A GIOCARE è un portale creato da una super mamma... direi una super fantastica mamma!!!! Si descrive così...
Ciao sono Marinella Drudi, moglie e mamma lavoratrice. "Insegnami a giocare" nasce dalla richiesta di mio figlio più grande, un bimbo davvero speciale che mi ha chiesto proprio di insegnargli a giocare. Le attività riportate sono state tutte sperimentate e sono frutto della mia ricerca costante. Si tratta di attività educative e attività di logica e motricità per tutti i bimbi, in particolare per i bimbi con qualche difficoltà in più. Il segreto è la semplicità, fatta di piccoli passi e la costanza di saper trasformare ogni cosa in opportunità. Nel tempo, con la nascita del mio secondo figlio, ho sperimentato che queste attività sono per tutti!

Le attività di Mariella sono davvero eccezionali, in pratica come ho detto sopra sono quello che noi chiamiamo LapBook... quaderni didattici plastificati utili specialmente per i bambini con lo spettro autistico. Questa mamma ne ha creati tantissimi e tutti scaricabili gratuitamente! Una vera miniera per noi insegnanti che amiamo il nostro lavoro e vogliamo contribuire nel progetto di vita dei nostri alunni. Il sito è corredato anche di foto e video, spunti necessari per poter costruire anche altre risorse simili.

Per poterli scaricare dovete iscrivervi alla Newsletter o farne richiesta attraverso il modulo "Contatti"

mercoledì 29 novembre 2017

Le verifiche scolastiche o compiti in classe sono documenti a tutti gli effetti che comprovano l'effettivo livello di apprendimento dei contenuti delle discipline.
  • Dal punto di vista NORMATIVO: non esiste alcuna regolamentazione delle modalità con le quali il docente della Scuola Primaria deve effettuare le verifiche (scritte o orali che siano). Le modalità vengono al massimo programmate dal team e dai docenti titolari della classe, sulla base dei criteri adottati annualmente in merito alla programmazione didattica.
  • I GENITORI possono prenderne visione?  I genitori possono prenderne visione laddove i docenti ritengano opportuno far conoscere i contenuti degli elaborati e gli esiti della loro valutazione, ma non in termini “istituzionali”; la presentazione delle verifiche in sede di colloqui concordati nel corso dell’anno scolastico è una prassi normale, nell’ambito di un corretto rapporto tra la scuola e le famiglie degli alunni e rientra nell’attività che viene programmata annualmente dal collegio dei docenti. Anche l’eventuale comunicazione “a domicilio” può essere una forma di rapporto con la famiglia, che non può essere esclusa a priori, appartenendo ai singoli docenti la scelta delle modalità con le quali svolgerlo nel modo più proficuo.
Quindi non esiste una disciplina giuridica della questione, che è demandata all’autonomia delle istituzioni scolastiche.
Il vincolo normativo esiste, invece, in riferimento alla valutazione intermedia e finale degli alunni (cfr. il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122).

martedì 28 novembre 2017

Ecco a voi una serie di verifiche di italiano utili per il primo quadrimestre. Sono state predisposte dalla DIREZIONE DIDATTICA STATALE “A. D’ANDRADE” (PAVONE CANAVESE), ovviamente possono essere personalizzatee adattate in base alle necessità.

 Vedi anche: VERIFICHE DI MATEMATICA PRIMO QUADRIMESTRE - SCARICA LE SCHEDE GRATUITAMENTE (PER TUTTE LE CLASSI DELLA PRIMARIA!)

lunedì 27 novembre 2017

Diverse sono le tecniche che possono essere messe a disposizione degli alunni con DSA; oltre a fornire lo strumento compensativo va anche istruiuto l'alunno su come utilizzare le risorse a sua disposizione.
Oggi vi segnalo un piccolo QUADERNINO DELLE REGOLE di matematica, è scaricabile gratuitamente, pronto per essere usato o/e personalizzato secondo le proprie esigenze. La miglior pratica ovviamente è quello di costruire un quadernino tutto vostro che pian piano nel tempo diverrà punto di riferimento nel lavoro in classe. La stessa cosa vale per l'italiano.

Questo semplice quaderno di matematica è pensato sia per bambini e bambine che hanno problemi specifici di apprendimento sia per quei bambini e bambine che hanno solo bisogno di un ripasso prima di un test o di un’interrogazione. E’ costituito da un indice. L’alunno potrà aggiungere, durante l’anno scolastico, altre schede relative agli argomenti presentati dagli insegnanti, così da avere una visione completa di tutta la matematica.

domenica 26 novembre 2017

Ecco a voi una serie di verifiche utili per il primo quadrimestre. Sono state predisposte dalla DIREZIONE DIDATTICA STATALE “A. D’ANDRADE” (PAVONE CANAVESE), ovviamente possono essere personalizzatee adattate in base alle necessità.

