• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

venerdì 15 novembre 2013

Il Museo della Bilancia di Campogalliano (MO) segnala le numerose novità riservate alle Scuole di tutta Italia!
Torna IL PESO DELLE IDEE e si occupa del legame tra SCIENZA E DIVULGAZIONE
- il concorso a premi promosso dall'unico museo interamente dedicato alle bilance ed alla scienza della misura,
- aperto alle Scuole di tutta Italia,
- organizzato in collaborazione con aziende leader nel campo della precisione,
Il peso delle idee, concorso a premi per scuole giunge alla 19° edizione! Con "RACCONTI SCIENTIFICI TRA I BANCHI" vogliamo dimostrare che la scienza non è “difficile” nè interesse di pochi!

Il Museo - convinto che ricerca e sperimentazione vadano a braccetto con divulgazione e comunicazione - intende valorizzare le esperienze scolastiche positive, aiutare a diffondere di buone prassi didattiche ed una maggiore consapevolezza sugli argomenti scientifici e tecnologici.

Non ci sono limitazioni di argomenti o discipline (purchè di ambito scientifico e tecnologico) e per partecipare non occorre visitare il Museo.

Maggiori dettagli nel bando completo

Comunicati Stampa

mercoledì 13 novembre 2013

Quali sono i giochi per i bambini autistici? L’autismo è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo che interessa la funzione cerebrale. Le persone affette da tale patologia mostrano una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione, oltre che altri particolari sintomi. Date le caratteristiche psicologiche di questi bambini è necessario che i genitori abbiano particolare cura anche nel seguirli durante i giochi.
 
I sintomi dell’autismo
Prima di accennare ai giochi più adatti per i bambini autistici è opportuno ricordare quali sono i sintomi principali di questa patologia. In genere, i bambini autistici presentano questi sintomi specifici: scarsa o limitata capacità di espressione mediante canale verbale (mentre i soggetti che sono in grado di utilizzare il linguaggio si esprimono in molte occasioni in modo bizzarro spesso ripetendo parole, suoni o frasi sentite pronunciare; si parla in questi casi di ecolalia), difficoltà a impiegare i nuovi apprendimenti in modo costruttivo per situazioni diverse da quelle che li hanno generati in prima istanza, apparente carenza di interesse e di reciprocità relazionale con gli altri, tendenza all’isolamento e alla chiusura sociale, apparente indifferenza emotiva agli stimoli o, al contrario, ipereccitabilità agli stessi, difficoltà a instaurare un contatto visivo diretto, difficoltà nell’iniziare una conversazione o a rispettarne i “turni“, oltre a difficoltà a rispondere alle domande e a partecipare alla vita o ai giochi di gruppo. Inoltre, nei bambini autistici di solito un limitato repertorio di comportamenti viene ripetuto in modo ossessivo; si possono osservare posture e sequenze di movimenti stereotipati (per es. mordersi le mani, sventolarle in aria, dondolarsi, ecc.). Queste persone possono manifestare anche un eccessivo interesse per oggetti o parti di essi, in particolare se hanno forme tondeggianti o possono ruotare (palle, biglie, trottole, ecc.). Talvolta, la persona affetta da autismo, tende anche ad astrarsi dalla realtà per isolarsi in una sorta di mondo virtuale, in cui si sente di vivere a tutti gli effetti (dialogando quindi anche con personaggi inventati). In genere questi sintomi si manifestano e sono visibili già entro i tre anni di età.

