• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

Visualizzazione post con etichetta PDP (X DSA). Mostra tutti i post
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lunedì 26 febbraio 2018

Ecco a voi una serie di CONSIGLI da seguire per aiutare gli alunni con DSA (Distrurbi Specifici di Apprendimento); essi sono dei suggerimenti utili per la gestione delle interrogazioni orali e delle verifiche. 
La lista di consigli che troverete sotto è molto lunga e va riferita ad ogni singolo alunno, si parte dall'analisi del livello di partenza e dei suoi punti di forza e di debolezza per poi decidere cosa considerare e trascrivere nel PDP.

ECCO COSA DEVE TENERE IN CONSIDERAZIONE UN INSEGNANTE PER I SUOI ALUNNI DSA:

• Programmare le interrogazioni e le verifiche, evitando la sovrapposizione di compiti e interrogazioni di più materie, fissandole preferibilmente nelle prime ore della mattinata e solo sul programma effettivamente svolto. 

• Per le verifiche scritte programmare tempi più lunghi o materiale ridotto. In alternativa è anche possibile suddividere la verifica in due o più parti. 

• In qualunque situazione (test/verifica/esercizio in classe) leggere per più volte per la classe a voce alta. 

• Sostituire gli esercizi di scrittura con esercizi d i riconoscimento.

• Le domande aperte dovrebbero chiedere risposte precise e non troppo lunghe.

• I testi delle verifiche dovrebbero essere scritti i n modo chiaro e nitido, possibilmente al pc con carattere 14 e interlinea 2, sarebbe consigliabile evitare la scrittura a mano. Le frasi dovrebbero essere brevi, semplici, evitando di gravare il testo con troppe informazioni, è importante evitare doppie negazioni per non creare confusione. 

• Nelle verifiche è necessario non tenere conto degli errori di trascrizione, degli errori di ortografia, del tempo impiegato, l’ideale sarebbe tener conto d el punto di partenza e dei risultati conseguiti, premiando progressi e sforzi dell’alunno. 

• L’ideale è l’utilizzo in maniera ridotta dei segni rossi di correzione, e la rassicurazione, attraverso indicazioni precise su come attuare i miglioramenti , che gli errori possono sempre essere corretti. 

• Nel caso di verifica scritta con risultato negativo o non corrispondente alla preparazione dell’alunno, sarebbe consigliabile ripetere la verifica in forma orale. 

• Per quanto riguarda le interrogazioni orali, è nece ssario considerare che molti soggetti con DSA hanno difficoltà nell’organizzazione sequenziale di un discorso. E ‟ quindi consigliabile da parte dell’insegnante che vengano fatte domande mirate, se possibile, supportandole con strumenti visivi (schemi, diagrammi, tabelle,ecc). 

• Nel commentare un’interrogazione, puntare soprattut to sugli aspetti positivi, dimostrando ottimismo sulle possibilità di recupero degli errori. 

• Ricordare che il tempo per i soggetti DSA è fondamentale, hanno bisogno di tempi più lunghi per la risposta in quanto presentano anche problemi di dis nomia, evitare quindi di mettergli fretta durante le interrogazioni ed evitare di ammonirlo davanti alla classe.

• Nelle interrogazioni orali è importante accettare a nche risposte concise e aiutare l’alunno nell’argomentazione se si trova in difficoltà a cau sa della compromissione della memoria a breve termine. 

• Molto utile per questi alunni avere la possibilità di consultare durante l’interrogazione o la verifica lo schema o mappa dell’argomento studiato, che potr à consultare in caso di necessità (ad esempio per recuperare un termine che non riesce a ricordare). 

• Fondamentale per l’autostima degli alunni con D.S.A . sottolineare il miglioramento rispetto al livello di partenza senza soffermarsi troppo sul voto. 

N.B. Si ricorda che questi suggerimenti vanno pianificati nel PDP e CONDIVISI con la famiglia.

martedì 13 febbraio 2018

In che modo possiamo aiutare nostro figlio con la scuola? In che modo possiamo sostenere l’autonomia dei nostri figli? Quali sono i doveri di noi genitori?
Ecco alcuni consigli...

