• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

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domenica 1 marzo 2015

Nelle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al Decreto ministeriale del 12 luglio 2011 (p. 5-6) al punto 2, si legge “Osservazione in classe” (. . .) Alcune ricerche hanno inoltre evidenziato che ai DSA si accompagnano stili di apprendimento e altre caratteristiche cognitive specifiche, che è importante riconoscere per la predisposizione di una didattica personalizzata efficace. Ciò assegna alla capacità di osservazione degli insegnanti un ruolo fondamentale, non solo nei primi segmenti dell'istruzione - scuola dell'infanzia e scuola primaria - per il riconoscimento di un potenziale disturbo specifico dell'apprendimento, ma anche in tutto il percorso scolastico, per individuare quelle caratteristiche cognitive su cui puntare per il raggiungimento del successo formativo”.

Nel contributo da scaricare gratuitamente (articolo a cura di L. Ventriglia, A. Capuano, F. Storace), anche una proposta di griglia osservativa con indicatori e tabella di sintesi per la Scuola Secondaria di I e II grado.

Scarica gratuitamente: Identificazione degli alunni DSA: competenza osservativa dei docenti (.pdf)

lunedì 2 febbraio 2015

(Da ORIZZONTESCUOLA) Il 10 febbraio è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa per le attività di identificazione precoce dei casi sospetti di DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento) tra la Regione Veneto e l’Ufficio Scolastico Regionale, portando così a compimento il percorso indicato dalla Legge 10 ottobre 2010, n. 170 e dalla Legge della Regione Veneto 4 marzo 2010, n. 16, sull’individuazione precoce da parte della scuola e sulle modalità di collaborazione tra scuola e servizi territoriali, secondo le indicazioni del Decreto del MIUR del 17 aprile 2013 che trasmette le linee guida per la stipula dei Protocolli regionali. 
Il Protocollo si pone l’obiettivo di mettere in condizione la scuola dell’infanzia e la scuola primaria di individuare gli alunni che presentano significative difficoltà nella lettura, scrittura e calcolo e/o un ritardo nella maturazione delle competenze percettive e grafiche e di mettere in atto percorsi didattici mirati al recupero ed al potenziamento, sempre con il coinvolgimento diretto dei genitori nella fase osservativa e nella condivisione delle azioni didattiche. 

Per facilitare l’azione della scuola sono stati predisposti gli strumenti di lavoro di seguito indicati: 
  • schemi di osservazione e di intervento‐ sia per il terzo anno della scuola dell’infanzia, sia per il primo anno della scuola primaria‐ costruiti da un gruppo di docenti esperti delle scuole statali e paritarie del Veneto durante due Seminari di lavoro svoltisi a Montegrotto ai quali va riconosciuto un qualificato e determinate apporto nella elaborazione delle schede (allegati A4,A5,A6 e A7); 
  • sono stati aggiunti anche gli schemi di osservazione e di intervento per le classi successive, allegato A8 (osservazioni sistematiche di rilevazione precoce e attività di recupero classe 2/3 primaria) e allegato A9 (osservazioni sistematiche di rilevazione precoce e attività di recupero classe 4/5 primaria) 
  • modelli di comunicazione tra la scuola ed i Servizi Territoriali (A1 e A2); 
  • le Linee Guida Regionali predisposte dal Comitato Tecnico Scientifico per il monitoraggio e la verifica dell’applicazione della L.R. 16/2010 (A3). 
Il Comitato ha anche curato la revisione di tutti gli allegati e garantito il coordinamento tra le istituzioni interessate. 
L’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto ha predisposto un piano straordinario di formazione per i docenti di scuola dell’infanzia e primaria finalizzato alla conoscenza del Protocollo e degli strumenti di osservazione e di intervento che terminerà entro il mese di dicembre 2014. 
Il piano formativo si avvale della collaborazione dei 43 Centri Territoriali per l’Inclusione operanti nel Veneto e vedrà il coinvolgimento di circa 2000 docenti delle scuole statali e paritarie nella frequenza dei corsi di formazione organizzati con modalità laboratoriali. 

Scarica il Quaderno Operativo

giovedì 27 marzo 2014

Ufficio Territoriale Scolastico della Regione Veneto ha pubblicato un interessante "quaderno operativo", con delle indicazioni utili per strutturare attività di identificazione precoce dei bambini con distrurbo specifico di apprendimento.

Gli allegati al documentosono stati elaborati da un gruppo di docenti esperti che hanno pa rtecipato ai Seminari Regionali di Studio “Alunni con Bisogni Educativi Speciali: la Scuola Veneta per l’inclusione” ‐ Montegrotto Terme nei giorni 8 e 9 aprile 2013 e 28 gennaio 2014 con il coordinamento dei Referenti Provinciali per l’Inclusione. Le linee guida Regionali per le attività di identificazione precoce dei casi sospetti DSA sono state predisposte dal Comitato Tecnico Scientifico della Regione Veneto per il monitoraggio e la verifica a livello locale della L.R. 16/2010, che ha anche curato la revisione di tutti gli allegati.

Interessante risultano questi Allegati:
  • A1: schema tipo di relazione sulle difficoltà di apprendimento e segnalazione ai servizi territoriali (scuola infanzia).
  • Allegato A2: schema tipo di relazione sulle difficoltà di apprendimento e segnalazione ai servizi territoriali (pr imo anno scuola primaria).
  • Allegato A3: Linee guida Regionali per le attività di identificazione precoce dei casi sospetti DSA.
  • Allegato A4: osservazioni sistematiche di rilevazione precoce e attività di recupero (infanzia). 
  • Allegato A5: osservazioni sistematiche di rilevazione precoce e a ttività di recupero (primaria).
  • Allegato A6: schema di rilevazione precoce delle difficoltà di apprendimento ‐ descrizione analitica ‐ per le famiglie (scuola infanzia).
  • Allegato A7: schema di rilevazione precoce delle difficoltà di apprendimento ‐ descrizione analitica ‐ per le famiglie (scuola primaria). 
Seguono i riferimenti normativi.


lunedì 24 marzo 2014

Il Centro Studi sulla Dislessia e DSA della Fondazione Padre Alberto Mileno Onlus di Vasto Marina ha avviato anche quest'anno le attività di screening a livello nazionale.
La partecipazione allo screening, anche per il corrente anno scolastico 2013-2014, è del tutto gratuita.
Negli ultimi quattro anni il progetto Dyslexia ha raccolto e analizzato oltre 20.000 schede. Le scuole che desiderano partecipare devono compilare la scheda di adesione disponibile sulla piattaforma web dedicata al servizio di screening http://dislessia.fondazionemileno.it.

