venerdì 21 agosto 2026
Una tabella riepilogativa può indicare, per ciascun alunno, se usufruisce del servizio di scuolabus, se è autorizzato all’uscita autonoma e quali sono le persone delegate al ritiro. Un semplice prospetto che, se correttamente predisposto e utilizzato, permette agli insegnanti di avere rapidamente sotto controllo le informazioni necessarie al momento dell’uscita.
Il valore di questo prospetto non sta nella complessità, ma nella sua immediatezza. In pochi secondi l'insegnante può verificare le informazioni necessarie senza dover consultare ogni volta documentazioni diverse.
Naturalmente, trattandosi di informazioni relative agli alunni e alle autorizzazioni delle famiglie, il prospetto deve essere gestito con attenzione e nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, evitando che informazioni non necessarie siano accessibili a persone non autorizzate.
giovedì 20 agosto 2026
Da oggi puoi crearla in pochi istanti con Maestro Carmy AI, l’assistente pensato per la scuola e progettato per aiutare i docenti nella preparazione dei materiali didattici.
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♿ Carmy presta particolare attenzione all’inclusione: le schede possono essere pensate anche per alunni DSA, BES e con disabilità e possono essere convertite rapidamente in stampato maiuscolo o minuscolo, a scelta del docente.
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domenica 1 settembre 2024
Il termine "speciale" utilizzato per riferirsi a bambini con disabilità, diffuso specialmente nell'ambito familiare e non sempre dagli operatori, seppur usato con buone intenzioni è un termine non totalmente inclusivo. Bisogna analizzare alcune sfumature importanti per comprendere pienamente l'origine.
Non esiste una legge che vieti l'utilizzo del termine "speciale", ma la normativa di riferimento promuove un linguaggio inclusivo e rispettoso delle persone con disabilità. Nessuno in realtà ha scelto o proposto la terminologia "bambino speciale" che attualmente coesiste insieme ad altra nomenclatura, di fatto il linguaggio utilizzato per descrivere le persone con disabilità si è evoluto cercando di superare stereotipi e pregiudizi. Ma è veramente così?
Si parte dall'attribuzione del termine "handicappato" a "bambini/ragazzi handicappati", sottolineando solamente l'aspetto medico della disabilità; dobbiamo aspettare gli anni '90 con la legge 104/92 in cui il termine "handicap" viene progressivamente sostituito da "con disabilità".
Tutto parte da un fatto di cronaca, in un concerto di Antonello Venditti, mentre che introduceva un brano con un aneddoto personale, una giovane in prima fila lo incitava con dei versi a cantare. Il cantante, non accorgendosi della disabilità della ragazza, ha reagito con una battuta infelice; purtroppo non ha successivamente inteso il suggerimento dell'operatore "è un ragazzo speciale", omettendo la parola "con disabilità", sicuramente di più facile comprensione e immediatezza.
Ma andiamo al dunque...
L'utilizzo del termine "speciale" è nato dal desiderio di sottolineare le qualità uniche e le potenzialità di ogni individuo, indipendentemente dalle sue abilità; ma sottende una differenza intrinseca e negativa rispetto alla "normalità", ciò può portare a un'eccessiva medicalizzazione delle diversità. C'è da sottolineare che in un certo senso si voleva riconoscere la necessità di un approccio educativo personalizzato e diverso rispetto a quello standard (successivamente lo sviluppo di discipline di studio come la "didattica speciale" che successivamente farà chiarezza terminologica).
Tuttavia, con il passare del tempo, questo termine ha iniziato a suscitare alcune critiche via via più evidenti:
- di connotazione negativa: "speciale" può essere interpretato come sinonimo di "diverso" o "anormale", creando una sorta di etichetta.
- di troppa enfasi: il termine "speciale" sposta l'attenzione dalla persona alle sue limitazioni, limitando così le sue potenzialità.
