• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

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venerdì 30 gennaio 2009

L' Associazione Genitori Toscana a scritto una lettera che raccoglie le preoccupazioni di tutti i genitori per la sorte dei bambini che l’anno prossimo dovranno iscriversi alla prima elementare per la mancanza di notizie certe da parte del Ministero.
Il buio più fitto avvolge il destino dei bambini che si affacciano adesso alla scuola primaria e certo un genitore non può iscrivere il proprio figlio senza essere preoccupato.
Il consiglio per tutti è quello di attendere gli ultimi giorni di febbraio prima di procedere alle iscrizioni. Nella speranza che il Ministero dica una parola definitiva sul funzionamento delle nuove classi”.
La circolare ministeriale sulle iscrizioni scolastiche per il prossimo anno ha sciolto infatti alcuni dubbi, ma ne ha lasciati in sospeso altrettanti. Si dice ad esempio che le famiglie debbono esprimere la propria preferenza fra quattro differenti possibilità (24, 27, 30 e 40 ore).
Il genitore può sì esprimere le proprie preferenze, ma poi sarà la scuola ad assegnare i bambini alle classi e a stabilire quanto e come dovranno frequentare, per di più con la precisazione che “gli alunni sono tenuti alla frequenza per l’intero orario settimanale previsto per la classe cui sono assegnati”.
Che succede, ci chiediamo, se i bimbi che scelgono 24 e 27 ore non sono abbastanza per formare una classe? Saranno accorpati in una scuola più o meno vicina (si pensi agli istituti comprensivi nei piccoli centri, dove le scuole distano fra loro anche chilometri) oppure si costringeranno gli altri bimbi a frequentare una classe che non hanno scelto?
In generale, viene da chiedersi che fine ha fatto il diritto di scelta delle famiglie, se poi quello che alla fine prevarrà saranno le esigenze organizzative e contabili della scuola e dello Stato.
Preoccupazioni anche per la mensa: possibile che bambini di 6 anni debbano frequentare la scuola per 27 o 30 ore settimanali senza che sia previsto un tempo mensa? Se l’insegnante in base alla nuova normativa non potrà essere presente, chi li sorveglierà: i bidelli oppure personale esterno retribuito dalle famiglie?
Il Ministero nella circolare si riserva di dettare in seguito i criteri generali sugli “assetti pedagogici, didattici ed organizzativi della scuola primaria, ai quali le istituzioni scolastiche, nella loro autonomia, faranno riferimento per la costituzione e il funzionamento delle nuove classi prime”. Le scuole dovranno quindi definire “le articolazioni dell’orario su sei o cinque giorni settimanali, nonché, compatibilmente con la disponibilità dei servizi, la distribuzione dei rientri pomeridiani”, il che è come dire che per ora di certezze non ce ne sono e che un bel giorno le scuole si troveranno a far quadrare il cerchio di una moltitudine di opzioni e di richieste avendo a disposizione risorse limitate.
E se a rimetterci saranno i bambini, questa non potrà certo dirsi una novità.

domenica 18 gennaio 2009

Sul sito del Senato ho trovato il Disegno di Legge n. 997, riguardante la proposta di un nuovo metodo per reclutare i docenti. Che dire andiamo sempre più giù nel baratro!!! Fortunatamente è ancora un disegno... ma non voglio pensare cosa provocherebbe la sua attuazione.
In particolare l'articolo 2 afferma che "[...] per il reclutamento del personale docente il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con cadenza triennale, indice concorsi regionali, sulla base delle cattedre vacanti e disponibili in ogni regione, a mezzo di procedure curate dagli uffici scolastici provinciali e con la formazione di graduatorie distinte per ciascun ordine e per ciascuna classe di specializzazione, a livello regionale [...]".

Avevo accennato qualcosina in un precedente post... a chi interessa leggere il DDL n. 997 in modo integrale può cliccare qui.

