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martedì 18 settembre 2012

AUTISMO, CONSIGLI EDUCATIVI E LE INDICAZIONI DI UN PAPA'...

Spesso è difficile trovare il "segreto o la formula giusta" per aiutare ed educare un bambino con autismo.
Ogni caso è completamente diverso... ma fa parte anche dell'unicità umana e dell'esser speciale!
E' utile il confrontarsi con chi ha esperienza... oltre agli specialisti penso che sia utile il confronto e il passaggio di informazioni tra coloro che vivono questa situazione in prima persona.
Un carissimo amico di facebook Alessandro Capobianchi, papà di un bambino con autismo, ha messo in pratica questa forma di passaggio di consegna di tutto ciò che potrebbe essere di aiuto non solo ad altri genitori ma anche a tutti gli operatori del settore educazione e scuola!

Alessandro nel suo profilo facebook (clicca qui per contattarlo su fb) condivide pensieri ed esperienze ma anche informazioni sul mondo dell'autismo! In particolare sta mettendo a disposizioni consigli e buone prassi che possono aiutare questi bambini e le loro famiglie... lui stesso afferma: "non sono metodi inventati da me, ma metodi educativi con i quali ho lavorato con i miei figli... ho deciso di cambiare la mia vita e quella dei miei figli, semplicemente facendo quello che gli altri non fanno o non hanno il coraggio di fare... spero di aiutarne quanti più posso e di trascinare con me quante più persone possibili."

Naturalmente non c'è una ricetta che vada bene per tutti i ragazzi, ma con alcune personalizzazioni è possibile aiutarli e raggiungere l'obiettivo che ci si è proposti .

 Ecco alcuni consigli di papà Alessandro, riguardano 5 fasce:
  • linguaggio
  • socializzazione
  • autonomia
  • livello cognitivo
  • livello motorio
      
    •  IL BAMBINO GUARDA UNA PERSONA CHE SI MUOVE SOTTO IL SUO SGUARDO?
     
    Che cosa fare:

    1) mettere il bambino seduto in modo che possa vedere ciò che lo circonda. Attraversa il suo campo visivo e osserva se segue i tuoi movimenti.

    2) mentre parli al bambino sorridigli oppure usa un oggetto che produca un rumore per stimolarlo a guardare.

    3) guadagna l'attenzione del bambino parlando, sorridendo e standogli molto vicino. Gradualmente spostati nel suo campo visivo sempre cercando di mantenere il contatto con lo sguardo. Continua a vezzeggiare e lodare il bambino. Man mano che al bambino diventa facile seguirti nello spostamento portati più in là
    .

    • TENDE L MANO E SI AVVICINA VERSO I FAMLIARI?
     
    Che cosa fare:

     1) il contatto fisico è molto importante, quando gli tendi le braccia incoraggialo a fare altrettanto e chiedigli se vuole venire da te.

    2) incoraggia anche gli altri familiari e le figure che ruotano intorno al bambino, a fare la stessa cosa...anche a scuola

    3) quando il bambino cerca l'attenzione dell'adulto stagli di fronte e mettiti alla sua altezza e fai in modo che un altro da dietro, guidi fisicamente il bambino. Loda comunque il bambino, anche se non ha avuto bisogno di aiuto. Continua passando via via ad aiuti minori, se necessario; per esempio toccagli le braccia.
     



    • EMETTE VOCALIZZI IN RISPOSTA ALL'ATTENZIONE. 
     
    Che cosa fare
    1) quando il bambino fa vocalizzi, rispondigli rimandandogli i stessi suoni.

    2) Quando ti prendi cura di lui/lei, ogni volta che lo camb
    i, gli dai da mangiare, lo tieni tra le braccia, rivolgiti al bambino con piccoli suoni gutturali, come fosse un neonato. Ad ogni suono del bambino abbraccialo, sorridi, accarezzalo per incoraggiarlo...
    Non sottovalutare l'età più adulta, il cervello di un bambino di 4/5 anni è pari a quello di 2/3.



    • EMETTE VOCALIZZI PER RICHIAMARE L'ATTENZIONE?

