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lunedì 24 agosto 2026

Un modo semplice e divertente per incoraggiare, gratificare e motivare i bambini durante le attività scolastiche... i bollini motivazionali da ritagliare e colorare sono pensati per essere personalizzati dai bambini e utilizzati in tanti momenti della giornata.

🎨 Prima si colorano… poi si usano!

Ogni bambino può scegliere i propri colori, trasformando i bollini in piccoli messaggi personali da utilizzare sul quaderno o sui lavori.

⭐ Per gratificare il lavoro

Possono essere applicati sui quaderni, sulle schede o sui disegni per valorizzare l’impegno e i progressi.

💪 Per incoraggiare

Frasi come “Ottimo lavoro!”, “Continua così!” o “Ce la puoi fare!” possono diventare un piccolo incoraggiamento nei momenti in cui serve maggiore fiducia.

📚 Per il lavoro scolastico

Sono utili per accompagnare una correzione, premiare l’impegno, sottolineare un miglioramento o semplicemente regalare un sorriso.

🎁 Come piccoli premi

Possono essere consegnati al termine di un’attività, di una giornata o di un percorso, senza trasformare necessariamente la gratificazione in una competizione.

I bollini possono essere ritagliati, colorati e, se si desidera, plastificati per renderli più resistenti e poterli utilizzare in modo creativo.

Un piccolo gesto può avere un grande valore: riconoscere l’impegno di un bambino significa aiutarlo a credere nelle proprie capacità. ❤️

Clicca qui per scaricare il PDF con i bollini motivazionali.


venerdì 25 aprile 2025


Ci troviamo spesso di fronte alla delicata sfida di dover spiegare ai nostri alunni eventi complessi e carichi di significato emotivo, come la scomparsa di figure di spicco che hanno avuto un impatto sulla comunità globale. La morte di un Pontefice, in particolare, può suscitare interrogativi e sentimenti che i bambini, nella loro innocenza e limitata esperienza del lutto, faticano a comprendere.

Proprio per supportarvi in questo compito sensibile, desidero presentarvi una risorsa didattica che ho elaborato: la scheda intitolata "Il Giardino Speciale del Papa". Questa scheda nasce dal desiderio di offrire un approccio narrativo e metaforico per introdurre il tema della morte ai bambini della scuola dell'infanzia e dei primi anni della primaria, concentrandosi in questo caso sulla figura di Papa Francesco.

La scheda è strutturata in modo semplice e intuitivo, pensata per essere facilmente utilizzabile in classe:

  • Una breve narrazione: offre una cornice narrativa delicata per introdurre l'argomento.
  • Spunti di conversazione: la lettura è utile per creare una discussione guidata con i bambini, incoraggiandoli a esprimere le proprie riflessioni e sentimenti.
  • Suggerimenti per attività: Si suggerisce un piccolo spazio per un disegno libero, offrendo un modo non verbale per elaborare le emozioni.

Sappiamo quanto sia cruciale affrontare questi temi con empatia e sensibilità. Questa risorsa non intende fornire risposte definitive o dogmatiche, ma piuttosto offrire un punto di partenza per una conversazione delicata e rassicurante. L'obiettivo è aiutare i bambini a dare un senso a un evento che altrimenti potrebbe risultare confuso e angosciante, sottolineando al contempo l'importanza dell'amore e del ricordo.

Spero che questa scheda didattica possa essere uno strumento utile nel vostro prezioso lavoro educativo, offrendo una luce gentile per accompagnare i nostri piccoli studenti nella comprensione di un aspetto inevitabile della vita.

Clicca qui per scaricare gratuitamente la scheda didattica!

sabato 27 aprile 2024


Parlare della morte ai bambini a scuola è un tema delicato e importante che richiede sensibilità e tatto. Ecco alcuni consigli per affrontare questo argomento in modo adeguato:
  • Scegliere il momento giusto: Non esiste un momento perfetto per parlare della morte, ma è importante evitare periodi di stress o di particolare vulnerabilità per i bambini. Può essere utile cogliere l'occasione da un evento specifico, come la morte di un animale domestico o di un parente anziano, per affrontare l'argomento in modo naturale.
  • Creare un ambiente sicuro e accogliente: Assicurarsi che i bambini si sentano a loro agio e liberi di esprimere le proprie emozioni e i propri dubbi. È importante creare un clima di ascolto e di non giudizio, in cui i bambini non si sentano in imbarazzo a fare domande.
  • Adattare il linguaggio all'età: Usare un linguaggio semplice e chiaro, adatto all'età dei bambini. Evitare eufemismi o termini vaghi che potrebbero generare confusione. Per i bambini più piccoli, si può utilizzare la metafora del ciclo della vita, spiegando che la morte è come la fine di una stagione e l'inizio di una nuova. Con i bambini più grandi, si può entrare in dettagli più concreti.
  • Essere sinceri e onesti: È importante essere sinceri con i bambini e non nascondere loro la verità. Tuttavia, è altrettanto importante evitare di spaventarli o di angosciarli. Usare un tono rassicurante e positivo, sottolineando che la morte è una parte naturale della vita.
  • Rispondere alle domande in modo completo: I bambini avranno sicuramente molte domande sulla morte. È importante rispondere a tutte le loro domande in modo completo e onesto, anche se le loro domande ci sembrano difficili o scomode. Se non si è in grado di rispondere a una domanda, è importante essere sinceri e dire che si cercherà la risposta.
  • Lasciare che i bambini esprimano le loro emozioni: La morte può suscitare nei bambini una vasta gamma di emozioni, come tristezza, rabbia, paura e confusione. È importante permettere loro di esprimere liberamente le loro emozioni senza giudicarli o minimizzarle.
  • Offrire supporto e conforto: I bambini che hanno subito un lutto potrebbero aver bisogno di supporto e conforto extra. È importante essere presenti per loro, ascoltarli e aiutarli a elaborare il loro dolore. In alcuni casi, potrebbe essere utile il supporto di uno psicologo o di un altro professionista della salute mentale.
Parlare della morte ai bambini non è mai facile, ma è importante farlo in modo aperto e onesto. Seguendo questi consigli, è possibile aiutare i bambini a comprendere questo argomento delicato in un modo che sia appropriato alla loro età e che li aiuti a sviluppare meccanismi di coping sani.