Una testimonianza molto importante che mi ha colpito il cuore... Un insegnante precaria (tutt'ora supplente per un breve periodo) spiega con tutta l'anima la sua motivazione nel dire no al precariato:
"Nella società di oggi vige il precariato, ma al di là dei tanti insegnanti disoccupati, perché non è adatto a scuola?
La scuola chiama un docente per supplire un’insegnante di sostegno che aiuta due alunni, un maschio e una femmina: uno con ritardo mentale medio, l’altra con mutismo selettivo. Al supplente viene consigliato, riguardo la bambina con mutismo selettivo, di evitare di istigarla a parlare, ma di farla scrivere solamente, altrimenti diventa aggressiva.
Il supplente, nonostante i consigli, parla con la piccola ed in soli 3 giorni non risponde più solo tramite il foglio di carta, ma il pollice del docente funge da “si” e l’indice funge da “no” nella comunicazione: finora ha sempre detto “si”, quindi ha bisogno e vuole comunicare in maniera pacifica.
Il bambino con ritardo mentale medio al terzo giorno di supplenza afferma e chiede al docente “io con te mi trovo bene, ma rimani per sempre con me?” oppure “adesso che è sabato e domani non c’è scuola già mi manchi!” .
Allora l’insegnante che supplisce diventa sempre più convinto che il precariato a scuola non è possibile perché i bambini, abili e disabili, hanno bisogno di continuità, hanno bisogno di relazionarsi con più adulti ogni giorno, come dice il bambino “per sempre” o quasi.
Mi rivolgo a tutti i docenti con spirito di combattimento e di positività in un mondo sempre più grigio: per ora sta piovendo e c’è un inverno gelido, ma le nostre idee possono far sorgere il sole e fare sbocciare tanti fiorellini (i bambini) nel giardino (in Italia).
Ringrazio Carmelo per lo spazio che mi ha dato nel suo blog".
Ciao a tutti.
Monica

sabato 17 gennaio 2009

Sul sito Rai è stato lanciato un sondaggio rivolto ai genitori sull'opzione oraria più confacente alla corretta formazione dei propri figli tra il modello di 24, 27, 30 o 40 ore (tempo pieno). I pedagogisti intervengono in favore del maestro unico.Ad oggi, 17 gennaio 2009, ben il 70,71% dei votanti ha scelto il tempo pieno, solo l'8,21% il maestro unico. Per visualizzare i risultati andate a questo link. Se sei un genitore e vuoi votare vai a quest'altro link
Una vera e propria bocciatura del modello "maestro unico" che tanto è stato sbandierato come modello pedagogico "rivoluzionario". Così non la pensano le famiglie. Ma poichè così non deve essere e la nostra società deve essere gestita da luminari, ecco che in un articolo apparso su "La Stampa" "il 70% dei pediatri" si dichiara "contrario al tempo pieno"
Il tempo prolungato, per i pediatri interrogati (119), non è efficace per l'apprendimento dei bambini perchè la capacità di apprendimento cala dopo le 13, quindi meglio lasciare i figli ai nonni o alla baby sitter. Meglio momenti di relax all'aria aperta alternati allo studio, che dovranno essere concentrati tra le 15 e le 17, momento in cui gli studenti immagazzinano meglio le nozioni
L'immagine che viene fuori da queste affermazioni è quella di una scuola del risparmio che si deve adattare alle nuove esigenze di una economia in recessione, di un ritorno alla gestione in famiglia dell'educazione, dei nonni che devono riprendere il loro ruolo di coadiuvatori nella crescita dei figli e magari di una donna che riprenderà la sua funzione di regina del focolare, dopo il crack di una economia che non necessita più della loro manodopera. (Fonte: www.orizzontescuola.it)