Di fronte alla diagnosi di DSA molti genitori si chiedono come poter aiutare il proprio figlio a raggiungere la piena autonomia di cui ha bisogno per riacquistare fiducia in se stesso. Nel corso degli anni le conoscenze sempre più approfondite e l’esperienza di chi ci è già passato hanno reso possibile stilare una sorta di consigli che speriamo possano essere utili.
  • In primo luogo dovete prendere coscienza del fatto che vostro figlio è dislessico e che ciò non è colpa vostra o della scuola ne tantomeno del bambino stesso. La dislessia è caratteristica, come può esserlo il colore degli occhi o dei capelli. Accettatela e cercate di cogliere gli aspetti positivi per affrontarla al meglio.
  • Vostro figlio è la prima persona che sa di avere una particolarità quindi parlatene con lui, chiedete il suo stato d’animo le sue sensazioni e aiutatelo a capire le sfaccettature della dislessia così da permettergli di prendere consapevolezza e aiutarlo ad acquisire sempre più autonomia.
  • Anche se tuo figlio è dislessico questo non significa che non gli piace la lettura. E’ importante leggergli spesso libri di narrativa e di vario genere così da aiutarlo ad arricchire il suo vocabolario ma anche a poter interagire con i suoi coetanei sugli stessi argomenti di loro interesse. Se non puoi leggere tu per lui esistono gli audiolibri e i libri in formato digitale che sopperiscono alla mancanza di tempo che spesso ci assilla.
  • Quando leggete non fatelo considerando vostro figlio uno spettatore passivo, ma rendetelo partecipe e coinvolgetelo nella lettura leggendo insieme.
  • Il bambino con DSA, come ogni bambino, è molto curioso. Quindi cercate di parlare con lui il più spesso possibile e affrontate qualsiasi tipo di argomento questo gli permetterà di soddisfare la sua curiosità e di sentirsi sempre partecipe alla vita di famiglia come persona rilevante e che può dare il proprio contributo. Questo è molto importante per il suo sviluppo psicologico e per la crescita della sua autostima, spesso minata dalla visione negativa di se.
  • Nel gioco con vostro figlio privilegiate i giochi di carte, o da tavolo come ad esempio monopoli, memory, puzzle etc.. Essi aiutano a sviluppare la concentrazione e a mantenere l’attenzione. Sono bambini molto creativi e fantasiosi quindi permettetegli di giocare con pongo, plastilina, colla, etc.. li aiuterete a sviluppare la manualità fine. Non trascurate le rime, le filastrocche, le canzoni esse permettono di allenare la memoria.
  • Nel guardare la televisione siate sempre insieme a vostro figlio e commentate ciò che vedete.
  • Cercate di mettere in risalto la capacità e le qualità di vostro figlio, promuovete attività dove eccelle. Cercate sempre di mostrargli i suoi punti di forza.
 
Il bambino con DSA va aiutato a imparare ad organizzarsi e a trovare la propria autonomia così da non dover dipendere da nessuno.
 
  • Creare una routine quotidiana:
Il bambino con DSA ha bisogno di essere organizzato e di avere i momenti della giornata programmati e scanditi secondo una routine.
Sarebbe utile creare un cartellone da appendere nel luogo dedicato ai compiti dove giorno per giorno vengono inseriti e programmati i momenti di studio alternati a quelli di riposo o di attività extrascolastiche.
Il luogo dedicato allo studio dovrebbe essere il più possibile privo di distrazioni e tutto il necessario per il momento dei compiti dovrebbe essere a portata di mano (calcolatrice, penne, matite, pennarelli, quaderni, etc…)
Il bambino con DSA si stanca molto facilmente quindi può essere utile frazionare lo studio con pause di almeno 10 minuti. La lettura è importante ma per evitare frustrazione e stanchezza mentale si può leggere per lui, procurargli audiolibri o un programma di sintesi vocale.

  • Eseguire i compiti:
Il carico di compiti spesso spaventa e avvilisce il bambino con DSA, è importante che egli possa sentirsi libero di lavorare al meglio e con tranquillità, per fare ciò dovete suddividere i compiti per carico ed impegno, ad esempio suddividere esercizi di matematica in 2 momenti separati e inserire qualche cosa di più semplice fra i due momenti. In ogni caso il bambino con DSA ha diritto ad avere una riduzione dei compiti a casa, l’importante è la qualità e non la quantità. Leggetegli le consegne e assicuratevi che abbia compreso le richieste e per esercizi più complessi affiancatevi a lui eseguendoli insieme.
Aiutate il bambino a utilizzare gli strumenti in suo possesso come ad esempio l’uso del PC per la produzione scritta o la costruzione di mappe mentali e concettuali nello studio.
Incoraggiatelo e gratificatelo per l’impegno profuso. Aiutatelo nella formulazione del pensiero prima di passare alla vera e propria stesura.