Il progetto Dyslexia è patrocinato da:
  • USR Abruzzo - Ufficio VI - Ambito Terr.le di Chieti
  • ex-Irre Abruzzo
  • Regione Molise
  • USR Molise
  • ex-Irre Molise
  • ex-Irre Puglia
  • ex-Irre Basilicata
  • ANSAS Calabria
Qui troverete il progetto e alcuni documenti importanti:
  1. Documento di presentazione e spiegazione del progetto disponibile per il download in formato PDF.
  2. Consulta anche la nostra guida operativa.
  3. Ecco il sito di riferimento: http://dislessia.fondazionemileno.it/
  4. Per maggiori informazioni sulla nostra attività gratuita di screening contattare dislessia@fondazionemileno.it

mercoledì 4 dicembre 2013

Il disagio si presenta come un’esperienza vissuta dall’alunno nell’affrontare le diverse attività e le regole che sono proprie; Tale situazione caratterizza, pertanto, una condizione-limite tra un alunno in difficoltà nell’adattarsi alla scuola e una scuola in difficoltà circa gli interventi e le strategie più opportune da adottare .

È la scuola a essere ritenuta la responsabile di questa situazione poiché presenta un’offerta educativa alla quale non sempre e/o non costantemente l’alunno è in condizione di rispondere in modo costruttivo e convincente; questo comporta il rifiuto di tale offerta e delle modalità per mezzo delle quali viene proposta. La scuola diviene, così, luogo di esperienze negative.
Nel corso degli ultimi anni è aumentato considerevolmente il numero di alunni che presentano varie tipologie di difficoltà le quali NON sono riconducibili alle principali classificazioni dell’ICF, ma che avanzano agli insegnanti richieste di interventi “curvati” sulle loro caratteristiche peculiari che derivano dalla loro situazione peculiare. Una situazione di “difficoltà” la quale, non rientrando nei parametri delle classificazioni dell’OMS (l’ICF è una delle più importanti) non possono essere “certificati” ed avere, di conseguenza, una diagnosi funzionale che consenta loro di seguire un “percorso scolastico” ad hoc.
Se, invece, gli insegnanti individuano le cause “profonde” del disagio sono in grado di affrontare la situazione in modo adeguato e di rassicurare e confortare l’alunno nel difficile processo di apprendimento. Gli alunni che presentano queste e altre difficoltà, ma che non sono “certificati” vengono identificati con l’acronimo BES (Bisogni Educativi Speciali) con il quale si indica «una qualsiasi difficoltà evolutiva in ambito educativo ed apprenditivo ,espressa in funzionamento (nei vari ambiti della salute secondo il modello ICF dell’Organizzazione mondiale della sanità) problematico anche per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma sociale, indipendentemente dall’eziologia e che necessita di educazione speciale individualizzata».

Definire e ricercare i Bisogni Educativi Speciali non significa “fabbricare” alunni diversi per poi emarginarli o discriminarli in qualche modo. Significa rendersi conto delle varie difficoltà, grandi e piccole, per sapervi rispondere in modo adeguato (Janes 2005).

Fondandosi sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, il modello ICF consente di individuare i Bisogni Educativi Speciali (BES) dell’alunno prescindendo da preclusive tipizzazioni. In questo senso, ogni alunno può presentare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta». Viene sottolineata l’importanza della classificazione ICF, ma anche la necessità di non “circoscrivere” l’alunno con disagio/difficoltà/disturbo in una  ”cornice ristretta” perché si limiterebbe il suo processo di inclusione nel contesto-classe (Vedi http://www.icruggierovanvitelli.it/www.icruggierovanvitelli.it/bes_files/ianes.pdf).
L’assenza di certificazione non consente all’alunno di accedere alle provvidenze ed ai servizi previsti dalle legge 104; nonostante la mancata presenza dell’insegnate di sostegno, gli insegnanti curricolari sono emotivamente e professionalmente impegnati nella elaborazione di strategie di intervento “curvate” sulle caratteristiche peculiari di  ”quel” determinato alunno affinché riduca (o elimini) la negatività della sua situazione. Si tratta di un “percorso” delicato e difficile che alunno, genitori ed insegnanti devono seguire insieme in un confronto “a rete” e scevro da pregiudizi.
Gli insegnanti, soprattutto, devono osservare attentamente (esistono al riguardo molte schede di osservazione) e sistematicamente l’alunno, già dalla scuola dell’infanzia, poiché una individuazione tempestiva di un deficit consente agli insegnanti e ai genitori di predisporre gli interventi più opportuni. Questa considerazione si attaglia soprattutto ai soggetti con DSA in quanto le difficoltà e/o i disturbi dell’apprendimento vengono ritenuti meno gravi di un altro deficit e, di conseguenza, i genitori, soprattutto, sottovalutano, in alcuni casi, la gravità del problema.

PROTOCOLLO D'OSSERVAZIONE PER L'INDIVIDUAZIONE DEI BAMBINI/RAGAZZI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
Sezioni o Classi iniziali
Quando dalle prove d’ingresso e dalle prime osservazioni uno o più docenti osservano situazioni riconducibili a bisogni educativi speciali, al primo Consiglio di Classe, di Sezione o di Intersezione discutono la questione e, nel caso in cui il Consiglio decida di approfondire la questione, il coordinatore informa il dirigente scolastico ed il referente del Gruppo BES.
I docenti osservano l’alunno o gli alunni tramite schede predisposte per un breve periodo e lo/li sottopongono ad un primo intervento di recupero disciplinare, con la cura di documentare tutto il percorso. (tramite schede di rilevazione, osservazione).
Nel consiglio successivo (o in uno convocato straordinariamente dal dirigente, su richiesta del coordinatore) si valuta la situazione ed eventualmente si trascrive a verbale, motivandola, la decisione di progettare per l’alunno /gli alunni in questione un Piano Didattico Personalizzato.
Nei successivi consigli la situazione viene monitorata per valutare eventuali correttivi o miglioramenti.
Poiché il bisogno educativo speciale può essere anche temporaneo, il consiglio potrà valutare anche l’interruzione, qualora se ne ravvisi la necessità, di interrompere gli interventi personalizzati.
Il Gruppo di lavoro fornirà le schede di osservazione e, a richiesta, collaborerà con i docenti per la preparazione di materiale strutturato per il recupero.