Le tabelline sono un ostacolo abbastanza complesso nella scuola primaria, specialmente per i bambini con DSA affrontare il calcolo è davvero complicato così come lo studio delle tabelline. Inizio dicendo che gli alunni discalculici devono essere esonerati dallo studio mnemonico delle tabelline, esse devono essere fornite come strumento compensativo per operare con i numeri.
Diverse sono le strategie per facilitare esecuzione di operazioni come le divisioni. Le tabelle della moltiplicazione ci vengono di aiuto e si prestano benissimo come strumento che aiuti l'alunno a superare le difficoltà. Vi fornisco un esempio per farvi capire meglio.

Osservate:
 
 L'esempio è chiaro, vediamo la seconda fase: 
 
Quindi basta avere le tabelle della moltiplicazione (in linea) per facilitare l'esecuzione della divisione.
Le tabelline possono essere costruite in classe con gli alunni oppure preparati al pc o scaricate dal web.
Il-sito www.pianetamatematta.lamatematta.net offre diverse risorse didattiche, mi ha copito nel particolare delle tabelle utili come strumento compensativo per gli alunni discalculici o che hanno difficoltà nell'esegure le divisioni. Sono delle tabelle da scaricare e stampare gratuitamente, tabelle che riportano già quante volte il divisore sta nel dividendo. OSSERVATE L' ESEMPIO. Basta cercare (nella riga relativa al divisore) il numero a 2 o 3 cifre con cui inizia il dividendo e il gioco è fatto. Certo, restano da calcolare i resti, ma di solito sottrazioni e moltiplicazioni non sono un problema! il vero problema è capire tutti i passaggi da svolgere, quindi, togliendo un ostacolo la fatica diminuirà. Non appena i bambini saranno più sicuri di sè la tabella potrà essere sostituita dal calcolo a mente. Ecco il funzionamento (anche per le altre è identico il meccanisco):

- Tabella_compensativa_per_divisioni_con_divisore_da2_a_9_.pdf - Scarica file
- Secondo_schema_divisioni_a_due_cifre.pdf - Scarica file 
- Tabella_compensativa_per_divisioni_con_divisore_da_11_a_20_pdf   - Scarica file
- Tabella_compensativa_con_divisore_da_21_a_30.ppt - Scarica file
- Tabella_compensativa_con_divisore_da_31_a_40.ppt - Scarica file
- Tabella_per_divisioni_con_divisore__a_tre_cifre_da_101_a_500.pdf - Scarica file 

sabato 25 novembre 2017

Questo blog si è occupato diverse volte di Bisogni educativi speciali e sull'importanza di seguire attentamente le fasi dettate dalla normativa (vedi ad esempio BES E CONSIGLI DI CLASSE, L'IMPORTANZA DI REDIGERE IL VERBALE PER EVITARE SENTENZE TAR.). Continuando il "lavoro operativo di divulgazione di buone e corrette pratiche" ecco i principali compiti e fasi che il consiglio di classe deve seguire nei confronti degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES):

1)  individuare in  “quali  casi  sia  opportuna  e  necessaria  l’adozione  di  una personalizzazione della  didattica  ed  eventualmente  di  misure  compensative  o dispensative…” “…tali tipologie di BES dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi (come ad es. una segnalazione degli operatori dei servizi sociali), ovvero di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche…”  (C.M. n°8 Prot. 561 del 6 marzo 2013);
 
2)  verbalizzare, possibilmente nel 1^ Consiglio di Classe le rilevazioni, utilizzando la seguente dicitura e la tabella come da esempio“  il Consiglio della classe …. , ai sensi  e  per  gli  effetti  della  direttiva  ministeriale  del  27/12/2012  e  della  CM n°8/2013,  stante  la  sussistenza  delle  condizioni  previste  dalle  norme  sopra richiamate, rileva la presenza dei seguenti alunni con Bisogni Educativi Speciali:


Descrizione dei casi di bisogno educativo  speciale: inserire le lettere e i numeri, indicati nelle legende,  che interessano i singoli casi; se si preferisce riportare la dicitura per intero:
 

3)  predisporre proposta Piano Didattico Personalizzatoconforme con le prescrizioni di cui all’art. 5 del DM N° 5669 del 12/7/2011 ed al punto 3.1 delle “linee guida”;

4)  approvare PDP   firmato da  tutti i soggetti indicati dalla CM 8/2013 entro la fine di ottobre/novembre.