I giochi per bambini autistici
Per quanto riguarda i giochi per i bambini autistici al riguardo va detto che alcuni studi hanno evidenziato nel tempo che questi bambini prediligono giochi che stimolano i sensi e generano movimento. Questi studi hanno messo in luce alcune linee guida da tenere presente durante l’intervento con il bambino autistico:
A. Osservare le reazioni di fronte alla proposta di un gioco o di un materiale;
B. Scegliere le attività maggiormente gradite al bambino;
C. Strutturare i tempi, gli spazi e i materiali secondo il metodo TEACCH (ritualità, ripetitività, stesso luogo,…);
D. Una volta costruita la routine è possibile introdurre elementi di novità con lentezza e gradualità.
In linea di principio, poi, non ci sono dei giochi più o meno adatti al bambino autistico, nel senso che questo può giocare con le macchinine, come con la palla, l’unica avvertenza in questi casi riguarda le modalità attraverso cui il gioco viene proposto. In questo senso è utilissima l’attività del terapista che segue il bambino, il quale fornisce ai genitori proprio questi strumenti. In alternativa, in commercio esistono anche diversi libri, che possono aiutare al riguardo. Comunque, i genitori non devono sottovalutare il gioco, come momento non solo ludico per i bambini autistici, ma anche di socializzazione e apprendimento.


martedì 12 novembre 2013

DOL MOOC è la nuova proposta del laboratorio HOC del Politecnico di Milano nell’ambito del programma di formazione online DOL dedicato all’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica.  Il corso gratuito di Editoria elettronica: ebook per la scuola italiana  intende offrire ai docenti l’occasione di accedere ad un argomento di grande attualità che sfrutta le potenzialità dell’apprendimento in rete e risponde in maniera immediata alla richiesta di una formazione che si adatti ad ogni esigenza di luogo, orario e tempi di apprendimento.

Il corso gratuito proposto, Editoria elettronica: ebook per la scuola italiana  affronta una tematica   di grande attualità, come opportunità di riflessione sulle seguenti tematiche: come si produce un e-book? Chi sono gli autori di un e-book? Come usare gli e-book nella didattica?.
Il corso viene erogato in autoapprendimento tramite piattaforma elearning alla quale ciascun partecipante può accedere in assoluta autonomia, per scaricare i materiali (dispensa, tutorial, articoli) e seguire gli approfondimenti video. È disponibile, inoltre, un forum tematico di discussione in cui confrontarsi con i colleghi, discutere dei materiali forniti e dell’attività da svolgere, in un ambiente di apprendimento collaborativo.

DESCRIZIONE DEL CORSO – Editoria elettronica: ebook per la scuola italiana

Il modulo parte da un’analisi dello stato attuale nel campo dell’editoria elettronica, approfondendo anche diversi strumenti hardware e software, offre una carrellata sulle strategie che i diversi stakeholders (docenti, dirigenti scolastici, case editrici, provider di contenuti su Internet, librerie tradizionali ed elettroniche) stanno elaborando per affrontare questa sfida. Il modulo presenta infine alcuni scenari futuribili e propone strategie di diverso livello per adottare – nella propria classe – i libri elettronici.

Il DOL MOOC prevede ogni anno due distinte edizioni, una per ogni semestre universitario:


Costo: gratuito (previa accettazione della domanda di iscrizione)
Iscrizioni: 4 novembre – 16 dicembre 2013 (ultima data inizio attività)
Erogazione: 4 novembre 2013 – 27 gennaio 2014
Durata corso*: 6 settimane (a partire dal primo accesso in piattaforma)
Ore di studio: 25

Quanti hanno completato entrambe le attività previste, al termine del corso, riceveranno un attestato di partecipazione ed un badge digitale (secondo lo standard internazionale Mozilla).


lunedì 11 novembre 2013

Penso che sia importante conoscere di diritti e non solo i doveri e le responsabilità genitoriali. Ecco a voi alcune agevolazioni per i genitori dei bambini con DSA (articolo di Morena Lari in http://studentipolodecsfp.wordpress.com).

Diritto a orari flessibili di lavoro.
I genitori di studenti con DSA al primo ciclo d’istruzione hanno il diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili se impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa, le modalità di esercizio di tale diritto sono determinate dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati (Misure per i familiari descritte all’art. 6 della Legge 170/2010).
I genitori possono usufruire di tale diritto se impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa o per accompagnare i propri figli a visite logopediche o specialistiche: questo permette ai bambini con dsa di avere l’attenzione e la cura che meritano nel loro percorso formativo.