Classi successive o nuovi alunni

I docenti segnaleranno, in caso di necessità, la situazione al coordinatore che darà avvio alla procedura, con le modalità di cui sopra.



- Scheda di osservazione alunni con BES
 
  • R. Mion, Nuove forme di emarginazione. Figure professionali emergenti e strumenti formativi, AA.VV., Disagio giovanile e nuove prospettive del lavoro sociale, Grafic House ed., Venezia, 1995, pag. 52
  • (2) D. Janes, Bisogni educativi speciali e inclusione, Erickson, Trento 2005 pag. 29

mercoledì 20 novembre 2013

Gli strumenti di screening utilizzabili a scuola
Gli screening per 1’individuazione dei DSA possono effettuarsi attraverso
  • test specifici delle relative abilità rivolti direttamente agli alunni, 
  • attraverso la somministrazione agli adulti di riferimento, più comunemente a genitori ed insegnanti, di questionari osservativi o interviste strutturate.
I test di screening per  DSA hanno punti di forza e di debolezza: se si intende misurare gli aspetti disfunzionali neuropsicologici come indicatori forti della presenza del disturbo bisogna ricorrere a prove strutturate, somministrate da personale esperto, che indaghino, anche separatamente, le specifiche abilità di lettura, scrittura e calcolo; di contro, misurare soltanto il livello di lettura, scrittura e calcolo dell’alunno può condurre facilmente a falsi positivi (ansia da prestazione, carenze didattiche o culturali, etc) oppure, soprattutto nelle forme lievi o in soggetti che hanno ben compensato il disturbo, ad avere dei falsi negativi (mancata individuazione del soggetto che presenta il disturbo).
I questionari osservativi sono necessariamente meno specifici, ma hanno il vantaggio di raccogliere informazioni più globali. Sono, inoltre, uno strumento di primo screening più agile ed economico rispetto a prove strutturate somministrate direttamente agli alunni.

Gli screening in età prescolare con prove somministrate ai bambini
Vista l’importanza dell’identificazione precoce, si è sviluppato un filone di ricerca che ha proposto strumenti utili a identificare i segni predittivi di DSA prima dell’ingresso a scuola.
Soprattutto i deficit della consapevolezza fonologica e del linguaggio orale e le iniziali difficoltà di transcodifica vengono ritenuti validi indicatori di rischio. Altri studi hanno identificato la memoria di lavoro come uno dei maggiori indici predittivi delle difficoltà degli apprendi menti scolastici.
  • AWMA (Automated Working Memory Assessment) è un test sviluppato in Gran Bretagna dal gruppo di T.P Alloway (2007), ma in Italia ancora in fase di validazione.
  • CoPS 4-8 - Cognitive Profiling System è un software, sviluppato in Gran Bretagna nel 1996 per la valutazione psicometrica dei bambini in età compresa tra i 4 anni e gli 8 anni e 11 mesi, e validato in Italia (2007, Anastasis, Bologna).
  • BIN 4-6 - Batteria per la valutazione dell'intelligenza numerica.
Si tratta di prove difficilmente applicabili a scuola.
Test sulle abilità di lettura-scrittura e calcolo
Un’altra possibilità è quella di esplorare le abilità scolastiche di base tramite strumenti (potenzialmente somministrabili anche in ambiente scolastico ad una vasta popolazione di soggetti) che osservino le competenze di lettura, scrittura e calcolo, come:
  • Prove MT - 2 per scuola primaria (in due volumi: 1-2° e 3-4-5°) e Nuove prove MT per la scuola media inferiore, per l’analisi della lettura (valutazione della velocità, dell’accuratezza e dell’abilità di comprensione del testo) (Cornoldi e Colpo, 2011, Giunti OS, Organizzazioni Speciali, Firenze) presentazione.
  • Prove MT Avanzate - 2 Prove di Lettura e Matematica (valutazione della velocità, dell’accuratezza e dell’abilità di comprensione del testo, problem solving e calcolo) per il biennio della scuola superiore di II grado (Cornoldi et al, 2010, Giunti OS, Organizzazioni speciali, Firenze).
  • Prove AC-MT per le attività di calcolo e problem solving, tarate dai 6 ai l4 anni (in due volumi: 6-12 e 11-14 anni)(Cornoldi et al., 2011, Erickson, Trento) - esperienza.
  • DDE-2 Batteria per la valutazione della Dislessia e della Disortografia. Evolutiva-2: nuova edizione che permette di valutare il livello di competenza acquisita sia nella lettura sia nella scrittura e può servire al controllo dell’evoluzione di questi due sistemi, proponendosi come mezzo di comunicazione tra operatori e centri di riabilitazione per confrontare diagnosi e risultati dei trattamenti. (Sartori, Job e Tressoldi, 2007, Giunti O. S., Organizzazioni Speciali, Firenze).
Per l'analisi delle competenze ortografiche, ecco alcuni test usati nella valutazione clinica, ma non esclusivamente:
Solo recentemente sono uscite delle prove che valutano anche la componente esecutiva/prassica della scrittura:
Per le abilità di calcolo:
  • Test ABCA - Abilità di calcolo aritmetico. Prove per bambini di 3a, 4a e 5a elementare, da somministrare alla fine dell’anno scolastico (da aprile in poi) o all’inizio dell’anno scolastico successivo (da settembre a novembre) per insegnanti e psicologi (Lucangeli et al., 2003, Erickson, Trento).
Esiste, poi, tutta una serie di strumenti di valutazione utili per verificare il livello di possesso di abilità che risultano essere trasversali all’apprendimento scolastico, come linguaggio, comprensione, motivazione, memoria e abilità metacognitive.
Ad esempio molto utile per gli insegnanti che si trovano di fronte a bambini in difficoltà che cadono nelle abilità trasversali o nell’integrazione delle competenze sono:
  • Nuova guida della comprensione del testo (1-2-3-4): un programma globale, articolato in quattro volumi (tre livelli di schede operative e un’introduzione teorica di prove criteri ali di valutazione) che si propone di aiutare i bambini più piccoli ad acquisire le abilità di comprensione del testo e i ragazzi dagli 8 ai 15 anni a potenziarle (De Beni, et al., 2003, Erickson, Trento).
  • Test SPM - Abilità di soluzione dei problemi matematici: il test con CD allegato è uno strumento specifico di valutazione per l’analisi diagnostica e per scopi educativi e riabilitativi. Abilità di Soluzione dei Problemi Matematici (Lucangeli et al. 2006, Erickson, Trento).
Negli ultimi anni in Italia sono nati diversi progetti per identificare i soggetti a rischio di DSA che si avvalgono di prove computerizzate somministrate direttamente agli studenti e valutabili più rapidamente, migliorando l'accettabilità dello screening e riducendone i tempi:
  • EULEX: un progetto per l'individuazione tempestiva nella scuola di bambini con dislessia e per la messa in atto di una corretta impostazione del loro trattamento nato grazie all’ASPHI ONLUS, che ha coordinato il lavoro insieme a partner come l’Associazione Italiana Dislessia, che ha fornito consulenza scientifica, e la Cooperativa Anastasis, che ha sviluppato il software.
  • Discalculia - Test: test per la valutazione delle abilità e dei disturbi di calcolo - Intelligenza numerica e di calcolo 8 +. Questo software è il primo test informatizzato per la valutazione delle abilità di calcolo in ragazzi dalla terza elementare alla terza media, con prove specifiche riguardanti le seguenti aree: senso del numero, fatti numerici, dettato di numeri, calcolo a mente (Lucangeli et al., 2009, Erickson, Trento).
  • SPILLO (Strumento Per Identificazione Lentezza Lettura Orale, Stella et al., 2011, Anastasis e Giunti Scuola) che consiste nel far leggere un testo prestabilito all’alunno e contemporaneamente segnare su un PC gli errori. Il software calcolerà il numero di errori e il tempo di lettura.
  • AD-DA online è stato creato per tradurre operativamente le linee guida approvate dalla Consensus Conference: il clinico lavora così con la sicurezza di formulare una diagnosi conforme a quanto previsto dalla comunità scientifica, tutelandosi da ricorsi e contestazioni. Il sistema permette di calcolare automaticamente i punteggi dei test Giunti O.S. necessari a fare una diagnosi DSA.
  • Progetto Aprico che comprende sia percorsi di screening che di recupero.
Tutti gli strumenti fin qui elencati si basano su un diretto coinvolgimento degli alunni al fine di misurare le loro abilità. E’ importante utilizzare i test in modo corretto, rispettando le indicazioni che il test propone e la relativa valutazione.

