• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

giovedì 28 dicembre 2017

 Prima di tutto è utile classificare gli "errori", successivamente seguiranno i suggerimenti.

⇒ CLASSIFICAZIONE DEGLI ERRORI SECONDO PROFUMO
a) errori fonologici (qu/gu, f/v, c/g, d/t)e grafemici (d/b, m/n, a/e/o):
Sono errori su cui l’insegnante non può intervenirepiù di tanto. Se non ci sono problemi reali, i bambini  li  superano  nel  tempo spontaneamente  attraverso  il  lavoro  quotidiano  di  scrittura;  se  ci sono danni di varia natura allora per questi errori è necessario l’intervento della logopedista.

b) errori delle regole fonografiche (sc/gn/gl/chi/ci/che /ce):
E’  un  problema  di  apprendimento  a  memoria,  è  indispensabile  la  presenza  o  la  possibilità  di consultazione dell’alfabetiere. Il bambino deve potersi aiutare con lo sguardo ogni volta che ne ha bisogno. 

c) errori delle regole ortografiche (scuola/taccuino/ a soqquadro…):
Anche  in  questo  caso  è  questione  di  mettere  in memoria  attraverso  lo  sguardo  e  l’uso  di  tutte le parole la cui correttezza non è deducibile dall’applicazione di alcuna regola;
d) errori di tipo metalinguistico:
Riguardano  una  incompetenza  sulle  funzioni  delle  parti  del  linguaggio:  attaccature,  staccature   o regole grammaticali vere e proprie: uso dei verbi ausiliari, accenti.

Importane è dire anche che gli errori ortografici hanno un peso diverso, a seconda che si tratti di: 

-  errori di tipo evolutivo: nei primi anni di scuola gli alunni hanno bisognodi esercitare queste
competenze. Un bambino che sbaglia l’  hin terza sta ancora nel percorso di apprendimento,è più
preoccupante l’errore fonologico di cui al punto a;

-  disortografia:  soltanto  attraverso  un  accertamento  clinico  approfondito  si  potrà  parlare  di
disortografia,  intesa  come  disturbo  di  tipo  specifico  (DSA)  con  una  base  neurobiologica  che
comporta basso rendimento in scrittura rispetto all’età cronologica, al QI e al livello di istruzione
ricevuto.  Per  tali  alunni  è  necessario  l’uso  del  PC con  programmi  di  segnalazione  degli  errori
ortografici e visualizzazione delle forme corrette;

- cattivi scrittori: ragazzi che, pur non presentando un disturbo specifico, in scrittura commettono
più errori della maggior parte dei loro coetanei (prestazione genericamente scadente piuttosto che
un quadro di difficoltà specifiche).

STRATEGIE DI INTERVENTO E PROPOSTE OPERATIVE

• Abitudini didattiche errate:
- correzione dell’insegnante (portare a casa i quaderni per correggere);
- separazione dei saperi disciplinari (sto attento all’ortografia solamente quando faccio italiano);
- esercitazioni standardizzate mirate al recupero, ovvero gli esercizi “classici”;
- assenza di percorsi metacognitivi (quelli che agiscono sui processi);

• Strategie
Dal punto di vista metodologico le diverse linee diintervento fanno riferimento:
- all’acquisizione della consapevolezza dell’errore;
- all’attivazione di processi di decisione;
- all’attivazione di processi di controllo.
Le esercitazioni standardizzate, la reiterazione diesercizi non danno risultati apprezzabili.
E’  fondamentale  attivare  processi  di  decisione  ortografica  attraverso  la  costruzione  di  un  lessico ortografizzato mentale (magazzino di rappresentazioni corrette delle parole nel loro insieme).

