• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

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martedì 7 settembre 2021


Redooc.com nasce nel 2013, con l’obiettivo di trasformare il modo in cui si impara e si insegna, a scuola ma anche a casa: è pensata per studenti, docenti e genitori, dalla Primaria all’Università.

Redooc è una piattaforma di didattica digitale utilizzata da scuole (come supporto per la didattica innovativa) e famiglie (come integrazione/ alternativa alle ripetizioni private), dedicata alle materie scolastiche di base: italiano, matematica, fisica, educazione finanziaria, Invalsi, con una predilezione per le materie STEM (acronimo che sta per Science, Technology, Engineering, Mathematics). Perché “leggere, scrivere e far di conto” sono le competenze alla base di ogni conoscenza.

Questa piattaforma offre un approccio didattico basato sui principi di base dell’apprendimento – linguaggio naturale, gioco, sperimentazione – e sulle preferenze dei ragazzi – video, tecnologia, gamification. Il loro motto è “Siamo tutti Bisogni educativi Speciali”, perché crediamo che ciascuno debba avere la possibilità di imparare con i propri modi e tempi. Per questo la piattaforma viene arricchita continuamente di contenuti e funzionalità sulla base dei suggerimenti degli utenti, studenti e docenti.

Sul portale Redooc sono disponibili ad esempio:

Test d’ingresso di Matematica – con i temi più frequenti affrontati nei cinque anni trascorsi e tre livelli di studio, fra operazioni, poligoni, problemi di aritmetica e di logica, perimetri e aree

Test d’ingresso di Italiano – per sciogliere qualsiasi dubbio riguardo accenti, consonanti, apostrofi, analisi logica e grammaticale della frase.

In generale gli utenti possono trovare migliaia di video-lezioni, più di 75.000 esercizi interattivi e spiegati e centinaia di materiali cartacei scaricabili. I contenuti sono in linea con le indicazioni ministeriali.

Clicca qui per visitare la piattaforma!

martedì 7 aprile 2020

Premesso che il materiale didattico e video consultabile in questo sito, a cura dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, deve essere considerato a scopo meramente dimostrativo, esso vuole esclusivamente fornire spunti e suggerimenti di cui i docenti possono liberamente scegliere di fruire o meno. I contenuti proposti consentono agli studenti di approfondire tematiche sportive, di educazione alla salute ed anche di effettuare attività motoria per mantenere un buon livello di forma fisica e di salute in questo periodo di quarantena. 

L’attività motoria proposta è semplice e globale, adattata alle diverse fasce di età, disegnata per il mantenimento delle capacità motorie ed in particolare la coordinazione, ed anche l’escursione articolare e la tonicità muscolare. Si specifica che tale attività è indirizzata (ad eccezione dell’A.F.A.) ad una popolazione studentesca sana, per cui soggetti con particolari problematiche fisiche devono astenersi dall’ esecuzione degli esercizi che coinvolgano gli apparati o le strutture corporee compromesse. 

Nel caso di alunni minorenni l’attività va svolta in presenza e con la supervisione dei genitori. 
L’esecuzione degli esercizi deve avvenire in totale sicurezza e cioè: 
1. Gli studenti devono indossare tuta e scarpe ginniche; 
2. Il pavimento non deve essere scivoloso; 
3. Non ci devono essere ostacoli o mobili vicini; 
4. Gli ausili utilizzati (sedia o altro) devono essere ben stabili; 
5. L’attività proposta dai video deve essere comunque svolta da chiunque volesse cimentarsi in essa senza rischi ed in condizioni di massima sicurezza. 

Quanto sopra premesso, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, i Dirigenti Scolastici e i Docenti declinano ogni responsabilità inerente eventuali infortuni, anche a terzi, derivanti dalla riproduzione degli esercizi mostrati nei video.

sabato 25 gennaio 2020

Svolgere le divisioni non è semplice per nessuno, la maggior parte dei bambini impara nel corso dei 5 anni di scuola primaria. Eppure un numero sempre crescente mostra difficoltà nell'esegure i calcoli (come gli alunni con DSA). Qui sotto vi presento un metodo già preso in considerazione su questo blog che risulta di aiuto anche se spesso criticato per lo svolgimento di tipo meccanico.


Esegure la divisione tramite la tabella moltiplicativa (è utile dotare i bambini di calcolatrice)

Tutte le divisioni potrebbero essere svolte con il metodo che vedrete nel video, cioè usando la tabella della moltiplicazione ed eseguendo la sottrazione per trovare la differenza.

venerdì 25 ottobre 2019

Saper ascoltare, leggere e comprendere è una competenza da raggiungere nel corso della scuola primaria. Risulta fondamentale nel percorso di studi di ogni alunno sviluppare capacità relative al lavoro sul testo, qui vi propongo un lavoro da affrontare durante tutto l'anno scolastico (meglio in quinta, scuola primaria); questo quaderno operativo, partendo dalla storia di Pinocchio, propone un persorso didattico lineare di ascolto, lettura e comprensione ma anche esposizione orale e scritta. 




domenica 25 agosto 2019

La Commissione “Rubriche valutative e Compiti di realtà” dell'I.C.S. "G. Calò" di GINOSA (Ta) ha realizzato il presente repertorio di compiti autentici per i tre ordini di scuola: infanzia, primaria e secondaria di primo grado, al quale poter fare riferimento. 
L’iniziativa di promuovere una catalogazione di compiti autentici si pone come obiettivo di dare la possibilità di visionare una serie di compiti in uno spirito di confronto e condivisione attiva. La carrellata di compiti autentici raccolti vuole essere una proposta non solo e non tanto di esempi di prestazioni autentiche, quanto un invito a sperimentare una forma di valutazione diversa, a cui la scuola è chiamata rispondendo al cambiamento verso una didattica e un curricolo basato sulle competenze. 