Il questionario osservativo come screening in età prescolare e scolare
Una valida alternativa può essere rappresentata dai questionari osservativi, cioè da strumenti che, attraverso una lista di domande sul comportamento del bambino rivolte agli adulti di riferimento, osservano gli atteggiamenti e le performance del soggetto e forniscono una descrizione delle sue difficoltà ben osservabili e facilmente descrivibili.
Osservazione a cui viene data grande importanza anche dalle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al Decreto ministeriale del 12 luglio 2011 (p. 5-6).
"2. Osservazione in classe (. . .) Alcune ricerche hanno inoltre evidenziato che ai DSA si accompagnano stili di apprendimento e altre caratteristiche cognitive specifiche, che è importante riconoscere per la predisposizione di una didattica personalizzata efficace. Ciò assegna alla capacità di osservazione degli insegnanti un ruolo fondamentale, non solo nei primi segmenti dell'istruzione - scuola dell'infanzia e scuola primaria - per il riconoscimento di un potenziale disturbo specifico dell'apprendimento, ma anche in tutto il percorso scolastico, per individuare quelle caratteristiche cognitive su cui puntare per il raggiungimento del successo formativo.
2.1 Osservazione delle prestazioni atipiche Per individuare un alunno con un potenziale Disturbo Specifico di Apprendimento, non necessariamente si deve ricorrere a strumenti appositi, ma può bastare, almeno in una prima fase, far riferimento all'osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento interessati dal disturbo: lettura, scrittura, calcolo.
( ... ) Quando un docente osserva tali caratteristiche nelle prestazioni scolastiche di un alunno, predispone specifiche attività di recupero e potenziamento. Se, anche a seguito di tali interventi, l'atipia permane, sarà necessario comunicare alla famiglia quanto riscontrato, consigliandola di ricorrere ad uno specialista per accertare la presenza o meno di un disturbo specifico di apprendimento( .. .)"