    Che cosa fare :

    1) Quando il bambino piange o strepita per un motivo legittimo, ad esempio perchè ha fame o perchè è sporco, oppure
    ha sete, prenditi cura di lui, ma fallo cercando di capire il bisogno del vocalizzo, contestualizzando l'oggetto che vuole.

    2) Fai vedere al bambino il cibo o il giocattolo preferito. Non anticipare ogni suo bisogno. chiedigli che vocalizzi per ottenere ciò che vuole.

    3) rispondi al gioco verbale del bambino con un sorriso e ripeti i suoni prodotti da lui/lei

    4) se il bambino smette di piangere e inizia a far vocalizzi, allora concentrati e occupati prontamente di lui/lei e sorridigli




    • SI TENDE VERSO L'OGGETTO OFFERTO?

    Che cosa fare:

    1) usare oggetti luminosi o qualsiasi altro gioco purchè uno dei giochi del bambino. Offrigli l'oggetto tenendolo vicino alla man
    o del bambino. Se tende la mano daglielo. Nel porgere l'oggetto agitalo o battilo leggermente per attirare la sua attenzione. Se non tende la mano da solo guidalo tu verso l'oggetto.

    2) tieni il bicchiere o una boccetta con un succo o un liquido a piacere del bambino e di fronte al bambino. Aspetta che sia lui/lei a chiederlo ( questo potrebbe richiedere pochi secondi o alcuni minuti) e tendere la mano prima di darglielo.

    3) porgi la mano per incoraggiarlo ad afferrare l'oggetto. Guidalo fisicamente se necessario.

    4) offri al bambino un oggetto. Se non lo prende, accarezza delicatamente con l'oggetto il palmo della sua mano e fagliela richiudere sull'oggetto.

    5) parla col bambino mentre fai tutto ciò. Se allunga la mano sorridi.



    • GIOCA INCURIOSITO PER 10 MINUTI?

    Che cosa fare:

    1) procurati giocattoli morbidi, sonagli, una coperta o un materassino . Altri oggetti come cucchiai, tazze di plastica possono
    essere attraenti quanto giocattoli commerciali.

    2) il bambino può stare seduto ad un tavolo o a terra sul tappeto.

    3) Cambia spesso i giocattoli che la posizione del bambino, utilizza anche attività come il banchetto da lavoro o il tavolo delle attività. Mettilo vicino ad una finestra, eventualmente, cosicchè possa guardare fuori.

    4) in questo periodo accendi la radio o metti della musica , perchè gli sia di compagnia.

    5) sistema su una delle pareti delle grosse forme geometriche di carta e una faccia felice di circa 20 cm di diametro. Ogni tanto cambia la posizione dei disegni. Rinforza il bambino quando gioca per periodi di tempo sempre più lunghi.



    • OCCUPATI DI LUI/LEI, PER POCHI MINUTI, CERCA IL CONTATTO ON LO SGUARDO?

    Che cosa fare:
     
    1) quando ti prendi cura delle bambino, delle sue necessità, fai dei versi con la voce ed es
    agera con la mimica per incoraggiarlo a guardarti. se il bambino, volta con gentilezza la sua testa verso di te. Quando ti guarda sorridigli ...sempre. Il bambino, può guardare anche altrove, ma per lo più deve guardare il tuto viso.

    2) Se perde il contatto con il tuo sguardo per un po', recupera la sua attenzione chiamandolo/a per nome o agitando un oggetto.

    3) sorridi quando ti guarda. Fai in modo che, intorno, l'ambiente non offra molte distrazioni.
     



    • BATTE LE MANI?

    Che cosa fare:

    1) Metti le mani nelle tue e battile insieme dicendo: ''batti le manine''. Loda il bambino mentre fa ciò.

    2) riduci la pressione delle mani del bambino appena senti che fa sempre più da sè.

    3) dì: ''batti le manine'' mentre batti le mani. incoraggialo a fare altrettanto. Ricompensalo sorridendo ridendo e lodandolo.

    4) batti sempre le mani quando il bambino fa qualche cosa che ti piace o fa l'azione giusta, questo lo/la aiuterà a comprendere la differenza tra giusto e sbagliato. Incoraggialo a ripetere...
     