martedì 1 gennaio 2019

"Toy Theatre" è un sito in lingua inglese (ma intuitivo) di giochi online per bambini, pieno zeppo di giochi interattivi che riguardano l'arte, la lettura e la matematica. Progettati pensando alle esigenze delle classi di scuola materna, primaria, di primo e secondo grado, questi giochi educativi online sono considerati affidabili dagli insegnanti di tutto il mondo. In effetti sono giochi che per come sono stati pensati forniscono un valore educativo a completamento per le lezioni classiche e per i progetti. Ottima piattaforma da usare anche con la LIM. Sito consigliato! Visitalo -> http://toytheater.com/

venerdì 17 agosto 2018

Il volume scaricabile gratiutamente è un manuale divulgativo che affronta il tema dell’utilizzo delle tecnologie informatiche per facilitare l’apprendimento in soggetti con disturbi dello sviluppo e in particolar modo per i soggetti con Ritardo Mentale.
Il manuale cercherà di proporre una defi nizione di Ritardo Mentale ed alcuni possibili percorsi  educativi  che  sfruttino  l’uso  dell’informatica  per  il  raggiungimento  di  una maggiore autonomia e integrazione sociale dei soggetti con Ritardo.
Questa  pubblicazione  si  rivolge  ai  familiari  di  soggetti  con  Ritardo  Mentale,  agli insegnanti ed anche agli specialisti che vogliono avvicinarsi alle diffi coltà, ma anche alle abilità di questi ragazzi e alle possibilità offerte dalle tecnologie informatiche, attraverso alcuni spunti teorici e pratici.
I percorsi educativi mediante l’utilizzo degli strumenti informatici sono stati pensati sia per aree che per obiettivi da raggiungere. I software sono stati così raggruppati a seconda delle diverse aree di intervento. Per una facile lettura sono state previste tabelle riassuntive e appendici con descrizioni più dettagliate.

mercoledì 16 maggio 2018

Ecco a voi una serie di Piani Educativi Individualizzati già compilati. Vengono pubblicati a titolo di ESEMPIO poichè questi documenti vanno costruiti su misura dell'alunno. Nel PEI si deve cercare di individuare i punti deboli e forti dell'alunno in modo da pianificare un percorso didattico-educativo il più possibile costruttivo e di crescita!

Clicca qui sotto per scaricare gratuitamente gli esempi:

domenica 15 aprile 2018

Si tratta di un rompicapo formato da un quadrato  composto da diverse figure geometriche che si possono separare per dare vita ad un’infinita di altre figure.
La regola per utilizzarlo è semplice: su un piano, e senza sovrapporli, vanno usati tutti e 7 i pezzi di cui è formato in modo da creare delle figure riconoscibili e dalle giuste proporzioni.
Si tratta di un gioco di origine cinese e di antica tradizione (potrebbe risalire addirittura a 3000 anni fa!) anche se non si conosce bene la sua storia. Viene chiamato anche “le sette pietre della saggezza”, questo nome suggestivo con cui è conosciuto nella sua terra d’origine fa riferimento al fatto che si ritiene saggio e talentuoso chi ha piena padronanza di questo gioco.
Si tratta infatti di passatempo solo apparentemente facile e “da bambini”: chi lo conosce sa che realizzare le figure non è sempre intuitivo e semplice, spesso si richiedono degli schemi da seguire per creare ciò a cui la fantasia lì per lì non era arrivata. Anche ricomporre semplicemente il quadrato originario può dare difficoltà, soprattutto a chi è alle prime armi.

  • COME COSTRUIRE IL TANGRAM A SCUOLA
La versione originale è quella in legno ma esistono ormai Tangram di diversi materiali e generi  e volendo si può creare anche da soli con il cartoncino, ecco il video che ci guida nella sua realizzazione:


  • I VANTAGGI DEL ANGRAM E IL SUO USO DIDATTICO
Un gioco come il Tangram offre diversi vantaggi, è in grado soprattutto di stimolare l’immaginazione e la creatività grazie al fatto che i vari pezzi che lo compongono possono essere sapientemente assemblati in diverse forme realizzando così figure di ogni genere. L’importante è non barare: ogni figura deve essere infatti creata utilizzando tutti e 7 i pezzi del Tangram. Esistono poi delle varianti al classico gioco pensate per i bambini più piccoli alle prese con forme e colori che possono essere utilizzate per stimolare la loro fantasia e realizzare degli originali puzzle. Con i pezzetti di legno i bambini si divertiranno a creare figure diverse allenando la loro capacità logica ma anche migliorando le loro percezioni grafiche e dello spazio. I vari oggetti, animali o figure geometriche che si possono realizzare possono servire anche ad illustrare storie per i più piccoli. Tra l’altro si riescono anche a creare figure molto articolate e apparentemente “vive”, illusioni ottiche in grado di stimolare ancora di più l’immaginazione e l’espressività. Le potenzialità di questo gioco sono ormai consolidate anche in campo didattico e c’è chi lo utilizza per facilitare l’insegnamento della matematica e della geometria ma anche all’interno di test psicologici.

venerdì 9 marzo 2018

Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche, a valere sulle risorse specifiche e disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, garantiscono:
 
a) l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;

b) l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;

c) per l'insegnamento delle lingue straniere, l'uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell'esonero.
Le misure di cui al comma 2 devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l'efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.

Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all'università nonché gli esami universitari.
Proprio su quest’ultima parte dell’art. 5 della legge 170 i Tribunali Amministrativi Regionali hanno preso posizione individuando come può influire la diagnosi di un DSA sulle valutazioni degli studenti, e che a breve andremo ad esaminare.
Poc’anzi si è fatto riferimento all’esistenza di un quadro normativo oltre alla legge 170; ed invero, in attuazione della stessa, è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 5669 del 2011 a cui sono state allegate le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Atti di fondamentale importanza per la tutela giuridica di cui si parla.
Hanno fatto seguito poi numerose Circolari Ministeriali e Protocolli regionali che in questa sede però non esaminiamo, ma teneteli sempre come riferimento.

Con riferimento alle valutazioni degli allievi con DSA è di fondamentale importanza l’art. 6 del Decreto Ministeriale n. 5669 del 2011.
L’art 6 è propriamente intitolato “Forme di verifica e valutazione”.
Cosa prevede nello specifico? Esaminiamolo con attenzione.
La norma in questione prevede che la valutazione scolastica, periodica e finale, degli alunni e degli studenti con DSA debba essere in primis coerente con gli interventi pedagogico-didattici attuati alla luce delle norme, di cui agli articoli precedenti, ovvero gli interventi didattici personalizzati e individualizzati e le misure educative e didattiche da porre in essere nello specifico caso.
Inoltre, la norma dispone che “le Istituzioni scolastiche adottano modalità valutative che consentono all’alunno o allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l’applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione da valutare - relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove - riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria.”
Le Commissioni degli esami di Stato, al termine del primo e del secondo ciclo di istruzione, tengono in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.
Sulla base del disturbo specifico, anche in sede di esami di Stato, possono riservare ai candidati tempi più lunghi di quelli ordinari. Le medesime Commissioni assicurano, altresì, l’utilizzazione di idonei strumenti compensativi e adottano criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma, sia nelle prove scritte, anche con riferimento alle prove nazionali INVALSI previste per gli esami di Stato, sia in fase di colloquio.
In ambito universitario, gli Atenei assicurano agli studenti con DSA l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica e il monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate.
Per le prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale, programmati a livello nazionale o da parte delle università, sono previsti tempi aggiuntivi, ritenuti congrui in relazione alla tipologia di prova e comunque non superiori al 30% in più rispetto a quelli stabiliti per la generalità degli studenti, assicurando altresì l’uso degli strumenti compensativi necessari in relazione al tipo di DSA.
La valutazione degli esami universitari di profitto è effettuata anche tenendo conto delle indicazioni presenti nelle allegate Linee guida.
Si rammenti che l’art. 4 del D.M 5669 dispone in forma imperativa, quindi ciò costituisce un vero e proprio obbligo per gli Istituti scolastici, di provvedere ad attuare i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata e ricorrendo a strumenti compensativi e misure dispensative.


L'INSUCCESSO DI UN ALUNNO CON DSA 

Tutto ciò premesso, occorre porsi degli interrogativi allorquando uno studente non riesca a raggiungere risultati soddisfacenti durante il suo percorso scolastico o universitario o addirittura quando la sua stessa promozione alla classe successiva sia messa in pericolo.

E’ stata garantita dalla scuola l’attuazione di quanto previsto dalla legge 170 e dagli artt. 4 e 6 del D.M. 5669 del 2011?
Sono state adottate misure compensative e dispensative a seguito della certificazione di DSA?
Quale incidenza ha avuto la sussistenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento sulla valutazione dell’alunno in corso d’anno e soprattutto nei giudizi di fine anno?
Sono stati posti in essere percorsi individualizzati e personalizzati?

Ebbene giova indicare che i TAR sono particolarmente attenti nel responsabilizzare le Istituzioni scolastiche nell’adempimento dei loro doveri ben individuati nelle norme prima evidenziate.