Osservazione che viene estesa giustamente anche agli stili di apprendimento, in modo che l'insegnante possa aiutare gli studenti a sfruttare a fondo i propri punti di forza e ad intervenire sui propri punti deboli, adottando opportune strategie.
"2.2 Osservazione degli stili di apprendimento
Gli individui apprendono in maniera diversa uno dall'altro secondo le modalità e le strategie con cui ciascuno elabora le informazioni. Un insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente facilita il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici. Ciò è significativo per l'argomento in questione, in quanto se la costruzione dell'attività didattica, sulla base di un determinato stile di apprendimento, favorisce in generale tutti gli alunni, nel caso invece di un alunno con DSA, fare riferimento nella prassi formativa agli stili di apprendimento e alle diverse strategie che lo caratterizzano, diventa un elemento essenziale e dirimente per il suo successo scolastico"
.
L’utilizzo dei questionari osservativi rivolti agli insegnanti ed ai genitori per l’identificazione dei segni critici di un disturbo di apprendimento è quindi da considerarsi una procedura valida in pieno accordo con le Linee Guida per i DSA (MIUR 2012), che affermano l’importanza dell’osservazione negli alunni sia delle prestazioni atipiche che degli stili di apprendimento da parte degli insegnanti in tutto il percorso scolastico, già a partire dall’infanzia.
"Il maggior interesse è rivolto alla scuola dell'infanzia e alla scuola primaria, nelle quali è necessaria una maggior e più diffusa conoscenza degli indicatori di rischio e una impostazione del lavoro didattico orientata alla prevenzione. L'attività di identificazione si deve esplicare comunque in tutti gli ordini e gradi di scuola; infatti, sappiamo che tuttora molti ragazzi con DSA sfuggono alla individuazione nei primi anni di scuola, mentre manifestano in maniera più evidente le loro difficoltà allorché aumenta il carico di studio, cioè durante la scuola secondaria e all'università" . L'individuazione tempestiva permette, infatti, la messa in atto di provvedimenti didattici, abilitativi e di supporto, che possono modificare notevolmente il percorso scolastico e il destino personale di alunni e studenti con DSA.
Un progetto italiano di questo tipo per l'identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento è l’IPDA, (Terreni et al., 2001, Erickson, Trento): Questionario Osservativo per l'Identificazione Precoce delle Difficoltà di Apprendimento che si avvale di un questionario, composto da 43 item suddivisi in due sessioni (abilità generali e abilità specifiche), che deve essere compilato dagli insegnanti dell’ultimo anno della scuola materna.
Un altro progetto sviluppato all’interno del modulo di ricerca: "Metodologie e tecnologie didattiche per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento" del CNR ISAC-UOS di Torino è il Questionario sulle Abilità e gli Atteggiamenti Cognitivi sempre rivolto ai bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, ma che, a differenza dell’IPDA, coinvolge nell'osservazione di alcune abilità e caratteristiche del bambino, oltre agli insegnanti, anche i genitori.
È intuitivo che la sensibilità di uno screening si incrementa con l’utilizzo contemporaneo di più fonti di informazione. Secondo la Consensus Conference 3 (2011), infatti, per individuare i bambini a rischio di DSA è fortemente raccomandato l’utilizzo contemporaneo di più fonti, quali: l’anamnesi, i questionari ai genitori, le valutazioni/previsioni degli insegnanti, le batterie di screening.
Molto interessante è anche il Questionario RSR-DSA per la rilevazione di difficoltà e disturbi dell’apprendimento, sempre sviluppato dallo stesso gruppo di ricerca del CNR.
È un questionario osservativo, organizzato sotto forma di 2 diverse check-list (per genitori e insegnanti), per Rilevare Situazioni sospette o a Rischio di Disturbo Specifico di Apprendimento, che si avvale di domande dirette a identificare indicatori squisitamente comportamentali predittivi di DSA. Il questionario RSR-DSA consta di circa 50 domande, raggruppate in 9 diverse aree di competenza, in modo da descrivere le capacità scolastiche del soggetto con particolare riferimento alle abilità di lettura, scrittura e calcolo, e da fornire alcune informazioni sulle abilità neuropsicologiche di base (aree di linguaggio, attentivo-mnestica, motorio-prassica, visuo-percettiva), sul comportamento (area comportamentale) e sull' esperienza affettiva correlata all'apprendimento scolastico (area emotivo-affettiva).
Proprio perché i bambini con un DSA sviluppano in genere un personale stile di apprendimento, caratteristiche cognitive specifiche e comportamenti tipici, il questionario si propone di raccogliere informazioni a partire dall’osservazione da parte degli adulti di riferimento.
Il questionario è diversificato per 4 fasce di scolari: primo ciclo della scuola primaria (classi 1e e 2e), secondo ciclo della scuola primaria (classi 3e, 4e e 5e), scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado.
Il questionario non può e non vuole avere nessuna valenza diagnostica e può essere utile agli insegnanti per sottolineare eventuali carenze da colmare con interventi didattici di recupero e potenziamento e per mettere a punto strategie adeguate, valorizzando le caratteristiche di ogni allievo. Occorre però precisare che il rilievo di un punteggio di rischio non necessariamente è legato alla presenza di un vero e proprio disturbo destinato a persistere nel tempo. Come in tutti gli screening, è piuttosto un indicatore della presenza di una prestazione atipica, che merita attenzione e può suggerire l'opportunità di avviare un lavoro di potenziamento mirato al superamento della difficoltà.


lunedì 22 luglio 2013

Segnalo questo lavoro didattico elaborato dalla scuola dell'Infanzia "Don Bosco" di Cardito (Na), utile per individuare i bambini con DSA e aiutarli...

Si tratta di ben 84 schede utili per un progetto laboratoriale o per un lavoro sequenziale durante l'anno... davvero ben fatto! La segnalazione arriva dalla Maestra Maria blogger del sito http://126maestramaria.wordpress.com/ che vi consiglio di visitare!


domenica 2 giugno 2013

Ecco alcuni strumenti di indagine/screening per individuare il grado di rischio di sviluppare una difficcoltà d'apprendimento... Le schede sono predisposte per la scuola dell'infanzia (a cura dell' I.C. di San Nicolò, Piacenza).

  • Materiali per l'approfondimento e strumenti di osservazione
Alcuni preziosi contributi a cura dei logopedisti  Marialuisa Antoniotti e Claudio Turello
Attachments:
Download this file (fascicolo%20B.pdf)Materiali per l'osservazione nelle classi -fascicolo B[ ]
Download this file (fascicolo%20A.pdf)Materiali per l'osservazione nelle classi -fascicolo A[ ]
Download this file (Antoniotti giochi  metafonologici.pdf)Giochi metafonologici[ ]
Download this file (3_abilita_numeriche.pdf)Le abilità numeriche nella scuola dell'infanzia[ ]
Download this file (2_dea_lettura_scrittura.pdf)L'idea di lettura e scrittura[ ]
Download this file (1_svil_linguaggio.pdf)Lo sviluppo del linguaggio[ ]

  • La competenza metafonologia
La competenza metafonologica, secondo la definizione di Bortolini,  è la capacità di percepire e riconoscere per via uditiva i fonemi che compongono le parole del linguaggio parlato, operando adeguate trasformazioni con gli stessi. 

Nei documenti in allegato, la logopedista Giovanna Benedetti e l'insegnante- pedagogista clinico Luciana Ventriglia presentano alcuni strumenti di valutazione, materiali e modalità di intervento.

Attachments:
Download this file (Ventriglia metafonologia.pdf)La metafonologia [ ]
Download this file (BENEDETTI_ABILITA'%20METAFONOLOGICHE.pdf)La competenza metafonologica[ ]

 
  • Elementi da osservare nella scuola dell'infanzia
La prima osservazione sui bambini andrebbe fatta a partire dalla scuola dell'infanzia. Sono da osservare in particolare:
  • Disturbo di linguaggio
  • Inadeguatezza nei giochi metafonologici
  • Difficoltà a memorizzare filastrocche
  • Difficoltà nella manualità fine
  • Goffaggine nel vestirsi, allacciarsi le scarpe...
  • Denominazione difficoltosa
  • Storia familiare di dislessia.
Attachments:
Download this file (INDICI DI RISCHIO DSA ALLA SCUOLA Infanzia.pdf) Indici di rischio DSA nella scuola dell'infanzia[ ]

  • La metafonologia 
Esistono varie presentazioni degli strumenti d’indagine per l’identificazione delle competenze metafonologiche in età prescolare e scolare. Nel documento allegato sono raccolti una serie di testi che vengono abitualmente utilizzati dal nostro Centro Risorse Dislessia.
Attachments:
Download this file (LA METAFONOLOGIA.pdf)Strumenti di'indagine[ ]

domenica 10 febbraio 2013


La Erickson ha messo a disposizione di scuole e famiglie uno sportello DSA, dove sarà possibile accedere a una serie di preziosi servizi... ecco le diverse sezioni in cui troverete diverse risorse, informazioni e utilità:
(Fonte: http://www.robertosconocchini.it).

lunedì 14 gennaio 2013

La maestra Chicca Petruzzi mi ha inviato una serie di dettati molto utili per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica. Sono dettati che fanno parte di alcune batterie di test molto famose, singolarmente sono utilissimi all'insegnante come verifiche e per determinare i livelli di apprendimento e di competenza!