venerdì 12 dicembre 2008

ROMA - Il tanto contestato "maestro unico" alle elementari previsto dalla riforma Gelmini sarà attivato su richiesta delle famiglie. È confermato nel verbale conclusivo dell'incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola e il governo. L'esecutivo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio dei ministri la prossima settimana, accogliendo i pareri espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato. Il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell' orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. Quella del tempo scuola a 24 ore, rappresenta in sostanza un'opzione più ampia che il ministero intende offrire alla famiglie, che ne faranno richiesta, prevedendo che in molti opteranno per l'orario antimeridiano più ridotto. Nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati in ogni caso due docenti per classe. Tra le novità principali contenute nell'accordo di Palazzo Chigi, oltre all'introduzione del maestro unico a richiesta delle famiglie, c'è il rinvio della riforma delle superiori al 2010/2011 e il congelamento del numero di studenti per classe.
IL MINISTERO: NESSUNA MARCIA INDIETRO - Lo stesso ministero dell'Istruzione precisa però in una nota che non c'è stata «nessuna marcia indietro del Governo sulla scuola. Resta confermato che dal prossimo anno scolastico l'insegnamento alle scuole elementari verrà affidato ad un unico insegnante per 24 ore settimanali. Le famiglie - aggiunge il comunicato - potranno comunque scegliere modelli di orario diversi ivi compreso il tempo pieno».
«UN SOLO DOCENTE CURERÀ LA FORMAZIONE» - «La responsabilità del percorso formativo e didattico nella scuola elementare resta in capo ad un unico docente» ha sottolineato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Questo modello didattico che supera l'organizzazione del modulo - ha aggiunto il ministro - può essere declinato con l'opzione a 24 ore nel caso in cui il docente sia in grado di insegnare tutte le materie previste e quindi anche l'inglese, oppure a 27 ore con l'utilizzo di tre ore aggiuntive per l'insegnante di inglese e di religione e in ogni caso non ci sarà compresenza in classe». Le famiglie «potranno scegliere tra 24, 27 e 30 ore di lezione settimanali oppure il tempo pieno di 40 ore. Con l'eliminazione delle compresenze - ha chiuso il ministro - ci saranno più classi che faranno tempo pieno».
I SINDACATI -«La protesta della scuola culminata nello sciopero del 30 ottobre ha prodotto i suoi frutti»: è il commento unanime dei sindacati di categoria al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con il Governo. Per la primaria, tuttavia, «rimangono ambiguità» a parere della Cgil che nel corso dell'incontro odierno aveva chiesto la sospensiva del relativo regolamento. «Non è affatto certa - ha spiegato il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, - la tenuta dell'attuale modello pedagogico».
VELTRONI - «Il governo sulla scuola fa una completa marcia indietro - sottolinea da parte sua il leader del Pd Walter Veltroni - Ora tutte le prediche che ci avevano fatto, le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare, che fine hanno fatto?». Così il segretario del Pd ha commentato il rinvio della riforma delle scuole superiori. «L'inversione del governo sul maestro unico è un risultato importante che conferma la fondatezza delle nostre critiche», afferma Maria Coscia, responsabile Pd Scuola.
L'ACCORDO - Di seguito i principali contenuti del pacchetto scuola fissati dal verbale dell'incontro di Palazzo Chigi: 1) Scuola d'infanzia a 40 ore: l'orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell'infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l'assegnazione di due insegnanti per sezione e prevederà soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie. Scongiurata quindi l'ipotesi di un asilo solo mattutino. 2) Maestro unico su richiesta delle famiglie: il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell' orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l'orario a 24 (solo prime classi per il 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richieste delle famiglie. 3) Due maestri per il tempo pieno: nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti per classe. 4) Orario delle medie: nella scuola secondaria di primo grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell'offerta formativa delle scuole autonome. 5) Tempo prolungato alle medie: nella scuola secondaria di primo grado le classi con il tempo prolungato, ferma restando l'esigenza che si raggiunga il previsto numero di alunni frequentanti, funzioneranno con non meno di 36 e fino a un massimo di 40 ore. 6) Congelato l'incremento del numero di alunni per classe: ferma restando l'adozione di misure compensative idonee a garantire i complessivi obiettivi di riduzione dell'art.64 del Piano Programmatico sarà previsto il congelamento per l'anno scolastico 2009/2010 dell'incremento del numero massimo di alunni per classe in connessione con l'attivazione dei piani di riqualificazione deJ1'edilizia scolastica. 7) Tutelati gli alunni disabili: sarà tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili.
SLITTA LA RIFORMA DELLE SUPERIORI - Slitta dunque al primo settembre 2010 l'applicazione della riforma della scuole superiori, inizialmente prevista per settembre 2009. Il rinvio servirà a «dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi: in particolare sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull'applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti». Lo rende noto in un comunicato il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. «La riforma ha come obiettivo quello di modernizzare l'offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni». La riforma del secondo ciclo, su cui si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull'applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti, prevede tra l'altro l'aumento delle ore delle materie scientifiche, tra cui la matematica, e dell'inglese, ma anche uno snellimento degli istituti tecnici che passano da 39 a 11 e la riorganizzazione del sistema dei licei.
DECRETO UNIVERSITÀ - Nel frattempo il decreto università è stato licenziato senza modifiche dalla commissione Cultura della Camera. I deputati hanno votato il mandato al relatore Stefano Caldoro e da lunedì il testo, così come è uscito dal Senato, andrà all'esame dell'Aula per il via libera definitivo. «Entro il 18 dicembre il decreto dovrebbe essere convertito», ha spiegato Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura. Non si profila, almeno per ora, un ricorso al voto di fiducia. (FONTE: http://www.corriere.it/ 11 dicembre 2008)