Facendo allora riferimento ad alcune sentenze “che hanno fatto scuola” possiamo evidenziare alcuni passaggi significativi, che ben consentono di capire come venga adeguatamente fornita tutela legale in situazioni scolastiche legate ai DSA.
In particolare afferma il Tar del Lazio che: “E’ illegittimo per difetto di motivazione il giudizio negativo formulato dal consiglio di classe in ordine alla promozione alla classe successiva di un alunno, allorché, in presenza di un accertato disturbo specifico di apprendimento da cui lo stesso sia affetto (nel caso, dislessia), abbia omesso di fare menzione e di valutare il rilievo di tale situazione, ai fini del giudizio sui risultati raggiunti dall’alunno”. (TAR per il Lazio, sentenza 23 agosto 2010, n. 31203).
A tal proposito la giurisprudenza amministrativa ritiene che dagli scrutini debba emergere che il Consiglio di Classe ha debitamente considerato la rilevanza del DSA nel giudizio finale.
Nello stesso senso, il TAR Lazio – Sezione terza bis (con Ordinanza n. 3616/2010) ha accolto l’istanza cautelare di ammissione con riserva all’esame di licenza media di alunno con D.S.A. “(..) considerato che dall’esame del verbale di non ammissione versato in atti risulta che il Consiglio di classe ha dato atto di essere a conoscenza e di avere considerato le cartelle cliniche dello scolaro ma che da tale scarna e generica affermazione – peraltro contrastante con quanto affermato dal Dirigente Scolastico nella nota del 23 giugno 2010 – non è dato evincere quali motivate scelte didattiche siano state operate in costanza di tale peculiare situazione oggettiva, in presenza della quale, l’ordinamento prevede la predisposizione di prove differenziate oltre che l’utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative”.
Il TAR Friuli Venezia Giulia, con sentenza 12 ottobre 2011, n. 420, ha accolto un ricorso, ritenendolo fondato perché:
“(..) la valutazione finale non risulta aver adeguatamente ponderato l’effettiva pregnanza dei DSA di cui soffre l’alunno (..). E’ anche evidente che il Consiglio di classe non ha affrontato la valutazione dei rischi derivanti da una possibile totale disaffezione dell’alunno nei confronti della scuola, desumibili anche dal fatto che in due materie nelle quali durante l’anno scolastico precedente alla ripetenza aveva ottenuto la sufficienza, ha invece conseguito risultati insufficienti (storia ed educazione tecnologica).”
Il Tar Lombardia, con sentenza n. 31203 del 23 agosto 2010, ha affermato che il consiglio di Classe deve tenere espressamente conto, in sede di formulazione del giudizio finale, di tutti gli altri elementi di valutazione imposti dalla legge, diversi (dislessia) da quello prettamente tecnico dell'esito dei risultati tecnici conseguiti.
In difetto, il giudizio di non promozione risulta carente di motivazione nella misura in cui non evidenzia con compiutezza le ragioni del suo iter logico, avendo omesso di far menzione e di valutare nella sua globalità la particolare situazione dello alunno (dislessia).
L'atto impugnato pertanto risulta quanto mai generico ed incongruo, posto che nella specie si limita a sostenere la mancata ammissione alla classe successiva “…al fine di permettergli di consolidare le conoscenze e le competenze di base nelle discipline nelle quali ha manifestato maggiori difficoltà…”
Ciò sta ad indicare come il giudizio di non promozione sia carente di motivazione nella misura in cui non evidenzia con compiutezza le ragioni del suo iter logico.
(Il Tar, quindi, ritiene che non è ammissibile la motivazione per cui non si ammette alla classe successiva un alunno al fine di consentirgli di consolidare le conoscenze nelle materie in cui versa in difficoltà)

Sulla base delle fin qui esposte considerazioni il ricorso è stato accolto e per l'effetto il giudizio finale di non promozione impugnato è stato annullato per violazione di legge, per difetto di motivazione.
Il TAR Campania con sentenza n. 2404 del 30 aprile 2014 ha evidenziato il mancato svolgimento di “una effettiva analisi circa l’incidenza causale del DSA sul rendimento dell’alunno, di modo che il giudizio conclusivo manca di quella individualizzazione e personalizzazione che, richieste per ciascuno studente, lo sono a maggior ragione per quelli affetti da disturbi dell’apprendimento: inoltre, manca una oggettiva verifica in ordine alle ragioni della scarsa efficacia dimostrata dagli strumenti metodologici e didattici previsti dal Progetto Didattico Personalizzato, la cui stessa attuazione è stata contestata dalla parte ricorrente”.
Il ricorso presentato al Tar è stato accolto per violazione dell’art. 5, comma 4, della L. 170/2010 e dell’art. 10 D.P.R. 122/2009 (“Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni”) secondo cui, per gli alunni con DSA certificato, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle per l’esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni.
Infatti “la considerazione della condizione patologica dell’alunno rappresenta un elemento necessario non soltanto dell’iter didattico, ma anche del momento valutativo: viceversa, nella fattispecie, l’impugnato giudizio di non ammissione prescinde totalmente dal disturbo che affligge il minore”.
(Nel medesimo orientamento si colloca la sentenza TAR Lazio n. 10817 del 28 ottobre 2014, che riguarda un alunno con DSA e disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività –ADHD-).

Anche il Consiglio di Stato, con sentenza n. 3593 del 14 agosto 2012, ha accolto il ricorso dei genitori di un alunno, richiamando l’importanza delle motivazioni contenute nel giudizio finale del Consiglio di Classe.
Infatti “Gli elementi portati a motivazione del negativo giudizio (attenzione didattica mirata al conseguimento degli obiettivi minimi e socio-educativa finalizzata al rispetto delle regole scolastiche, negativo commento sulle effettive possibilità che lo studente abbia di recuperare in tempi brevi i debiti formativi per poter affrontare responsabilmente l’anno scolastico successivo) presentano, evidentemente, un vizio motivazionale di fondo, per non tenere in alcuna considerazione il percorso scolastico dell’alunno ed i risultati conseguiti in rapporto alla patologia certificata in base ad una diagnosi specialistica, così come richiesto sia dall’art.10 del regolamento (“adeguatamente certificate”) che dalle istruzioni operative dell’amministrazione centrale (“diagnosi specialistica di disturbo specifico”), che andava adeguatamente valutata. La genericità della deliberazione di non ammissione alla classe e l’omissione di ogni considerazione delle condizioni dell’alunno comporta, pertanto, la necessità di annullamento del giudizio finale, con assorbimento delle ulteriori censure, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione”.
Dalla rassegna di queste sentenze importanti per la direzione in cui sono poi andati molti Tar italiani, si evince come gli studenti ed alunni con DSA siano fortemente attenzionati anche dalla magistratura, volta a garantir loro adeguate forme di tutela finalizzate ad attuare le previsioni normative contemplate dal nostro ordinamento.
Le valutazioni concernenti alunni e studenti DSA devono tenere sempre in debita considerazione il disturbo loro diagnosticato, diversamente, le stesse, saranno viziate per aver omesso nel giudizio un elemento di fondamentale importanza affinché la valutazione possa dirsi correttamente effettuata nei riguardi del singolo studente.