Vi propongo una fiaba proveniente da https://www.youtube.com/@Pasticciotti che può aiutare...

C'è chi dice che la Morte abbia il cuore sordo e nero come il carbone, ma non è vero...
Sotto a quel mantello, il suo cuore è rosso come il tramonto più bello e batte d'amore profondo per la vita.
Che valore avrebbe la vita, se non ci fosse la morte?
Chi potrebbe mai rallegrarsi del sole, se non ci fosse mai un giorno di pioggia?
E si potrebbe mai desiderare il giorno, se non esistesse la notte?

Ecco a voi una storia "Piangi cuore, ma..." di Glenn Ringtved - Illustrazioni di Charlotte Pardi, utile per parlare in classe o a casa di questo argomento, non così semplice!


domenica 31 marzo 2024


La nota disciplinare è un provvedimento che, a seconda della gravità del comportamento scorretto, può assumere diverse forme: annotazione sul registro, convocazione dei genitori, sospensione dalle lezioni. 

Spesso nella forma di "comunicazione alle famiglie", specialmente nella scuola primaria, la nota viene trascritta nel diario degli alunni. 

Di fronte a una nota, molti genitori si sentono chiamati in causa e temono di essere giudicati, quindi possono reagire con la difesa del figlio - “Non è possibile che abbia detto a fatto questo...” - oppure con l’indifferenza o la sottovalutazione della comunicazione “…E che sarà mai!”

La nota, cioè la comunicazione di un comportamento scorretto, è da intendersi oggi come una comunicazione attraverso cui la scuola chiede alla famiglia di aiutarla e sostenerla perché in difficoltà o semplicemente perché desiderosa di collaborazione davanti a un comportamento dell’alunno o di un gruppo che ritiene non adeguato.

Al genitore la nota arriva proprio come un atto di alleanza e gli consente di essere consapevole di ciò che succede in classe, per capire meglio le eventuali difficoltà del figlio/i e realizzare in modo concreto quel patto educativo con la scuola di cui tanto si parla. Leggere insieme e discutere con il proprio figlio una nota, per esempio, può essere un motivo di crescita e di comprensione reciproca. E magari questo permetterà di creare l’occasione per i genitori di comunicare ai docenti che si lavorerà anche a casa su un aspetto educativo da consolidare, o che si richiederanno eventuali approfondimenti sull’accaduto, laddove necessario.

Ecco a cosa serve in generale la nota disciplinare:

  • Funzione deterrente: la nota disciplinare ha una funzione deterrente, in quanto dissuade gli studenti dal tenere comportamenti scorretti. La consapevolezza di poter ricevere una sanzione può spingere gli studenti a riflettere sulle proprie azioni e a scegliere di comportarsi correttamente. Usata nell'immediato in classe è un deterrente per non mettere in atto comportamenti pericolosi per sé stessi e per gli altri e quindi garantire almeno l'integrità fisica di tutti (da non sottovalutare).
  • Assunzione di responsabilità: la nota disciplinare può aiutare gli alunni ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Quando uno studente riceve una sanzione, è costretto a confrontarsi con le conseguenze del proprio comportamento e a capire che le sue azioni hanno un impatto sugli altri.
  • Riconoscimento delle regole: la nota disciplinare può aiutare gli studenti a riconoscere l'importanza delle regole e del rispetto reciproco. La scuola è una comunità in cui tutti hanno il diritto di imparare e di stare sereni. Le regole servono a garantire il buon funzionamento della comunità e il rispetto di tutti.

Opportunità di crescita:

  • La nota disciplinare può essere un'opportunità di crescita per gli alunni. Può essere un momento per riflettere sui propri errori e per imparare a comportarsi meglio in futuro. 
  • La nota disciplinare non deve essere vista come una punizione fine a se stessa, ma come un'occasione per avviare un dialogo costruttivo tra studente, docente e famiglia. La scuola deve lavorare in sinergia con la famiglia per aiutare lo studente a crescere e a diventare un membro responsabile della comunità.

Non solo punizione:

È importante sottolineare che la nota disciplinare non è solo uno strumento punitivo. Può essere utilizzata anche per premiare i comportamenti positivi degli studenti. Ad esempio, si possono assegnare note di merito agli studenti che si distinguono per impegno, collaborazione e rispetto delle regole.

Incolumità fisica degli alunni: 

Ad esempio, uno studente che compie atti di bullismo o vandalismo può mettere a rischio la sicurezza degli altri. In questi casi, la scuola ha il dovere di intervenire con sanzioni disciplinari adeguate, a tutela di tutti gli alunni.

La gestione di situazioni che coinvolgono la nota disciplinare e l'incolumità fisica degli alunni può essere complessa per diverse ragioni (la conseguenza spesso è estendere la nota a tutta la classe):

  • Difficoltà di individuazione: non sempre è facile individuare i responsabili di atti di bullismo o vandalismo.
  • Mancanza di prove: a volte, anche se si conoscono i responsabili, è difficile trovare prove sufficienti per comminare una sanzione disciplinare.
  • Gestione delle emozioni: le situazioni che coinvolgono l'incolumità fisica degli alunni possono essere molto emotive, sia per gli studenti che per i docenti.
  • Gelosia tra alunni, si tenta di riportare all'ordine l'intera classe; la nota può essere estesa a tutti poiché le "differenze" prima o poi rendono i rapporti tra alunni problematici e di scontro.