- non di facile comprensione: non sempre l'appellativo "speciale" è ricondotto alla disabilità.
domenica 17 marzo 2024
Anna Ronca è un'insegnante italiana di scuola primaria con una passione per l'innovazione didattica e l'utilizzo delle tecnologie in classe. È la creatrice di Annaronca.it, un sito web educativo ricco di risorse per insegnanti, alunni e genitori, oramai chiuso definitivamente dopo più di 20 anni di attività online.
Ecco alcune notizie sulla carriera e sul suo amato sito internet:
Anna ha insegnato per oltre 30 anni nella scuola primaria, sperimentando e sviluppando metodologie didattiche innovative. Intorno i primi anni del 2000 ha creato Annaronca.it, uno dei primi siti web in Italia ad offrire materiale didattico digitale per la scuola primaria. Il sito ha avuto un grande successo, diventando un punto di riferimento per insegnanti e studenti di tutta Italia.
Perché ha chiamato il sito ANNARONCA?
Nel corso della sua carriera ha avuto modo di occuparsi anche dei bambini speciali, il primo a chiamarla così, in modo buffo, fu proprio un alunno con disabilità.
Ecco cosa scriveva nel suo sito: "Ogni volta che gli chiedevo:- Chi sono io?- Lui immancabilmente rispondeva con un gran sorriso – Lannalonca! Di chi parlo? Ma di un bambino naturalmente, di un mio bambino, di uno dei tanti che ha attraversato la mia vita e ha fatto in modo di non farsi scordare mai". Da lì a “Lannaronca”...
Il suo sito web, offriva una vastissima quantità di materiale didattico, adatto a tutte le discipline, i materiali erano curati con attenzione e di alta qualità; inoltre offriva una grande varietà di contenuti, tra cui schede didattiche, esercizi interattivi, giochi didattici, video lezioni e materiali per la valutazione. Visitandolo offriva anche una panoramica completa dell'evoluzione della didattica e della pedagogia nel corso del tempo. Attraverso le sue numerose risorse, era possibile ripercorrere le tappe fondamentali che hanno portato dall'educazione tradizionale, basata sulla trasmissione frontale del sapere, alla didattica innovativa, che pone al centro l'apprendimento dell'alunno.
Insomma questa Maestra ha mostrato nel corso della sua carriera come la passione e l'impegno possano fare la differenza. Con il suo lavoro ha contribuito a innovare la didattica italiana e a rendere le tecnologie un strumento prezioso per l'apprendimento degli alunni.
Attualmente la maestra Anna è in pensione da più di 10 anni e si occupa felicemente della sua famiglia e dei nipotini. La maestra, sempre con uno sguardo agli altri, sta studiando un modo per rendere disponibile gratuitamente tutto il materiale di questi venti anni e più di attività sul web.
Negli ultimi vent'anni, il panorama della didattica online ha subito un'evoluzione radicale. Molti siti web, blog e portali che hanno fatto la storia dell'insegnamento digitale sono purtroppo scomparsi o non più aggiornati. In questo articolo, daremo uno sguardo nostalgico ad alcuni di questi pionieri della didattica online, esplorando il loro contributo e l'impatto che hanno avuto sulla scuola.
1. Lannaronca: Un vero e proprio punto di riferimento per la didattica online fin dai suoi albori. Offriva una vasta gamma di materiali per docenti e studenti, tra cui schede didattiche, esercizi interattivi, forum e chat (il sito non risulta più raggiungibile, speriamo solo momentaneamente).
2. La Girandola: Un sito web ricco di risorse per la scuola, con attività ludiche e creative per diverse discipline. Il suo motto, "Insegnare divertendo", riassumeva perfettamente la filosofia del sito. La Girandola ha chiuso dopo 16 anni, a settembre 2016. Dalla Girandola nasce, però, "Il Gomitolo" sito sicuro per bambini e ragazzi che offre servizi di comunicazione protetti (bacheca, blog, chat e forum), tante rubriche a cui chiedere un aiuto o un consiglio, spazi per le creazioni dei visitatori, una raccolta di articoli, fiabe e racconti, un archivio di siti e mille altre cose, interessanti anche per genitori e insegnanti.
