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    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

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martedì 15 maggio 2018

Ecco a voi un modello per la verifica del PEI e del PDF su base ICF-CY, da utilizzare anche come relazione finale.
RICORDIAMO CHE: ICF CY sta per Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute - per Bambini e Adolescenti
La versione ICF per Bambini e Adolescenti (ICF-CY) è una classificazione "derivata", approvata dall'OMS nel 2007.
La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) fa parte della Famiglia delle Classificazioni Internazionali dell’OMS e fornisce un linguaggio unificato e standard, un modello concettuale di riferimento per la descrizione della salute e degli stati ad essa correlati. (ICIDH) pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1980 a scopo di ricerca.

venerdì 14 novembre 2014

"Un bisogno educativo speciale è qualsiasi difficoltà evolutiva, in ambito educativo ed apprenditivo, espressa in funzionamento( nei vari ambiti della salute secondo il modello ICF dell'OMS) problematico anche per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma sociale, indipendentemente dall'eziologia, e che necessita di educazione speciale individualizzata"    D. Ianes
 
Di seguito, una sintesi dei possibili casi per i quali si può o si deve prevedere la compilazione del suddetto documento per la "categoria alunni con BES" (nella categoria sono comprese tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità, quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.) :
  1. Alunni con certificazione di handicap che hanno diritto al docente di sostegno (L. 104/92). Per questi alunni va redatto il PDF (Profilo Diagnosi Funzionale) e il PEI (Piano Educativo Individualizzato).
  2. Alunni con certificazione di DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia) che non hanno diritto all’insegnante di sostegno, ma per i quali devono essere individuati strumenti compensativi e misure dispensative (L. 170/2010). Per questi casi, la strutturazione del Piano Didattico Personalizzato costituisce un obbligo preciso del team docente (scuola Primaria e dell’Infanzia) e del Consiglio di classe (scuola Secondaria di I° grado).
  3. Alunni con diverse tipologie di disturbo che non rientrano nei casi certificati dalla L. 104/92 e dalla L. 170/2010 (es. disturbo di attenzione e iperattività, disturbo specifico del linguaggio, disturbo della coordinazione motoria, della disprassia, disturbo dello spettro autistico lieve, funzionamento intellettivo limite). Per questi alunni, i docenti di classe sono autonomi nel decidere se formulare o non formulare un PDP.
  4. Alunni con difficoltà di apprendimento non meglio specificate e che comunque siano oltre l’ordinaria difficoltà di apprendimento. Per tali casi, solo qualora nell’ambito del Consiglio di Classe o del team docenti si concordi di valutare l’efficacia di strumenti specifici per rinforzare e potenziare le abilità deficitarie  potrà essere compilato un Piano Didattico Personalizzato.
  5. Alunni stranieri ultra tredicenni neo arrivati in Italia provenienti da paese di lingua non latina e alunni stranieri che, oltre alle difficoltà linguistiche, presentano anche altre problematiche. Per questa tipologia di apprendenti, solo in via eccezionale e transitoria si provvederà alla formalizzazione dei relativi Piani Didattici Personalizzati, a cura dei Consigli di classe o del team docenti.
Infine, anche per gli alunni in situazione di svantaggio socio-economico, che rientrano a pieno titolo nella categoria dei Bisogni Educativi Speciali quando tale svantaggio influisce negativamente sull’apprendimento, la formalizzazione dei PDP è affidata alla valutazione degli insegnanti di classe.
In linea generale, la rilevazione di una mera difficoltà di apprendimento non è vincolante ai fini dell’attivazione di un percorso specifico e della compilazione  di un Piano Didattico Personalizzato, mentre lo è il disturbo di apprendimento. La differenza tra difficoltà e disturbo sta nel carattere permanente di quest’ultimo, in quanto si tratta di un deficit di origine neurobiologica.
Fatta salva, dunque, la discrezionalità dei docenti rispetto alla stesura del PDP nei casi non certificati di DSA  è comunque compito della scuola predisporre tutte quelle iniziative che possono favorire e garantire maggiori opportunità formative attraverso l’adozione di forme di flessibilità quali i percorsi didattici individualizzati e personalizzati.