*** Alunni BES e procedure ***
 
A)  alunni diversamente abili (Protocollo alunni diversamente abili) L.104 = PEI
NB il PEI può essere: 1) per obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai programmi ministeriali (certificato di frequenza); 2) per obiettivi didattici e formativi riconducibili ai programmi ministeriali (titolo di studio)

B)  alunni di recente immigrazione (Protocollo alunni stranieri) = PDP

C)  DSA (disturbi evolutivi specifici) Certificazione Asl o enti accreditati L.170
1)  consegna certificazione alla scuola;
2)  attività di osservazione;
3)  verbalizzazione nel Consiglio di Classe di programmazione con compilazione scheda di rilevazione BES e elaborazione PDP che deve essere firmato da tutti i docenti;
4)  incontro,  genitori  e/o  alunno  per  condivisione  del  PDP  e  firma.  Il coordinatore curerà  la  convocazione  dei  genitori  per  la  condivisione  del  progetto;  qualora venissero  sollevate  eccezioni,  si  attiverà  immediatamente  per  convocare  un Consiglio di Classe straordinario alla presenza dei genitori.

D)  disturbo da deficit di attenzione e iperattività ADHD (disturbi evolutivi specifici)
dichiarazione medica; Direttiva M.27/12/13 – Circolare M. n°8 6/03/13 = PDP
1)  consegna certificazione alla scuola;
2)  attività di osservazione;
3)  verbalizzazione nel Consiglio di Classe di programmazione con compilazione scheda di rilevazione BES e elaborazione PDP che deve essere firmato da tutti i docenti;
4)  incontro, genitori e/o alunno per condivisione del  PDP e  firma.  Ilcoordinatore  curerà la convocazione dei genitori per la condivisione del progetto; qualora venissero sollevate eccezioni, si attiverà immediatamente per convocareun Consiglio di Classe straordinario alla presenza dei genitori.

E)  Altro: svantaggio socio economico, linguistico, culturale
1)  certificazione (es. servizi sociali) e/o autocertificazione della famiglia consegnata a scuola e/o segnalazione docenti;
2)  attività di osservazione;
3)  verbalizzazione nel Consiglio di Classe di programmazione con compilazione scheda di
rilevazione BES e elaborazione PDPche deve essere firmato da tutti i docenti;
5)  incontro, genitori e/o alunno per condivisione del  PDP e  firma.  Il coordinatore  curerà la convocazione dei genitori per la condivisione del progetto; qualora venissero sollevate eccezioni, si attiverà immediatamente per convocareun Consiglio di Classe straordinario alla presenza dei genitori.

sabato 18 novembre 2017

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento DSA coinvolgono una percentuale in crescita tra gli studenti della scuola secondaria in Italia. Si tratta, in gran parte, di un progressivo riconoscimento dell’esistenza dei disturbi, dovuto soprattutto all’applicazione della legge 170/2010, che definisce i DSA e fornisce - insieme alle successive linee guida del 2011 - strumenti e indicazioni per la didattica.
Privilegiare una didattica inclusiva e consapevole, che tenga conto delle esigenze individuali, ma che non crei discriminazioni e ulteriori occasioni di fatica e penalizzazione per ciascun studente, è un must, soprattutto per il docente di lingua Straniera (lS). 
La legge 170 del 2010 indica tra le aree di criticità nel caso di alunni con DSA proprio l’apprendimento della lingua inglese. Per far fronte a tale criticità, si tratterà pertanto “solo” di dotarsi di strumenti e stili di insegnamento, che possano creare un clima di apprendimento adeguato e il più possibile corrispondente alle esigenze di classi numerose, con abilità miste e diversi e diffusi bisogni educativi speciali BES). Queste "indicazioni operative" cercheranno di guidarvi, in modo da prendere tutti quei accorgimenti didattici utili per facilitare l'apprendimento della lingua inglese nella scuola secondaria.


giovedì 16 novembre 2017

Le assenze sono collegate al rendimento e alla valutazione degli apprendimenti, infatti la Legge 30 ottobre 2008, n. 169 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 31 ottobre 2008 che all’art. 3 recita:
1. Dall’ anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuati mediante l’attribuzione di voti espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.
1-bis. Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimita’, possono NON ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.

Tale norma è richiamata nel DPR 122/09 che pur trattando nello specifico della scuola di I e II grado all’art. 2 specifica:
“La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti e’ effettuata nella scuola primaria dal docente ovvero collegialmente dai docenti contitolari della classe e, nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.”