sabato 6 dicembre 2008

Ricordate le proteste inviate via email al Presidente della Repubblica? Che fine hanno fatto? Penso che siano state lette ma quasi nessuno ha ricevuto una risposta alla nostra lotta contro la riforma Gelmini e i tagli... Quasi nessuno a ricevuto risposta tranne una... la lettera di una mamma che lotta per ottenere l'istruzione della figlia disabile. Ecco a voi l'email di questa mamma (Fonte www.disabili.com):
"Al Presidente della Repubblica Italiana e al Ministro della Pubblica Istruzione
Ancora tagli al sostegno e alle fasce deboli. Non è possibile, sempre peggio!
Scrivo per denunciare una situazone grave e per chiedere sul da farsi. Senza il minimo preavviso ieri mattina a mia figlia Rosanna e a tanti altri bambini disabili della scuola media con grande sorpresa è stato comunicato che il sostegno si è ridotto di molto anche se la riunione precedente, risalente a maggio, riportava la necessità di un sostegno 1/1.
Questa situazione ha veramente stancato i genitori e i bambini disabili di ogni ordine e grado ancora vittime di ogni sorta di sorpruso da parte dello Stato assente e indifferente anzi peggio in quanto sempre pronto a toglierci ciò che si spetta di diritto invece di aumentarlo e questo fa ancor più soffrire in quanto la situazione non solo non migliora ma peggiora addirittura. Cosa dobbiamo fare di radicale e forte che metta fine a questa discrimazione? Possibile che a livello politico non ci tuteli nessuno, nessuno che si oppone in parlamento ai tagli sui ns figli? Vorrei continuare a elencare i torti a cui sono sottoposti i ns figli e le loro famiglie ma sinceramente il dolore ci attanaglia da non poterne nemmeno più parlarne, tanto chi ci ascolta?
Nessuno di voi si chiede come si fa a vivere con tanti problemi economici e con dei figli disabili? Cosa farebbero coloro che legiferano (abituati ad avere le barche, le vacanze costose e ad avere la spudoratezza anche di apparire sui settimanali Gossip) con appena 1200 euro al mese? Se ci penso ci sentiamo eroi, molti di loro al posto ns si sarebbero suicidati.
Grazie, se qualcuno si degna di rispondermi
Isabella Difonzo"
Questa è la risposta ricevuta dall'ufficio del Capo dello Stato:
"Egregio Signore,
rispondo alla Sua lettera con la quale richiama l'attenzione del Presidente della Repubblica sul problema del sostegno scolastico ai bambini disabili.
Al riguardo posso darLe assicurazione che, da parte di questo Ufficio, si è provveduto a sottoporre la Sua istanza al Ministero dell'istruzione, dell'Università e della ricerca, per un approfondito esame.
Con i migliori saluti.
P. il direttore dell'Ufficio, Dr Luigi delli Paoli"
Spero che qualcosa cambi in meglio poichè si gioca con la vita di molte persone!!!

giovedì 27 novembre 2008

ROMA - Ora tocca all'università. Il decreto legge Gelmini sull'università, licenziato dalla commissione Istruzione del Senato arriva all'esame dell'aula. Stop alle assunzioni nelle università con i conti in rosso, deroga parziale al blocco del turn-over, invece, negli atenei virtuosi. Ma anche nuove regole per i concorsi di docenti e ricercatori universitari e strumenti per combattere i «baronati» dentro gli atenei.
Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)Diverse le novità apportate in commissione: gli emendamenti del relatore, il senatore del Pdl Giuseppe Valditara, hanno introdotto una stretta sui baroni (per fare carriera i docenti dovranno produrre pubblicazioni scientifiche, bando, insomma, ai fannulloni) e l'obbligo per gli atenei di rendere più trasparente l'uso delle risorse messe a bilancio e la produzione scientifica.
ASSUNZIONI - Il dl prevede il blocco delle assunzioni nelle università che, alla data del 31 dicembre di ciascun anno, abbiano i conti in rosso. Per gli atenei indebitati c'è anche l'esclusione, per il 2008-2009, dei fondi straordinari per il reclutamento dei ricercatori. Scatta, invece, il parziale sblocco del turn-over (che passa dal 20% al 50%) negli atenei virtuosi a patto che il 60% dei soldi sia speso per reclutare i giovani. In base ad un emendamento approvato in commissione ci si può avvalere per le assunzioni anche del supporto economico di soggetti privati.
CONCORSI - Cambiano le regole per la composizione delle commissioni. Per la selezione dei docenti sono previsti un ordinario nominato dalla facoltà che bandisce il posto e quattro professori ordinari sorteggiati su una lista di dodici persone da cui sono esclusi i docenti dell'università che assume. Per i ricercatori la commissione è così composta: un ordinario e un associato scelti dalla facoltà che bandisce il posto e due ordinari sorteggiati in una lista che contiene il triplo dei candidati necessari, esclusi sempre i docenti dell'ateneo che assume. Un emendamento votato oggi prevede che ci sia una commissione nazionale designata dal Cun (Consiglio universitario nazionale) per supervisionare le operazioni di sorteggio che saranno pubbliche. Le nuove commissioni valgono anche per i concorsi già banditi, ma intanto sono stati riaperti i termini per partecipare ai concorsi in atto, viste le novità.
NORME ANTI-«BARONI» - Tra le novità introdotte in commissione al Senato, le norme anti-baroni: è prevista la costituzione di una anagrafe (aggiornata annualmente) presso il ministero con i nomi di docenti e ricercatori e le relative pubblicazioni. Per ottenere gli scatti biennali di stipendio i docenti dovranno provare di aver fatto ricerca e ottenuto pubblicazioni. Se per due anni non ce n'è traccia lo scatto stipendiale è dimezzato e i docenti non possono far parte delle commissioni che assumono nuovo personale. I professori e i ricercatori che non pubblicano per tre anni restano esclusi anche dai bandi Prin, quelli di rilevanza nazionale nella ricerca. Gli atenei dovranno anche garantire trasparenza nei bilanci e far sapere agli studenti come vengono spesi i finanziamenti pubblici. I rettori in sede di approvazione del bilancio consuntivo dovranno anche pubblicare i risultati delle attività oltre che i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati. Altrimenti si rischiano penalità nell'assegnazione dei fondi.
RIENTRO DEI CERVELLI - le università potranno coprire i posti da ordinario e associato o da ricercatore chiamando studiosi «stabilmente impegnati all'estero» anche quelli già impegnati nel Programma ministeriale di rientro dei cervelli. Lo prevede un emendamento votato in commissione. Si potranno anche chiamare «studiosi di chiara fama».
UNIVERSITÀ VIRTUOSE - Almeno il 7% del Fondo di finanziamento ordinario sarà distribuito alle università virtuose per migliorare la qualità della ricerca e dell'offerta formativa.
DIRITTO ALLO STUDIO - Nel decreto ci sono anche 65 milioni per nuovi alloggi e 135 milioni di euro per le borse di studio destinate ai meritevoli.
IL MINISTRO - «Il decreto approvato dal Governo e gli emendamenti approvati dalla Commissione Cultura del Senato sono una vera e propria svolta nel sistema accademico in Italia – ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Università e Ricerca Mariastella Gelmini - da vent’anni si parlava di come legare il merito alla carriera dei professori e di come vincolare i finanziamenti all’università in base a parametri che ne valutassero la qualità. Per la prima volta le carriere dei docenti non saranno legate a scatti automatici ma - come previsto dagli emendamenti approvati in commissione - al merito ed alla ricerca effettivamente svolta».
27 novembre 2008 (Fonte: http://www.corriere.it ).