A conclusione di queste riflessioni in tema di DSA occorre evidenziare come non solo le forme di tutela legale si risolvono (laddove vi siano i presupposti) nell’annullamento della bocciatura o del debito formativo, ma altresì nella forma del risarcimento del danno, patrimoniale e morale; ne discende, pertanto, una tutela demolitoria quanto al provvedimento negativo di bocciatura ed una tutela risarcitoria a ristoro dei danni subiti.

(Fonte: tratto da https://www.tuttodsa.it).

martedì 6 marzo 2018

Ecco a voi una serie di schemi utili alla formulazione dei giudizi analitici da inserire nel documento di valutazione quadrimestrale in uso nella scuola secondaria di 1° grado.
 
GIUDIZIO INTERMEDIO (1° QUADRIMESTRE)
Classe prima e seconda
Classe terza
GIUDIZIO FINALE (2° QUADRIMESTRE)
Classe prima e seconda
Word (campi-moduli)
Classe terza
Word (campi-moduli

martedì 13 febbraio 2018

In che modo possiamo aiutare nostro figlio con la scuola? In che modo possiamo sostenere l’autonomia dei nostri figli? Quali sono i doveri di noi genitori?
Ecco alcuni consigli...

Di fronte alla diagnosi di DSA molti genitori si chiedono come poter aiutare il proprio figlio a raggiungere la piena autonomia di cui ha bisogno per riacquistare fiducia in se stesso. Nel corso degli anni le conoscenze sempre più approfondite e l’esperienza di chi ci è già passato hanno reso possibile stilare una sorta di consigli che speriamo possano essere utili.
  • In primo luogo dovete prendere coscienza del fatto che vostro figlio è dislessico e che ciò non è colpa vostra o della scuola ne tantomeno del bambino stesso. La dislessia è caratteristica, come può esserlo il colore degli occhi o dei capelli. Accettatela e cercate di cogliere gli aspetti positivi per affrontarla al meglio.
  • Vostro figlio è la prima persona che sa di avere una particolarità quindi parlatene con lui, chiedete il suo stato d’animo le sue sensazioni e aiutatelo a capire le sfaccettature della dislessia così da permettergli di prendere consapevolezza e aiutarlo ad acquisire sempre più autonomia.
  • Anche se tuo figlio è dislessico questo non significa che non gli piace la lettura. E’ importante leggergli spesso libri di narrativa e di vario genere così da aiutarlo ad arricchire il suo vocabolario ma anche a poter interagire con i suoi coetanei sugli stessi argomenti di loro interesse. Se non puoi leggere tu per lui esistono gli audiolibri e i libri in formato digitale che sopperiscono alla mancanza di tempo che spesso ci assilla.
  • Quando leggete non fatelo considerando vostro figlio uno spettatore passivo, ma rendetelo partecipe e coinvolgetelo nella lettura leggendo insieme.
  • Il bambino con DSA, come ogni bambino, è molto curioso. Quindi cercate di parlare con lui il più spesso possibile e affrontate qualsiasi tipo di argomento questo gli permetterà di soddisfare la sua curiosità e di sentirsi sempre partecipe alla vita di famiglia come persona rilevante e che può dare il proprio contributo. Questo è molto importante per il suo sviluppo psicologico e per la crescita della sua autostima, spesso minata dalla visione negativa di se.
  • Nel gioco con vostro figlio privilegiate i giochi di carte, o da tavolo come ad esempio monopoli, memory, puzzle etc.. Essi aiutano a sviluppare la concentrazione e a mantenere l’attenzione. Sono bambini molto creativi e fantasiosi quindi permettetegli di giocare con pongo, plastilina, colla, etc.. li aiuterete a sviluppare la manualità fine. Non trascurate le rime, le filastrocche, le canzoni esse permettono di allenare la memoria.
  • Nel guardare la televisione siate sempre insieme a vostro figlio e commentate ciò che vedete.
  • Cercate di mettere in risalto la capacità e le qualità di vostro figlio, promuovete attività dove eccelle. Cercate sempre di mostrargli i suoi punti di forza.
 
Il bambino con DSA va aiutato a imparare ad organizzarsi e a trovare la propria autonomia così da non dover dipendere da nessuno.
 
  • Creare una routine quotidiana:
Il bambino con DSA ha bisogno di essere organizzato e di avere i momenti della giornata programmati e scanditi secondo una routine.
Sarebbe utile creare un cartellone da appendere nel luogo dedicato ai compiti dove giorno per giorno vengono inseriti e programmati i momenti di studio alternati a quelli di riposo o di attività extrascolastiche.
Il luogo dedicato allo studio dovrebbe essere il più possibile privo di distrazioni e tutto il necessario per il momento dei compiti dovrebbe essere a portata di mano (calcolatrice, penne, matite, pennarelli, quaderni, etc…)
Il bambino con DSA si stanca molto facilmente quindi può essere utile frazionare lo studio con pause di almeno 10 minuti. La lettura è importante ma per evitare frustrazione e stanchezza mentale si può leggere per lui, procurargli audiolibri o un programma di sintesi vocale.

