venerdì 30 gennaio 2009

L' Associazione Genitori Toscana a scritto una lettera che raccoglie le preoccupazioni di tutti i genitori per la sorte dei bambini che l’anno prossimo dovranno iscriversi alla prima elementare per la mancanza di notizie certe da parte del Ministero.
Il buio più fitto avvolge il destino dei bambini che si affacciano adesso alla scuola primaria e certo un genitore non può iscrivere il proprio figlio senza essere preoccupato.
Il consiglio per tutti è quello di attendere gli ultimi giorni di febbraio prima di procedere alle iscrizioni. Nella speranza che il Ministero dica una parola definitiva sul funzionamento delle nuove classi”.
La circolare ministeriale sulle iscrizioni scolastiche per il prossimo anno ha sciolto infatti alcuni dubbi, ma ne ha lasciati in sospeso altrettanti. Si dice ad esempio che le famiglie debbono esprimere la propria preferenza fra quattro differenti possibilità (24, 27, 30 e 40 ore).
Il genitore può sì esprimere le proprie preferenze, ma poi sarà la scuola ad assegnare i bambini alle classi e a stabilire quanto e come dovranno frequentare, per di più con la precisazione che “gli alunni sono tenuti alla frequenza per l’intero orario settimanale previsto per la classe cui sono assegnati”.
Che succede, ci chiediamo, se i bimbi che scelgono 24 e 27 ore non sono abbastanza per formare una classe? Saranno accorpati in una scuola più o meno vicina (si pensi agli istituti comprensivi nei piccoli centri, dove le scuole distano fra loro anche chilometri) oppure si costringeranno gli altri bimbi a frequentare una classe che non hanno scelto?
In generale, viene da chiedersi che fine ha fatto il diritto di scelta delle famiglie, se poi quello che alla fine prevarrà saranno le esigenze organizzative e contabili della scuola e dello Stato.
Preoccupazioni anche per la mensa: possibile che bambini di 6 anni debbano frequentare la scuola per 27 o 30 ore settimanali senza che sia previsto un tempo mensa? Se l’insegnante in base alla nuova normativa non potrà essere presente, chi li sorveglierà: i bidelli oppure personale esterno retribuito dalle famiglie?
Il Ministero nella circolare si riserva di dettare in seguito i criteri generali sugli “assetti pedagogici, didattici ed organizzativi della scuola primaria, ai quali le istituzioni scolastiche, nella loro autonomia, faranno riferimento per la costituzione e il funzionamento delle nuove classi prime”. Le scuole dovranno quindi definire “le articolazioni dell’orario su sei o cinque giorni settimanali, nonché, compatibilmente con la disponibilità dei servizi, la distribuzione dei rientri pomeridiani”, il che è come dire che per ora di certezze non ce ne sono e che un bel giorno le scuole si troveranno a far quadrare il cerchio di una moltitudine di opzioni e di richieste avendo a disposizione risorse limitate.
E se a rimetterci saranno i bambini, questa non potrà certo dirsi una novità.

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