Clicca sui links per visualizzarli e scaricarli:
 

giovedì 1 novembre 2012

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente.

Vi segnalo una dispensa informativa sui Disturbi di Attenzione e Iperattività... realizzata proprio per gli insegnanti... vi assicuro è davvero utile, clicca qui per visualizzare il documento e per scaricarlo gratuitamente.
Stabilire se un bambino è affetto dall’ADHD, è un processo complesso che deve essere fatto da uno specialista. Molti problemi biologici o psicologici possono contribuire allo sviluppo di sintomi simili a quelli mostrati da un bambino affetto da ADHD. Per esempio, l’ansia, la depressione, e certi tipi di disturbi dell’apprendimento possono essere la causa di una sintomatologia simile. E’ necessaria una valutazione globale per poter fare una diagnosi, escludere altre possibili cause e individuare la presenza o assenza di altre condizioni patologiche. 

I sintomi dell’ADHD spesso compaiono nella prima infanzia e per la diagnosi vengono impiegati i criteri del Diagnostic and Statistical Manual, 4th Edition (DSM-IV) che richiedono che i sintomi siano presenti per almeno sei mesi, con un’insorgenza precedente ai sette anni.
  
  • Di seguito sono riportati i criteri diagnostici dell’ADHD:

1) sei o più dei seguenti sintomi di disattenzione sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che provoca disadattamento e che contrasta col livello di sviluppo:

Disattenzione
· spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività;
· spesso ha difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti sulle attività di gioco;
· spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;
· spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici, le incombenze o i doveri sul posto di lavoro, (non a causa di comportamento oppositivo o di incapacità di capire le istruzioni);
· spesso ha difficoltà ad organizzarsi nei compiti e nelle attività;
· spesso evita, prova avversione, o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto, (come compiti a scuola o a casa);
· spesso perde gli oggetti necessari per i compiti o le attività, (per es. giocattoli, compiti di scuola, matite, libri, strumenti);
· spesso è facilmente distratto da stimoli estranei;
· spesso è sbadato nelle attività quotidiane.

2) sei, (o più), dei seguenti sintomi di iperattività-impulsività sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che causa disadattamento e contrasta con il livello di sviluppo:

Iperattività
· spesso muove con irrequietezza mani o piedi o si dimena sulla sedia;
· spesso lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto;
· spesso salta e scorrazza dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo, (negli adolescenti o negli adulti, ciò può limitarsi a sentimenti soggettivi di irrequietezza);
· spesso ha difficoltà  a giocare o a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo;
· è spesso “sotto pressione” o agisce come se fosse “motorizzato”;
· spesso parla troppo.

Impulsività
a) spesso “spara” le risposte prima che le domande siano state completate;
b) spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno;
c) spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti, (per es., s’intromette nelle conversazioni o nei giochi).
B. Alcuni dei sintomi di iperattività-impulsività o di disattenzione che accusano compromissione erano presenti prima dei 7 anni d’età.
C. Una certa menomazione a seguito dei sintomi è presente in due o più contesti, (per es., a scuola, (o al lavoro), e a casa).
D. Deve esservi un’evidente compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.
E. I sintomi non si manifestano esclusivamente durante il decorso di un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, di Schizofrenia, o di un altro Disturbo Psicotico, e non risultano attribuibili ad un altro disturbo mentale, (per es., Disturbo dell’Umore, Disturbo d’Ansia, Disturbo Dissociativo o Disturbo di Personalità).



domenica 17 giugno 2012


Ecco a voi un questionario per rilevare gli aspetti emotivi-relazionali dei nostri alunni. Il test è completo di istruzioni , tabella di valutazione e di rilevamento dati.  E' un materiale fornito dalla maestra Chicca Petruzzi, docente molto attiva e professionale, colgo l'occasione per ringraziarla per la condivisione. 

Troppo spesso nella scuola vengono trascurati gli aspetti emotivi del processo di sviluppo del bambino a tutto vantaggio di quelli puramente cognitivi. Si nega costantemente l'unione esistente tra la componente affettiva e quella cognitiva, pur avendola osservata in tutte le situazioni di apprendimento.
L'atteggiamento dell'insegnante più che le sue parole, le sue aspettative, anche quelle non dichiarate apertamente, le comunicazioni verbali e non verbali, la stima e la fiducia che ripone o no nelle capacità dell'alunno influiscono sul bambino sostenendo o impedendo, facilitando o ostacolando qualsiasi azione conoscitiva.
L'educazione affettiva, quindi, dovrebbe occupare nella scuola un ruolo fondamentale, avviando il bambino ad una più profonda, positiva e realistica conoscenza di sé, dei suoi dialoghi interiori, delle sue potenzialità, delle sue fragilità e ad instaurare rapporti gratificanti con gli altri basati sulla collaborazione, il rispetto, il dialogo.

Oggi vi parlo di un test sui DSA che non tutti gli operatori della scuola conoscono... "La batteria di test SALBI" è uno strumento concreto e di veloce applicazione che permette alle insegnanti, ma anche a logopedisti, pedagogisti e psicologi, di individuare la sottile differenza che separa il cattivo lettore dall'eventuale bambino con Disturbo Specifico. 
Il somministratore ideale è stato individuato nella figura dell'insegnante; l'agilità e la brevità delle prove permettono la somministrazione di esse all'intero gruppo classe. 

scarica il Manuale Salbi Manuale Salbi (545.21 KB)
scarica il Test Salbi Test Salbi (267.49 KB)

La maestra Chicca (collabratrice di questo blog) mette a disposizione una bellissima griglia per la registrazione dei risultati del test... clicca qui per scaricare la gliglia (.xls). 