3. Infanziaweb: Un portale dedicato all'infanzia, con proposte educative e didattiche per la fascia d'età 0-6 anni. Offriva anche spunti di riflessione per genitori ed educatori.
4. Lauraproperzi.it: Un sito web personale di una docente di scuola primaria, ricco di materiali e spunti di riflessione sulla didattica. Non più raggiungibile, peccato poichè rappresentava una preziosa risorsa per insegnanti.
5. Sostegno.forumattivo: Un forum dedicato ai docenti di sostegno, con un vivace scambio di esperienze, consigli e materiali didattici. Ancora online ma non più seguito come un tempo.
6. Umapalata.com: Un sito web con attività e giochi didattici per bambini di tutte le età. Le sue proposte, semplici e divertenti, rendevano l'apprendimento un gioco.
7. Vbscuola.it: Un portale con risorse per la scuola primaria e secondaria di primo grado, tra cui schede didattiche, video e software educativi (non più raggingibile).
8. Mondosilma.com: Un sito web ricco di materiali per la scuola dell'infanzia e primaria, con proposte creative e interattive. Il sito creato da Adriana D'angelo, dopo la sua improvvisa scomparsa, non è più navigabile.
9. Arisimarialuisa.it: Un sito web personale di una docente di scuola primaria, con materiali didattici e spunti di riflessione per l'insegnamento (sito dismesso).
10. Baby-flash: Un sito web con giochi didattici per bambini. In seguito è diventato a pagamento, ma rimane una risorsa preziosa per l'apprendimento.
11. Dienneti.it: Un sito web con proposte didattiche per la scuola primaria e secondaria di primo grado, focalizzate sull'utilizzo delle tecnologie digitali (non più raggiungibile).
Merita a parte un discorso i siti che hanno utilizzato "Flash Player" (applicazione video), essi non sono più fruibili per diversi motivi, tra cui la mancanza di supporto da parte di Adobe, problemi di sicurezza, incompatibilità con i browser moderni, obsolescenza e problemi di performance.
Questi siti web sono solo alcuni esempi dei tanti pionieri della didattica online che hanno contribuito a innovare la scuola negli ultimi vent'anni. Il loro lavoro ha aperto la strada a nuove possibilità di insegnamento e apprendimento, che oggi diamo per scontate. Ricordare o esplorare questi siti storici ci permette di rivivere un'epoca pionieristica della didattica digitale e di trarre ispirazione per il futuro della scuola. L'evoluzione della didattica online è un processo in continua crescita, e il contributo di questi siti web pionieristici rimane fondamentale per comprendere le radici e lo sviluppo di questa rivoluzione educativa.
N.B. sicuramente non ho menzionato tutti i portali storici dei primi anni 2000. Chi vuole può segnalarmi altri siti da mettere in elenco.
mercoledì 1 febbraio 2023
Ho iniziato in un periodo a ridosso con i social, so dell'importanza odierna come veicolo di informazioni ma anche a conoscenza della pericolosità. Detto ciò, dopo un periodo di "stop" non solo dai social ma anche dalla pubblicazione dei contenuti didattici, proverò di nuovo a "ricominciare" con le mie segnalazioni ma senza l'uso di nessuna piattaforma. Il motore di ricerca google sarà sufficiente, così come la vostra attenzione a visitare ogni tanto i siti da me curati, alla ricerca di nuove risorse e di quelle da sempre disponibili.
A presto...
sabato 24 agosto 2019
Ma quest’anno ci ricordiamo di acquistare le etichette adesive?
