• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

mercoledì 11 aprile 2012

Cari lettori... il grande social network "Facebook" consente di mettersi in relazione con altri docenti, specialisti e gente comune... spesso uniti da interessi o amicizie in comune. Vi propongo la lettura di questa riflessione sul ruolo dell'insegnante di sostegno per scelta... un pensiero scritto dalla collega e amica virtuale Rita Palmas, articolo nato dal "confronto formativo" con la collega Annarella Pisci:

"I vostri bambini hanno bisogno di pane... del vostro sguardo..."

" I vostri bambini hanno bisogno di pane, del pane del corpo e del pane dello spirito, ma essi hanno ancor più bisogno del vostro sguardo, della vostra voce, del vostro pensiero e della vostra promessa. Hanno bisogno di sentire che hanno trovato in voi e nella vostra scuola quella rispondenza che dà un senso e uno scopo alla loro vita" (Célestin Freinet).
Partendo da una riflessione sulle parole del grande pedagogista Freinet, con la collega e amica stimatissima Annarella Pisci, dopo un confronto verbale ed epistolare molto arricchente su temi caldi riguardanti l’integrazione e la disabilità, abbiamo scelto di raccontare qualcosa su una figura importante , nata più di trent’anni fa: il docente specializzato nell’integrazione/inclusione scolastica di tutti bambini ed in particolare dei bambini con “bisogni educativi speciali”. A me dunque il piacevole compito di mettere nero su bianco, di chiarire e sottolineare alcuni aspetti di un problema che come docenti specializzate abbiamo a cuore, in quanto operatrici per scelta all’interno di una scuola che vorremmo inclusiva ed integrante per tutti. I motivi che spingono a commentare il recente dibattito sull’integrazione scolastica, vogliono essere una riflessione sul tema delicato della disabilità e sulla necessità di un intervento legislativo che miri a migliorare la qualità dell’integrazione, coinvolgendo chi, quotidianamente, con passione ed incessante fatica, si adopera affinché la scuola diventi inclusiva per ogni alunno. E’ stato recentemente pubblicato un articolo con alcune dichiarazioni del Dott. Salvatore Nocera da sempre impegnato, in prima linea, nei temi della disabilità. Per i docenti di sostegno Nocera è un punto di riferimento per questioni che riguardano la normativa sull’integrazione scolastica. Egli afferma che “solo formando i docenti curricolari e rispettando il limite massimo di venti alunni nelle classi ove vi siano studenti con disabilità … si avrebbe una vera presa in carico del progetto di inclusione da parte dei docenti curricolari e si potrebbe anche ridurre il numero delle ore di sostegno assegnate a ciascun alunno, superando l'attuale delega ai soli docenti per il sostegno e migliorando la qualità stessa dell'inclusione scolastica.” C’è stata inoltre, di recente, la proposta di utilizzare i docenti specializzati per coordinare le attività di integrazione all’interno del team docente, nelle classi dove sia presente un alunno con bisogni educativi speciali. Una sorta di consulente con la funzione di facilitare la qualità dell’integrazione scolastica. Il ruolo dell’insegnante di sostegno come punto di riferimento e controllore di colleghi di scuola comune. A questo punto sorgono spontanee alcune domande : chi sarebbe il punto di riferimento del bambino disabile? che fine farebbe la collegialità, il lavoro di rete, con tutti i soggetti coinvolti nel progetto di integrazione del bambino? come controllare e chi verificherebbe il livello di qualità dell’inclusione scolastica? Si potrebbe continuare con tantissime altre domande. Nessuno , in questa fase così delicata di confusione e di cambiamento, ha pensato di coinvolgere direttamente nel dibattito i docenti specializzati. Per sentire i loro bisogni, le loro esigenze ed eventuali proposte. L’insegnante di sostegno è prima di tutto un insegnante che quotidianamente