  • Uso della tecnologia:
L’uso del computer nella presentazione dei compiti può fare una grossa differenza nella valutazione finale. Il computer permette di scrivere utilizzando il correttore ortografico e quindi di concentrarsi solo sulla costruzione del pensiero e non sugli errori ortografici. Inoltre oggi ci sono anche software di sintesi vocale per la lettura dei libri scolastici in formato digitale pertanto la codifica dei testi scritti é demandata al computer e in Internet ci sono molti software e siti utili per molte discipline di ogni ordine e grado scolastico.
Non esistono strumenti adeguatamente buoni per tutti; il genitore può aiutare il proprio figlio a conoscere i diversi strumenti a disposizione per aggirare le sue difficoltà ed esortatelo a sperimentarne diversi. E’ importante lasciare a lui la scelta di utilizzare quello più efficace per il proprio stile di apprendimento: aiutatelo a promuovere la propria autonomia, questo farà di lui una persona che acquisterà sempre più fiducia in se stesso.
E’ importante ricordarsi che l’uso della tecnologia non è scontato e che bisogna anche sostenere i bambini e i ragazzi ad imparare a interfacciarsi con questi strumenti.

sabato 25 novembre 2017

Questo blog si è occupato diverse volte di Bisogni educativi speciali e sull'importanza di seguire attentamente le fasi dettate dalla normativa (vedi ad esempio BES E CONSIGLI DI CLASSE, L'IMPORTANZA DI REDIGERE IL VERBALE PER EVITARE SENTENZE TAR.). Continuando il "lavoro operativo di divulgazione di buone e corrette pratiche" ecco i principali compiti e fasi che il consiglio di classe deve seguire nei confronti degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES):

1)  individuare in  “quali  casi  sia  opportuna  e  necessaria  l’adozione  di  una personalizzazione della  didattica  ed  eventualmente  di  misure  compensative  o dispensative…” “…tali tipologie di BES dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi (come ad es. una segnalazione degli operatori dei servizi sociali), ovvero di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche…”  (C.M. n°8 Prot. 561 del 6 marzo 2013);
 
2)  verbalizzare, possibilmente nel 1^ Consiglio di Classe le rilevazioni, utilizzando la seguente dicitura e la tabella come da esempio“  il Consiglio della classe …. , ai sensi  e  per  gli  effetti  della  direttiva  ministeriale  del  27/12/2012  e  della  CM n°8/2013,  stante  la  sussistenza  delle  condizioni  previste  dalle  norme  sopra richiamate, rileva la presenza dei seguenti alunni con Bisogni Educativi Speciali:


Descrizione dei casi di bisogno educativo  speciale: inserire le lettere e i numeri, indicati nelle legende,  che interessano i singoli casi; se si preferisce riportare la dicitura per intero:
 

3)  predisporre proposta Piano Didattico Personalizzatoconforme con le prescrizioni di cui all’art. 5 del DM N° 5669 del 12/7/2011 ed al punto 3.1 delle “linee guida”;

4)  approvare PDP   firmato da  tutti i soggetti indicati dalla CM 8/2013 entro la fine di ottobre/novembre.


*** Alunni BES e procedure ***
 
A)  alunni diversamente abili (Protocollo alunni diversamente abili) L.104 = PEI
NB il PEI può essere: 1) per obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai programmi ministeriali (certificato di frequenza); 2) per obiettivi didattici e formativi riconducibili ai programmi ministeriali (titolo di studio)

B)  alunni di recente immigrazione (Protocollo alunni stranieri) = PDP

C)  DSA (disturbi evolutivi specifici) Certificazione Asl o enti accreditati L.170
1)  consegna certificazione alla scuola;
2)  attività di osservazione;
3)  verbalizzazione nel Consiglio di Classe di programmazione con compilazione scheda di rilevazione BES e elaborazione PDP che deve essere firmato da tutti i docenti;
4)  incontro,  genitori  e/o  alunno  per  condivisione  del  PDP  e  firma.  Il coordinatore curerà  la  convocazione  dei  genitori  per  la  condivisione  del  progetto;  qualora venissero  sollevate  eccezioni,  si  attiverà  immediatamente  per  convocare  un Consiglio di Classe straordinario alla presenza dei genitori.