  • Eseguire i compiti:
Il carico di compiti spesso spaventa e avvilisce il bambino con DSA, è importante che egli possa sentirsi libero di lavorare al meglio e con tranquillità, per fare ciò dovete suddividere i compiti per carico ed impegno, ad esempio suddividere esercizi di matematica in 2 momenti separati e inserire qualche cosa di più semplice fra i due momenti. In ogni caso il bambino con DSA ha diritto ad avere una riduzione dei compiti a casa, l’importante è la qualità e non la quantità. Leggetegli le consegne e assicuratevi che abbia compreso le richieste e per esercizi più complessi affiancatevi a lui eseguendoli insieme.
Aiutate il bambino a utilizzare gli strumenti in suo possesso come ad esempio l’uso del PC per la produzione scritta o la costruzione di mappe mentali e concettuali nello studio.
Incoraggiatelo e gratificatelo per l’impegno profuso. Aiutatelo nella formulazione del pensiero prima di passare alla vera e propria stesura.

  • Uso della tecnologia:
L’uso del computer nella presentazione dei compiti può fare una grossa differenza nella valutazione finale. Il computer permette di scrivere utilizzando il correttore ortografico e quindi di concentrarsi solo sulla costruzione del pensiero e non sugli errori ortografici. Inoltre oggi ci sono anche software di sintesi vocale per la lettura dei libri scolastici in formato digitale pertanto la codifica dei testi scritti é demandata al computer e in Internet ci sono molti software e siti utili per molte discipline di ogni ordine e grado scolastico.
Non esistono strumenti adeguatamente buoni per tutti; il genitore può aiutare il proprio figlio a conoscere i diversi strumenti a disposizione per aggirare le sue difficoltà ed esortatelo a sperimentarne diversi. E’ importante lasciare a lui la scelta di utilizzare quello più efficace per il proprio stile di apprendimento: aiutatelo a promuovere la propria autonomia, questo farà di lui una persona che acquisterà sempre più fiducia in se stesso.
E’ importante ricordarsi che l’uso della tecnologia non è scontato e che bisogna anche sostenere i bambini e i ragazzi ad imparare a interfacciarsi con questi strumenti.

venerdì 26 gennaio 2018

Il decreto legislativo n. 62/2017 (clicca per leggere) e il successivo DM n. 741/2017 (clicca per leggere) hanno portato novità per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, apportando diversi cambiamenti che vanno dai requisiti di ammissione alla prove e agli esiti finali.
I succitati decreti sono stati illustrati  e esemplificati tramite la nota n. 1865 del 10 ottobre 2017(clicca per leggere).

Uno dei quesiti ricorrenti, posti alla nostra redazione, riguarda le novità relative alla partecipazione all’esame di Stato da parte degli alunni disabili e, in particolare, alla loro partecipazione alla Prova Invalsi. Da sottolineare che la partecipazione alla Prova Invalsi costituisce uno dei requisiti per essere ammessi a sostenere l’esame.

Gli alunni diversamente abili partecipano alla prova Invalsi, tuttavia il consiglio di classe:
  • può prevedere adeguate misure compensative o dispensative per lo svolgimento delle medesime;
  • può disporre, nel caso le predette misure non siano sufficienti, specifici adattamenti della prova ovvero disporre l’esonero dalla prova.
In caso di esonero, l’alunno diversamente abile viene ammesso all’esame di Stato? 

Il fatto che la normativa preveda l’esonero, ci porta a rispondere affermativamente (sebbene nei due suddetti decreti non sia esplicitato), ossia che gli alunni disabili, esonerati dalla prova Invalsi possono partecipare agli esami di Stato.
Quanto suddetto è implicitamente confermato dalla nota n. 1865 del 10/10/2017, nel paragrafo dedicato alla partecipazione alla Prova Invalsi da parte degli alunni disabili e con DSA.
Nel predetto paragrafo si sottolinea che la stessa costituisce requisito di ammissione all’esame per gli studenti con DSA:
Si ricorda che anche per le alunne e gli alunni con DSA la partecipazione alle prove lNVALSI è requisito di ammissione all’esame di Stato.”
La partecipazione alla prova, dunque, è requisito d’ammissione anche per i DSA. Nulla, invece, viene sottolineato in merito agli studenti diversamente abili, ragion per cui non dovrebbe esistere alcun dubbio in merito. Conseguentemente, nella certificazione finale delle competenze, rilasciata al termine della secondaria di primo grado, nel caso di alunni disabili esonerati dalla prova Invalsi, non si dovrebbe procedere alla compilazione delle sezioni (Italiano, Matematica e Lingua Inglese) dedicate alle rilevazioni nazionali.
Ricordiamo che per gli alunni disabili possono essere predisposte prove differenziate che hanno valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale.

Fonte: https://www.orizzontescuola.it/

giovedì 18 gennaio 2018

Ogni anno a fine primo quadrimestre in 3^ media (scuola secondaria di primo grado) si comincia a parlare di "CONSIGLIO ORIENTATIVO". Visto le numerose polemiche è giusto far chiarezza, vediamo in particolare cos'è e analizziamo il quadro normativo di riferimento.



Cos'è il consiglio orientativo? 

Il Consiglio Orientativo o Consiglio di Orientamento, che costituisce la sintesi dell’intero percorso di orientamento della scuola secondaria di I grado, è un documento stilato dai Consigli di Classe delle Terze nell’ambito di una riunione del Consiglio di Classe a ciò espressamente dedicata nel mese di dicembre e viene consegnato e discusso con le famiglie in occasione dei ricevimenti generali di fine I quadrimestre, nello stesso mese di dicembre, in vista delle delle iscrizioni alla scuola secondaria di II grado che di solito si aprono nel mese di gennaio.

Cosa rappresenta?