Criticità:

Bisogna stare attenti poiché alcuni ragazzi e alcune famiglie interpretano o strumentalizzano certe formule comunicative.

domenica 10 marzo 2024


L'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) è un disturbo neurobiologico che può influenzare la capacità di un bambino di prestare attenzione, controllare l'impulsività e l'iperattività. In ambito scolastico, ciò può tradursi in difficoltà di apprendimento, condotte dirompenti e bassa autostima, NON ATTRIBUIBILI A DEFICIT DELL'INTELLIGENZA.

In mancanza di una vera tutela, dopo la legge 170 del 2010 negli anni l’argomento quindi è stato inglobato nelle disposizioni sui BES. Il Ministero dell'Istruzione ha emanato la direttiva MIUR n. 27 del 27 dicembre 2012, che fornisce indicazioni specifiche a insegnanti, educatori e genitori su come supportare adeguatamente gli alunni con ADHD.

La Direttiva ricapitola e fa riferimento:
  • i principi alla base dell’inclusione in Italia;
  • il concetto di Bisogni Educativi Speciali approfondendo il tema degli alunni:
  1. con disturbi specifici;
  2. con disturbo dell’attenzione e dell’iperattività;
  3. con funzionamento cognitivo limite.
PUNTI DA CONSIDERARE

La scuola, in collaborazione con la famiglia e gli specialisti sanitari, è tenuta a redigere un PDP per ogni alunno con ADHD. Il PDP specifica gli obiettivi educativi e le strategie didattiche personalizzate per il bambino, in linea con il suo profilo di funzionamento.

Risulta importante la formazione per i docenti. La formazione specifica sull'ADHD è fondamentale per i docenti, in quanto permette loro di comprendere le peculiarità e le difficoltà degli alunni con questo disturbo, nonché di mettere in atto strategie di gestione efficaci e inclusive.

Collaborazione sinergica con la famiglia: La collaborazione tra scuola e famiglia è un elemento chiave per il successo scolastico e il benessere dell'alunno con ADHD. La comunicazione aperta e il confronto costruttivo tra i diversi attori coinvolti permettono di creare una rete di supporto solida e personalizzata.

Difficoltà comuni e possibili soluzioni educativo-pedagogiche:

1. Difficoltà di attenzione

Strategie didattiche:
  • Suddivisione dei compiti in unità più piccole e gestibili.
  • Feedback frequenti e rinforzi positivi mirati.
  • Impiego di timer e segnali visivi per la scansione del tempo.
Tecnologie assistive:
  • Software di sintesi vocale per facilitare la comprensione del testo.
  • Registratori vocali per supportare l'apprendimento e la memorizzazione.
  • App per la gestione del tempo e l'organizzazione dei compiti.
2. Comportamento dirompente

Strategie di gestione:

  • Definizione di regole chiare, coerenti e condivise all'interno della classe.
  • Insegnamento di strategie di autocontrollo e autoregolazione emotiva.
  • Implementazione di un sistema di premi e sanzioni, concordato e trasparente.
Interventi psicoeducativi mirati:
  • Parent training per supportare i genitori nella gestione del comportamento del bambino a casa.
  • Training di abilità sociali per migliorare le capacità relazionali e l'interazione con i pari.
3. Bassa autostima

Strategie di rafforzamento positivo:
  • Incoraggiamento costante e valorizzazione dei successi, anche minimi, del bambino.
  • Promozione di esperienze di successo in vari ambiti scolastici ed extrascolastici.
  • Favorimento dell'inclusione sociale e della partecipazione attiva alle attività di classe.
E' fondamentale sottolineare che ogni bambino con ADHD presenta un profilo di funzionamento unico e necessita di un approccio individualizzato e personalizzato. La collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti è fondamentale per la creazione di un ambiente scolastico inclusivo e supportivo, che permetta all'alunno con ADHD di esprimere al meglio il proprio potenziale.

DA RICORDARE CHE: è necessario considerare la possibilità che un bambino/ragazzo abbia diagnosi in comorbilità con l’ADHD e viceversa. Quindi oltre alla diagnosi o accertamento di ADHD può coesistere un altro quadro clinico deficitario con altri disturbi o disabilità. In questo caso c'è un aggravamento e le sole misure descritte sopra potrebbero NON bastare; risulta utile sicuramente approfondimenti diagnostici (con la possibilità di ottenere così l'insegnante di sostegno L. 104/92).

Quindi l'assegnazione di un insegnante di sostegno ad un alunno con ADHD non è automatica. L''insegnante di sostegno può essere assegnato ad un alunno con ADHD se ci sono:

-Difficoltà di apprendimento: se l'ADHD compromette significativamente il processo di apprendimento dell'alunno, ostacolando il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti per il suo anno di corso.

-Comportamento dirompente: se l'alunno presenta un comportamento dirompente grave e persistente che ostacola il regolare svolgimento delle attività didattiche e la sicurezza in classe.

-Comorbilità: se l'ADHD è associato ad altri disturbi o disabilità che ne aggravano la gravità e l'impatto funzionale.

INOLTRE...
E' importante non aspettarsi risultati immediati. Il miglioramento del bambino con ADHD è un processo graduale che richiede tempo, pazienza e perseveranza. Il successo dell'intervento educativo non si misura solo in termini di voti scolastici, ma anche in termini di benessere psicologico, autostima e capacità di relazionarsi con gli altri.

domenica 3 marzo 2024


Questo video risale a qualche anno fa, pubblicato su youtube rappresenta un valido esempio di approccio metodologico per apprendere il concetto di maggiore, minore e uguale. Il metodo del coccodrillo e dei regoli risulta spesso molto efficace grazie al supporto visivo e concreto per poi rispondere correttamente. Ovviamente tale metodologia è applicabile in altri contesti!

