• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

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venerdì 11 maggio 2012

Vi segnalo una pagina molto interessante "IO ODIO LE PROVE INVALSI"... se siete iscritti su Facebook potete protestare contro le prove Invalsi con un semplice click... basta cliccare "MI PIACE".
Questa pagina è stata aperta personalmente da me (autore di questo blog) per raccogliere testimonianze, proteste, articoli riguardanti l'opinione negativa sulle prove Invalsi...

Una pagina per tutti coloro che vogliono prendere una posizione netta... per chi non crede assolutamente nel progetto INVALSI, sia per le modalità di progettazione e sviluppo sia per gli obiettivi definiti... e per il loro rapporto negativo con la DIVERSABILITA'.

giovedì 10 maggio 2012

Ecco un alto articolo segnalato da una carissima amica... sul web inizia la rivoluzione e la diffusione di proteste contro il sistema INVALSI, così mi sembra giusto proporvi letture di articoli che dovrebbero far riflettere e anche parecchiooo... BUONA LETTURA!

Il degrado culturale e materiale della Scuola pubblica è ormai una realtà ,i tagli massicci ai finanziamenti per l’istruzione hanno pesantemente compromesso le pari opportunità e il diritto a un’istruzione di qualità.
Lo sanno bene i genitori degli alunni disabili , tra i primi della lista, che negli ultimi 15 anni hanno registrato una riduzione costante e inarrestabile del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei propri figli. Ma non è finita: con indignazione leggiamo, nel Decreto Direttoriale 7/2012 a firma del dott. Chiappetta, che si sta perfezionando il ricollocamento/riciclaggio su posti di sostegno degli insegnanti in esubero che “acquisiscano la specializzazione a seguito della frequenza di un corso di perfezionamento.... che non è la specializzazione per il sostegno”. In aggiunta l'art. 5 prevede che “in prima applicazione”, cioè da subito, possono essere utilizzati su posti di sostegno docenti che abbiano acquisito il livello “intermedio”, cioè tutti gli esuberati, come è già avvenuto negli ultimi anni nella nostra provincia.
Ma mentre si taglia con l’accetta fino a non poter più garantire neanche il funzionamento ordinario degli istituti (oggi in Italia l’investimento nell’istruzione pubblica è meno del 9% della spesa pubblica complessiva mentre la media dei paesi “sviluppati” è del 13.3%) si trovano più di 15 milioni di euro per finanziare l’istituto Invalsi che attraverso una farsa basata su domande e risposte a crocette pretenderebbe di valutare i risultati di apprendimento di tutti gli studenti italiani.
I governi hanno ingaggiato i “Signori Invalsi” per realizzare un sistema di valutazione nazionale unico e senza appello che in realtà verrà utilizzato per selezionare scuole, studenti e docenti , per dimensionare gli istituti scolastici, per mettere fine alla didattica finalizzata all’integrazione e alla valorizzazione delle differenze sociali e culturali.

In un simile sistema standardizzato e omologante, gli alunni disabili e tutti quelli con disturbi specifici dell’apprendimento sono la contraddizione da eliminare.
Che cosa succederà allora nei giorni tristi dell’Invalsi?
Gli alunni disabili o fuori-standard potranno restare in classe solo con l’autorizzazione dei dirigenti scolastici , ma in ogni caso gli insegnati di sostegno saranno allontanati e i risultati dovranno essere elaborati a parte così da non incidere sul risultato medio della classe.
Altro che riforme! Si torna indietro di 40 anni e allo spettro delle classi differenziali.
Ma dalla scuola pubblica che vogliamo e per cui ci battiamo gli unici che devono essere esclusi e buttati fuori sono solo i “Signori Invalsi” e quelli che li finanziano. 

mercoledì 9 maggio 2012

Vi segnalo un articolo comparso sul sito http://pressin.comune.venezia.it , tratta il tema invalsi e disabilità... e la protesta di alcuni coraggiosi docenti...

ROMA. I risultati nei test Invalsi degli alunni disabili e con bisogni educativi speciali (disabilita' intellettiva; disabilita' visiva: ipovedente; disabilita' visiva: non vedente; Disturbi specifici di apprendimento ovvero dislessia e discalculia) non rientreranno nell'"elaborazione statistica" finale prodotta dall'Istituto di valutazione. Insomma, non concorrerano a comporre il quadro finale sulle conoscenze degli alunni in matematica e italiano. Lo spiegano le note sullo svolgimento delle prove messe a punto dall'Invalsi che hanno gia' scatenato la reazione dei docenti. I presidi che lo desiderano potranno comunque "richiedere l'invio dei risultati degli allievi con bisogni educativi speciali".