E’ un documento importante perché rappresenta un momento di riflessione condivisa tra tutti i docenti del Consiglio di Classe sull’intero percorso di ogni studente e costituisce, per i ragazzi e le loro famiglie, una guida, un punto di riferimento, nel momento della scelta del futuro percorso di studi.
 Il Consiglio Orientativo, che non è un giudizio vincolante ma appunto un “consiglio motivato”, può essere accolto come utile e significativo quando la scuola dimostra un’elevata conoscenza della realtà dell’istruzione  secondaria di II grado e quando la sua elaborazione è realizzata e periodicamente verificata insieme agli alunni e alle loro famiglie.
E’ necessario quindi che ragazzi, famiglie e docenti del Consiglio di Classe costruiscano insieme un progetto formativo che sia un valido supporto alla motivazione anche nei momenti di maggiore criticità, primo fra tutti proprio il momento della scelta della scuola superiore.

  • Attenzione... ripeto un passo IMPORTANTE "non è un giudizio vincolante", lo dice espressamente O.M. n.90/2001 e nell’all.C del D.Lgs. n. 59/ 2004.

  • Con nota prot. n. 1304 del 28 maggio 2013, le segreterie scolastiche sono state invitate, per la prima volta, ad inserire anche il “Consiglio orientativo”, relativo alla scelta del proseguimento degli studi espresso dal Consiglio di Classe per ogni singolo alunno che termina il primo ciclo di istruzione.
Inoltre la nota dice, si specifica che il “Consiglio orientativo” è quello espresso ai fini di orientare gli studenti al termine del primo ciclo di istruzione nelle scelte di prosecuzione dell’obbligo scolastico
nel periodo delle iscrizioni (gennaio/febbraio).

  • Anche nelle diverse circolari ministeriali relative alle procedure di iscrizione (clicca qui ad esempio) fanno riferimento al "consiglio orientativo".

Qual è la finalità? 

Il Consiglio orientativo formulato dagli insegnanti del Consiglio di Classe dà un’indicazione non solo del percorso di studi (Istituto Tecnico, Istituto Professionale, Liceo),  ma anche del singolo indirizzo consigliato, elaborando e rendendo esplicita una sintesi tra le attitudini, gli interessi, le potenzialità e le reali possibilità lavorative esistenti, per valorizzare il percorso di ogni studente.

In sintesi 
 
In poche parole anche se spesso questo giudizio può sembrare a volte ingiusto, gli insegnanti coinvolti sono obbligati dalle norme a pronunciarsi. Si sottolinea come detto sopra che tale "consiglio" non è vincolante per la successiva scelta dell'istituzione scolastica (scuola secondaria di secondo grado).

martedì 19 dicembre 2017

Continua l'impegno di questo blog verso la didattica speciale e in particolar modo verso tutte quelle utilità e risorse che riguardano lo spettro autistico. In particolar modo la costruzione dei LAPBOOK sono di nostro interesse, ma cosa sono?  Il lapbook è un insieme dinamico e creativo di materiali che rientra nella sfera del «learning by doing» (imparare facendo), in cui l’alunno è al centro del proprio apprendimento. Si tratta della costruzione di cartellette di cartoncino di diverse dimensioni e formati che servono per contenere tutti gli elementi (disegni, fotografie, brevi descrizioni, ecc.) realizzati su un argomento. Quindi dei quaderni didattici dove i bambini possono partecipare non solo alla costruzione ma anche per giocarci e apprendere diverse conoscenze e abilità.
Il sito internet (in lingua inglese ma di facile lettura) http://www.fairypoppins.com offre molti contenuti a pagamento ma anche alcune risorse gratutite (facilmente modificabili poichè in lingua inglese) che qui metto a disposizione... sono suddivise per categorie e scaricabili gratuitamente!!!
                                       
 LETTO-SCRITTURA - Clicca sull'immagine...
Literacy
                                     
                                      














PER LA CLASSE - Clicca sull'immagine..
Cozy colorful playing room for child

                                                      
MATEMATICA - Clicca sull'immagine...
Children Playing With Blocks In Classroom















Vedi anche le categorie
... troverete altri materiali utili! :-)

sabato 2 dicembre 2017

Noi insegnanti di sostegno abbiamo un compito importantissimo, sostenere in tutto per tutto i nostri alunni (come una piccola squadra), anche chi ha grandi difficoltà. L'autismo e il ritardo mentale sono due disabilità assai gravi da gestire a scuola, il problema maggiore è aiutarli a crescere con lo scopo di raggiungere obiettivi che vanno dall'autonomia fino alla conoscenza di concetti utili nella quotidianità. Una attività da realizzare in modo LABORATORIALE è la costruzione dei LAPBOOK cioè dei quaderni didattici dove i bambini possono partecipare non solo alla costruzione ma anche per giocarci e apprendere diverse conoscenze e abilità. In questo ci aiuta un sito scoperto da poco... INSEGNAMI A GIOCARE è un portale creato da una super mamma... direi una super fantastica mamma!!!! Si descrive così...
Ciao sono Marinella Drudi, moglie e mamma lavoratrice. "Insegnami a giocare" nasce dalla richiesta di mio figlio più grande, un bimbo davvero speciale che mi ha chiesto proprio di insegnargli a giocare. Le attività riportate sono state tutte sperimentate e sono frutto della mia ricerca costante. Si tratta di attività educative e attività di logica e motricità per tutti i bimbi, in particolare per i bimbi con qualche difficoltà in più. Il segreto è la semplicità, fatta di piccoli passi e la costanza di saper trasformare ogni cosa in opportunità. Nel tempo, con la nascita del mio secondo figlio, ho sperimentato che queste attività sono per tutti!