domenica 2 novembre 2008

Non è stato facile partire da un piccolo paesino in prov. di Agrigento è arrivare tutto da solo in una grande metropoli come Milano. Nonostante diverse difficoltà che un "provincialotto" come me ha potuto incontrare dicevo a tutti, con molto entusiasmo, che in qualche modo c'è la potevo fare...in parte è così... ma oltre questi problemi ci mancava anche il decreto Gelmini che vuole obbligare le persone del sud a restare dove sono... attraverso la trasformazione delle graduatorie ad esaurimento da nazionali a provinciali, per poi non parlare dei tagli. Questo significa distruggere il sogno di migliaglia di persone che hanno fatto moltissimi sacrifici per raggiungere i loro obiettivi. Restare in Sicilia significa non lavorare... Ritornando alla mia storia a tutti dicevo che Milano sicuramente mi poteva offrire molte opportunità e per scherzare dicevo che "ho scelto Milano perchè è anche la città della moda e dello spettacolo... non posso mancare io". Dicevo questo per comunicare la mia determinazione, il mio spirito di sacrificio, per essere un pò ironico poichè tutti possono immaginare le difficoltà, le paure che ho dovuto affrontare.
Anche adesso in cui nel mondo della scuola c'è molta agitazione penso di trovare un modo ironico di manifestare la mia rabbia e il mio dissenso... è vero Milano è la città della moda e dello spettacolo... è sicuramente non potevo mancare, vedete la foto? è Paris Hilton che pubblicizza il mio primo album... indovinate come si intitola? naturalmente "NO AL PRECARIATO"...
Che cosa ne pensate?...


Nella foto: Paris Hilton pubblicizza il CD del cantante CARMELO intitolato "NO AL PRECARIATO", un successo enorme più di 35,000 copie vendute.

Nella foto: Immagine pubblicitaria della copertina dell'album "NO AL PRECARIATO" a Milano in viale Marche.