Buona visione


Pennuti spennati (For the Birds) è un cortometraggio animato statunitense del 2000 diretto da Ralph Eggleston. Prodotto dalla Pixar Animation Studios, il corto ha vinto un Oscar come miglior cortometraggio d'animazione nel 2002 ed è stato incluso nella versione su DVD del film Monsters & Co. con il titolo tradotto Pennuti spennati.

Il cortometraggio inizia con un uccellino che si posa su un cavo telefonico tra due piloni, subito seguito da un secondo che gli si posa a fianco. Toccandosi i due iniziano a litigare. In breve tempo giungono sul cavo numerosi altri uccellini identici e tutti litigano tra loro per il posto. Il battibecco è interrotto dal verso di un uccello molto più grande (simile ad un becco a scarpa, ma con becco meno caratteristico e con un ciuffo di penne in testa simili a quelle della colomba coronata di Vittoria), appollaiato su uno dei piloni: gli uccellini lo guardano e cominciano a prenderlo in giro per il suo strano aspetto. Il grosso volatile non demorde e insiste nel voler conquistare l'amicizia e la simpatia dei più piccoli: si alza in volo dal pilone e si posa al centro del cavo che inizia così a piegarsi per il peso verso il basso, fino quasi a toccare terra. Gli uccellini non ci stanno e iniziano a lamentarsi vigorosamente; il grosso uccello fa lo stesso imitandoli. Uno degli uccellini, seccato, lo becca e il grosso uccello finisce a testa in giù con le zampe ancorate al cavo. La coppia centrale di uccellini inizia a beccagli le zampe per fargli perdere la presa. La cosa sembra funzionare, ma troppo tardi si accorgono che questo piano per disfarsi dell'intruso era una cattiva idea: finiscono infatti fiondati verso il cielo, perdendo tutte le loro piume. Dopo qualche istante cadono a terra venendo a loro volta scherniti dall'uccello più grande...

sabato 16 luglio 2022


I “Quaderni di comunicazione con pittogrammi di ARASAAC per rifugiati ucraini”, disponibili in diverse lingue, sono stati realizzati allo scopo di venire incontro ai rifugiati e alle rifugiate che, fuggendo dalla guerra intrapresa dalla Russia contro l’Ucraina, trovano ospitalità in Paesi di cui non conoscono la lingua. Essi sono scaricabili dal sito del Centro Aragonese di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, che li ha prodotti e ne consente il libero impiego a scopo non lucrativo. Un lavoro eccellente nella sua immediatezza e semplicità d’uso.

Le schede di comunicazione con pittogrammi di ARASAAC possono aiutare non solo le persone che non parlano, ma anche quelle persone che non parlano una certa lingua. Pertanto, di fronte all’afflusso di rifugiati dall’Ucraina, diversi collaboratori stanno condividendo dashboard multilingue basati su pittogrammi, in modo che bambini e adulti possano stabilire più facilmente una comunicazione funzionale nei paesi in cui cercano rifugio.

Clicca qui per scaricare gratuitamente i quaderni con i pittogrammi.


lunedì 8 marzo 2021

Ricordare a memoria le tabelline non è sempre facile e non tutti i bambini ci riescono, per questo motivo esistono tantissimi strumenti compensativi utili a questo scopo.
Tra tante risorse disponibili vi mostro "i CD delle tabelline" di due versioni differenti (con e senza "mascherina").
Sono 10 dischi, uno per ogni tabellina, ruotandoli sarà molto semplice e divertente trovare il risultato corretto.
Per costruire i CD delle tabelline, stampate i file qui allegati e assemblate come da foto:

 Fonte: https://www.inclusiva-mente.it/

lunedì 18 maggio 2020

Come semplificare i testi per facilitare l'apprendimento degli alunni che mostrano difficcoltà di apprendimento?

Al di là del fatto che la lettura, per un dislessico, non sarà mai una cosa automatica come lo è per la maggior parte di noi, ci sono alcune regole che i docenti e genitori possiamo tenere presenti se vogliono aiutarli a leggere testi cartacei (e quindi senza sintesi vocale).

Ecco perciò alcune linee guida per fornire testi semplificati agli alunni con DSA, sia dal punto di vista grafico (in modo da favorire la percezione visiva) sia da quello sintattico e lessicale (la "forma" linguistica del contenuto). I consigli che trovate qui provengono da una rielaborazione dei materiali di studio offerti da PuntoEduDislessia, dal "Vademecum per la dislessia" e da altre letture.

Riguardo ad alcuni dei punti evidenziati di seguito, due strumenti potrebbero esservi comodi (clic sui link per scaricarli):

Ecco alcuni consigli...

  • La grafica e lo stile del documento: 

1) Corredare il testo di immagini, schemi, tabelle, ma in modo chiaro e lineare, senza "affollare" le pagine.  

2) Usare le intestazioni di paragrafo per i testi lunghi. 

3) Usare se possibile lo STAMPATO MAIUSCOLO. E' più facilmente leggibile (perchè stanca meno la vista) per chiunque! 

4) NON usare l'allineamento giustificato: lo spazio variabile tra le parole non aiuta. 

5) Andare spesso a capo, magari dopo ogni punto di sospensione (capoversi). 

6) Non spezzare le parole per andare a capo. 

7) Distanziare sufficientemente le righe (usare un'interlinea abbastanza spaziosa).  

8) Usare fonts del tipo "sans serif", cioè "senza grazie"(trattini a fine asta della lettera):

- carattere senza grazie o sans serif es: arial - VERDANA 

- carattere con grazie o con serif es: Times New Roman  

Il Times New Roman, ad esempio, è quello che di default si utilizza in Word, ma non è indicato. Nel nostro PC ci sono già fonts sans serif, basta scegliere un tipo di carattereche abbia segni "puliti", senza lineette aggiuntive, come ad es. il Comics, il Verdana, il Georgia, l'Arial.  