Si sa, i bimbi, soprattutto quando sono a scuola, perdono di continuo i loro oggetti, li lasciano semplicemente qua e là e poi, una volta tornati a casa: “Mamma, non trovo più il righello rosa!” “Ancora? Lo abbiamo ricomprato tre giorni fa!”
Questione di ordine? Forse sì, ma è abbastanza normale. Le novità, gli amici, la campanella che suona all’improvviso e non si capisce più nulla, si ha solo un pensiero: “Tornare a casa” e quindi ecco che si lascia tutto lì, sotto il banco e si corre verso l’uscita.
È incredibile, assurdo, sembra quasi che l’aula sia un buco nero dove gli oggetti di cartoleria entrano e poi improvvisamente scompaiono chissà dove, chissà perché.
La Lunga Storia delle Etichette Adesive
Quando eravamo noi piccoli si usava segnare direttamente con l’indelebile le cose che ci appartenevano, o con un semplice pezzetto di carta appiccicato con lo scotch, in maniera molto spartana, casalinga.
Ma come ci ricordiamo bene, dopo poco tempo tutto si staccava e si era punto a capo. “Di chi è questa matita tutta mangiucchiata? Sarà di Luca o di Giovanni? Non c’è scritto sopra nessun nome.”
Finalmente con gli anni sono anche cambiati i metodi per affrontare questo problema. Sono nati gli Stikets, un’azienda specializzata in queste etichette adesive tanto bramate dalle mamme, stanche di comprare e ricomprare ogni settimana le stesse cose.
Sono semplici da attaccare, divertenti da creare: ebbene sì, sono personalizzabili al 100%. Dai una occhiata qui: http://www.stikets.it/
Il Primo Biglietto da Visita: le Etichette Adesive
Un’etichetta adesiva è il primo biglietto da visita di un bambino, ecco perché questa azienda ha ideato delle etichette che in poco spazio riescono a mostrare non solo chi è il possessore dell’oggetto ma anche di avere un’idea sui suoi primi hobby.
A Marcello piace giocare a calcio? Allora perché non inserire un’immagine di un piccolo pallone affianco al suo nome?
A Martina piace ballare? Ed ecco che una bella ballerina colorata è proprio lì, nell’angolino dell’etichetta.
Questo è anche un modo per riconoscere i propri oggetti al primo sguardo, poi, essendo scritti non a mano, è naturale che non vi siano cancellazioni o sbavature tipiche degli indelebili.
Insomma, saggia è la scelta di chi le utilizza. Soprattutto perché fanno evitare le inutili corse al negozio ogni due o tre giorni.
Scegliere Stikets è scegliere qualità e efficienza! Visita il sito cliccando qui: http://www.stikets.it/
venerdì 10 agosto 2018
- 1. Miglior sito (di didattica e scuola)
- "Miglior sito" -> http://biancosulnero.blogspot.com/
- "Miglior Pagina Facebook" -> https://www.facebook.com/maestrocarmelodisalvo/
Grazie a tutti coloro che contribuiranno
martedì 15 maggio 2018
In questi giorni in libreria troverete il volume "NESSUNO E' SOMARO" ed. il Mulino. Storie di scolari, genitori e
insegnanti". Gli autori sono Giacomo Stella e Marina Zoppello, che da
moltissimi anni si occupano di psicologia clinica dell'età evolutiva.Il testo è inoltre ricco di racconti in prima persona di genitori, insegnanti e studenti stessi, che hanno deciso di condividere con il lettore le loro esperienze fatte di difficoltà e disagio, ma anche di grande forza e speranza.
martedì 13 febbraio 2018
- Richiesta di Part-time: i dipendenti pubblici, genitori di studenti del primo ciclo (elementari e medie) con diagnosi di DSA, in caso di domanda di trasformazione del rapporto di lavoro a part-time, hanno diritto di precedenza rispetto agli altri lavoratori.