venerdì 8 novembre 2013

Sono stati pubblicati qualche settimana fa dall’AT di Como i documenti elencati di seguito e relativi all’inclusione scolastica degli alunni con certificazione. Anche se la maggior parte dovrebbe essere compilata dal DS o dal GLH, prego comunque tutti gli insegnanti di sostegno di prenderne visione e, se necessario, utilizzarli perchè potrebbero costituire per tutti delle utili tracce per la conoscenza iniziale dell’alunno e del suo contesto scolastico e familiare di provenienza. Alcuni di questi documenti andranno a sostituire quelli già presenti nelle nostre Buone Prassi.
Inoltre, all’interno del secondo rapporto PILa (Pro Istruzione Lariana), scaricabile dal sito dell’AT di Como, ho estrapolato le pagine relative alle procedure per l’inclusione scolastica degli alunni disabili e DSA che allego al presente articolo.
1. Richiesta insegnante di sostegno e liberatoria per la privacy. Da far compilare e firmare ai genitori nel momento della prima certificazione e/o tutte le volte che si cambia ciclo o istituto scolastico.
2. Modello di colloquio iniziale con la famiglia. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
3. Modello di colloquio con la scuola di provenienza. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
4. Modello di osservazione elementi comportamentali nel contesto scolastico precedente. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
5. Modello di colloquio con gli specialisti. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
6. Modello per la richiesta di risorse speciali. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
9. Richiesta incontro di raccordo con gli specialisti. A cura dell’equipe psicopedagogica e/o del Consiglio di Classe.
10. Assenso della famiglia alla valutazione elaborata dal CdC. A cura dell’equipe psicopedagogica e/o del Consiglio di Classe e la famiglia.

giovedì 8 novembre 2012

Gli  assistenti AEC (Assistente Educativo Culturale) sono operatori dipendenti e regolamentati dal comune o cooperativa che mette a disposizione tale servizio...

Il compito dell'AEC è di sostenere il processo di integrazione degli studenti disabili non autonomi, aiutandoli ad andare in bagno, a mangiare , a spostarsi negli spazi della scuola sia esterni che interni all'edificio, ad accompagnare l'alunno in gita scolastica e nello svolgimento di attività che richiedano spostamenti, nella cura dell'igiene personale. Non è compito dell'AEC la somministrazione di farmaci, tranne su autorizzazione dei genitori e su presentazione di una formale richiesta del medico. L'AEC, inoltre, non deve intervenire nella didattica né per lo svolgimento di attività a scuola che nei compiti a casa. Il mansionario dell'assistente è un documento che può essere richiesto al comune o alla cooperativa. Infine, l'AEC partecipa ai GLH operativi e collabora nella stesura del PDF e del PEI.

A quanto pare solitamente lo schema orario (che dipende dal contratto e organizzazione comunale/cooperativa)  deve tener conto da un punto di vista quantitativo di coloro che frequentano con un orario a tempo pieno; da un punto di vista qualitativo, invece, bisogna evitare l’esclusiva presenza pomeridiana dell’assistente, al fine di favorire la reale integrazione con il gruppo classe. Non risulta comunque compatibile al fine educativo del minore, la compresenza dell’AEC con l’insegnante di sostegno.

lunedì 1 ottobre 2012

Vi propongo una griglia trovata nel web che riguarda l'implementazione degli obiettivi dell'area AUTONOMIA... 

Tale griglia si presenta molto utile utile, oltre per il Pei e registro, anche per la compilazione del profilo dinamico funzionale o PDF.
Tale strumento analizza diversi obiettivi:
  • Autonomia personale
  • Rapporti con la struttura scolastica
  • Rapporti con l'ambiente sociale
  • Autoprotezione e regolazione

venerdì 28 settembre 2012

La maesta Chicca Petruzzi ci fornisce gentilmente uno strumento utile per l'analisi dello sviluppo potenziale dell'alunno... che riguarda esclusivamente il parametro "Cognitivo". Tale griglia si presenta molto utile non solo per il PEI e la compilazione registro, ma anche per la compilazione del profilo dinamico funzionale o PDF.

Il parametro Cognitivo comprende:
  • Abilità Matematiche.
  • Abilità Linguistiche.
  • Abilità di Scrittura.
  • Orientamento Spazio-Temporale.
  • Lingua straniera.
La griglia proposta è strutturata in modo semplice e di facile lettura... si presenta molto utile per la valutazione nel primo e secondo quadrimestre per l'area cognitiva (ovviamente se avete i trimestri va adattata e modificata).

mercoledì 26 settembre 2012

Vi segnalo un altro documento scolastico inviatomi dalla maestra Chicca Petruzzi... si tratta di un Modello PDF molto completo, utile anche per il relativo l'aggiornamento!