Normativa fiscale.
Come riportato nel sito dell’Associazione Italiana Dislessia, la normativa prevede alcune tipogie di oneri deducibili o spese detraibili per le famiglie con figli con dsa.
  1. Sono deducibili ai fini Irpef, tra le altre, le spese mediche e quelle di assistenza specifica (ex art. 10 dpr n. 917/86; comma 1; lett b). Lo stato di disabilità comprende anche, potenzialmente, i “disturbi di apprendimento” sebbene – è bene specificarlo di nuovo – la dislessia, la discalculia e la disortografia siano un disturbo e non una malattia (vedi art. 3 legge 104/92; allegata).
  2.  All’articolo 12 del TUIR  sono previste detrazioni forfettarie per carichi di famiglia: la norma prevede che spetta una detrazione per ogni figlio, e la detrazione è più elevata per i figli minori di tre anni; la medesima norma, inoltre, prevede che per i figli portatori di handicap una specifica ulteriore detrazione:
  3. Sono detraibili dall’irpef, alcune altre spese in particolare le spese sanitarie [...] costituite esclusivamente dalle spese mediche e di assistenza specifica, diverse da quelle indicate nell’articolo 10, comma 1, lettera b), e dalle spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere. [...]Le spese riguardanti [...] sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione [...].(art. 15 del TUIR che al comma 1, lett. c)Tali spese sono detrabili entro i limiti del 19% del relativo ammontare. NB: per far valere queste detrazioni occorre fare la dichiarazione dei redditi: modello 730 o modello UNICO
Quando la norma parla di disabilità si riferisce all’ex art. 3 Legge 104/92: disabilità certificata dalla commissione medica competente.
Valentina Lavagnini, logopedista e studentessa del nostro Corso di Laurea, ci ha segnalato Lo Sportello Dsa  della Erikson: un sito in cui la casa editrice si mette a disposizione delle scuole e delle famiglie in materia di Dsa.

Fonte:
Vedi anche: NORMATIVA DSA E DISABILITA', POSSIBILITA' DI DETRAZIONI FISCALI NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI.
 

domenica 10 novembre 2013

Le autrici del libro  BES e DSA (Annapaola Capuano, Francesca Storace e Luciana Ventriglia) rendono disponibile il PDP da loro progettato. Adesso è scaricabile!

venerdì 8 novembre 2013

Sono stati pubblicati qualche settimana fa dall’AT di Como i documenti elencati di seguito e relativi all’inclusione scolastica degli alunni con certificazione. Anche se la maggior parte dovrebbe essere compilata dal DS o dal GLH, prego comunque tutti gli insegnanti di sostegno di prenderne visione e, se necessario, utilizzarli perchè potrebbero costituire per tutti delle utili tracce per la conoscenza iniziale dell’alunno e del suo contesto scolastico e familiare di provenienza. Alcuni di questi documenti andranno a sostituire quelli già presenti nelle nostre Buone Prassi.
Inoltre, all’interno del secondo rapporto PILa (Pro Istruzione Lariana), scaricabile dal sito dell’AT di Como, ho estrapolato le pagine relative alle procedure per l’inclusione scolastica degli alunni disabili e DSA che allego al presente articolo.
1. Richiesta insegnante di sostegno e liberatoria per la privacy. Da far compilare e firmare ai genitori nel momento della prima certificazione e/o tutte le volte che si cambia ciclo o istituto scolastico.
2. Modello di colloquio iniziale con la famiglia. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
3. Modello di colloquio con la scuola di provenienza. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
4. Modello di osservazione elementi comportamentali nel contesto scolastico precedente. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
5. Modello di colloquio con gli specialisti. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
6. Modello per la richiesta di risorse speciali. Compilare a cura del DS o del GLH d’Istituto nel caso di nuovi inserimenti.
9. Richiesta incontro di raccordo con gli specialisti. A cura dell’equipe psicopedagogica e/o del Consiglio di Classe.
10. Assenso della famiglia alla valutazione elaborata dal CdC. A cura dell’equipe psicopedagogica e/o del Consiglio di Classe e la famiglia.

lunedì 4 novembre 2013

Ecco a voi due importantissime schede di lavoro, una riguarda la presenzazione dell'alunno disabile... utile per diverse occasioni e per il GLH. L'altra scheda riguarda l'osservazione sistematica prima della stesura del PEI-PEP.