Fuori dai giochi anche i test degli alunni di recentissima immigrazione: gli allievi "di origine immigrata che abbiano cominciato a frequentare una scuola di lingua italiana da meno di un anno scolastico (convenzionalmente dopo l'1 settembre 2011) partecipano alle prove Invalsi- si legge nei documenti ufficiali- ma i loro esiti non concorrono alla determinazione dei risultati ne' globali ne' degli allievi di origine immigrata,
indipendentemente dalla generazione". Il Coordinamento dei precari scuola di Bologna insorge e ricorda che l'Italia, in materia di integrazione, ha una legislazione "avanzata che viene dimenticata dall'Invalsi".

Gli insegnanti si scagliano contro le regole stabilite dall'Istituto di valutazione del sistema scolastico che, fra l'altro, prevedono che i docenti di sostegno non possano essere presenti in aula al momento dello svolgimento dei test. Le scuole, poi, potranno decidere se far partecipare o meno gli stessi alunni con disabilita' intellettiva alle prove, potranno escluderli anche da una sola delle prove "impegnandoli", in quei giorni, "in un'altra attivita'", potranno anche decidere di metterli "in un locale differente da quello utilizzato per gli altri allievi della classe". L'importante, spiega l'Istituto, e' che non si non modifichino "in alcun modo le condizioni di somministrazione, in particolare se si tratta di classi campione". Classi separate sono possibili anche per gli ipovedenti e per chi ha disturbi dell'apprendimento. Per tutti vale la possibilita' di dispensa dalla valutazione. Tutti particolari che non soddisfano i docenti di sostegno. "L'Invalsi- dicono dal comitato bolognese- cancella i circa 200.000 alunni disabili che frequentano la scuola pubblica statale e con loro i docenti di sostegno specializzati che li accompagnano nel percorso educativo di ogni giorno. Per questo, noi docenti di sostegno non usciremo dalle classi di cui siamo contitolari, non allontaneremo l'alunno/a disabile dai suoi compagni di classe, non somministreremo al nostro alunno/a il questionario dello studente e inviteremo i nostri colleghi della disciplina a fare lo stesso con l'intera classe".
Se vuoi leggere l'articolo originale clicca qui:
http://pressin.comune.venezia.it/leggi.php?idarticolo=29145

martedì 8 maggio 2012

Ecco finalmente una presa di posizione verso le prove invalsi... adesso noi docenti abbiamo la possibilità di dimostrare il nostro dissenso verso queste prove... io già in passato ho pubblicato articoli in cui la mia posizione è molto chiara (leggi anche: http://biancosulnero.blogspot.it/2010/04/prove-invalsi-e-disabilita.html, http://biancosulnero.blogspot.it/2011/05/invalsi-pro-o-contro-un-articolo-di.html): in poche parole non credo assolutamente nel progetto INVALSI, sia per le modalità di progettazione e sviluppo sia per gli obiettivi definiti...
Ecco un articolo comparso su un giornale online:

La protesta contro il test Invalsi si fa sempre più dura e prende la forma dello sciopero. A partire da domani fino al 16 maggio il personale della scuola incrocerà le braccia per protestare contro la «scuola-quiz che smantella l’istruzione». La protesta è indetta dai Cobas e Pietro Bernocchi, portavoce nazionale, ne spiega le motivazione: «I signori Invalsi e Miur, dopo aver ripetutamente modificato le date dei loro ridicoli quiz, stanno spingendo la grande maggioranza dei presidi a esercitare minacce e illegali pressioni su docenti e studenti affinché non si sottraggano alla distruttiva farsa degli indovinelli Invalsi». Il calendario delle prove prevede domani e venerdì il test alle Elementari, giovedì alle Medie e il 16 maggio alle Superiori. Proprio per l’ultima data è prevista anche una mobilitazione degli studenti che comprenderà proprio il «boicottaggio» del test. «L’Invalsi – dichiara Mariano Di Palma, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti – non vengono somministrati a campione, anzi sono tracciabili, ignorano deliberatamente degli importanti elementi d’indagine statistica (contesti socio-economici di provenienza, creatività o differenze personali, alunni con disabilità, etc) e non hanno pertanto nessuna validità scientifica e nessun’altro scopo se non quello di essere uno strumento ambiguo da agitare per giustificare le politiche scolastiche più scellerate».
Di tutt’altro parere il movimento italiano dei genitori che si dice preoccupato per gli scioperi annunciati. «Riteniamo che i test Invalsi siano una metodologia positiva, poiché consentono una valutazione degli apprendimenti oggettiva e omogenea su tutto il territorio nazionale. Da questo punto di vista possono quindi rappresentare anche uno stimolo per studenti e docenti. Siamo preoccupati dalle dichiarazioni di alcuni insegnanti di boicottare i test – ha detto Maria Rita Munizzi, presidente del Moige -. Sicuramente le prove possono essere ulteriormente perfezionate, solo l’esperienza potrà mostrarci quali saranno le modifiche necessarie da apportare ma la strada intrapresa è corretta. Essa rappresenta un significativo passo verso il miglioramento dell’intero sistema scolastico, che consentirebbe di allinearci agli altri paesi europei nei quali questa pratica è molto consolidata».
Ma la protesta non si ferma. Per i Cobas i quiz sopravvalutano alcune materie rispetto ad altre, anche perché – dicono – per allenarsi a fare i test si toglie tempo al resto e la valutazione delle risposte non è oggettiva. E intanto arriva il resoconto dell’ultimo Rapporto Invalsi sugli esami di maturità che sembra avvalorare le parole del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sul fatto che i giovani «sanno troppo poco» e non conoscono nemmeno l’italiano. Errori di interpunzione, scarsa conoscenza del significato delle parole, ignoranza degli argomenti affrontati: sono solo gli errori più evidenti, ma né i presidi né gli organismi rappresentativi degli studenti condividono il parere di Fornero. «I nostri giovani sanno troppo poco. Non conoscono le lingue, l’italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica. Non sanno fare di conto» ha affermato il ministro e l’analisi dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (Invalsi) sui temi dell’anno scolastico 2009-2010 ha dato ragione a questo giudizio.

domenica 18 gennaio 2009

Una testimonianza molto importante che mi ha colpito il cuore... Un insegnante precaria (tutt'ora supplente per un breve periodo) spiega con tutta l'anima la sua motivazione nel dire no al precariato:
"Nella società di oggi vige il precariato, ma al di là dei tanti insegnanti disoccupati, perché non è adatto a scuola?
La scuola chiama un docente per supplire un’insegnante di sostegno che aiuta due alunni, un maschio e una femmina: uno con ritardo mentale medio, l’altra con mutismo selettivo. Al supplente viene consigliato, riguardo la bambina con mutismo selettivo, di evitare di istigarla a parlare, ma di farla scrivere solamente, altrimenti diventa aggressiva.
Il supplente, nonostante i consigli, parla con la piccola ed in soli 3 giorni non risponde più solo tramite il foglio di carta, ma il pollice del docente funge da “si” e l’indice funge da “no” nella comunicazione: finora ha sempre detto “si”, quindi ha bisogno e vuole comunicare in maniera pacifica.
Il bambino con ritardo mentale medio al terzo giorno di supplenza afferma e chiede al docente “io con te mi trovo bene, ma rimani per sempre con me?” oppure “adesso che è sabato e domani non c’è scuola già mi manchi!” .
Allora l’insegnante che supplisce diventa sempre più convinto che il precariato a scuola non è possibile perché i bambini, abili e disabili, hanno bisogno di continuità, hanno bisogno di relazionarsi con più adulti ogni giorno, come dice il bambino “per sempre” o quasi.
Mi rivolgo a tutti i docenti con spirito di combattimento e di positività in un mondo sempre più grigio: per ora sta piovendo e c’è un inverno gelido, ma le nostre idee possono far sorgere il sole e fare sbocciare tanti fiorellini (i bambini) nel giardino (in Italia).
Ringrazio Carmelo per lo spazio che mi ha dato nel suo blog".
Ciao a tutti.
Monica