Lo potete visionare e scaricare cliccando qui, oppure lo troverete nella sezione DOCUMENTI a destra del blog!

sabato 15 ottobre 2011

Vi segnalo una risorsa che troverete su facebook (di Insegnanti di Sostegno ed Integrazione Scolastica)... una utilissima guida per l'uso degli indicatori per le aree del Pei e del Pdf...
Per ognuna delle aree considerate, il manuale contiene i “descrittori” relativi a “Come” e “Quando” i comportamenti si manifestano nell’alunno/a in situazione di handicap o in difficoltà di apprendimento. L’utilizzo di tali descrittori dovrebbe facilitare la descrizione stessa dei comportamenti (indicati nella scheda di rilevazione con il termine di “rilevatori”) e dovrebbe consentire una minore ambiguità nella interpretazione delle informazioni.


Per visualizzare la guida clicca qui.

sabato 11 dicembre 2010

Il profilo dinamico funzionale è atto successivo alla diagnosi funzionale e indica le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell'alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap e le possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona disabile.


- Il PDF è elaborato da:
  • gli operatori delle unità sanitarie locali;
  • i docenti curriculari e i docenti specializzati;
  • eventuale docente operatore psico-pedagogico individuato secondo criteri stabiliti dal Ministro della pubblica istruzione;
  • con la collaborazione dei genitori della persona disabile.
- Il profilo dinamico funzionale comprende necessariamente: 
  • la descrizione funzionale dell'alunno in relazione alle difficoltà che l'alunno dimostra di incontrare in settori di attività; 
  • l'analisi dello sviluppo potenziale dell'alunno a breve e medio termine, desunto dall'esame dei seguenti parametri:
  1. cognitivo, esaminato nelle potenzialità esprimibili in relazione al livello di sviluppo raggiunto (normodotazione; ritardo lieve, medio, grave; disarmonia medio grave; fase di sviluppo controllata; età mentale, ecc.) alle strategie utilizzate per la soluzione dei compiti propri della fascia di età, allo stile cognitivo, alla capacità di usare, in modo integrato, competenze diverse;
  2. affettivo-relazionale, esaminato nelle potenzialità esprimibili rispetto all'area del sé, al rapporto con gli altri, alle motivazioni dei rapporti e dell'atteggiamento rispetto all'apprendimento scolastico, con i suoi diversi interlocutori;
  3. comunicazionale, esaminato nelle potenzialità esprimibili in relazione alle modalità di interazione, ai contenuti prevalenti, ai mezzi privilegiati;
  4. linguistico, esaminato nelle potenzialità esprimibili in relazione alla comprensione del linguaggio orale, alla produzione verbale, all'uso comunicativo del linguaggio verbale, all'uso del pensiero verbale, all'uso di linguaggi alternativi o integrativi;
  5. sensoriale, esaminato, soprattutto, in riferimento alle potenzialità riferibili alla funzionalità visiva, uditiva e tattile;
  6. motorio-prassico, esaminato in riferimento alle potenzialità esprimibili in ordine alla motricità globale, alla motricità fine, alle prassie semplici e complesse e alle capacità di programmazione motorie interiorizzate;
  7. neuropsicologico, esaminato in riferimento alle potenzialità esprimibili riguardo alle capacità mnesiche, alla capacità intellettiva e all'organizzazione spazio-temporale;
  8. autonomia, esaminata con riferimento alle potenzialità esprimibili in relazione all'autonomia della persona e all'autonomia sociale;
  9. apprendimento, esaminato in relazione alle potenzialità esprimibili in relazione all'età prescolare, scolare (lettura, scrittura, calcolo, lettura di messaggi, lettura di istruzioni pratiche, ecc.).
Verifiche e aggiornamenti del documento: Alla elaborazione del profilo dinamico-funzionale iniziale seguono, con il lavoro degli operatori delle unità sanitarie locali, della scuola e delle famiglie, verifiche per controllare gli effetti dei diversi interventi e l'influenza esercitata dall'ambiente scolastico.
Il profilo dinamico-funzionale è aggiornato a conclusione della scuola materna, della scuola elementare e della scuola media e durante il corso di istruzione secondaria superiore.
- Ecco due esempi di PDF (Profilo Dinamico Funzionele) già compilati...
- PDF Sindrome_di_Williams.doc

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