- Si pubblica la scheda di presentazione dell'alunno (clicca qui per la versione .pdf), da compilarsi a cura dell'insegnante di sostegno, in vista delle riunioni dei Gruppi di Lavoro Operativi per l'Handicap (GLHO).
Di ciascun GLH fanno parte: il Dirigente Scolastico, la Funzione Strumentale per l'integrazione, il docente coordinatore di classe, il docente di sostegno, i genitori dell'alunno, gli specialisti della ASL, gli eventuali educatori e i rappresentanti degli enti locali.

- Preso atto delle esigenze emerse già negli anni passati e al fine di fornire uno strumento di agile utilizzazione a tutti i docenti, si mette a disposizione una SCHEDA che può essere utile per condurre l’osservazione iniziale degli alunni diversamente abili; l’osservazione andrà avanti fino alla stesura dei P.E.I.. cui si intende propedeutica.
La scheda, suscettibile di integrazioni migliorative, potrà costituire punto di partenza quando si tratterà di stendere il P.E.I. nei diversi casi specifici, nelle riunioni che saranno previste dal Piano Annuale di lavoro.

venerdì 1 novembre 2013

ABCD software per bambini autisticiÈ un software didattico open source gratuito, creato per facilitare l'apprendimento di bambini che soffrono del disturbo dello spettro autistico (a basso funzionamento di età 2-6 anni), già sperimentato in alcune scuole della provincia di Lucca.
Il software è stato utilizzato da sette alunni di differenti scuole materne e primarie toscane, dei Comuni di Lucca e Capannori. La sperimentazione, durata un intero anno scolastico, ha portato a rimarchevoli miglioramenti nella comunicazione e nella socializzazione dei bambini. "Questi risultati sono stati rilevati da tre psicologi basandosi su valutazioni pre e post utilizzo del software" - hanno dichiarato le ricercatrici e coordinatrici del progetto Maria Claudia Buzzi e Marina Buzzi dello Iit-Cnr. Altissimo è stato poi, l'apprezzamento degli operatori e anche dei genitori dei bambini coinvolti relativamente agli aspetti di efficacia, efficienza e semplicità d'uso dello strumento software nell'intervento educativo.

In questo video, postato qui sotto, viene mostrato il software. Si specifica che il programma e' basato sulla metodologia ABA... è quindi molto valido!

Per utilizzare il software è necessario collegarsi a questo sito e seguire le istruzioni: http://abcd.iit.cnr.it/wordpress/

giovedì 10 ottobre 2013

Molte scuole si stanno attivando per applicare le circolari emanate dal Miur circa i BES.

Vi fornisco un modello di rilevazioni alunni BES che può essere consegnato ai vari referenti di plesso per registrare e  "mappare" la situazione degli alunni. Troverete qui anche alcuni esempi di PAI cioè il Piano Annuale d'Inclusività, già compilati e che possono essere adottati da altre scuole.

SCARICA GRATUITAMENTE:


Vi aggiorno anche si aspetta una nuova circolare/nota... nel frattempo si può leggere la bozza: http://banner.orizzontescuola.it/bozza%20circolarebes%20.pdf

Buon Lavoro... 

martedì 8 ottobre 2013

L’Optometria trova applicazione, da diversi decenni, nel trattamento dei disturbi dell’apprendimento, occupandosi dei disordini visivi connessi e, in accordo con le figure professionali che tradizionalmente si interessano di apprendimento, l’optometrista fornisce un valido contributo valutativo e rieducativo. La rieducazione optometrica della dislessia è molto conosciuta nei paesi anglosassoni e negli Stati Uniti (patria dell’Optometria) dove i professionisti che si interessano di DSA richiedono abitualmente la valutazione optometrica del disturbo. Nel nostro Paese, purtroppo, a molti bambini con problemi di apprendimento non viene consigliata, ancora oggi, un’analisi completa delle abilità visive e visuo-percettive. In questo modo il bambino si trova privato di un percorso riabilitativo che potrebbe ridurre significativamente le sue difficoltà. Infatti molti (anche tra coloro che si interessano di DSA) pensano basti controllare la vista (acuità visiva) correggendola, eventualmente, con lenti adeguate. In realtà al bambino deve essere controllata la visione cioè tutte le abilità visive refrattive, funzionali e percettive, con particolare attenzione all’area prossimale: i bambini, infatti, leggono e scrivono a circa 30 cm ed è a questa distanza che devono essere effettuati la maggior parte dei test visivi.

