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sabato 19 luglio 2014

IL QUOZIENTE INTELLETTIVO DEVE ESSERE RIPORTATO NELLA DIAGNOSI DI DSA?

La Nota del 5 luglio 2011 della Regione Lombardia afferma che in allegato alla diagnosi devono essere forniti i punteggi ottenuti ai diversi test somministrati.
Inoltre, come riferimento di prassi diagnostica, indica di rifarsi alla Consensus Conference 2007, che suggerisce di accettare come “norma” un quoziente intellettivo parziale di 85 punti o più (- 1 deviazione standard), al di sotto del quale si ritiene prevalente la diagnosi di ritardo mentale.
Tuttavia il criterio clinico per la diagnosi di Ritardo mentale colloca il confine inferiore della fascia di normalità a circa 70 punti ( – 2 deviazioni standard). E’ così possibile che - se il clinico non si attiene strettamente alla Nota Regionale del5 luglio 2011 - si riscontrino due “tipologie” di diagnosi, con riferimento a differenti assetti intellettivi.
Nel caso di utilizzo del riferimento a -2 deviazioni standard, il ricorso alle misure compensative e dispensative appare una risposta soltanto parziale alle difficoltà di apprendimento scolastico dell’alunno diagnosticato.

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