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giovedì 1 novembre 2012

MIO FIGLIO E' AFFETTO DA ADHD? ECCO COME RICONOSCERE IL DISTURBO

Stabilire se un bambino è affetto dall’ADHD, è un processo complesso che deve essere fatto da uno specialista. Molti problemi biologici o psicologici possono contribuire allo sviluppo di sintomi simili a quelli mostrati da un bambino affetto da ADHD. Per esempio, l’ansia, la depressione, e certi tipi di disturbi dell’apprendimento possono essere la causa di una sintomatologia simile. E’ necessaria una valutazione globale per poter fare una diagnosi, escludere altre possibili cause e individuare la presenza o assenza di altre condizioni patologiche. 

I sintomi dell’ADHD spesso compaiono nella prima infanzia e per la diagnosi vengono impiegati i criteri del Diagnostic and Statistical Manual, 4th Edition (DSM-IV) che richiedono che i sintomi siano presenti per almeno sei mesi, con un’insorgenza precedente ai sette anni.
  
  • Di seguito sono riportati i criteri diagnostici dell’ADHD:

1) sei o più dei seguenti sintomi di disattenzione sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che provoca disadattamento e che contrasta col livello di sviluppo:

Disattenzione
· spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività;
· spesso ha difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti sulle attività di gioco;
· spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;
· spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici, le incombenze o i doveri sul posto di lavoro, (non a causa di comportamento oppositivo o di incapacità di capire le istruzioni);
· spesso ha difficoltà ad organizzarsi nei compiti e nelle attività;
· spesso evita, prova avversione, o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto, (come compiti a scuola o a casa);
· spesso perde gli oggetti necessari per i compiti o le attività, (per es. giocattoli, compiti di scuola, matite, libri, strumenti);
· spesso è facilmente distratto da stimoli estranei;
· spesso è sbadato nelle attività quotidiane.

2) sei, (o più), dei seguenti sintomi di iperattività-impulsività sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che causa disadattamento e contrasta con il livello di sviluppo:

Iperattività
· spesso muove con irrequietezza mani o piedi o si dimena sulla sedia;
· spesso lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto;
· spesso salta e scorrazza dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo, (negli adolescenti o negli adulti, ciò può limitarsi a sentimenti soggettivi di irrequietezza);
· spesso ha difficoltà  a giocare o a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo;
· è spesso “sotto pressione” o agisce come se fosse “motorizzato”;
· spesso parla troppo.

Impulsività
a) spesso “spara” le risposte prima che le domande siano state completate;
b) spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno;
c) spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti, (per es., s’intromette nelle conversazioni o nei giochi).
B. Alcuni dei sintomi di iperattività-impulsività o di disattenzione che accusano compromissione erano presenti prima dei 7 anni d’età.
C. Una certa menomazione a seguito dei sintomi è presente in due o più contesti, (per es., a scuola, (o al lavoro), e a casa).
D. Deve esservi un’evidente compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.
E. I sintomi non si manifestano esclusivamente durante il decorso di un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, di Schizofrenia, o di un altro Disturbo Psicotico, e non risultano attribuibili ad un altro disturbo mentale, (per es., Disturbo dell’Umore, Disturbo d’Ansia, Disturbo Dissociativo o Disturbo di Personalità).




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