domenica 2 novembre 2008

Non è stato facile partire da un piccolo paesino in prov. di Agrigento è arrivare tutto da solo in una grande metropoli come Milano. Nonostante diverse difficoltà che un "provincialotto" come me ha potuto incontrare dicevo a tutti, con molto entusiasmo, che in qualche modo c'è la potevo fare...in parte è così... ma oltre questi problemi ci mancava anche il decreto Gelmini che vuole obbligare le persone del sud a restare dove sono... attraverso la trasformazione delle graduatorie ad esaurimento da nazionali a provinciali, per poi non parlare dei tagli. Questo significa distruggere il sogno di migliaglia di persone che hanno fatto moltissimi sacrifici per raggiungere i loro obiettivi. Restare in Sicilia significa non lavorare... Ritornando alla mia storia a tutti dicevo che Milano sicuramente mi poteva offrire molte opportunità e per scherzare dicevo che "ho scelto Milano perchè è anche la città della moda e dello spettacolo... non posso mancare io". Dicevo questo per comunicare la mia determinazione, il mio spirito di sacrificio, per essere un pò ironico poichè tutti possono immaginare le difficoltà, le paure che ho dovuto affrontare.
Anche adesso in cui nel mondo della scuola c'è molta agitazione penso di trovare un modo ironico di manifestare la mia rabbia e il mio dissenso... è vero Milano è la città della moda e dello spettacolo... è sicuramente non potevo mancare, vedete la foto? è Paris Hilton che pubblicizza il mio primo album... indovinate come si intitola? naturalmente "NO AL PRECARIATO"...
Che cosa ne pensate?...


Nella foto: Paris Hilton pubblicizza il CD del cantante CARMELO intitolato "NO AL PRECARIATO", un successo enorme più di 35,000 copie vendute.

Nella foto: Immagine pubblicitaria della copertina dell'album "NO AL PRECARIATO" a Milano in viale Marche.

lunedì 20 ottobre 2008

Diverse sono state le iniziative contro il decreto del Ministro Gelmini. Oltre agli scioperi nazionali del personale docente e ata, giravano dei messaggini in cui si proponeva di scrivere una e-mail al presidente della Repubblica Italiana pregandolo di non firmare il decreto. Ci risiamo, alcuni giorni fa ho ricevuto una e-mail da parte di una amica, in cui si "consiglia agli insegnanti e agli italiani che vedono questa riforma come negativa" di protestare ancora una volta (attraverso il sito http://www.quirinale.it precisamente nella sezione "la posta") inviando un'altra nuova lettera al Presidente della Repubblica Napolitano. Questa è la bozza che mi è arrivata:

Egregio signor Presidente,
ci scusiamo di tediarla ancora ma la risposta alla valanga di email che abbiamo inviato non ci convince.
La nostra Costituzione recita : “Art. 74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.” – “Art. 87. Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere…. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti” – “Art. 91. Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.”
Quest’anno è stato festeggiato il 60° anniversario della nostra splendida Carta Costituzionale, temiamo fortemente che di questo passo toccherà a Lei commemorarne la morte.
E’ di oggi la notizia delle classi ghetto per stranieri, proprio in Italia dove da decenni si sono chiuse le scuole e le classi speciali per garantire l’integrazione dei diversabili.
I decreti prodotti da questo Governo e passati in Parlamento a colpi di fiducia (forse anche tra le loro fila qualcuno percepisce un pericolo per diritti costituzionali inalienabili) hanno prodotto leggi che sono marcatamente in contrasto con la Costituzione.

Ed allora siamo andati a rileggerla la Costituzione, noi poveri ignoranti docenti, cittadini, studenti, nonni, lavoratori che percepiamo questo grave attacco e che DOBBIAMO CHIEDERE a Lei, garante per tutti noi, di proteggerla e di assicurare che se si ritiene di doverla cambiare si proceda come previsto per legge Costituzionale.

L'articolo 9 recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica." Ed invece che promuovere lo sviluppo e la ricerca si sta facendo un sabotaggio a questi due fondamentali di una civiltà evoluta come dovrebbe essere la nostra.

L’articolo 33 recita "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.".

L’articolo 34 recita "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso."

A colpi di tagli alle risorse si sta riformando la scuola dello Stato infischiandosene delle legittime procedure; addirittura in un decreto sulla sanità si inserisce un articolo, per nulla pertinente, sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche invadendo le competenze delle Regioni e violando, ancora una volta, il TITOLO V della Costituzione.

Se vogliamo ironizzare la sanità è correttamente chiamata in causa: la scuola massacrata va in ospedale!!!!!

Ancora una volta vogliamo ricordare Calamandrei che Lei certamente conosce meglio e più di noi e che aveva già capito tutto nel 1950, allora venivamo fuori dal fascismo oggi pericolosamente ci stiamo rientrando!!!!

La salutiamo con 3 piccole citazioni
TINA ANSELMI
"Dobbiamo rivendicare il diritto di esserci, perché la democrazia è un cammino difficile, ma non ci sono alternative a questa strada della libertà e della solidarietà".
ANTONIO GRAMSCI
“La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri.”
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.”
Con stima e fiducia (fine)
Infine vi dico che tocca a voi scegliere cosa fare...sicuramente è un modo per protestare.

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