Il trattamento rieducativo è stato elaborato sulla base dei modelli di visione di Skeffington e sugli studi di Piaget, Getman e Gesell, cioè su un concetto evolutivo della visione e dei processi cognitivi ormai universalmente accolto e compreso. Il training, basandosi sui criteri comportamentali, applica le proprie metodologie di intervento in coerenza con il principio olistico che considera l’organismo quale totalità da cui non possono essere scissi i singoli elementi costitutivi. La mancanza d’acquisizione di sufficienti e adeguate esperienze di base nel periodo dello sviluppo primario (i primi sei / sette anni di vita) induce un rallentamento della rapidità d’integrazione con conseguenti ritardi nella risposta motoria o mentale dell’individuo che evidenzierà differenti gradi di inefficienza.

La prontezza d’integrazione all’interno del circuito stimolo-risposta può essere sollecitata e/o ristabilita mediante un esercizio attivo orientato al recupero dei deficit nell’apprendimento degli schemi d’azione di base o alla consapevolezza di nuovi schemi. Tale esercizio è definito con il termine “RIEDUCAZIONE VISUOPERCETTIVOPSICOMOTORIA” che si avvale di quattro sequenze di training che espongono il soggetto a specifici stimoli di natura sensomotoria.
Le sequenze rieducative sono denominate come segue:

1)  sequenza visuomotoria
2)  sequenza evolutivomotoria
3)  sequenza simmetrotonica
4)  sequenza evolutivomotoria raffinata


IL TRAINING IN SINTESI :

> Valutazione delle abilità visive:
In un primo momento vengono valutate le abilità visive funzionali:
- Acuità visiva (decimi)
- Visione binoculare
- Accomodazione
- Capacità oculomotorie
- Capacità fusionali

>  Valutazione delle abilità visuo-percettive (motorie e non motorie):
Il secondo momento fornisce una valutazione di come l’informazione visiva è integrata ed elaborata:
Abilità VISUO-SPAZIALI, suddivise in
  • Lateralità
  • Direzionalità
  • Integrazione bilaterale
Abilità di ANALISI, suddivise in
  • Riconoscimento della forma
  • Distinzione figura-sfondo
  • Costanza di forma
  • Chiusura visiva
  • Memoria visiva
  • Memoria visiva sequenziale
  • Visualizzazione mentale
  • Velocità di percezione visiva
Abilità di INTEGRAZIONE, suddivise in
  • Integrazione visuo - uditiva
  • Integrazione visuo – grosso motoria
  • Integrazione visuo – motoria fine

> Terminate le valutazioni visive e visuo-percettive si procede al training vero e proprio, concernente le quattro sequenze rieducative sensomotorie.







Si intuisce come, grazie ad una così particolareggiata valutazione, sia possibile programmare un intervento riabilitativo personalizzato mirante a migliorare i punti di debolezza del bambino.

IMPORTANTE:
 Il training optometrico non contempla esercizi di lettura e scrittura che sono, notoriamente, molto stancanti per il bambino, infatti il miglioramento delle capacità   grafo-lessicali sarà dovuto essenzialmente all’acquisizione delle performance sensomotorie introdotte dal training.
 La rieducazione optometrica visuopercettivomotoria necessita di un buon grado di disponibilità da parte del soggetto in rieducazione, che dovrà dedicare parte del proprio tempo quotidiano (circa 30 minuti al giorno) agli esercizi compresi nel programma. Tale lavoro dovrà sottostare alla supervisione del genitore; infatti i risultati migliori si ottengono ove i genitori mostrino una incondizionata disponibilità a divenire, essi stessi, rieducatori del loro bambino. Le sedute in studio hanno, solitamente, cadenza settimanale. La durata complessiva del training è, mediamente, di alcuni mesi.