si misura con le “diversità” presenti in una scuola, in qualsiasi forma esse si presentino. E’ un docente capace di ragionare. Di parlare ma anche di star zitto. Di ascoltare gli altri. Di vedere ma anche di non vedere, inteso come altro modo di vedere. Di comunicare o di non comunicare, all’occorrenza, come altro modo di comunicare. L'insegnante di sostegno è specializzato ed è competente, perchè sa e perchè ama condividere ciò che sa con gli altri. E' preparato perchè ha studiato e ha studiato perchè ha scelto di fare questo mestiere. Egli è mediatore tra l'alunno e la comunità scolastica. lavora in un paese dove da più di trent'anni si rifiutano le "scuole speciali" sostenendo il progetto di una scuola che accolga tutti e che offra la possibilità di valorizzare al massimo le potenzialità di ciascuno. E’ un insegnante che sa individuare i potenziali d’apprendimento, i punti di forza e di debolezza, ed è capace di “sostenere” e, dovrebbe, orientare gli insegnanti curriculari nel predisporre un percorso adatto affinché il bambino raggiunga gli obiettivi prefissati. Il condizionale è d’obbligo in quanto molto spesso l’insegnante specializzato diventa l’unico responsabile della stesura di un PEI, il progetto di vita del bambino, da condividere con tutti i soggetti coinvolti nel processo di integrazione. Troppo spesso non si hanno chiari i compiti di un Glh (gruppo di lavoro per l’handicap) per cui una riunione che dovrebbe essere occasione di verifica e progettazione di obiettivi per un fine comune, diventa momento di chiacchiera e spazio per elogi all’ educatrice che segue il bambino a casa per qualche ora alla settimana. Oppure diventa momento di critica per la scuola che non insegnerebbe adeguatamente le “regole” al bambino affinché collabori di più in terapia. Si potrebbe continuare all’infinito a raccontare e a sottolineare l’importanza di una formazione seria per tutti, per operatori e docenti impegnati in un fine comune: realizzare il progetto globale di vita di un disabile. Si sa che troppo spesso il vero “ruolo” dell’insegnante specializzato diventa un ideale irrealizzabile ed un sogno che finisce, in quanto l’isolamento conduce allo scoraggiamento o al pentimento. Quando l’insegnante di sostegno è considerato l’unico responsabile delle cose che non vanno. Quando è reputato l’insegnante di serie B dell’alunno di serie B.
Quando il docente specializzato si sente “abbandonato” e “criticato”, non sufficientemente motivato, né accettato. Talvolta manca quel senso di autoefficacia e gratificazione condivisa che aiuta ad andare avanti con coraggio e speranza. Tutto questo può condurre l’insegnante di sostegno al passaggio al ruolo comune.E’ mancata in questi anni l’attenzione verso le buone prassi didattiche e le sperimentazioni positive che esistono più di quanto non si pensi. In conclusione, la figura del docente di sostegno non può essere sostituita da un insegnante che per qualche ora e saltuariamente collabora con i docenti curricolari delle classi - formati adeguatamente ma non per scelta consapevole - in cui siano inseriti alunni con bisogni educativi speciali L’ insegnante specializzato è colui che lavora con professionalità e con coraggio, con tenacia; colui che è capace di difendersi, di difendere i bambini sui quali con amore e passione deve “lasciare il segno” per la vita. Con il suo lavoro deve poter sconvolgere tutto ciò che è fermo, formulare le idee sulla carta e farle divenire concrete. Progettare con i colleghi, pretendere gli strumenti necessari per il lavoro (e non essere obbligati ad usare il notebook personale).
La formazione di tutti gli operatori ha senso se serve a migliorare l’esistente, per vedere concretamente realizzata una vera inclusione scolastica nella scuola!
Parafrasando Freinet: i bambini, quei bambini, hanno bisogno del nostro sguardo, come noi abbiamo bisogno del loro sguardo.
RITA PALMAS