D)  disturbo da deficit di attenzione e iperattività ADHD (disturbi evolutivi specifici)
dichiarazione medica; Direttiva M.27/12/13 – Circolare M. n°8 6/03/13 = PDP
1)  consegna certificazione alla scuola;
2)  attività di osservazione;
3)  verbalizzazione nel Consiglio di Classe di programmazione con compilazione scheda di rilevazione BES e elaborazione PDP che deve essere firmato da tutti i docenti;
4)  incontro, genitori e/o alunno per condivisione del  PDP e  firma.  Ilcoordinatore  curerà la convocazione dei genitori per la condivisione del progetto; qualora venissero sollevate eccezioni, si attiverà immediatamente per convocareun Consiglio di Classe straordinario alla presenza dei genitori.

E)  Altro: svantaggio socio economico, linguistico, culturale
1)  certificazione (es. servizi sociali) e/o autocertificazione della famiglia consegnata a scuola e/o segnalazione docenti;
2)  attività di osservazione;
3)  verbalizzazione nel Consiglio di Classe di programmazione con compilazione scheda di
rilevazione BES e elaborazione PDPche deve essere firmato da tutti i docenti;
5)  incontro, genitori e/o alunno per condivisione del  PDP e  firma.  Il coordinatore  curerà la convocazione dei genitori per la condivisione del progetto; qualora venissero sollevate eccezioni, si attiverà immediatamente per convocareun Consiglio di Classe straordinario alla presenza dei genitori.

sabato 21 ottobre 2017

I Consigli di classe, di interclasse e di intersezione sono gli organi collegiali in cui le diverse componenti scolastiche (docenti, genitori e studenti per la scuola secondaria di II grado) si incontrano per pianificare e valutare costantemente l’azione educativa e didattica.
Tale organo si occupa dell’andamento generale della classe, si esprime su eventuali progetti di sperimentazione, ha il compito di formulare proposte al Collegio Docenti relative all’azione educativa e didattica e di proporre gli strumenti e le modalità per agevolare e rendere più efficace il rapporto scuola-famiglia e il rapporto tra docenti e studenti.
In particolare il Consiglio di classe, di interclasse e di intersezione esercita le sue competenze in materia di programmazione, valutazione e sperimentazione.
Un compito importantissimo del Consiglio di classe è la predisposizione della  Programmazione educativo-didattica , che deve essere stilata nelle prime riunioni al fine di programmare l’anno scolastico stabilendo tutte le attività che i docenti della classe intendono portare avanti con gli studenti, esplicitando modalità, metodologia, mezzi e strumenti, in sintonia con quanto previsto in sede di Dipartimenti disciplinari e in armonia con le indicazioni contenute nel P. T. O.F. (ex POF) dell’Istituto.
Rientrano nelle competenze dei Consigli di classe anche i provvedimenti disciplinari a carico degli alunni, che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo inferiore a quindici giorni.
Quando esercita la competenza in materia disciplinare il Consiglio di classe deve operare nella composizione allargata a tutte le componenti, compresi, quindi, gli studenti e i genitori. E’ necessaria, però, l’astensione dei rappresentanti e conseguente surroga nel caso in cui lo studente sanzionato o il genitore di questi fa parte del Consiglio di classe
Con la sola presenza dei docenti ha competenza riguardo alla realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari e alla valutazione periodica e finale degli alunni.

---> Per quanto riguarda l'individuazione degli alunni BES e i relativi PDP è necessario sottolineare nel VERBALE DEL CONSIGLIO la situazione, anche la normativa ci aiuta... infatti la C.M. n. 8 del 6 marzo 2013 dice "è’ compito doveroso dei Consigli di classe o dei teams dei docenti indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni". Nei successivi consigli è oppornuto specificare i benefici o le difficoltà degli alunni BES dopo l'applicazione della personalizzazione degli apprendimenti (PDP, delle misure compensative e dispensative, inoltre è necessario verbalizzare l'atteggiamento collaborativo o meno della famiglia. Negli ultimi anni assistiamo a molte sentenze TAR che vedono condannati insegnanti per NON aver svolto bene il proprio lavoro ma si nota anche una certa "minaccia" dalle famiglie anche se noi docenti accettiamo le sfide educative con cognizione di causa e seguiendo il buon senso, oltre la normativa e le linee guida emanate dal Ministero.

mercoledì 9 agosto 2017

Paola Eleonora Fantoni è insegnante di Inglese, traduttrice ed interprete. Lavora presso l’Istituto di Istruzione Superiore “CARAMUEL – RONCALLI” di Vigevano, in provincia di Pavia. Dal 2007 al 2014 ha ricoperto l’incarico di Referente Dislessia d’istituto, coordinando i servizi e i progetti mirati agli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Da sette anni, inoltre, è formatrice sui D.S.A. Dal 2010 intrattiene rapporti di collaborazione con varie case editrici: ha scritto articoli e testi, e curato alcune sezioni delle prove di verifica, nonché un blog dedicato. Ha creato mappe grammaticali e di micro-lingua commerciale.