Proposte operative

Per gli errori fonologici:
- testi in cui sono sottolineate parole scritte in modo corretto e parole scritte in modo errato (si dice
ai bambini che nel testo devono evidenziare le parole che ritengono corrette e ricopiarle così come
sono scritte, mentre devono ricopiare correggendolequelle che ritengono errate)
- dettato ortografico almeno tre volte la settimanaper 15-20 minuti utilizzando la tecnica di dettato
incalzante (crearsi uno stock di dettati)

  • Per gli errori non fonologici:
- processi di decisione sull’ h;
-  utilizzo  di  tabelle  della  memoria  (portare  l’alunno  a  utilizzare  nella  scrittura  strategie  lessicali, costruendosi  una  rappresentazione  visiva  delle  parole  la  cui  grafia  non  può  essere  specificata fonologicamente: cuoco- quaderno, taccuino- soqquadro, il suono è identico ma la grafia è diversa);
- utilizzo di figure o testi significativi (il legame con il contesto facilita l’associazione tra la forma
visiva della parola e il suo significato).

  • Per gli accenti
Giochi con la voce e attività per riconoscere dove cade l’accento.
Le parole che noi pronunciamo e ascoltiamo hanno unsuono conosciuto e di solito le consideriamo
in base ai loro significati, non in quanto stringa  sonora. Se però le analizziamo sotto quest’ultimo
aspetto, scopriamo che tutte le parole hanno un “accento”, cioè un punto (una lettera) sul quale pesa
la voce quando le pronunciamo.
Si  tratta  di  lavorare  in  una  prima  fase  per  elevare il  livello  di  percezione  uditiva  dell’alunno,  in modo che egli riesca agevolmente a cogliere su quale sillaba cade l’accento (all’interno della parola o alla fine di essa).

  • Per i raddoppiamenti
Un utile percorso è rappresentato da esercizi e giochi in forma orale di manipolazione delle parole:
i bambini devono diventare capaci di giocare a raddoppiare anche con parole che non richiedono
doppie, in modo da poter verificare personalmente l’una o l’altra possibilità.


CONSIGLI AGLI INSEGNANTI DEL DOTT. PROFUMO:

- dettato incalzante breve e quotidiano (o quasi);
- dettato di parole e di non parole (brodo, bodo) che mettano in conflitto i bambini;
- affrontare la difficoltà in una parola individuandola e ricordando il metodo per superarla;
-  insegnare  ai  bambini  a  fare  il  lavoro  del  correttore  di  bozze:  da  destra  a  sinistra,  dal  fondo
all’inizio del testo da correggere;
-  creazione  di  repertori  di  testi  in  cui  siano  sottolineate  parole  corrette  e  parole  contenenti  un
errore  e  chiedere  ai  bambini  di  praticare  un  processo  di  decisione  per  individuare  le  parole
scorrette;
-  uso  del  computer  per  la  scrittura  spontanea  e  autonoma  con  utilizzo  di  Word  e  correttore
ortografico, da parte dei bambini che esprimono le maggiori difficoltà.
Ecco a voi 60 schede didattiche (un intero volumetto) utile per lo sviluppo di abilità trasversali logico-lessicali. Le schede sono adatte alle 5^ classi della primaria, utilizzabili in parte anche nella secondaria per attività con alunni con disabilità.



martedì 26 dicembre 2017

Vi possono essere dei metodi molto casalinghi, economici e sicuramente efficaci.
Un esercizio che alleni le dita, meglio proprio le punte delle dita atte alla prensione (indice e pollice), è l’utilizzo di un semplice contagocce, che costringe il bimbo a calibrare la forza sulle estremità delle sue dita in modo da gestire il risultato desiderato.
Se la prensione è difficoltosa perché la matita tende a scivolare in continuazione si può utilizzare anche un tappo di sughero orizzontale (quello delle bottiglie normali non spumeggianti per intenderci) e fare un buco al centro per inserire la matita, in tal modo la prensione, essendo allargata da qualcosa di comunque morbido e che si adatta alle dita, renderà la prensione più facile sino a diventare sicura.
Oppure esistono in commercio ed in cartoleria, a prezzo assai modico, infinite forme di clip, gommini o stile grip che dir si voglia, le più adatte a risolvere ogni problema di prensione, ed anche molto colorate che sapranno divertire il vostro bimbo facendogli scordare la sua momentanea difficoltà.
Ma ecco un altro metodo astuto insegnato dal Dr. Gianluca Lo Presti: il metodo del fazzolettino accartocciato.
Prendete un fazzolettino e accartocciatelo, quindi sistematelo in mano al bambino e chiedetegli di reggerlo con l’anulare e il mignolo come nella foto in basso.
In questo modo le tre dita libere saranno già nella posizione adatta ad impugnare una matita e il bambino troverà meno difficoltà a scrivere.
 