domenica 6 ottobre 2013

E’ sempre utile ricordare, affinché non venga dimenticato, che il testo unico delle disposizioni legislative in materia d’istruzione, legge 297/1994, oltre a contenere , come è giusto che sia, i diritti del lavoratore, contiene anche, in modo altrettanto chiaro, i doveri che il personale scolastico è chiamato a rispettare.
Ad esempio nelle norme previste nella legge 297/94, Titolo I dedicate al personale docente, educativo, direttivo ed ispettivo, Sezione I, all’art.508 sulle incompatibilità , c’è scritto che non è consentito impartire lezioni private ad alunni del proprio Istituto. In questo articolo al comma 2 è scritta la norma che impone al docente che decidesse di dare lezioni private di informare il dirigente scolastico, al quale deve altresì comunicare il nome degli alunni e la loro provenienza;
il Ds, come è scritto nel comma 3, può vietare l'assunzione di lezioni private o interdirne la continuazione, sentito il consiglio di circolo o di istituto.
Nessun alunno può essere giudicato dal docente dal quale abbia ricevuto lezioni private; sono nulli gli scrutini o le prove di esame svoltisi in contravvenzione a tale divieto. In sostanza l’art.508 Titolo I sezione I della legge 297/94, vieta, al docente di una data scuola, le lezioni private impartite ad alunni della propria scuola, e condiziona le lezioni private fatte ad alunni di altre scuole, ad una informativa scritta al proprio docente correlata di nome cognome e scuola dell’alunno seguito privatamente. Questo dichiarazione è obbligatoria per il fatto che anche in futuro nessun alunno può essere giudicato dall’insegnate che né ha curato privatamente la preparazione.
Questa norma viene poco applicata e sono veramente pochissimi i docenti che informano i propri dirigenti delle lezioni private che svolgono. Esiste un mercato delle lezioni private inimmaginabile, che purtroppo dilaga in un vero e proprio malcostume tutto italiano. Esistono anche docenti che tengono lezioni private ai propri alunni, altri si limitano, si fa per dire ad alunni del proprio istituto, altri ancora, con un minimo di pudore, solamente ad alunni di altri istituti. Tutto questo avviene senza dare alcuna comunicazione al proprio dirigente scolastico, contravvenendo le norme di legge.

Da Orizzonte scuola:

I Consigli di classe e le commissioni non possono formulare in autonomia gli orari dei docenti di sostegno. Da diversi anni assistiamo alla programmazione degli orari dei docenti di sostegno da parte dei Consigli di classe e commissioni orario.
Questa prassi diffusa in diverse istituzioni scolastiche, accelera la definizione degli orari senza tener conto della valutazione del curriculum degli alunni con disabilità.
Il DPR n.275/99 all’art. 8 comma 4 (definizione del curricolo locale) assegna alle scuole l’opportunità di determinare una quota del curricolo obbligatorio, scegliendo liberamente discipline e attività che valorizzino “gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni” e la necessità di “rispondere in modo adeguato alle diverse esigenze formative degli alunni, che si determinano e si manifestano nel rapporto con il proprio contesto di vita”.
Inoltre il D.I. 26 giugno 2000, n° 234 – Regolamento recante norme in materia di curricoli dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 8 marzo 1999, n° 275 sempre in merito ai programmi d’insegnamento e agli orari di funzionamento delle scuole di ogni ordine e grado, riprende “Il curricolo obbligatorio è realizzato utilizzando tutti gli strumenti di flessibilità organizzativa e didattica prevista dal D. P.R. 275/1999”.
La libera scelta del curricolo deve poter trovare applicazione concreta nella formulazione di un quadro orario che risponda alle “effettive esigenze rilevate” dell’alunno con disabilità (Sentenza Corte Costituzionale n. 80 del 2010).
Una ragione in più per contestualizzare l’attività didattica dei docenti al piano educativo individualizzato (PEI) e al progetto di vita dell’allievo (linee guida integrazione scolastica 4 agosto 2009).
I Consigli di classe “si riuniscono in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni, col compito di formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all'azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione e con quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni. In particolare esercitano le competenze in materia di programmazione, valutazione e sperimentazione previste dagli articoli 126, 145, 167, 177 e 277 Dlgs 297/94”.
La competenza e la formulazione dell’orario dei docenti di sostegno possono trovare applicazione da una scelta condivisa in sede di Consiglio d’Istituto e Collegio docenti all’inizio dell’anno scolastico tenendo conto delle “eventuali proposte e pareri dei consigli di intersezione, di interclasse o di classe”.
Ogni altra distribuzione oraria difforme da quanto previsto dall’attuale normativa e orientamento giurisprudenziale non può essere accolta dagli organi collegiali... quindi è il Dirigente Scolastico che ha potere assoluto sulla formulazione dell'orario!!!
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Nessuna norma prevede che il docente per il sostegno si faccia l'orario per conto suo; anzi la normativa sulla dirigenza scolastica prevede che l'orario dei docenti è fissato dal Dirigente scolastico.
Nel caso in cui il docente avesse anche un altro ragazzo da seguire in altra scuola, bisognerebbe che i due dirigenti si coordinino.