Vi propongo due testi dell'autrice, validissime guide sia per la conoscenza in materia sia per le normative e varii aspetti interessanti... entrambi i libri hanno una introduzione identica ma si differenziano nella seconda parte, approfondendo diversi argomenti.

Clicca sotto per scaricare gratuitamente i testi:

  • Introduzione
  • La    diagnosi    
  • Segni    precoci,    corso    evolutivo,    statistiche
  • Trattamento    riabilitativo    e    interventi    compensativi
  • La    normativa    di    riferimento
  • Guida    al    Piano    Didattico    Personalizzato
  • Psicologia    dello    studente    dislessico 
  • Disturbi    specifici    dell’apprendimento    e    lingue    straniere
  • Conclusioni
  • FAQ:    Frequently    Asked    Questions 
  • I    disturbi    di    iperattività    e    deficit    dell’attenzione      

  • Introduzione
  • La diagnosi 
  • Segni precoci, corso evolutivo, statistiche 
  • Trattamento riabilitativo e interventi compensativi 
  • Guida al Piano Didattico Personalizzato
  • Psicologia dello studente dislessico
  • La normativa di riferimento 
  • Didattica inclusiva della matematica
  • La verifi ca e la valutazione
  • Un aiuto dalle nuove tecnologie
  • I disturbi di iperattività e deficit dell’attenzione

sabato 24 giugno 2017

martedì 9 maggio 2017

E' un testo scaricabile gratuitamente edito dalla casa editrice DEAGOSTINI, realizzato da un gruppo di persone che dal 2008 si occupano di DSA, mettendo in rete tramite il sito "DISLESSIA IN RETE", diverse risorse!!! Il sito www.dislessiainrete.org nasce nel 2008, grazie al webmaster Roberto Di Giandomenico, con l’intento di fornire informazioni utili a chi è coinvolto direttamente o indirettamente nella problematica dei DSA. Le persone che partecipano alla realizzazione del sito costituiscono un gruppo multidisciplinare composto da genitori, insegnanti, ricercatori e clinici (logopedisti, neuropsichiatri infantili, terapisti della neuro psicomotricità evolutiva ecc.).

Uno dei prodotti della loro attività è la guida che tratta la dislessia, con essa presenta altri importanti nozioni e approfondimenti da tenere in considerazione. 

Il volume affronta con un approccio multidimensionale il problema dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) mediante l’intervento di esperti in discipline quali la pedagogia, la psicologia, la sociologia, la medicina e le neuroscienze. Si evincono così i complessi fenomeni del disturbo che impegnano le scienze umane, sia sul versante evolutivo sia educativo, in un regime di interdisciplinarietà nei diversi settori di interesse. Si definiscono anche quelli che sono i criteri e l’iter per l’identificazione dei DSA, evidenziando le principali criticità che gli operatori e le figure che ruotano intorno al problema si ritrovano maggiormente a dover affrontare, cercando di apportare con chiarezza quelli che sono i percorsi strutturati e strutturanti nel processo educativo dei discenti. L’obiettivo di questo lavoro è quello di rivolgersi in particolare agli insegnanti per fornire loro strumenti, conoscenze e strategie al fine di riconoscere e comprendere le manifestazioni dei DSA e di progettare e pianificare percorsi didattici rivolti agli studenti con tali difficoltà.

venerdì 18 marzo 2016

Ecco a voi una utile guida a cura della Casa EditriceRRC sull'applicazione della normativa relativa ai BES e DSA, in particolar modo troverete materiali per la progettazione del Piano Didattico Personalizzato e relativi suggerimenti sulla predisposizione di comunicazioni verso la famiglia e fax-simili da apporre agli atti della scuola.



Clicca qui -> Scarica il quaderno Operativo!

giovedì 20 agosto 2015

Per gli alunni che presentano una diagnosi, certificazione e che rientrano nella macro-catogoria BES (Bisogni Educativi Speciali) il Consiglio di Classe deve predispone la stesura di un PEI o PDP il cui modello deve essere approvato dal Collegio Docenti.
Il PEI è rivolto agli alunni con disabilità (legge a cui fare riferimento è la n. 104/92) ;
Il PDP è un documento che contiene diverse informazioni e procedure che si intendono seguire per aiutare l'alunno DSA, con svantaggio o per l'alunno straniero... (vedi L. n. 170/2010 e la direttiva ministeriale del 2012 per i BES) nel modello vengono pianificati gli strumenti compensativi e dispensativi adottati nelle diverse discipline, nonché le modalità di verifica e di valutazione che si intendono applicare, se diverse da quelle consuete. 