    • UNA CAPRIOLA IN AVANTI CON AIUTO...

    Che cosa fare:
    Ricorda le tre fasi..ti dico come si fa, ti faccio vedere come si fa, fallo...

    1) mostrargli una capriola facendone tu una o più di una.

    2) aiuta il bambino a tenere la testa in giù, mentre ruota, tienilo e spingilo quando rotola. Tieni per sicurezza la mano dietro il suo collo per proteggerlo.

    3) fai la capriola col bambino facendo in modo che imiti tutti i movimenti necessari al raggiungimento della capacità, ad esempio, si mette sulle mani e sulle ginocchia imitandoti, piega la testa, sempre su imitazione, e così via finchè non sia completa la sequenza.

    4) metti in posizione il bambino con le ginocchia fisse, testa e mani appoggiate sul pavimento. Ricordagli di piegare la testa e guidalo fisicamente a portare avanti i piedi per capovolgersi. riduci gradualmente l'aiuto usando suggerimanti verbali tipo ''cammina'', ''giù la testa'', ed una spinta gentile mentre dici ''sù''. rinforzalo con grandi sorrisi, elogiandolo e battendo le mani.

    • UNA CAPRIOLA IN AVANTI...SEMPRE CON AIUTO per bimbi più grandi o più avanzati:

    1) mostra al bambino come fare le capriole facendone alcune in modo che ti osservi attentamente.

    2)
    metti le mani del bambino ''a piatto'' sul pavimento. Piegagli la testa sotto, così che rotoli sulla nuca. Aiutalo a sollevare le gambe. riduci gradualmente gli aiuti.

    3) quando il bambino è in posizione per la capriola digli di spingere con i piedi. Elogia i miglioramenti ed il successo.

    4) usa uno sgabello o una pila di cuscini ed una stuoia o un tappeto. Aiuta il bambino ad appoggiarsi sullo sgabello con la pancia mentre testa e spalle sporgono sull'orlo verso il tappetino; fà che il bambino si sposti in avanti. Aiutalo a ruotare mentre dici '' gira''. rinforzalo per ogni buona capriola..anche con il solletico.
    Se necessario far vedere come si fa
    ...

    • USA PAROLE O GESTI CHE INDICANO IL BISOGNO DI ANDARE IN BAGNO?

    Che cosa fare:

    1) usa le stesse parole ogni volta che gli parli di andare in bagno ed usa quelle stesse parole quando il bambino vede che ci vai tu. Quando il bambino usa le parole , lodalo immediatamente e portalo in bagno.

    2) Durante il giorno usa dei pantaloni pratici con l'elastico anzichè il pannolone, se vuoi togliere i pannoli.

    No per la notte , attrezzati con le traverse per il materazzo.

    3) loda il successo e ignora gli eventuali e probabili incidenti. Osserva con attenzione i gesti del bambino ( saltellare, trattenersi, andare in un angolo, mettersi nell'armadio....), che potrebbero significare che deve andare in bagno. Loda il bambino, dì la parola corrispondente e portalo immediatamente in bagno.

    4) Fà che i membri della famiglia avvertano quando stanno andando in bagno, dicendo le stesse parole usate per l'insegnamento al bambino. porta lo stesso metodo anche a scuola

    N.B. per me ha funzionato...il tempo trascorso per il raggiungimento dell'obiettivo 2 mesi, ed ora la bambina è assolutamente autonoma. Chiama pipì e cacca.

    • CHIEDE DI ANDARE IN BAGNO , ANCHE SE TARDI, PER EVITARE INCIDENTI

    Che cosa fare:

    1) fai molta attenzione all'orario e chiedi al bambino se ha bisogno di usare il bagno ... in ca
    so di non verbalità , accompagnalo.

    2) Evita un abbigliamento limitante o difficile da maneggiare. Tienilo in pantaloni con elastico, piuttosto che col pannolone.

    3) ricordagli il bagno periodicamente e lodalo generosamente quando indica o chiede di usarlo.