- In primo luogo dovete prendere coscienza del fatto che vostro figlio è dislessico e che ciò non è colpa vostra o della scuola ne tantomeno del bambino stesso. La dislessia è caratteristica, come può esserlo il colore degli occhi o dei capelli. Accettatela e cercate di cogliere gli aspetti positivi per affrontarla al meglio.
- Vostro figlio è la prima persona che sa di avere una particolarità quindi parlatene con lui, chiedete il suo stato d’animo le sue sensazioni e aiutatelo a capire le sfaccettature della dislessia così da permettergli di prendere consapevolezza e aiutarlo ad acquisire sempre più autonomia.
- Anche se tuo figlio è dislessico questo non significa che non gli piace la lettura. E’ importante leggergli spesso libri di narrativa e di vario genere così da aiutarlo ad arricchire il suo vocabolario ma anche a poter interagire con i suoi coetanei sugli stessi argomenti di loro interesse. Se non puoi leggere tu per lui esistono gli audiolibri e i libri in formato digitale che sopperiscono alla mancanza di tempo che spesso ci assilla.
- Quando leggete non fatelo considerando vostro figlio uno spettatore passivo, ma rendetelo partecipe e coinvolgetelo nella lettura leggendo insieme.
- Il bambino con DSA, come ogni bambino, è molto curioso. Quindi cercate di parlare con lui il più spesso possibile e affrontate qualsiasi tipo di argomento questo gli permetterà di soddisfare la sua curiosità e di sentirsi sempre partecipe alla vita di famiglia come persona rilevante e che può dare il proprio contributo. Questo è molto importante per il suo sviluppo psicologico e per la crescita della sua autostima, spesso minata dalla visione negativa di se.
- Nel gioco con vostro figlio privilegiate i giochi di carte, o da tavolo come ad esempio monopoli, memory, puzzle etc.. Essi aiutano a sviluppare la concentrazione e a mantenere l’attenzione. Sono bambini molto creativi e fantasiosi quindi permettetegli di giocare con pongo, plastilina, colla, etc.. li aiuterete a sviluppare la manualità fine. Non trascurate le rime, le filastrocche, le canzoni esse permettono di allenare la memoria.
- Nel guardare la televisione siate sempre insieme a vostro figlio e commentate ciò che vedete.
- Cercate di mettere in risalto la capacità e le qualità di vostro figlio, promuovete attività dove eccelle. Cercate sempre di mostrargli i suoi punti di forza.
- Creare una routine quotidiana:
Sarebbe utile creare un cartellone da appendere nel luogo dedicato ai compiti dove giorno per giorno vengono inseriti e programmati i momenti di studio alternati a quelli di riposo o di attività extrascolastiche.
Il luogo dedicato allo studio dovrebbe essere il più possibile privo di distrazioni e tutto il necessario per il momento dei compiti dovrebbe essere a portata di mano (calcolatrice, penne, matite, pennarelli, quaderni, etc…)
Il bambino con DSA si stanca molto facilmente quindi può essere utile frazionare lo studio con pause di almeno 10 minuti. La lettura è importante ma per evitare frustrazione e stanchezza mentale si può leggere per lui, procurargli audiolibri o un programma di sintesi vocale.
- Eseguire i compiti:
Aiutate il bambino a utilizzare gli strumenti in suo possesso come ad esempio l’uso del PC per la produzione scritta o la costruzione di mappe mentali e concettuali nello studio.
Incoraggiatelo e gratificatelo per l’impegno profuso. Aiutatelo nella formulazione del pensiero prima di passare alla vera e propria stesura.
- Uso della tecnologia:
Non esistono strumenti adeguatamente buoni per tutti; il genitore può aiutare il proprio figlio a conoscere i diversi strumenti a disposizione per aggirare le sue difficoltà ed esortatelo a sperimentarne diversi. E’ importante lasciare a lui la scelta di utilizzare quello più efficace per il proprio stile di apprendimento: aiutatelo a promuovere la propria autonomia, questo farà di lui una persona che acquisterà sempre più fiducia in se stesso.