lunedì 2 aprile 2012

Oggi, 2 Aprile 2012 (ogni anno), è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo. La giornata è stata fissata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’idea nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di questo disturbo che affligge moltissimi bambini. La sua causa non risulta ancora definita con certezza, ma l’ipotesi più accreditata tra i ricercatori del settore, riconosce un’origine genetica con impronta neuro-biologica. Le principali ricadute si riscontrano in campo sociale. A tal fine la Giornata Mondiale è stata istituita anche per far conoscere la malattia e le difficoltà che provoca nei bambini autistici.
I soggetti "autistici" hanno più empatia, curiosità, immaginazione, ingenuità, sentimento, della maggior parte dei cosiddetti "normali", ed è giunto il momento che i miti che incombono su di loro siano non soltanto messi allo scoperto, ma chiariti una volta per tutte.Pur se inespressi, molti autistici provano empatia, emozioni, un senso di dolore, di umorismo, di immaginazione, di interesse, di curiosità. I loro comportamenti, per gli altri "bizzarri", non soltanto hanno per loro un significato, ma in qualche caso sono, in realtà, adattamenti che hanno scoperto per aiutare se stessi a creare connessioni, calmarsi e conservare il controllo meglio di quanto non potrebbero fare in altro modo.
Questo è il caso della storia di David Hamrick e Lindsey Nebeker [entrambi autistici], e per comprendere meglio gli errori di interpretazione che caratterizzano la nostra società vi rimandiamo a questo articolo: http://urlin.it/210c2
Ecco il video....

domenica 1 aprile 2012

Domani 2 aprile 2012 è la giornata internazionale dell'autismo... invito tutti a partecipare agli eventi organizzati dalle diverse associazioni ed enti... manifestiamo tutti il nostro interesse per garantire i diritti di tutti i bambini e attirare l'attenzione delle istituzioni pubbliche e private!
Ecco a voi un video che mi ha colpito molto... c'è storia, testimonianze e controversie sulla correlazione tra vaccini e autismo....

sabato 31 marzo 2012

Oggi vi segnalo un programma gratuito che esercita una lettura corretta attraverso stimoli visivi. L’obiettivo principale del programma è quello di esercitare il bambino a leggere correttamente le parole presentategli e a comprendere gli stimoli letti. Vi è una solo tipo di esercizio, ma sono selezionabili settantaquattro tipi diversi di liste, che permetteranno quindi di avere un’esercitazione particolarmente completa e di scegliere gli stimoli adatti alle difficoltà proprie del singolo bambino. Inoltre, l'uso prolungato di archivi di tante parole porta a riconoscere a vista i nomi e adallontanarsi quindi in modo graduale dalla lettura sillabata e a favorire, di conseguenza, la lettura globale. Utile per il primo ciclo si scuola elementare e la didattica speciale.
Note tecniche: Questo programma permette di adattare l’esercizio alle necessità riabilitative del bambino;infatti è possibile personalizzarlo, seguendo le istruzioni presenti nel file di testo“Dettato_help”, collocato all’interno della stessa cartella del programma, denominata“josoft”. Clicca download1 oppure download2 per scaricare i programmi (nel primo programma si deve cliccare sulla parola corrispondente alla figura, nel secondo si deve cliccare sulla figura corrispondente alla parola.).

venerdì 30 marzo 2012

Ecco a voi un sito molto interessante e fornitissimo...


FUNNY ENGLISH
è una pagina online in cui troverete un sacco di schede didattiche di lingua inglese sui più svariati argomenti!!!! Una risorsa davvero completa! Ecco il link: http://notredamke.rkc.si/english/index.htm
Ecco le categorie con i links diretti:
- PPS
Ecco a voi un piccolo consiglio molto utile (direi anche fondamentale) per una didattica speciale e o per i dislessici... è un articolo proposto dal sito: www.pianetadislessia.com