DSABoard rappresenta la nuova piattaforma web dedicata ai disturbi specifici dell’apprendimento! 

Raccoglie, in un unico portale web, i principali strumenti multimediali a supporto dello studio di bambini e ragazzi con difficoltà dell’apprendimento. Vi si accede mediante tablet, smartphone e pc con una semplice registrazione. I ragazzi possono esplorare liberamente DSABoard oppure essere accompagnati nella creazione di un percorso di studio personalizzato dai loro insegnanti o operatori.

Per usare DSABoard è indispensabile eseguire la registrazione gratuita sul sito http://dsa.areato.org

Il progetto è stato fortemente voluto dalla Mediateca di Area onlus che da oltre vent’anni lavora sul territorio di Torino con le tecnologie informatiche a favore delle persone con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento. Partendo da questa consolidata esperienza e riflettendo sul crescente aumento di domande relative a strumenti compensativi dinamici e gratuiti,  è stato progettato un servizio gratuito e accessibile: utilizzabile dal singolo bambino o ragazzo, da un genitore, un operatore o un insegnante.

DSABoard si presenta infatti come un semplice sito web, ricco di strumenti per fare i compiti, per imparare, per giocare in rete, ma è anche una piattaforma di “formazione” a distanza attraverso la quale un operatore o un insegnante,  registrato come  ”tutor”, può seguire gli accessi e gli esercizi dei “suoi” bambini, della classe, può suggerire percorsi di lavoro e verificare errori: tutto attraverso un immediato pannello di controllo on line.

sabato 5 ottobre 2013

In alcune situazioni non è necessario proporre un ausilio ad alta tecnologia. Esistono infatti strumenti poveri per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa possono essere utilmente impiegati per ampliare le possibilità comunicative:

• Quaderno dei “resti”
• Vocabolario dei gesti
• Auto-presentazione e spiegazione delle proprie
modalità comunicative
• Tabelle tematiche
• Tabelle di comunicazione
• Alfabetieri
Quaderno dei "resti"
Il quaderno dei resti si realizza utilizzando un quadernone ad anelle con "buste trasparenti" dove vengono raccolti i "resti" delle esperienze significative che il bambino vive (gite, feste, ecc..). I "resti" possono essere oggetti concreti o parti di essi (sabbia, conchiglie, stelle filanti, ecc.), fotografie, e quanto possa essere utilizzato dal bambino per raccontare ciò che ha vissuto.
Questo strumento inoltre fornisce all’interlocutore argomenti ed elementi che possano arricchire il dialogo con il bambino stesso. Il quaderno dei resti deve "girare” tra casa, scuola e gli altri ambienti frequentati e tutti devono partecipare al suo incremento contribuendo ad un ulteriore scopo di questo strumento: consentire di poter comunicare su elementi non presenti nell’ambiente in cui si trova e su esperienze vissute in altri contesti.