Vi segnalo anche un software... "Strudle" è un'applicazione open source, realizzata dal Dipartimento di Sistemi e Informatica dell'Università di Firenze. Si tratta di un supporto informatico che permette di automatizzare la correzione delle prove del test SALBI e di elaborarne i risultati sottoforma di grafico. Il software usa un calcolatore per l'analisi in tempo reale dei risultati della somministrazione, confrontandoli con i valori del campione iniziale di validazione.
Scarica l'applicativo di strudle open source, scarica il manuale.

martedì 10 gennaio 2012

Vi segnalo il portale del Sistema nazionale per le linee guida.

Il Sistema nazionale per le linee guida (SNLG) nasce da un accordo siglato nel dicembre 2006 tra la Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute e l'Istituto superiore di sanità (ISS). L'obiettivo è promuovere processi di valutazione e il miglioramento della realizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici, attraverso la stesura di linee guida, documenti d'indirizzo e consensus conference su problemi clinici prioritari. Questi documenti sono inoltre diffusi mediante questo sito SNLG-ISS. Di seguito una sintetica descrizione del sito:

Banca datiSNLG Sistema Nazionale delle Linee Guida
FonteIstituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute
ScopoRendere disponibili le linee guida relative alle modalità di assistenza clinica per specifiche patologie e problemi assistenziali.
Modalità di ricercaLe linee guida sono accessibili selezionando gli specifici argomenti dal menu ipertestuale.
LinguaItaliano
DescrizionePer ogni patologia le linee guida descrivono le alternative disponibili e le relative possibilità di successo in modo che il medico possa orientarsi nella gran quantità di informazione scientifica in circolazione, il paziente abbia modo di esprimere consapevolmente le proprie preferenze, e l'amministratore possa compiere scelte razionali in rapporto agli obiettivi e alle priorità locali.
Punti salientiContiene 3 sezioni di linee guida:
  • le linee guida nazionali
  • le linee guida regionali
  • la banca dati comparativa

Molto utile la versione per il pubblico delle linee guida nazionali.

Punti critici

Il Sistema Nazionale Linee Guida - Istituto Superiore di Sanità si avvale per gran parte della sua attività di professionalità reclutate con contratti a tempo determinato. Le norme in tema di Ricerca Pubblica, se definitivamente approvate, ci priveranno di questo prezioso contributo e metteranno a rischio la regolare prosecuzione delle attività di questo progetto.

DisponibilitàE’ disponibile su internet all’indirizzo http://www.snlg-iss.it/

domenica 6 novembre 2011

Ecco a voi una Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica nella scuola dell’obbligo (Tressoldi e Cornoldi). Puo' essere usato come screening per individuare un possibile caso di DSA, ma ricordo che le diagnosi le fanno gli SPECIALISTI.



1° elementare - inizio 2° – n. parole 63

1°elementare (secondo quadrimestre) n. errori per stimare la competenza ortografica

0-2

ottimale

da 3 a 6

sufficiente

da 7 a 9

richiesta di attenzione

da 10 in poi

intervento immediato



2°elementare (inizio) n. errori per stimare la competenza ortografica

0-1

ottimale

da 2 a 4

sufficiente

da 5 a 8

richiesta di attenzione

da 9 in poi

intervento immediato



La bicicletta del papà


Il mio papà ha comprato una bella bicicletta.

Dice che per andare a lavorare ci mette meno tempo in bicicletta che con la macchina.

Ai semafori passa davanti / a tutte le macchine ferme.

Alla domenica mattina facciamo un giro insieme con le nostre biciclette.

È divertente e poi non si inquina l’ aria con il gas dello scappamento.

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2° elementare - inizio 3° – n. parole 83



2°elementare (secondo quadrimestre) n. errori per stimare la competenza ortografica

0-1

ottimale

da 2 a 4

sufficiente

da 5 a 8

richiesta di attenzione

da 9 in poi

intervento immediato

0-2

ottimale

da 3 a 5

sufficiente

da 6 a 9

richiesta di attenzione

da 10 in poi

intervento immediato


3° elementare (inizio)


Il cieco e la fiaccola

Un cieco girava per le strade di una città in una notte senza stelle, con un orcio sulle spalle e una fiaccola in mano.

“Sciocco” gli disse un signore che passava “buio o non buio, per te che sei cieco è la stessa cosa. / A che ti serve la fiaccola?”

“La fiaccola serve per te” rispose il cieco.

“Tu, non vedendomi, potresti urtarmi e farmi rompere l’orcio”.

E l’uomo non seppe come replicare a questa saggia risposta.


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3° elementare - inizio 4° – n. parole 142


3°elementare (secondo quadrimestre) n. errori per stimare la competenza ortografica

0-2

ottimale

da 3 a 5

sufficiente

da 6 a 9

richiesta di attenzione

da 10 in poi

intervento immediato



0-2

ottimale

da 3 a 6

sufficiente

da 7 a 14

richiesta di attenzione

da 15 in poi

intervento immediato

4° elementare (inizio)


Il leone e il gallo

Il re degli animali, con un tonante ruggito, stirò le membra e si avviò di buon passo verso il fiume.

Ad un tratto udì uno strepitio che lo impressionò: era una carretta vuota trainata da un cavallo imbizzarrito, che sobbalzava veloce si sassi.

Il leone si precipitò dentro un cespuglio e chiuse gli occhi: non aveva mai visto un animale così strano e rumoroso.

Dopo un po’ riprese il cammino. /

Non aveva fatto molti passi quando udì, forte e vicino, un gallo cantare.

Si fermò di colpo. Il gallo cantò di nuovo, più forte di prima. Il leone cominciò a tremare. Il gallo, con la sua cresta rossa, gli passò davanti nell’erba alta. Il leone vide soltanto quella cresta fiammeggiante che correva e faceva chicchirichì, e in preda al terrore ritornò a gran balzi nella boscaglia.

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4° elementare - inizio 5° – n. parole 137


4°elementare (secondo quadrimestre) n. errori per stimare la competenza ortografica

0-2

ottimale

da 3 a 6

sufficiente

da 7 a 14

richiesta di attenzione

da 15 in poi

intervento immediato



0-1

ottimale

da 2 a 3

sufficiente

da 4 a 8

richiesta di attenzione

da 9 in poi

intervento immediato

5° elementare (inizio)


Indiani e bisonti

Nelle sterminate pianure americane, prima dell’ arrivo dell’uomo bianco, le tribù indiane vivevano da secoli sulle loro terre, in armonioso equilibrio con la natura.