Le attività di Mariella sono davvero eccezionali, in pratica come ho detto sopra sono quello che noi chiamiamo LapBook... quaderni didattici plastificati utili specialmente per i bambini con lo spettro autistico. Questa mamma ne ha creati tantissimi e tutti scaricabili gratuitamente! Una vera miniera per noi insegnanti che amiamo il nostro lavoro e vogliamo contribuire nel progetto di vita dei nostri alunni. Il sito è corredato anche di foto e video, spunti necessari per poter costruire anche altre risorse simili.

Per poterli scaricare dovete iscrivervi alla Newsletter o farne richiesta attraverso il modulo "Contatti"

sabato 18 novembre 2017

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento DSA coinvolgono una percentuale in crescita tra gli studenti della scuola secondaria in Italia. Si tratta, in gran parte, di un progressivo riconoscimento dell’esistenza dei disturbi, dovuto soprattutto all’applicazione della legge 170/2010, che definisce i DSA e fornisce - insieme alle successive linee guida del 2011 - strumenti e indicazioni per la didattica.
Privilegiare una didattica inclusiva e consapevole, che tenga conto delle esigenze individuali, ma che non crei discriminazioni e ulteriori occasioni di fatica e penalizzazione per ciascun studente, è un must, soprattutto per il docente di lingua Straniera (lS). 
La legge 170 del 2010 indica tra le aree di criticità nel caso di alunni con DSA proprio l’apprendimento della lingua inglese. Per far fronte a tale criticità, si tratterà pertanto “solo” di dotarsi di strumenti e stili di insegnamento, che possano creare un clima di apprendimento adeguato e il più possibile corrispondente alle esigenze di classi numerose, con abilità miste e diversi e diffusi bisogni educativi speciali BES). Queste "indicazioni operative" cercheranno di guidarvi, in modo da prendere tutti quei accorgimenti didattici utili per facilitare l'apprendimento della lingua inglese nella scuola secondaria.


domenica 29 ottobre 2017

Ecco a voi alcuni dei siti e blog in cui troverete diverse raccolte di mappe concettuali pronte all'uso... 

Vi consiglio di dare un'occhiata e navigare tra questi siti poiché troverete di tutto.




1. Mappe di storia, anatomia, scienze, arte, letteratura, diritto, geometria -> Clicca qui http://mapper­mapper.blogspot.it  

2. Mappe di: arte, letteratura, storia, anatomia, scienze -> Clicca qui http://mapperdue.blogspot.it

3. Mappe per la scuola divise per disciplina -> Clicca qui http://www.mappe­scolastiche.blogspot.it 

4. Mappe di: scienze, geografia e corpo umano -> Clicca qui http://www.mappe­scuola.com

sabato 23 settembre 2017

Si parla tanto di cyberbullismo, di brutti episodi di cyberbullismo che a volte sfociano in drammatiche situazioni.“Educare i ragazzi all’uso consapevole dei socialnetwork”, una bella frase, più facile a dirsi che a farsi. I ragazzi spesso sono chiusi, non ascoltano gli adulti e comunicare con loro è difficile. Per i giovani che stanno crescendo a contatto con le nuove tecnologie, la distinzione tra vita online e vita offline è davvero minima. Le attività che i ragazzi svolgono online o attraverso i media tecnologici hanno quindi spesso conseguenze anche nella loro vita reale. Allo stesso modo, le vite online influenzano anche il modo di comportarsi dei ragazzi offline, e questo elemento ha diverse ricadute che devono essere prese in considerazione per comprendere a fondo il cyberbullismo. 
Si può definire cyberbullismo l’uso delle nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone
 
Tutto questo può avvenire utilizzando diverse modalità offerte dai nuovi media. Alcuni di essi sono:
  • Telefonate
  • Messaggi (con o senza immagini)
  • Chat sincrone
  • Social network (per esempio, Facebook)
  • Siti di domande e risposte
  • Siti di giochi online
  • Forum online
Le modalità specifiche con cui i ragazzi realizzano atti di cyberbullismo sono molte. Alcuni esempi sono:
  • pettegolezzi diffusi attraverso messaggi sui cellulari, mail, social network;
  • postando o inoltrando informazioni, immagini o video imbarazzanti (incluse quelle false);
  • rubando l’identità e il profilo di altri, o costruendone di falsi, al fine di mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione della vittima;
  • insultando o deridendo la vittima attraverso messaggi sul cellulare, mail, social network, blog o altri media;
  • facendo minacce fisiche alla vittima attraverso un qualsiasi media.
Queste aggressioni possono far seguito a episodi di bullismo (scolastico o più in generale nei luoghi di aggregazione dei ragazzi) o essere comportamenti solo online. 

Ecco alcuni materiali e consigli da mettere in atto per contrastare questo fenomeno:

giovedì 7 settembre 2017

Il gruppo Ricerca Educativa e Didatticas (RED) del Centro Internazionale di Studi di Ricerca Educativa e Formazione Avanzata (CISRE) - Università Ca’ Foscari di Venezia, ha elaborato una proposta per un curricolo verticale, che corrisponda alle istanze del testo normativo e interpreti quanto esso sollecita quando affermazione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione educativa. 

La suggestione è attualizzata in un format che intende proporsi come modalità strategica per l’attività progettuale dei docenti. Esso è nato da un pensiero collettivo, che si è interrogato su come tradurre in  azione formativa il testo delle Indicazioni Nazionali, esprimentesi su più piani. 

Il format intende fare sintesi tra la forza generativa dei traguardi, accorpati in nodi concettuali, e la capacità di trasformazione operata da una tensione verso una didattica delle competenze, condivisa e consapevole tra tutti i docenti. 

 

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