Una buona didattica prevede: PRIMA l'insegnamento dello stampatello maiuscolo POI di quello minuscolo, per creare meno confusioni possibili. Nello stampatello maiuscolo, infatti, la B, D, P, Q sono meno confondili, come non accade in quello minuscolo: b,d,p,q, per l'effetto della costanza di forma.
Sento spesso dire che viene chiesto a molti bambini con dislessia e disgrafia di scrivere solo in stampatello maiuscolo, trascurando il corsivo... ciò comporterà maggiori difficoltà ad imparare i gesti fluidi del corsivo e anche una maggiore lentezza nello scrivere.In realtà basterebbe proporre i vari stili gradualmente. Inoltre, lo stampato maiuscolo dovrebbe interessare più gli insegnati dei bambini: ad esempio, i testi di ogni verifica scritta dovrebbero essere scritti in stampatello maiuscolo, proprio per evitare una lettura caotica aggravata dalla confusione di lettere simili; i testi dovranno essere anche letti ad alta voce dall'insegnante. In questo modo i bambini con DSA potrebbero non perdere minuti preziosi per lo svolgimento del compito in classe.
Ecco a voi delle schede e attività di pregrafismo relative all'apprendimento della matematica!!! Queste attività di pregrafismo (in inglese ma utilissime, basta cambiare e trascrivere la consegna in italiano), sono finalizzate al riconoscimento dei numeri, ecco i links:

-Il mio libro dei numeri - per imparare a contare fino a 10;
-Conta gli elementi di ogni riga poi scrivi il numero nel riquadro;
-Conta i dinosauri e poi cerchia il numero esatto;
-Unisci i numeri da 1 a 10.
ICT Games è una raccolta di giochi matematici. La piattaforma fornisce attività educative per bambini di scuola primaria ed ospita anche una sezione ricca di giochi per l'apprendimento della lingua inglese.
Divertitevi con i giochi davvero unici e divertenti... nel "segno dell'apprendimento!"

sabato 17 marzo 2012

Uno dei portali che dedica attenzione alla Comunicazione Alternativa Aumentativa è IOCOMUNICO.IT
In questo sito troverete risorse molto utili... sono ad esempio  di importanza rilevante una serie di riassunti di diverse discipline realizzate tramite il metodo appunto della CAA.

giovedì 15 marzo 2012

Ecco a voi una serie di riassunti di Storia molto utili... costruiiti con il metodo CAA (cioè Comunicazione Alternativa Aumentativa)... cioè quella forma di comunicazione che sostituisce, integra, aumenta il linguaggio verbale orale. Cliccate qui per visualizzare questa risorsa davvero utile.