venerdì 31 ottobre 2008

Fonte: elaborazione Ires-Cgil su dati Ministero della Pubblica Istruzione






-Il Valore abilitante della laurea in Scienze della formazione primaria: La disposizione attribuisce nuovamente all'esame di laurea in scienze della formazione primaria, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal percorso, il valore di esame di Stato che abilita all'insegnamento nella scuola dell'infanzia o nella scuola primaria, a seconda dell'indirizzo prescelto. La disposizione si applica anche a chi ha sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi di Scienze della formazione primaria nel periodo compreso fra l'entrata in vigore della legge 244/2007 e la data di entrata in vigore del decreto legge 137/2008.
-Le Graduatorie a esaurimento: Per l'immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale (come ha chiesto la Lega) e non su base nazionale. I docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (Ssis) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello a indirizzo didattico (Cobaslid) attivati nell'anno accademico 2007/2008 e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti a domanda nelle graduatorie a esaurimento e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi dei titoli posseduti. Nello stesso modo sono iscritti a domanda i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione di docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione. Possono chiedere l'iscrizione con riserva alle graduatorie anche coloro che si sono iscritti nell'anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in Scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica (la riserva viene sciolta al conseguimento dell'abilitazione e la collocazione in graduatoria è disposta in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti).
I tagli al personale docente, amministrativo e tecnico:
I tagli programmati riguardano i docenti a tempo determinato (i supplenti), quindi è più corretto parlare di cattedre: dovranno essere 87.341 in tre anni. 42.105 nel 2009/10; 25.560 nel 2010/11 e 19.676 nel 2011/2012. Per il personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario) è prevista una riduzione secca del 17%, ossia 42.500 posti in meno (Fonte www.ilsole24ore.com).
VERO:
Maestro unico: Nelle scuole elementari torna il maestro unico.Le classi funzioneranno per 24 ore alla settimana. Le ore di straordinario all'insegnante nel 2009 verranno pagate con il fondo di istituto, che sarà poi reintegrato dal ministero dell'Istruzione.
Tempo pieno: Con il maestro unico il tempo pieno aumenterà. Infatti passando da due insegnanti a uno si avranno più docenti a disposizione e si potranno aumentare del 50% le classi che possono usufruire del tempo pieno.
Voto in condotta: Torna il voto in condotta: farà media con i voti conseguiti nelle diverse materie scolastiche, e se sarà inferiore al 6 determinerà la bocciatura dell'alunno.
Educazione civica: L'apprendimento della Costituzione diventa uno dei cardini dell'educazione. Viene infatti reintrodotto lo studio dell'educazione civica, che diventa materia obbligatoria. Il nome della disciplina sarà "Cittadinanza e Costituzione".
FALSO:
Tagli agli stipendi: Nessuna diminuzione sui salari dei docenti: grazie alla stretta sulle spese aumenteranno gli stipendi. Si tratta di 2 miliardi da dividere fra innovazione e gratifiche ai docenti. Dal 2012 il "premio" sarà destinato a 257 mila insegnanti.
Classi per stranieri: La proposta della Lega, approvata dalla Camera, è solo una mozione al decreto che non ha effetto concreto ma solo una valenza politica. La mozione parla di un eventuale test di ingresso per verificare lo stato di conoscenza della lingua italiana.
Licenziamenti: Tecnicamente non verrà licenziato nessuno. Nei tre anni (2009 - 2011) gli interventi ricadono solo sui posti a tempo determinato. Per gli insegnanti la riduzione riguarda 87.400 cattedre. Per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario 42.500 posti.
Meno docenti per i disabili: Non viene attaccata la quota degli insegnanti di sostegno per gli alunni diversamente abili. Si tratta di circa 90mila docenti. Anzi, nelle ultime assunzioni la quota dei docenti di sostegno è stata tra le più ampie.
Scompare la lingua inglese: Nelle scuole elementari rimane lo studio della lingua inglese. Dall'anno prossimo sarà affidato a un docente specializzato, che affiancherà il maestro unico, così come accadrà per l'insegnamento di religione, educazione fisica e informatica (Fonte www.ilgiornale.it).