    4) ignora gli incidenti evitando di cambiare il bambino ed incoraggiarlo a fare da sè gran parte del lavoro del cambio dei panni.

    5) fa che i membri della famiglia facciano da esempio chiedendo di usare il bagno in presenza del bambino
    .
    N.B. in entrambi i casi, in caso di fallimento non rimproverare e non lo punire...devi ignorare.
    • SI SPAZZOLA I DENTI SU INDICAZIONE VERBALE O SU IMITAZIONE?

    Che cosa fare:

    1) Sii un buon esempio per il tuo bambino. Usa lo spazzolino da denti piccolo e fai che il bambino lo tenga sotto l'acqua. Può spazzolarsi i denti senza dentifricio. Successivamente aggiungi un po' di pasta dentifricia...assicurati che non sia sgradevole.

    2) Fai lavare i denti al bambini quando lo fanno i genitori. Incoraggialo ad imitare le tue azioni. Fai che osservi se stesso ed i genitori in uno specchio sistemato alla sua altezza dove possa vedersi.


    3)Sii costante e coerente, incoraggialo ed aiutalo a lavarsi i denti due volte al giorno, sempre alla stessa ora, fai usare lo stesso metodo anche a scuola.

    4) Tieni il dentifricio e lo spazzolino del bambino in un posto speciale dove può trovarlo ogni giorno e agevolare la sua autonomia.

    P.S. prima di applicare il dentifricio sullo spazzolino trovare un gusto a lui/lei gradevole e assaggiarlo prima e lontano dallo spazzolino.
    • DICE CINQUE PAROLE DIVERSE ( può usare la stessa parola per indicare oggetti differenti)

    Che cosa fare:

    1) Quando il suo vocabolario è limitato, il bambino usa spesso una parola per esprimere più significati a seconda della situazione. Incoraggia il bambino ad usare le parole che conosce rinforzandolo quando questo succede:

    a) uso denominativo: il bambino può dire ''babbo'' quando il genitore
    entra nella stanza. Devi allora dire: ''SI, questo è babbo'' o papà se usa questo vocabolo;
    b) uso locativo: se il genitore è già nella stanza il bambino può indicarlo e dire ''babbo''. In questo caso devi dire: ''Si il babbo è proprio là'';
    c) uso possessivo: se trova un oggetto dei genitori il bambino può dire: ''babbo'' ed indicarlo ((potrebbe anche prenderlo senza verbalizzare)). in questo caso devi dire: ''Si, quella è la.....(sciarpa) di babbo''. oppure di papà se usa questo termine.
    N.B. la stessa procedura vale per qualsiasi altro oggetto o persona.

    2) Esemplifica queste singole parole al bambino; usa la parola ''babbo'' o ''mamma'' per esprimere al bambino i due differenti significati ((può accadere anche con il cibo)). Quando dice la parola lodalo ed amplia la sua produzione: '' Si, questa è la mamma''

    3) Se il bambino sa dire ''palla'' o ''acqua'' o ''pizza'' o ''patatina'' può utilizzarle per nominare o chiedere qualunque oggetto chiamare persone. Rinforzalo dicendogli cose come: ''no palla, è una mela, ripeti me...la ((attendi che il bambino ripeta e rinforzalo))...una volta acquisita la parola e legata all'oggetto, amplia la richiesta. Ad esempio: ''acqua'' ..'' mi dai acqua.
    • FISSA UN OBIETTIVO E PORTA AVANTI UN 'ATTIVITA'

    Che cosa fare:

    1) scegli un progetto che il bambino avrà la possibilità di portare avanti.Siediti accanto a lui e , a voce, elenca i passaggi necessari per completare il lavoro.Mentre fa, dagli suggerimenti tipo: ''che va fatto prima? e dopo?''

    2) una volta che il bambino decide di raggiungere un obiettivo da se ( spazzolarsi i denti, ogni sera senza che gli venga ricordato),fai in modo che registri su una carta i suoi progressi servendosi di targhette adesive o di altri segnali. Il genitore può controllare l'attività ed intervenire con un premio quando il bambino raggiunge un certo traguardo.

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