Attenzione, però: in alcuni di questi fonts la "i" maiuscola e la "elle" minuscola sono identiche! Succede as es. nell'Arial. Altri fonts invece, come il Verdana, li mantengono distinti (come eccezione, la sola I maiuscola del Verdana ha le grazie) 

9) Impostare il font in un formato (corpo) abbastanza grande: se un corpo di 12 punti potrebbe essere accettabile per il Verdana maiuscolo, per altri tipi di font più piccoli potrebbero servire almeno 14/16 punti. 

10) Se possibile, usare il grassetto e/o colori diversi per evidenziare le parole chiave ed i concetti più importanti, o per raggruppare (nel caso dei colori) concetti e contenuti tra loro correlati, attenzione a non esagerare: il testo deve essere chiaro, "pulito", senza inquinamento visivo. 

  • L'organizzazione del testo e il lessico: 

1) Usare frasi brevi, evitando le subordinate e preferendo piuttosto le coordinate.

2) Non usare doppie negazioni. 

3) Fare attenzione alle frasi con troppi pronomi: costringono ad

inferenze ed aumentano il carico cognitivo, a scapito della strumentalità di lettura. 

4) Nei testi informativi/di studio raggruppare le informazioni per blocchi tematici. 

5) Nei testi narrativi sostituire gli eventuali flash-back con un più semplice ordine cronologico. 

6) Cercare di evitare testi troppo lunghi: max 250 parole per pagina.

7) Per quanto possibile, usare forme attive e al modo indicativo. 

8) Usare un lessico semplice, in base all'età e alle difficoltà dell'alunno.

giovedì 14 maggio 2020

Gli scienziati di tutto il mondo sono impegnanti per superare l’emergenza coronavirus, è molto importante non dimenticarsi che anche i bambini che hanno il diritto di sapere. Soprattutto i bambini che vivono situazioni di fragilità o presentano un disturbo del neurosviluppo, che potrebbero avere meno strumenti per la comprensione di quanto sta accadendo e per la gestione di pensieri ed emozioni.
 
Quale modo migliore di comunicare e condividere emozioni ed esperienze della narrazione e della lettura condivisa? Per affrontare questa situazione vi propongo un ebook gratuito "Storia di un Coronavirus" pubblicato dalla Casa editrice Erickson.

Una storia semplice che racconta una realtà molto complicata con l’intento di sostenere le mamme e i papà ad affrontare insieme ai più piccoli (e forse anche grazie a loro) questo difficilissimo momento.

Il racconto si rivolge a tutti i bambini a partire dai 2 anni, con un’attenzione specifica ai bambini con bisogni comunicativi complessi e disturbi del neurosviluppo, attraverso una versione adattata e tradotta in simboli con gli strumenti della comunicazione aumentativa, secondo il modello inbook.

"Storia di un Coronavirus" è scritto da Francesca Dall’Ara, psicologa psicoterapeuta, lavora dal 2005 all’interno del Servizio per le Disabilità Complesse e le Malattie Rare del Neurosviluppo (SDCMR) dell’Unità di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policli-nico di Milano.

Il libro è riccamente illustrato da Giada Negri, psicologa e psicoterapeuta, si dedica interamente al mondo delle immagini con le arti dell’illustrazione e della fotografia. Dal 2009 collabora con case editrici nazionali ed internazionali creando libri per bambini, immagini per riviste e oggetti di cartole-ria. Parallelamente crea opere d’arte su carta che sono esposte presso varie gallerie. È docente di illustrazione presso l’Istituto Europeo del Design.

Versione in simboli a cura di Antonio Bianchi e Laura Bernasconi Centro sovrazonale di Comunicazione aumentativa di Milano e Verdellosecondo il modello definito dal Centro studi inbook.
 

domenica 16 febbraio 2020

Ecco a voi una serie di video, musiche e storie anche in formato testuale per raccontare l'autismo a scuola...


L’UNICORNO TRISTE, UNA STORIA PER RACCONTARE AI BAMBINI L’AUTISMO
Disegni semplici e colorati, nati da una progetto di tesi di un giovane illustratore autistico
“È una fiaba illustrata che affronta il tema dell’autismo infantile. Si rivolge ai bambini di cinque-sette anni, per avvicinarli alla diversità attraverso il racconto. Una nonna racconta alla nipotina la fiaba dell’unicorno triste, che si comporta in modo diverso dagli altri unicorni e che attraverso l’aiuto di una saggia tartaruga riesce a essere compreso e accettato dalla sua comunità. La scelta origina dalla mia esperienza personale di soggetto autistico. Il mondo degli animali mi ha sempre appassionato e l’unicorno è il mio animale fantastico preferito, per eleganza, dignità, maestosità e magia. Ho scelto anche la tartaruga perché con la sua lentezza esprime l’osservazione calma e riflessiva che serve in questi casi.
I miei disegni sono semplici e colorati. Ho utilizzato matite colorate e un pennarello a punta fine per far risaltare i contorni“.
Il libro in pdf – Il video della storia su youtube

LUNETTO: UNA FAVOLA PER L’AUTISMO!
La fiaba ha un potere enorme, riesce ad arrivare oltre la razionalità del pensiero e delle spiegazioni più attente, portando il bambino a sentire “con la pancia” le emozioni e i vissuti dei personaggi. Ogni storia diventa lo spunto per parlare di tutte quelle contraddizioni del mondo a cui ogni fanciullo, durante la crescita, dovrà adattarsi. Ecco, dunque, che queste storie si configurano come un prezioso artificio culturale e pedagogico che racchiude in sé il forte potere di penetrare negli angoli più segreti del cuore per toccare sentimenti nascosti.
La fiaba di Lunetto nasce con l’alto scopo di educare alla diversità, cercando di infondere nei più piccoli una maggiore sensibilità verso i compagni che vivono in questo limbo indefinito che la scienza ha nominato “spettro autistico”.
Il video della fiaba su youtube