In tal senso la scuola, con questo documento, mette in atto tutte le misure necessarie previste dalle normative vigenti in materia di disabilità e/o per i disturbi specifici di apprendimento e per lo svantaggio.

Spesso c'è la necessità di avere modelli unificati all'interno dello stesso istituto scolastico, ecco a voi un documento con tutti i modelli da poter utilizzare e modificare:

venerdì 6 marzo 2015

Nelle Linee Guida DSA è indicato esplicitamente che la famiglia deve autorizzare tutti i docenti del Consiglio di Classe, nel rispetto della privacy e della riservatezza del caso, ad applicare ogni strumento compensativo e le strategie dispensative ritenute idonee, previste dalla normativa vigente. 
Pertanto non è obbligatorio fornire spiegazioni agli altri alunni, però si suggerisce che la condivisione delle difficoltà dello studente DSA con i compagni faciliti per il docente l’applicazione di quanto previsto dalla normativa. Qualora ciò non sia possibile, ad esempio quando uno studente preferisce non divulgare la sua situazione, è il docente stesso che deve individuare il metodo migliore per rispettare la sua privacy, applicando ugualmente quando previsto dalla normativa.

Si consiglia agli insegnanti di indicare tutte le decisioni su tale argomentazione nel PDP.

martedì 3 marzo 2015

La predisposizione, da parte dei docenti di classe, con l'eventuale aiuto del Referente DSA di Istituto, degli interventi ritenuti idonei a garantire il miglior percorso di educazione scolastica, secondo le indicazioni del DM 5669, è un compito che la scuola deve garantire in ogni caso.

L'eventuale non condivisione preventiva e indipendente dal contenuto, da parte dei genitori e/o dell'alunno del contenuto del PDP non esime i docenti dalla sua stesura, che riveste anche la funzione di documentazione della progettazione docente. 

VEDI ANCHE: NORMATIVA DSA, IL PDP E' OBBLIGATORIO?
 

martedì 24 febbraio 2015

Ecco un semplice ma efficace schema riassuntivo dedicato alla normativa sui BES messo a punto da Salvatore Nocera per Edscuola.  
Vengono indicati in sequenza le modalità di individuazione degli alunni, gli strumenti didattici adottabili e gli effetti sulla valutazione del profitto nei vari ordini di scuola. Questi aspetti vengono messi in relazione agli alunni con disabilità certificata, agli alunni con DSA e agli altri studenti con Bisogni Educativi Speciali.

Disabilità certificata
DSA
Altri BES
Individuazione degli alunni
Certificazione ai sensi della L. n° 104/92 art. 3 commi 1 o 3 (gravità)
Diagnosi ai sensi L. n° 170/10
Delibera consiglio di classe ai sensi della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 e C.M. n° 8/13 e Nota 22/11/2013
Strumenti didattici
PEI: con riduzione di talune discipline (art. 16 comma 1 L. n° 104/92) e prove equipollenti e tempi più lunghi (art. 16 comma 3 L. n° 104/92)
Insegnate per il sostegno e/o assistenti per l’autonomia e la comunicazione.
PDP: con strumenti compensativi e/o misure dispensative e tempi più lunghi.
PDP (solo se prescrive strumenti compensativi e/o misure dispensative)
Effetti sulla valutazione del profitto
PRIMO CICLO:
1. Diploma: valutazione positiva (art. 16 commi 1 e 2 L. n° 104/92): se si riscontrano miglioramenti rispetto ai livelli iniziali degli apprendimenti relativi ad un PEI formulato solo con riguardo alle effettive capacità dell’alunno.
2. Attestato con i crediti formativi: eccezionalmente in caso di mancati o insufficienti progressi rispetto ai livelli iniziali degli apprendimenti. Rilasciato dalla Commissione d’esame e non dalla scuola. È comunque titolo idoneo all’iscrizione al secondo ciclo (O.M. n° 90/01, art. 11 comma 12)