giovedì 30 ottobre 2008

29/10/2008 Via libera del Senato al decreto del Ministro Gelmini di riforma della scuola. Si è approvato, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti. Proteste a Milano subito dopo la diffusione della notizia. L'opposizione, che annuncia un referendum, è fortemente critica. «È la prima volta nella storia della Repubblica - sottolinea Giuseppe Fioroni, ex ministro dell'Istruzione del Governo Prodi - che si fa una riforma a colpi di decreto utilizzando la calcolatrice di Tremonti e la mannaia della Gelmini». Una riforma che «va a colpire fra l'altro un segmento della scuola che funziona bene come le elementari». Per il premier Silvio Berlusconi l'approvazione del decreto è un grande risultato. «Dispiace solo - ha detto - che sono stati presi in giro tanti ragazzi in Roma e in altre città» (fonte http://www.ilsole24ore.com/).
-Punto primo, il ritorno ai voti in pagella per elementari e medie. Ricordiamo che nel sistema-scuola fuoriuscito dal fervore ideologico sessantottino si era deciso di mutare i voti in giudizi perché meno traumatici nei confronti dei bambini/ragazzi.
La sostituzione dei giudizi tipo “ottimo” o “insufficiente” con la scala 1-10 è in fondo una questione di scarsa rilevanza: un sistema convenzionale vale l’altro, e non si vede perché i numeri dovrebbero risultare più comprensibili. Il cambiamento più rilevante sarebbe un altro, passato perlopiù inosservato finora: la riforma prevederebbe infatti (ma si tratta di voci di corridoio tutte da confermare) la bocciatura con una sola materia insufficiente alle medie e alle elementari (rispetto alle 2-3 tollerate ad oggi). Che effetti avrebbe questo cambiamento? Se preso alla lettera, un drammatico impennarsi delle bocciature. Più probabile però che gli insegnanti facciano prova di realismo, trasformando l’insufficienza in Educazione Artistica del ragazzino con una buona media nel cosiddetto “6 politico”. Una sorta di insufficienza mascherata, ancora più difficile da spiegare ai genitori. Alla faccia della maggiore chiarezza auspicata dal ministro.
-Punto secondo, il risparmio per le famiglie sui testi scolastici. Sarà introdotto l’obbligo per gli insegnanti di adottare solo libri i cui editori si siano impegnati a mantenere invariati i contenuti per tutto il quinquennio. Stop quindi al lucroso mercato degli aggiornamenti, che spesso costringeva gli alunni a cambiare il testo ogni anno solo perché vi erano state introdotte piccole modifiche.
-Punto terzo, l’educazione civica. La materia sarà incentrata su educazione ambientale e Costituzione e dopo anni tornerà a essere obbligatoria per tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado.
-Punto quarto, e pomo della discordia, il ritorno al maestro unico. L’abolizione del maestro unico e l’introduzione dei “moduli” ha ormai più di vent’anni, e in questo lasso di tempo gli insegnanti si sono progressivamente specializzati, chi in materie scientifiche, chi in quelle letterarie. Ripristinare di colpo lo schema “un insegnante per classe”, provvedimento discutibile di per sé, costringerebbe insegnanti che hanno passato anni ad affinare le proprie tecniche didattiche su una materia ad insegnarle di colpo tutte. Con un possibile abbassamento della qualità della didattica.
Si comincerà a reintrodurlo nella prima classe dal 2009-2010 e gradualmente entrerà a regime in tutte le classi successive; Il maestro unico porterà un taglio di circa 87.000 insegnanti in tre anni, cosa che ha causato la sollevazione della categoria e di tutte le forza politiche e sociali che la appoggiano (che schifooooooooooo!).
-Punto quinto, classi più numerose: Secondo la CGIL i tagli del personale si tradurrebbero sicuramente in un aumento del numero di studenti per classe, attraverso l’accorpamento di quelle esistenti. Classi più affolate, in cui sarebbe più difficile sia mantenere la disciplina che prestare la dovuta attenzione ad ogni singolo studente.
-Punto sesto, il tempo pieno: su questo punto le voci si rincorrono di ora in ora ed è difficile prevedere cosa accadrà. La versione più accreditata in questo momento prevede che il tempo pieno non scomparirà. Si tratterebbe d’altronde di un’operazione difficilmente gestibile, specialmente in regioni come la Lombardia dove ha un’ampissima diffusione. Esso verrà invece probabilmente esternalizzato a cooperative private, che provvederanno ad occuparsi dei bambini il pomeriggio. Con conseguente perdita dell’unitarietà del progetto didattico, a fronte però di un risparmio di denaro pubblico.

giovedì 23 ottobre 2008

Che dire... il video dice tutto specialmente per gli insegnanti della scuola primaria... andate in questa pagina http://it.youtube.com/watch?v=V8DMB6Yk6TE .
Riporto un articolo molto interessante poichè fa riflettere molto... Questi due pedagogisti sono importantissimi, conosciuti al livello nazionale e internazionale. Personalmente li ammiro moltissimo, condivido le loro idee... ho letto molti libri scritti da loro che consiglio a tutti...
I pedagogisti Andrea Canevaro e Dario Ianes si sono dimessi dall'Osservatorio sull'integrazione scolastica del ministero della Pubblica Istruzione. Dimissioni motivate dagli stessi autori come protesta contro «questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite, rigore, disciplina, ordine, divise, autorità, voto in condotta, bocciature, selezione».In questo clima, affermano nella lettera di dimissioni i due docenti (Canevaro è direttore del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna e Ianes è docente di Pedagogia speciale, Didattica speciale e Handicap Uditivo alla Facoltà di Scienze della Formazione primaria dell'Università di Bolzano) anche la Pedagogia subisce un violento attacco: «Nel clima di rinnovato rigore scolastico - spiegano - chi viene additato come responsabile dello sfascio, oltre naturalmente ai fannulloni? L'ideologo dei fannulloni e dei lassisti: il pedagogista».«Forse - scrivono - il ministro Gelmini sta cercando una nuova squadra di esperti che legittimi la sua visione dell'integrazione? Non sarà facile trovarli tra i pedagogisti speciali, se sapranno leggere tra le righe della sua dichiarazione in occasione dell'audizione alla Camera» concludono Canevaro e Ianes (IL MESSAGGERO 6 OTTOBRE 2008).