E’ importante ricordarsi che l’uso della tecnologia non è scontato e che bisogna anche sostenere i bambini e i ragazzi ad imparare a interfacciarsi con questi strumenti.
martedì 2 gennaio 2018
lunedì 27 marzo 2017
Il 28 febbraio 2017 è stato presentato alla Camera dei Deputati il decreto legislativo per modificare ed integrare il Testo Unico del pubblico impiego. Il testo è stato assegnato alle Commissioni Lavoro e Bilancio della Camera e a quella bicamerale per la semplificazione.
Il Testo disciplina, tra le altre cose, norme per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ma non si occupa di quelli dei genitori di disabili gravi, caricati dal doppio onere di dover assistere figli che soffrono e che non saranno mai autosufficienti, "lasciati soli" come ha ben descritto il servizio, così intitolato, di Presa Diretta andato in onda il 6 marzo 2017 su Rai3.
Con alcune associazioni di categoria chiediamo ai parlamentari che sia emendato l'articolo 7 del Testo Unico (d.lgs. 165/2001) e aggiunto il comma 3-bis:
“A tutela e sostegno della genitorialità, al personale di ruolo dipendente dalle pubbliche amministrazioni con figli disabili in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3 della Legge 104/1992, è riconosciuto come criterio di priorità l’assegnazione della sede di servizio nel comune di residenza del figlio, in soprannumero o in posizione di comando.”
Oppure, in alternativa, una soluzione che impedisca il disgiungimento familiare nel caso di figli disabili, analogamente a quanto previsto per il personale coniuge di militare o di categoria equiparata.
Perché è importante?
Il problema è che il 67% si può ottenere cumulando patologie lievi come l'asma.
Noi genitori di malati gravi, non autosufficienti al 100%, siamo soggetti a trasferimenti, lasciando i nostri figli senza la necessaria assistenza. Ogni giorno siamo posti dinnanzi ad una scelta: assistere i nostri figli non autosufficienti o abbandonarli per andare a lavorare.
In carenza di una norma che concili anche i tempi di vita e di lavoro dei genitori dei malati gravi, si compie il disgiungimento familiare di Stato.
Con l'impegno preso dalla ministra Valeria Fedeli, dopo l'incontro del 20 gennaio con una delegazione di mamme da varie parti d'Italia, abbiamo la possibilità di compiere un progresso di grande civiltà.
Diamo voce ai nostri figli gravemente malati che non possono parlare a cause delle patologie che li affliggono.
FIRMA ANCHE TU! Aiutataci... Clicca qui per firmare -> https://www.fare.progressi.org/petitions/non-possiamo-lasciarli-soli
domenica 25 dicembre 2016
Coordinamento artistico/musicale di Stefano Signoroni (sito: http://www.stefanosignoroni.com, pagina facebook: https://www.facebook.com/stefanosigno...)
ACQUISTA LA CANZONE su iTunes e sostieni la ricerca medica oncologica: https://itunes.apple.com/it/album/pal...
BUONE FESTIVITA' A TUTTI VOI...
venerdì 8 luglio 2016
Qui sotto troverete le INFO necessarie, vi ruberà solon due minuti del vostro tempo! Daiiiiiii... diamo valore alle eccellenze che si spendono da anni (io attraverso il blog e Facebook dal 2008) per il servizio pubblico!!!!!!!
giovedì 31 dicembre 2015
domenica 20 dicembre 2015
Un bel video per riscaldare i cuori dei nostri bimbi e non solo.... buona visione!
giovedì 12 marzo 2015
I controlli saranno effettuati per il personale docente presente nelle graduatorie ad esaurimento, per il personale ATA presente nelle gradutorie permanenti e per il personale, docente e ATA, che partecipa alla mobilità.
Leggete la nota ufficiale http://www.tp.usr.sicilia.it/attachments/article/963/Avviso.pdf
venerdì 2 gennaio 2015
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