Divertenti esercizi per un’impugnatura corretta
  • Prendete un foglio di carta e ritagliate un quadratino di 1,5 cm, il bambino dovrà mantenerlo premuto, con il mignolo e anulare, sul palmo della mano mentre le tre dita restanti (pollice indice e medio) dovranno mantenere la matita.
  • L’uso dei semplici e colorati mattoncini di mais (che potete trovare facilmente in commercio). Infilate la matita all’interno del mattoncino di mais e poi eseguendo il gesto numero tre (con pollice, indice e medio) dite al bambino di immaginare un leone che ruggisce e sbadiglia (aprendo e chiudendo le dita). In questo modo alla chiusura della bocca del leone nonché delle tre dita fate creare un’impronta sul mattoncino, facendo così il bambino avrà creato un pencil grips personalizzato. I mattoncini sono una soluzione per creare un supporto anatomico ad impronta, fondamentale per un’impugnatura corretta che favorisca la vista ed un più veloce ed efficiente apprendimento.

Altri ausili per aiutare a impugnare correttamente

elastico
Ci sono altri metodi più semplici ed economici. Consiglio di mettere un elastico che impedisca di posizionare le dita troppo vicine alla punta della matita ed aiuta la presa.

elastico-per-capelli-450x300Se le ultime due dita della mano tendono a non rimanere chiuse ci possono essere dei piccoli accorgimenti da mettere in atto:  far tenere in mano una piccola pallina gomma (trovo adatte, lavabili e piacevoli quelle per i gattini) oppure un oggettino legato con un elastico alla matita.
Se la matita viene tenuta sollevata e non appoggiata alla mano, si può realizzare un’impugnatura per polso con facilità: una perla colorata e un buon elastico per capelli.



Vedi anche: IMPUGNATURA CORRETTA DELLA MATITA, SUGGERIMENTI UTILI

Fonte: http://www.marilenacremaschini.it/ 
http://www.6inradio.net
scrittura 2Qual è la corretta impugnatura e quanto può aiutare i bambini a prevenire “disturbi” della scrittura? Ce lo spiega la dottoressa Angela Zerbino, logopedista relazionale: «l'impugnatura corretta va insegnata fin dalla materna, attraverso un lavoro graduale e rispettoso dei tempi e della individualità di ogni bambino, al fine di poter discriminare successivamente tra difficoltà scolastiche e disturbi specifici dell'apprendimento, riducendo al minimo il rischio di disgrafia».  

1. L'IMPUGNATURA CORRETTA
«Nel bambino è presente un'evoluzione della prensione dello strumento grafico. Per arrivare alla corretta impugnatura il bimbo deve attraversare diverse fasi:
  • Inizialmente la prensione è di tipo palmare, afferrando con forza la matita con tutto il palmo della mano (senza utilizzo delle dita). Ciò limita le variazioni dei movimenti e del campo visivo della traccia lasciata sul foglio.
  • In seguito, generalmente, il bambino inizia ad appoggiare il gomito e a produrre maggior varietà di linee, muovendo l’avambraccio.
  • Poi passa gradualmente a una impugnatura di tipo digitale.
  • Infine, arriva all'opposizione indice-pollice che dirige lo strumento grafico, mentre il dito medio sostiene lateralmente la penna (presa a pinza). La presa a pinza, a circa 2 cm dalla punta, rappresenta quindi l'impugnatura corretta a cui il bambino deve giungere».