MARTINO PICCOLO LUPO
Video presentazione del progetto (e del libro) “Martino Piccolo Lupo” di Gionata Bernasconi. Uno strumento per le scuole, le famiglie e le associazioni per parlare di Autismo con maggiore serenità.
Martino non è un cucciolo come gli altri: non ulula alla luna e adora mangiare le ciliegie. “Non sarà mai un vero lupo!”, dice il capobranco alla mamma lupa. Ma quando Martino incontrerà un’oca spaventata e una volpe affamata, tutti capiranno chi è veramente. Bisogna guardare oltre le apparenze e le diversità per conoscere Martino. Bisogna allontanare la nebbia per poter dire: “Benvenuto nel branco, piccolo lupo!”. Una storia di animali per conoscere, attraverso la metafora, le problematiche legate all’autismo ed entrare in relazione con chi appare “diverso”. Una pagina finale è dedicata alla presentazione di Fondazione ARES (Autismo Ricerca e Sviluppo) con il quale il libro è realizzato. Età di lettura: da 3 anni.
https://vimeo.com/200235262

IL GATTINO BLU
Nella famiglia Miao ci sono mamma gatta, papà gatto e i figli micetti: Flit, bianco come la mamma e Birba grigio come il papà, Nana un po’ bianca e un po’ grigia, e poi c’è Blu che è, appunto, di colore blu.
Un gatto tutto blu, bisogna dirlo, nessuno se lo aspettava e, per aggiungere strano allo strano, il suo essere blu lo rende particolare. Essere blu per un gattino fa proprio una gran differenza.
Blu vede il mondo in modo diverso dagli altri gatti. A volte, mentre i suoi fratellini giocano, Blu sembra non far caso a loro, pare assorto nei suoi pensieri, irraggiungibile. Altre volte i loro miagolii gioiosi diventano assordanti e lui deve correre a nascondersi dentro la cesta, sotto un mucchio di cuscini.
Tutti devono fare un grande sforzo per capire Blu ma, con un po’ di impegno…
Qui tutta la storia da raccontare e le attività da proporre

CIPPILÙ, LO SCOIATTOLO DEL PIANETA BLU
Una fiaba per spiegare ai bambini le difficoltà di comunicazione che possono incontrare i loro compagni con autismo e come l’uso delle immagini può diventare un canale comunicativo privilegiato con loro. Contiene una scheda didattica da usare con la classe. Per i bambini può essere complesso entrare in relazione con un compagno autistico, per le caratteristiche proprie di questa condizione. Capire che si può comunicare anche con un amico speciale trovando nelle immagini un linguaggio comune, può essere di grande aiuto, perchè permette di entrare in contatto, esprimere i propri bisogni, i propri stati d’animo, capirsi e imparare a relazionarsi. Autrice è Tiziana Capocaccia
Clicca qui per scaricare il pdf del libretto illustrato

IL PAESE BILINGUE
“Il paese bilingue” è un racconto realizzato dai bambini di una 3^ Primaria che hanno partecipato ad un concorso per il quale è stato chiesto, con la guida dei loro insegnanti, di confrontarsi con la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità affinché, attraverso l’espressione della loro creatività, fossero stimolati alla riflessione sul tema dell’inclusione sociale. Questa storia è molto “reale” e molto bella perchè all’interno della classe è presente una bambina che utilizza la comunicazione aumentativa per imparare a comunicare.
www.youtube.com/watch?v=vyWldCXHMK8

MON PETIT FRERE DE LA LUNE – Mio fratellino dalla Luna
La voce fuori campo spiega il personalissimo “filo d’oro” che ha realizzato col fratellino autistico. In francese con sottotitoli in italiano e doppiato in italiano
www.youtube.com/watch?v=_KvHeQ9M7bswww.youtube.com/watch?v=Z_TPaeD7VU8

IL MIO AMICO
Una bella canzone di Gianni Morandi sulla disabilità, uno specchio del mondo visto con uno sguardo diverso
www.youtube.com/watch?v=P10vpps6EoI

Per i più grandi

IL CIRCO DELLA FARFALLA
É un cortometraggio della durata di circa 20 minuti e vale la pena di dedicargli questi pochi minuti. Bellissimo cortometraggio che insegna e fa riflettere su tante cose. Una di queste è proprio che la vera bellezza e ricchezza sta nella diversità. Che ognuno di noi ha qualcosa da imparare dal diverso. Che la diversità unisce e non separa. Che siamo tutti fratelli e uniti.
youtu.be/jjOmiLerT7o

IL FILM. TOMMY E GLI ALTRI
‘Tommy e gli altri’, il bel film on the road sui ragazzi autistici e i loro genitori
www.tommyeglialtri.comSinossi e spunti di riflessione AgiScuola