lunedì 5 marzo 2012

Uno dei sintomi più problematici e difficili da superare nell'Autismo è la rigidità nei comportamenti quotidiani, con conseguente difficoltà ad accettare qualunque cambiamento negli ambienti, situazioni, persone o cose (vestiti, cibi, ecc.). Rigità comportamentale ed avversione ai cambiamenti sono due facce della stessa medaglia. Infatti, l'individuo autistico presenta grosse difficoltà neuro-sensoriali che investono tutti e 5 gli organi di senso (vista, udito, olfatto, gusto e tatto) contemporaneamente. Proprio a causa di queste difficoltà di "decifrazione" degli stimoli provenienti dall'ambiente esterno (luce, suoni, voci, tocco, ecc.), queste persone preferiscono gli ambienti e le situazioni già noti al loro sistema neuro-sensoriale. Uno dei consigli che viene elargito piuttosto frequentemente per quanto riguarda l'interazione con un bambino autistico è: "evitare di apportare cambiamenti alla disposizione delle cose, alle attività svolte e cambiamenti di programma durante la giornata"... invece, questo è un grave errore che certamente contribuisce a cementarli ulteriormente nella loro difficoltà!! Un obiettivo importante, quanto impegnativo da conseguire, è quello di promuovere la flessibilità e la capacità di adattamento del bambino, aiutandolo a superare la rigidità, intesa come "paura delle novità" tipiche delle persone con disturbi dello spettro autistico. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale apportare piccole ma costanti variazioni a tutte le attività e situazioni.
Ecco alcuni esempi:
- Cambiate qualsiasi cosa facciate in maniera metodica: per esempio, il posto in cui appoggia lo zainetto, il posto in cui si appende il giubotto, il modo in cui si consuma la merenda (in piedi o seduti o vicino ad un amichetto), fino ad arrivare a cambiare posto a sedere per un giorno;
- Fate piccole variazioni nel modo di passeggiare insieme o nell’itinerario da seguire per arrivare in un certo posto; Cercate di inserire variazioni nelle abitudini del bambino (per esempio se gioca con i treni sempre nello stesso modo, o se ripete sempre le stesse frasi di un video);
- Durante le ore di educazione fisica si può preparare un percorso per tutti i bambini della classe, da far usare anche al bambino autistico: saltare all'interno di alcuni hula-hoop, correre, strisciare sul pavimento, rotolarsi su una coperta e dopo averlo fatto alcune volte togliere una cosa (per esempio la coperta) e mettere qualcos’altro (per esempio una serie di cuscini);
- Se leggete con il bambino, potete farlo sempre in luoghi diversi (nell'atrio, in aula di sostegno, vicino alla finestra, ecc.);
- Preparate dei lavoretti insieme, magari qualcosa che avete già fatto, e fatelo in maniera diversa; Cantate una canzone conosciuta o recitate una filastrocca cambiando qualche parola. Se notate che il bambino si irrigidisce e non accetta la variazione proposta, non forzatelo. Più tardi o domani ne accetterà una diversa!

domenica 4 marzo 2012

Ecco a voi una interessante guida sia per adulti sia per spiegare ai bambini di scuola primaria, in termini semplici e intuitivi, cosa è la sindrome di asperger... clicca qui per leggere la guida.

giovedì 23 febbraio 2012

sabato 18 febbraio 2012

Una coreografia di Daniel Ezralow per Simona Atzori, la ballerina di fama mondiale nata senza braccia e diventata danzatrice, scrittrice e pittrice... un esempio mondiale di divesabilità!!! Ecco il video!!!


mercoledì 15 febbraio 2012

L’album di grammatica propone l’apprendimento delle nozioni fondamentali della lingua italiana, per gli alunni delle scuole elementari.
Poiché l’apprendimento di tali nozioni è particolarmente complesso, il metodo usato è quello di utilizzare come strumento didattico un sistema a schede programmate, in modo tale da ottenere un apprendimento rapido e facile, anche per quei bambini che presentano difficoltà nello sviluppo logico e cognitivo.
In tale sistema programmato ogni nozione viene presentata e successivamente approfondita ed elaborata, mediante una serie di schede ( 5– 6 ).
Mentre nella prima scheda, attraverso una serie di esempi, sono presentati i concetti di cui si vuole l’acquisizione, successivamente, per completare e verificare l’apprendimento, si utilizzano una serie di domande a scelta multipla incrociata. Nell’ultima scheda, che è a scelta libera, il bambino dovrà indicare gli elementi della grammatica richiesti.

Per utilizzare al meglio questo sussidio didattico, si consiglia di far leggere al bambino la prima scheda di ogni gruppo che è contrassegnata dal titolo, spiegando, mediante l’utilizzazione degli esempi, i concetti e i termini presentati.
L’allievo poi, leggendo le schede successive, dovrà indovinare, mediante la lettura delle definizioni che si trovano sulla parte destra della scheda, a quale esempio queste si riferiscono. L’ultima scheda del gruppo ha lo scopo di esercitare attivamente il bambino a ricercare e ritrovare la definizione richiesta nelle frasi e nelle parole disposte a caso.
In tutte le schede si consiglia di non usare la matita o la penna in quanto questi strumenti renderebbero successivamente inutilizzabili le schede manomesse.



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