2. LA POSTURA 
«La corretta postura da osservare ed eventualmente insegnare prevede: piedi ben appoggiati al pavimento, seduto comodamente, busto eretto e leggermente inclinato in avanti ma non appoggiato al tavolo, spalle rilassate, gomiti entrambi sul tavolo, mano non scrivente appoggiata aperta sul foglio, sotto la mano scrivente».

3. PREVENIRE I "DISTURBI" DELLA SCRITTURA
«L'impugnatura, così come la pressione esercitata, sono determinanti ai fini di una corretta ed economica esecuzione grafica. Esistono vari tipi di impugnatura disfunzionale che è bene vengano corretti. Ad esempio, la “presa a pinza piatta”, con mancata flessione di pollice e indice, che risultano appiattiti sulla matita: ciò comporta una mancanza di forza motoria e instabilità della matita. Anche la tendenza a scrivere dall'alto rispetto alla linea grafica, con estrema flessione del polso verso l'interno, tipica del mancino, va corretta e può essere risolta piegando il foglio verso destra. Per quanto riguarda la pressione esercitata sul foglio, in caso fosse eccessiva, si può mettere sotto il foglio un cartone o utilizzare un foglio molto sottile per far notare al bambino che la pressione è troppo forte. Al contrario, se è troppo debole, si può mettere, sotto il foglio, un foglio di carta vetrata o di superficie irregolare per aumentare la resistenza ai movimenti di scrittura».

4. ESERCIZI UTILI
«È importante allenare fin dalla scuola dell'infanzia un armonioso sviluppo della motricità globale, motricità fine, schema corporeo, orientamento spaziale e coordinazione oculo- manuale. Ecco alcuni esercizi da proporre ai bambini per aiutarli in questo percorso:
  • esercizi globali: lanciare e prendere una palla, esercizi di consapevolezza corporea, etc.. 
  • esercizi di motricità fine: ritaglio con le forbici, labirinti, prensione digitale di oggetti, etc... 
  • esercizi per la coordinazione oculo-manuale: unire due punti, tenendo la matita sul punto sinistro e occhi fissi sul punto destro di arrivo, eseguendo un tratto netto rettilineo (in tal modo sono gli occhi che imparano a guidare la mano e non viceversa). 
  • esercizi pittografici e di disegno 
  • esercizi di tracciati rettilinei e geometrici
  • esercizi di pregrafismo: movimenti circolari, a ghirlanda, etc...».
5. GLI STRUMENTI
impugnatura«Inizialmente è meglio utilizzare matite triangolari grosse ergonomiche o gommini, da infilare alle matite, che hanno la sagoma dei 3 punti di appoggio (pollice, indice, medio). Il bambino deve poter utilizzare vari materiali (pennello, gessetti, pastelli, matite) per poter sperimentare le varie sensazioni tattili e le differenze di pressione che richiedono i diversi strumenti».
Inizialmente è meglio utilizzare matite triangolari grosse ergonomiche o gommini, da infilare alle matite
Si possono usare anche degli elastici da attorcigliare intorno a matite e penne, un modo economicoda usare a posto dei gommini.

6. I MANCINI
«I mancini utilizzano gli stessi strumenti dei destrimani. Nel caso dei gommini da infilare alle matite, esistono quelli con sagome adatte alla impugnatura con mano sinistra». 

lunedì 25 dicembre 2017

Questa pagina contiene le schede per il recupero e il potenziamento di Italiano. Le schede sono tratte dal libro Grammatica Lessico Scrittura pubblicato da SEIEDITRICE; le schede risultano utili per un ripasso veloce ma sono da arricchire ulteriormente per un serio recupero.  