Vocabolario dei gesti
Se la persona con disabilità comunicativa possiede un repertorio di gesti funzionali alla comunicazione è importante realizzare un semplice vocabolario (foto e/o descrizione del gesto associata al relativo significato) per consentirne la conoscenza e il conseguente utilizzo in tutti gli ambienti e con tutte le persone che il ragazzo frequenta.
Auto-presentazione e spiegazione delle proprie modalità comunicative
Riportate su un semplice cartellino da portare con sé facilita il primo approccio con persone non conosciute (può per esempio contenere alcune informazioni essenziali, quali il proprio nome, e ,nel caso si utilizzi una tabella o un comunicatore, le informazioni essenziali per un corretto funzionamento degli ausili).
Tabelle contestuali e tabelle di comunicazione
Possono contenere foto,disegni, simboli o anche piccoli oggetti. La persona con difficoltà di comunicazione indica i simboli che andranno a comporre il messaggio che desidera trasmettere. I primi approcci prevedono la realizzazione di tabelle con pochi elementi di grande interesse per il bambino. Questi strumenti consentono di attuare opzioni di scelta rispetto ad attività relative al mangiare, bere, attività, persone, ecc.. Fare delle scelte consente di aumentare la partecipazione del bambino alle attività, di incrementare la sua motivazione a comunicare e di promuoverne l'iniziativa comunicativa. Possono essere collocate nell'ambiente di vita del bambino per consentirgli scelte contestuali: vicino alla porta di uscita con le possibilità di luoghi dove recarsi, sul frigo per la scelta di bevando e/o cibo, in classe con le attività e/o le foto dei compagni e degli insegnanti, ecc..
Alfabetieri
Questi strumenti vengono proposti a persone che hanno acquisito competenze d'uso del codice alfabetico per la comunicazione di parole e/o frasi. Si tratta di tabelle cartacee o su plexiglas in cui vengono collocate le lettere dell'alfabeto ed eventuali altri simboli per facilitare la comunicazione. La persona con difficoltà di comunicazione indica in sequenza le singole lettere che andranno a comporre il messaggio. L'indicazione delle lettere può avvenire tramite indicazione diretta con le mani, i piedi o lo sguardo.
L'utilizzo del codice alfabetico presenta l'enorme vantaggio di consentire alla persona con disabilità di poter comunicare qualsiasi messaggio con un numero ristretto di simboli, oltre alla facilitazione derivante dalla familiarità che, la maggior parte delle persone, ha con questa tipologia di codice.
La scelta tra ausili poveri e tecnologici non è necessariamente esclusiva a favore dell’uno o dell’altro tipo, anzi, questi possono essere utilizzati alternativamente in funzione del contesto di utilizzo e dell’interlocutore. E’ possibile anche una loro compresenza con scopi differenti (per esempio può essere utilizzato un comunicatore per richiamare l’attenzione, per i saluti e per comunicare le emergenze pur utilizzando una tabella cartacea per comunicazioni più ampie).

(Fonte: http://www.casamenti.info).
 

venerdì 4 ottobre 2013

A quando pare il Ministero sta preparando una nuova nota che regolamenta i BES... Si prospetta un ridimensionamento dell'applicazione segnata dalle note precedenti: 

Ci si aspetta, oltre ad una nuova circolare chiarificatrice e strumenti per semplificare la compilazione dei PDP, anche un convegno con le organizzazioni sindacali ed esperti del settore.

Seppure non ne abbiamo ancora la  forma definitiva, pare che il Ministero abbia intenzione di chiarire i seguenti punti (da Orizzontescuola):
  • no ad automatismi nell'uso dei BES, essi devono riguardare solo casi particolarmente gravi e l'adozione del piano personalizzato dovrà avvenire con voto unanime da parte dei Consigli di classe o del team dei docenti
  • no ad abbassamento degli obiettivi da perseguire da parte degli alunni interessati. Lo scopo è non trasformare i BES in una scappatoia per gli alunni e per i docenti.
Vedremo prossimamente il futuro dei BES... intanto mi chiedo come le scuole procederanno ad inizio anno inoltrato... 

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