SECONDO CICLO:
1. Programmazione semplificata: diritto al diploma, se superato positivamente esame di Stato con prove equipollenti e tempi più lunghi
2. Programmazione differenziata: diritto ad attestato certificante i crediti formativi (rilasciato sempre dalla commissione d’esame e non dalla scuola)
1. Dispensa scritto lingue straniere compensata da prova orale: consente Diploma (Linee guida 4.4 allegate a D.M. 12/07/2011, art. 6 comma 5).
2. Esonero lingue straniere: solo attestato con i crediti formativi (D.M. 12/07/2011 art. 6 comma 6).
Misure dispensative (ad eccezione della dispensa dallo scritto di lingue straniere e dell’esonero normativamente previste solo per DSA).
Strumenti compensativi.
Tempi più lunghi,
Con possibile Diploma.
Per gli stranieri c’è normativa specifica.

sabato 7 febbraio 2015

Ci sono casi estremi in cui gli insegnanti si ritrovano facilmente fuori pista... le difficoltà posso essere diverse,  dovute alle normative contrastanti e non totalmente complete di descrizione anche per i casi particolari.

Come sappiamo in questo grande calderone rappresentato dai BES troviamo diverse sotto categorie:
- gli alunni disabili con diagnosi clinica e funzionale (con legge 104/92);
- gi alunni con DSA con certificazione;
- gli alunni con svantaggio senza certificazione ed individuati dai team docenti.

Innanzittutto non bisogna far confusione tra diagnosi e certificazione (vedi qui http://biancosulnero.blogspot.it/2012/10/normativa-dsa-differenza-tra.html). Inoltre capitano casi davvero così particolari che difficilmente l'insegnante è sicuro di procedere in modo giusto e corretto, andiamo ad analizzare le variabili e quale documento di programmazione deve esser progettato:
  • Gli alunni con disabilità e quindi con legge 104/92 hanno diritto, se richiesto, all'insegnante di sostegno e ad un possibile educatore o assistente. Per loro è destinato la progettazione del PEI.
  • Per gli alunni con DSA, (senza L. 104 e senza diagnosi funzionale) ma con certificazione comprovante le difficoltà di apprendimento, non hanno diritto all'ins. di sostegno e per loro è destinato la compilazione del PDP in riferimento alla legge 170 che li tutela.
  • Gli alunni con svantaggio, senza diagnosi e certificazione - senza L. 104: alunni con bisogni educativi individuati dai varii team docenti che predispongono PDP per aiutarli nei processi formativi e integrativi scolastici. Essi non possono usufruire di insegnanti di sostegno o l'educatore... ma soltanto degli strumenti compensativi e di modalità educative e valutative definite nel PDP...
  • Alunni con DSA in COMORBILITA' con altre sindromi o difficoltà: se è presente la diagnosi funzionale e clinica e quindi la legge 104 hanno diritto all'insegnante di sostegno e/o educatore con la progettazione di un PEI.
  • Alunni con Diagnosi funzionale/clinica e legge 104 in cui NON risulta la richiesta dell'insegnante di sostegno ma bensì quella dell'educatore: caso particolare ma la normativa fa dedurre che nonostante c'è un rifiuto o scelta di non usufruire dell'insegnante di sostegno, il team docenti deve considerarlo un alunno con disabilità e stilare loro un PEI. Infatti l'art. 5 del DPR di cui sotto, prevede la stesura del PEI nel caso di certificazione con la legge 104/92. Decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994 "Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap".
 

lunedì 2 febbraio 2015

USR Piemonte - Al termine del primo anno di utilizzo e sperimentazione del modello di PDP per gli allievi con Bisogni Educativi Speciali (BES), proposto da codesto Ufficio Scolastico Regionale, si invia in allegato alla presente nota la nuova versione del modello, revisionata parzialmente alla luce delle indicazioni emerse durante la fase di confronto e verifica sull’efficacia dello strumento e sulle pratiche educative e didattiche concretamente attivate dai docenti, nell’a.s. 2013-14.

Tuttavia, in considerazione della complessità intrinseca del modello ICF e, soprattutto, della carenza di esperienze di applicazione nella scuola, nell’anno scolastico in corso sarà avviato un percorso di accompagnamento sotto forma di ricerca-formazione, coordinato dall’USR per il Piemonte.
Le scuole della Regione Piemonte ed i Consigli di classe che decideranno di provare ad utilizzare la Tabella D.2 e a progettare interventi didattici secondo il modello ICF, potranno segnalare la propria disponibilità a partecipare alla ricerca-formazione durante una giornata seminariale iniziale, che avrà luogo a Torino nel mese di novembre. Data e luogo saranno comunicati con successiva nota di Codesto Ufficio.