Per accedere alle schede basta cliccare il simbolo  - pdf :
  • Scheda recupero – pag.38
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con fonologia e ortografia.
  • Scheda potenziamento – pag.38
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze su fonologia e ortografia.
  • Scheda recupero – pag.51
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la forma e il significato delle parole.
  • Scheda potenziamento – pag.51
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sul significato delle parole.
  • Scheda recupero – pag.85
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la forma e il significato delle parole.
  • Scheda potenziamento – pag.85
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sul significato delle parole.
  • Scheda recupero – pag.178
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con il verbo.
  • Scheda potenziamento – pag.178
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sul verbo.
  • Scheda recupero – pag.206
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con il nome.
  • Scheda potenziamento – pag.206
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sul nome.
  • Scheda recupero – pag.220
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con l'articolo.
  • Scheda potenziamento – pag.220
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sull'articolo.
  • Scheda recupero – pag.255
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con l'aggettivo.
  • Scheda potenziamento – pag.255 –
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sull'aggettivo.
  • Scheda recupero – pag.281
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con il pronome.
  • Scheda potenziamento – pag.281
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sul pronome.
  • Scheda recupero – pag.297
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con l'avverbio.
  • Scheda potenziamento – pag.297
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sull'avverbio.
  • Scheda recupero – pag.307
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la preposizione.
  • Scheda potenziamento – pag.307
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla preposizione.
  • Scheda recupero – pag.318
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la congiunzione.
  • Scheda potenziamento – pag.318
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla congiunzione.
  • Scheda recupero – pag.323
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con l'interiezione.
  • Scheda potenziamento – pag.323
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sull'interiezione.
  • Scheda recupero – pag.344
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la sintassi della proposizione.
  • Scheda potenziamento – pag.344
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla sintassi della proposizione.
  • Scheda recupero – pag.367
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la sintassi della proposizione.
  • Scheda potenziamento – pag.367
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla sintassi della proposizione.
  • Scheda recupero – pag.388
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la sintassi della proposizione.
  • Scheda potenziamento – pag.388
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla sintassi della proposizione.
  • Scheda recupero – pag.408
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la sintassi della proposizione.
  • Scheda potenziamento – pag.408
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla sintassi della proposizione.
  • Scheda recupero – pag.434
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la sintassi della proposizione.
  • Scheda potenziamento – pag.434
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla sintassi della proposizione.
  • Scheda recupero – pag.467
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la sintassi del periodo.
  • Scheda potenziamento – pag.467
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla sintassi del periodo.
  • Scheda recupero – pag.494
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la sintassi del periodo.
  • Scheda potenziamento – pag.494
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla sintassi del periodo
  • Scheda recupero – pag.528
    Gli esercizi di base per chi ha difficoltà con la sintassi del periodo.
  • Scheda potenziamento – pag.528
    Gli esercizi per potenziare le conoscenze sulla sintassi del periodo.

sabato 23 dicembre 2017

Sia la Direttiva 27/12/12 che la C.M. n.8/2013 fanno riferimento al riconoscimento di un Bisogno Educativo Speciale di uno studente a partire anche semplicemente dall’osservazione sistematica dei docenti, per tutti quei casi in cui non esista alcuna certificazione, ma l’alunno mostri un disagio o una difficoltà anche solo transitori (si pensi al caso classico del bambino sofferente per una separazione conflittuale dei genitori, o per un lutto o per la perdita di lavoro di uno dei genitori, e così via). Si tratta di situazioni in cui il team docente può ravvisare un Bisogno Educativo Speciale momentaneo e decidere di approntare, fino a quando la situazione non sia rientrata, un Piano Educativo Personalizzato.
 
Laddove, per motivi medici o clinici, la famiglia di uno studente consegni a scuola una certificazione anche privata (e non necessariamente di una struttura pubblica, come per la Legge 170 o 104) che attesti una situazione di difficoltà di uno studente (ad esempio per cure mediche o fobia scolare o attacchi di panico, solo per citare alcuni esempi), la scuola può già attivare un PDP.

Riporto parte della Premessa della Direttiva 27/12/12, che fuga ogni dubbio in proposito:
“…è opportuno assumere un approccio decisamente educativo, per il quale l’identificazione degli alunni con disabilità non avviene sulla base della eventuale certificazione, che certamente mantiene utilità per una serie di benefici e di garanzie, ma allo stesso tempo rischia di chiuderli in una cornice ristretta”.

Fonte: http://bes-dsa.it/ - blog di orizzonte scuola.
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