Questo sta a significare che mentre nella scuola secondaria c'è un regolamento ben preciso, nella scuola primaria non c'è una vero riferimento normativo che indica un limite nelle assenze. Pertanto, anche questo aspetto deve essere valutato collegialmente dai docenti contitolari della classe con decisione assunta all’unanimità. Va ricordato di controllare eventuali delibere del collegio docenti, spesso molte scuole 40 ore gli alunni non devono superare circa i 41 giorni di assenza per 40 ore settimanali di lezione (circa 25% su 200 giorni di scuola).

Vedi anche questa normativa:
Circolare MIUR n. 20 prot. n. 1483 - del 04/03/11
Dlgs 62/2017

giovedì 2 novembre 2017

Le Tavole pitagoriche analogiche (n° 1 - 4 - 5), quelle ridotte e furbe   sono utili strumenti compensativi per tutti gli alunni che incontrano difficoltà nella memorizzazione delle tabelline; sono a disposizione più modelli in modo che ciascuno possa scegliere quello più adatto alle proprie necessità; si consiglia di fare annerire gli incroci (prodotti) memorizzati in modo da ridurre  il carico visivo.

Scarica le tavole pitagoriche:
Scarica questo file (1 TAVOLA PITAGORICA GRANDE VUOTA DA COMPLETARE.pdf)1 TAVOLA PITAGORICA GRANDE VUOTA DA COMPLETARE.pdf

Scarica questo file (10 TAVOLA PITAGORICA FURBA PICCOLA A DX.pdf)10 TAVOLA PITAGORICA FURBA PICCOLA A DX.pdf

Scarica questo file (11 TAVOLA PITAGORICA SUPER FURBA GRANDE.pdf)11 TAVOLA PITAGORICA SUPER FURBA GRANDE.pdf

Scarica questo file (12 TAVOLA PITAGORICA SUPER FURBA PICCOLA.pdf)12 TAVOLA PITAGORICA SUPER FURBA PICCOLA.pdf

Scarica questo file (2 TAVOLA PITAGORICA GRANDE COMPLETA DA 0.pdf)2 TAVOLA PITAGORICA GRANDE COMPLETA DA 0.pdf

Scarica questo file (3 TAVOLA PITAGORICA  PICCOLA COMPLETA DA 0.pdf)3 TAVOLA PITAGORICA PICCOLA COMPLETA DA 0.pdf

Scarica questo file (4 TAVOLA PITAGORICA GRANDE SENZA ZERO.pdf)4 TAVOLA PITAGORICA GRANDE SENZA ZERO.pdf

Scarica questo file (5 TAVOLA PITAGORICA PICCOLA SENZA 0.pdf)5 TAVOLA PITAGORICA PICCOLA SENZA 0.pdf

Scarica questo file (6 TAVOLA PITAGORICA RIDOTTA PICCOLA 1.pdf)6 TAVOLA PITAGORICA RIDOTTA PICCOLA 1.pdf

Scarica questo file (6.1 TAVOLA PITAGORICA RIDOTTA GRANDE.pdf)6.1 TAVOLA PITAGORICA RIDOTTA GRANDE.pdf

Scarica questo file (7 TAVOLA PITAGORICA FURBA GRANDE.pdf)7 TAVOLA PITAGORICA FURBA GRANDE.pdf

Scarica questo file (8 TAVOLA PITAGORICA  FURBA PICCOLA.pdf)8 TAVOLA PITAGORICA FURBA PICCOLA.pdf

Scarica questo file (9 TAVOLA PITAGORICA GRANDE FURBA A DX.pdf)9 TAVOLA PITAGORICA GRANDE FURBA A DX.pdf

Il corsivo è la forma di scrittura a mano più evoluta, quella in cui le forme sono eseguite con il minor numero di tratti e sollevamenti di penna, consentendo al pensiero di fluire sul foglio. La scrittura a mano è intimamente legata all'espressione della persona e può affiancarsi naturalmente all'uso di strumenti elettronici, ampliando così i linguaggi e i mezzi espressivi. A tal proposito vi presento una sperimentazione condotta dalla Dott. Anna Rochi sull'apprendimento del corsivo a scuola. E' un documento da leggere e conservare, diversi sono i suggerimenti da adottare.

Chi è Anna Ronchi: Diplomata in Calligrafia e Rilegatura a Londra nel 1989, fondatrice nel 1991 dell’Associazione Calligrafica Italiana, lavora come calligrafa sia in campo commerciale che in campo artistico. Ha insegnato in numerose scuole di grafica e design e ha tenuto laboratori di calligrafia in Italia e all’estero. Negli ultimi anni ha iniziato ad interessarsi di temi relativi alla scrittura dei bambini, influenzata dall’insegnamento di Rosemary Sassoon. 

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