Allegato: 

venerdì 21 novembre 2014

Gli studenti con disabilità, con disturbi evolutivi (come DSA, ADHD etc.) e con svantaggio socio-economico, linguistico e culturale presentano dei Bisogni Educativi Speciali (BES) a scuola.
Su questo tema oggi vi è molta confusione. Così il Dott. Gianluca Lo Presti (Esperto DSA e ADHD) sulla base di punti problematici ha formulato 10 delucidazioni necessarie per operare e muoversi, da insegnante, genitore ed operatore, descritte in maniera chiara e con un preciso richiamo ai punti più salienti delle direttive ministeriali!  

Un documento davvero utile, semplice e con risvolti normativi ben definiti, chiari e completi! Da scaricare e leggere con attenzione! CLICCA qui per leggere e scaricare il documento!

domenica 16 novembre 2014

Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è uno strumento che nasce per gli studenti con DSA, citato all'interno della legge 170/2010 e delle linee guida seguenti.
Questo strumento esplicita la programmazione didattica personalizzata che tiene conto delle specificità segnalate nella diagnosi di DSA. E' un documento che compila la scuola, ma rappresenta un patto d'intesa fra docenti, famiglia e istituzioni socio-sanitarie nel quale devono essere individuati e definiti gli interventi didattici individualizzati e personalizzati, gli strumenti compensativi e le misure dispensative che servono all'alunno per raggiungere in autonomia e serenità il successo scolastico.
La circolare MIUR del 27 dicembre 2012 sulla tematica degli alunni con BES riprende l'argomento del PDP estendendolo anche ad altre categorie di studenti con bisogni educativi speciali (BES) oltre agli alunni con DSA.

Il PDP va rivisto ogni qual volta se ne ravveda la necessità; i ragazzi sono in continua evoluzione e necessariamente il progetto dichiarato nel PDP deve essere altrettanto plastico. In alcuni casi di BES, ad esempio quelli riguardanti gli stranieri, il pdp e il percorso personalizzato, possono essere temporanei, ossia fino a quando le difficoltà e i bisogni educativi non sono risolti. In altri casi il pdp può essere modificato nel corso del percorso scolastico in base ai cambiamenti e ai bisogni dell'alunno in difficoltà.
Quindi per essere chiari il PDP non è un documento statico, ma può essere modificato ogni qualvolta sia necessario. E' possibile prevedere dei momenti di monitoraggio e verifica in cui il PDP può venire aggiornato con nuove informazioni derivanti dall'osservazione dell'alunno da parte degli insegnanti o degli specialisti. Infatti lʼalunno con il tempo acquisisce sempre più autonomia e sicurezza, e magari, crescendo, ha necessità di cambiare anche le strategie che utilizza e gli obiettivi didattici identificati.
La predisposizione, da parte dei docenti di classe, con l'eventuale aiuto del Referente DSA di Istituto, degli interventi ritenuti idonei a garantire il miglior percorso di educazione scolastica, secondo le indicazioni del DM 5669, è un compito che la scuola deve garantire in ogni caso. L'eventuale non condivisione preventiva e indipendente dal contenuto, da parte dei genitori e/o dell'alunno del contenuto del PDP non esime i docenti dalla sua stesura, che riveste anche la funzione di documentazione della progettazione docente.

domenica 10 novembre 2013

Le autrici del libro  BES e DSA (Annapaola Capuano, Francesca Storace e Luciana Ventriglia) rendono disponibile il PDP da loro progettato. Adesso è scaricabile!

lunedì 23 settembre 2013

Ecco a voi un documento/risorsa gratuita che guida gli insegnanti verso pratiche corrette d'insegnamento. Il documento si intitola "Disturbi specifici di apprendimento: successo scolastico e strategie didattiche. Suggerimenti operativi" ed è a cura del MIUR ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna.

Cliccate i links per scaricare gratuitamente la guida (divisa per comodità in due parti).

- parte prima      (pdf)
- Parte seconda  (pdf)

martedì 11 giugno 2013

Ecco a voi un modello di relazione finale molto semplice ma efficace! In poche pagine si riesce a presentare la situazione finale del gruppo classe. Con opportune modifiche può essere adattato a diversi ordini di scuola, anche per gli alunni diversamente abili. Buon Lavoro!

Download: Modello Relazione Finale Classe.doc

Altri esempi di relazione finali:
  1. Relazione finale;
  2. relazione finale.

Segnalo anche questi altri materiali utili per le ultime procedure burocratiche a scuola:

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