ATYPICAL – L’AUTISMO IN UNA SERIE NETFLIX
Un adolescente con disturbi dello spettro autistico decide di trovarsi una ragazza e il suo bisogno d’indipendenza spinge l’intera famiglia a rimettersi in discussione. Due stagioni di 8 episodi di circa trenta minuti, ambientati a Los Angeles, raccontano la vita di Sam (Keir Gilchrist), giovane diciottenne affetto da sindrome dello spettro autistico alla ricerca di amore e indipendenza. Intorno al protagonista le storie del suo nucleo famigliare: la sorella iper-responsabilizzata e trascurata, il padre che cerca di ricostruire un rapporto con il figlio dopo la non accettazione iniziale della diagnosi e la madre “casalinga disperata” ed iperprotettiva.
Il motto di Atypical “La normalità è sopravvalutata” rende bene l’idea di cosa ci si debba aspettare dalla serie: Sam, che compie un viaggio introspettivo per rispondere alla fatidica domanda “che cosa significa davvero essere normali?”, emoziona e diverte gli spettatori.
Pagina di Netflix relativa alla serie
La fiaba ha un potere enorme, riesce ad arrivare oltre la razionalità del pensiero e delle spiegazioni più attente, portando il bambino a sentire "con la pancia" le emozioni e i vissuti dei personaggi. 
Ogni storia diventa lo spunto per parlare di tutte quelle contraddizioni del mondo a cui ogni fanciullo, durante la crescita, dovrà adattarsi. 
Ecco, dunque, che queste storie si configurano come un prezioso artificio culturale e pedagogico che racchiude in sé il forte potere di penetrare negli angoli più segreti del cuore per toccare sentimenti nascosti. 
La fiaba di Lunetto nasce con l'alto scopo di educare alla diversità, cercando di infondere nei più piccoli una maggiore sensibilità verso i compagni che vivono in questo limbo indefinito che la scienza ha nominato "spettro autistico".

Sotto il video/fiaba da vedere alla LIM in classe. 
 

giovedì 13 febbraio 2020

Una fiaba per parlare di dislessia ai bambini, a casa e a scuola.

“Buongiorno, sono la B”  di Sabrina Fusi

Buongiorno, mi presento: sono la B.
Ora non cominciate a dire “ah sì, quella con due pance!”, perché non è carino...

Vorrei raccontarvi una storia che mi è successa giusto l'anno scorso, nella scuola elementare dove lavoravo.

La classe in questione era la seconda D (...quella con una pancia!).

Me ne stavo bella bella sul mio cartellone appeso al muro, aspettando i bambini che entravano. Era il primo giorno di scuola.

In particolare ne aspettavo uno.

Dovete sapere che l'anno prima, avevo conosciuto un bambino davvero speciale. E lui...beh, lui non ne voleva sapere di me. Avevo provato a presentarmi a lui in tutte le maniere, volevo diventare sua amica, ma lui sembrava lo facesse apposta a ignorarmi. A volte invece di dire il mio nome, diceva “D”... prosegue...

CLICCA QUI PER SCARICARE IL TESTO COMPLETO!

Ecco l'animazione della storia... da vedere alla LIM in classe.

sabato 8 febbraio 2020

Leggendo diversi articoli sul web son giunto a diverse pagine che propongono giochi creativi per avvicinare i bambini al mondo della matematica, spesso materia odiata da grandi e piccini.
Da molti studi emerge che insegnare la matematica fin dall’infanzia a un bambino significa rafforzare il suo pensiero critico e la capacità di ragionamento che si basa su aspetti razionali.

Giuseppe Pea, professore di Matematica ed esperto di didattica, spiega che le categorie primitive come lo spazio, il tempo e la logica — concetti legati al mondo anche della matematica — si apprendono attraverso l’esperienza. Quindi bando agli aspetti più astratti della matematica e via libera alla creatività e all’azione con qualche gioco facile e coinvolgente allo stesso tempo.

Ecco qualche idea da sfruttare per imparare a far di conto quasi senza accorgersene:

1. Il gioco con i Lego

Con i famosi mattoncini colorati ogni operazione è possibile. Dall’addizione alla sottrazione, fino alla complicata divisione con i Lego diventa tutto un gioco di accostamenti multicolore.  Puoi partire da un mattoncino rettangolare composto da 8 punti e poi trovare tutti i suoi divisori: il mattoncino a quattro puntini che ne rappresenta 1/2, quello a due puntini che ne rappresenta 1/4. In questo modo un bambino, basandosi sull’ingombro dello spazio sarà in grado di ripristinare la forma intera originaria addizionando o sottraendo i mattoncini di cui ha bisogno.



2. Il gioco con i dadi
Con i dadi tuo figlio può imparare la lettura dei numeri secondo i due “alfabeti”, quello arabo e quello del conteggio su dado con cui si può aiutare indicando con le dita i puntini.  Inoltre puoi giocare con lui proponendo sempre un’operazione diversa. Prendi due dadi e faglieli lanciare a quel punto decidi se farlo divertire con una somma, una sottrazione, una moltiplicazione e, quando i numeri non sono troppo complessi, con una divisione. Per rendere il gioco più appassionante, sfidatevi per raggiungere il punteggio massimo.



3. Il gioco con i cartoncini
A tuo figlio piace disegnare o ritagliare? Asseconda la sua passione creativa e uniscila con la matematica e la geometria. Disegna su un foglio delle figure che siano composte di piccoli triangoli, rettangoli o quadrati e poi gioca con tuo figlio a ricomporle inserendo i pezzetti di cartoncino colorato come a formare un puzzle. Sarà un sistema perfetto per imparare a gestire divisioni e frazioni e a verificare l’esistenza di molte possibilità di completamento.



4. Il gioco con il didò
Il didò come i Lego sono tra i giochi preferiti dai bambini e anche in questo caso c’è la possibilità di sfruttarli per imparare qualche concetto in più sulla matematica. Come? Chiedi a tuo figlio di tagliare, dividendo, o di riunire, sommando, diverse parti di una stessa “torta”.