Con loro, su quelle pianure erbose, vivevano immense mandrie di bisonti.

Quando i bisonti cominciavano a correre producevano un suono come di mille tuoni e la terra tremava tutta. Se al calar della notte si avvicinavano ad un fiume, il rumore / che emettevano bevendo tutti assieme, faceva pensare che ingoiassero tutta l’ acqua del fiume.

I bisonti rappresentavano la principale fonte di vita per gli indiani, i quali usavano proprio tutte le parti dell’animale che riuscivano ad uccidere. La carne era cibo; le pelli diventavano vestiti, tende, scudi; le ossa armi ed aghi; le viscere recipienti e sacchi.

Nulla andava sprecato e il bisonte veniva utilizzato fino all’ ultimo.

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5° elementare - inizio 1° media – n. parole 152

0-1

ottimale

da 2 a 3

sufficiente

da 4 a 8

richiesta di attenzione

da 9 in poi

intervento immediato

0-1

ottimale

da 2 a 3

sufficiente

da 4 a 8

richiesta di attenzione

da 9 in poi

intervento immediato

5° elementare (secondo quadrimestre) n. errori per stimare la competenza ortografica


1° media (inizio)

Il colore dei pesci

Molti pesci che vivono nei laghi o nel mare hanno la parte superiore del corpo di colore scuro, mentre il ventre quasi sempre bianco. Come mai? Questa diversa colorazione permette loro di sfuggire facilmente ai pesci predatori. Infatti quando il predatore nuota nell’ acqua più in alto di loro, essi gli mostrano il dorso, che è scuro e si confonde dunque facilmente con il fondo dell’ acqua, che è pure scuro. In questo modo risultano meno visibili. / Quando invece il pesce predatore si trova sotto di loro, guardando verso l’alto, vede l’ acqua illuminata dalla luce; contro quello sfondo così chiaro, il ventre pure chiaro dei pesci risulta meno visibile.

Ecco come il diverso colore del dorso e del ventre serve a proteggere un pesce. Ma guai se uno di questi pesci nuotasse a pancia all’ aria; verrebbe subito facilmente veduto, sia dall’ alto che dal basso.

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0-2

ottimale

da 3 a 6

sufficiente

da 7 a 11

richiesta di attenzione

da 12 in poi

intervento immediato

1°media e inizio 2° media n. parole 162


prima media

Viaggio sul Nilo

Io, dopo essermi trattenuto tre o quattro giorni, approfittai di una barca d’ un negoziante di avorio, che scendeva il Nilo, per far ritorno a casa.

Il prezzo richiesto era esorbitante, ma non avevo facoltà di scelta poiché quella era l’ ultima barca della stagione che scendeva il fiume.

Dopo alcuni giorni di viaggio, con mia sorpresa, vidi sulla tolda della barca un ragazzo che avevo conosciuto allo stabilimento del prete. Gli chiesi perché si trovasse lì, ed egli rispose che era stato rapito nella notte stessa in cui il negoziante aveva lasciato il villaggio.

Mi lagnai col capitano della cattiva azione, ma meglio avrei fatto a stare zitto, poiché egli, che era mussulmano, ebbe l’audacia di dirmi che un cristiano sulla barca non doveva parlare, se voleva arrivare a casa, e intanto io che avevo contratto nel passaggio anche il vitto, mi vidi da allora rifiutare il cibo, sì che mi convenne patire la fame per parecchi giorni.

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0-1

ottimale

da 2 a 4

sufficiente

da 5 a 7

richiesta di attenzione

da 7 in poi

intervento immediato

2°media e inizio 3° media n. parole 215


seconda media

La piccola antilope

La piccola antilope seguiva la vacca come la propria madre; però non poteva poppare da essa. Io dovevo mungere la vacca per poi dare il latte ad essa e questo era per me un grandissimo incomodo.

Tutti gli animali soffrivano la fame. L’ antilope era talmente obbediente che accorreva subito quando io la chiamavo con il nome di Teresa, e se non udiva la mia voce bastava che io tirassi un colpo di fucile per vederla subito comparire.

Essa conosceva il punto da me scelto per passare la notte e vedendo che riunivo il bagaglio e legavo i piedi agli animali da carico essa si allontanava e correva per i colli e per i monti per più ore della notte. Ma al mattino bastava che io chiamassi: - Teresa - o tirassi un colpo di fucile, che essa veniva subito a riunirsi alla carovana.

Per qualche volta, stanca forse dagli assalti degli animali feroci che abbondano lungo la strada, ritornava durante la notte presso di me e si coricava su quel vecchio tappeto che io stendevo a terra per dormirvi e come io lasciavo un posto libero anche per lei, quando arrivava, piano piano, si coricava presso di me, appoggiando il suo dorso al mio, che pareva volesse dirmi: - Son venuta.

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0-1

ottimale

da 2 a 5

sufficiente

da 6 a 8

richiesta di attenzione

da 9 in poi

intervento immediato


3° media n. parole 240

terza media

L’ assalto dei leoni

Mi parve di udire verso la mezzanotte un fruscio di belva che si muove, ma non vi feci caso, perché lo spirito era troppo oppresso e forse la stessa distensione dei nervi dopo tanta agitazione aveva provocato un principio di sonnolenza. Anche il mio asinello, al quale mentalmente poco prima avevo chiesto perdono di averlo condotto in regioni così lontane e misteriose, si era coricato e sembrava dormisse.

Ma ad un tratto si alza da terra e comincia a sbuffare come se un grave pericolo lo minacci. Io mi desto di soprassalto e sento drizzarmi i capelli in testa: un grosso animale si avvicinava alla capanna. Afferrato il fucile, sparai subito nella sua direzione, e mi affrettai a rianimare il fuoco e ricarica il fucile per la mia difesa. Al chiarore della fiamma scorsi una coppia di leoni nei pressi del ruscello. L’ asinello atterrito voleva ad ogni costo fuggire; per fermarlo, dovetti raddoppiare le corde. Intanto mi accingevo a sgomberare la capanna dai miei bagagli, che si fecero sentire presso di me due forti ruggiti, e un poco più lontano, le grida dei selvaggi. Sparai allora un secondo colpo di fucile in aria per avvisare del pericolo che correvo, e poco dopo dieci selvaggi già erano presso di me. Si misero a ridere quando videro che mi preparavo a bruciare quella capanna che essi stessi avevano finito il giorno prima.
I leoni, intanto, erano scappati.


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