martedì 21 ottobre 2008

Diversi sono i giornali che parlano di questo avvenimento accaduto ieri. In breve, dopo la manifestazione (con la presenza di oltre cinquemila studenti) che si è conclusa davanti al Rettorato dell'università di Palermo, dove era in corso un convegno al quale avrebbe dovuto partecipare il ministro Gelmini, gli studenti hanno cercato di forzare il cancello d'ingresso del palazzo Steri (trattenuti dalla polizia in stato antisommossa) sito in piazza Marina.
Il rettore Giuseppe Silvestri per calmare le acque è sceso in strada a parlare con gli studenti, sostenendo la propria oppositività ai cambiamenti previsti dalla riforma Gelmini. Inoltre ha promesso che il sito dell' università di Palermo sarà oscurato per protesta e sarà inserita solo una dichiarazione dello stesso Silvestri « su quanto sta accadendo nel mondo universitario». Il rettore ha poi dichiarato che spiegarà al prefetto il disagio che sta vivendo il mondo universitario.
Solo dopo questo intervento i manifestanti hanno iniziato ad abbandonare la piazza.
Anche in altre provincie d'Italia si è manifestato per il no al decreto Gelmini.

lunedì 20 ottobre 2008

Diverse sono state le iniziative contro il decreto del Ministro Gelmini. Oltre agli scioperi nazionali del personale docente e ata, giravano dei messaggini in cui si proponeva di scrivere una e-mail al presidente della Repubblica Italiana pregandolo di non firmare il decreto. Ci risiamo, alcuni giorni fa ho ricevuto una e-mail da parte di una amica, in cui si "consiglia agli insegnanti e agli italiani che vedono questa riforma come negativa" di protestare ancora una volta (attraverso il sito http://www.quirinale.it precisamente nella sezione "la posta") inviando un'altra nuova lettera al Presidente della Repubblica Napolitano. Questa è la bozza che mi è arrivata:

Egregio signor Presidente,
ci scusiamo di tediarla ancora ma la risposta alla valanga di email che abbiamo inviato non ci convince.
La nostra Costituzione recita : “Art. 74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.” – “Art. 87. Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere…. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti” – “Art. 91. Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.”
Quest’anno è stato festeggiato il 60° anniversario della nostra splendida Carta Costituzionale, temiamo fortemente che di questo passo toccherà a Lei commemorarne la morte.
E’ di oggi la notizia delle classi ghetto per stranieri, proprio in Italia dove da decenni si sono chiuse le scuole e le classi speciali per garantire l’integrazione dei diversabili.
I decreti prodotti da questo Governo e passati in Parlamento a colpi di fiducia (forse anche tra le loro fila qualcuno percepisce un pericolo per diritti costituzionali inalienabili) hanno prodotto leggi che sono marcatamente in contrasto con la Costituzione.

Ed allora siamo andati a rileggerla la Costituzione, noi poveri ignoranti docenti, cittadini, studenti, nonni, lavoratori che percepiamo questo grave attacco e che DOBBIAMO CHIEDERE a Lei, garante per tutti noi, di proteggerla e di assicurare che se si ritiene di doverla cambiare si proceda come previsto per legge Costituzionale.

L'articolo 9 recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica." Ed invece che promuovere lo sviluppo e la ricerca si sta facendo un sabotaggio a questi due fondamentali di una civiltà evoluta come dovrebbe essere la nostra.

L’articolo 33 recita "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.".

L’articolo 34 recita "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso."

A colpi di tagli alle risorse si sta riformando la scuola dello Stato infischiandosene delle legittime procedure; addirittura in un decreto sulla sanità si inserisce un articolo, per nulla pertinente, sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche invadendo le competenze delle Regioni e violando, ancora una volta, il TITOLO V della Costituzione.

Se vogliamo ironizzare la sanità è correttamente chiamata in causa: la scuola massacrata va in ospedale!!!!!

Ancora una volta vogliamo ricordare Calamandrei che Lei certamente conosce meglio e più di noi e che aveva già capito tutto nel 1950, allora venivamo fuori dal fascismo oggi pericolosamente ci stiamo rientrando!!!!

La salutiamo con 3 piccole citazioni
TINA ANSELMI
"Dobbiamo rivendicare il diritto di esserci, perché la democrazia è un cammino difficile, ma non ci sono alternative a questa strada della libertà e della solidarietà".
ANTONIO GRAMSCI
“La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri.”
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.”
Con stima e fiducia (fine)
Infine vi dico che tocca a voi scegliere cosa fare...sicuramente è un modo per protestare.

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