5. Il gioco con il domino
Come per i dadi anche con il domino tuo figlio può imparare due diverse letture dei numeri. Potrete sfruttare le due caselle di ciascuna tessera per inventare operazioni che l’aiutino a destreggiarsi con maggiore disinvoltura. All’inizio magari sarà costretto ad aiutarsi con le dita, ma acquisita una certa confidenza imparerà a destreggiarsi anche facendo il calcolo a mente.
E a quel punto, letteralmente, il gioco è fatto!


sabato 25 gennaio 2020

Svolgere le divisioni non è semplice per nessuno, la maggior parte dei bambini impara nel corso dei 5 anni di scuola primaria. Eppure un numero sempre crescente mostra difficoltà nell'esegure i calcoli (come gli alunni con DSA). Qui sotto vi presento un metodo già preso in considerazione su questo blog che risulta di aiuto anche se spesso criticato per lo svolgimento di tipo meccanico.


Esegure la divisione tramite la tabella moltiplicativa (è utile dotare i bambini di calcolatrice)

Tutte le divisioni potrebbero essere svolte con il metodo che vedrete nel video, cioè usando la tabella della moltiplicazione ed eseguendo la sottrazione per trovare la differenza.

domenica 1 dicembre 2019

Ecco un'altra pasta modellabile, questa ad asciugatura rapida! Stamo parlando della pasta al dentifricio e bicarbonato... ecco come realizzarla!

Facilissima da preparare, elemento fondamentale è l'utilizzo dell'olio che serve per renderla meno sgretolabile in lavorazione! Essicca all'aria molto velocemente. Si può colorare con acrilici, tempere o acquerelli in tubetto durante l'impasto, oppure con gli stessi colori da asciutta. 




  • Ecco l’occorrete:

1 ) una confezione di dentifricio (va bene anche quella più economica);
2) dell’amido di mais (fecola di patate);
3) qualche goccia di olio di vasellina, va bene anche l’olio di semi, l’olio serve per mantenere elastica la pasta e per non farla sgretolare tra le mani durante la lavorazione.

  • Preparazione:
Versiamo una parte di dentifricio in un contenitore abbastanza capiente, e siccome ogni dentifricio è diverso dall’altro, non vi posso indicare di preciso la quantità di amido da mettere, vi dico solamente di aggiungere man mano dell’amido, fino a quando la pasta non fa panetto. Quindi dovete dosarla di volta in volta. Metto anche direttamente due o tre goccine di olio come elasticizzante, e poi unisco la fecola e comincio a impastare, cerchiamo di inglobare per bene la fecola al dentifricio.

Facilmente avremo il nostro panetto da utilizzare per i nostri lavoretti, anche con i bambini! La particolarità è l'asciugatura più veloce rispetto ad altre paste modellabili!

Ecco un video dimostrativo (youtube):


Vedi anche:
Ci sono diverse preparazioni naturali e con elementi meno naturali per creare delle paste modellabili per i nostri alunni/bambini. Tali paste hanno caratteristiche diverse, utili per i lavoretti a scuola o a casa...
Questa volta vi parlo della PASTA AL BICARBONATO E AMIDO... una pasta a grana finissima di color bianco candido... morbidissima ed elastica al punto giusto! Con essa si possono realizzare tantissimi lavoretti, a mano ma anche tramite le formine (ad esempio quello dei biscotti). Poi basta far asciugare per avere un prodotto secco e resistente.

Ecco come prepararla!

Occorrente: bicarbonato, amido di mais, acqua
    • versate in un pentolino 2 tazze di bicarbonato, 1 tazza di amido di mais (maizena) e 1 tazza e mezzo di acqua;
    • mescolate bene;
    • mettete il pentolino sul fuoco e fate cuocere a fuoco lento sino a che la pasta non si solidifica. La pasta è pronta quando non si attacca più alle pareti (ci vogliono diversi minuti);
    • quando è pronta lasciatela raffreddare e poi utilizzatela come volete.
     
  • Ecco un video tratto da youtube:

sabato 9 febbraio 2019

Spesso siamo alla ricerca di "font" personalizzati, ma cos'è? Qual è la differenza con un carattere tipografico? Carattere tipografico e font non vogliono dire esattamente la stessa cosa. Cerco di spiegarmi meglio...
I caratteri sono, nella grafica, nella tipografia e nell’editoria, come i mattoni nell’architettura, gli atomi nella fisica o i numeri nella matematica, insomma è quello che vediamo con i nostri occhi e in questo caso è rappresentato dal particolare carattere della scrittura (come i diversi tipi di corsivo e/o stampato che troviamo in un qualsiasi editor di testo come ad esempio Word)... Invece un insieme di caratteri studiati in modo coerente e secondo gli stessi principi formali, forma un carattere tipografico, il cui "file" viene chiamato font.
Quindi il font non è il carattere vero è proprio ma consiste nella serie di dati informatici che costituiscono e creano un particolare carattere... insomma è una sorta di software che serve a costituire il carattere che vediamo.
Utilizzare quindi spesso la parola “font” al posto di carattere, è un errore figlio dell’era digitale: confondere il software (mezzo) con il suo scopo (fine). 

Utilizzare un font che permette di scrivere digitalmente, ovvero un particolare carattere di scrittura, può permetterci di essere più chiari nella LIM o nella creazione personale di schede didattiche, filastrocche o semplici testi. Qui sotto troverete il font da scaricare che vi permetterà di avere un carattere diverso rispetto a quelli già disponibili nel vostro editor di video-scrittura (per il carattere vedi immagine sopra).


Come installare il font in Windows:

Una volta scaricato il font, che è un file .ttf (carattere True Type), puoi cliccare con il tasto destro sopra il font e dal menu contestuale scegli Installa, oppure puoi copiare il font nella cartella C:\Windows\Fonts

giovedì 11 ottobre 2018

E' un documento, una guida che ritengo sia utile non solo per gli insegnanti ma anche per i genitori e gli operatori della scuola. Tale guida offre molte informazioni ed esempi PRATICI su attività educative e suggerimenti su come gestire al meglio gli alunni con lo spettro autistico. 

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