Vi segnalo un articolo comparso sul sito
http://pressin.comune.venezia.it , tratta il tema invalsi e disabilità... e la protesta di alcuni coraggiosi docenti...
ROMA. I risultati nei test Invalsi degli alunni
disabili e con bisogni educativi speciali (disabilita'
intellettiva; disabilita' visiva: ipovedente; disabilita'
visiva: non vedente; Disturbi specifici di apprendimento
ovvero dislessia e discalculia) non rientreranno
nell'"elaborazione statistica" finale
prodotta dall'Istituto di valutazione. Insomma, non
concorrerano a comporre il quadro finale sulle conoscenze
degli alunni in matematica e italiano. Lo spiegano le note
sullo svolgimento delle prove messe a punto dall'Invalsi che
hanno gia' scatenato la reazione dei docenti. I presidi che
lo desiderano potranno comunque "richiedere l'invio dei
risultati degli allievi con bisogni educativi speciali".
Fuori dai giochi anche i test degli alunni di
recentissima immigrazione: gli allievi "di origine
immigrata che abbiano cominciato a frequentare una scuola di
lingua italiana da meno di un anno scolastico
(convenzionalmente dopo l'1 settembre 2011) partecipano alle
prove Invalsi- si legge nei documenti ufficiali- ma i loro
esiti non concorrono alla determinazione dei risultati ne'
globali ne' degli allievi di origine
immigrata,
indipendentemente dalla generazione".
Il Coordinamento dei precari scuola di Bologna insorge e
ricorda che l'Italia, in materia di integrazione, ha una
legislazione "avanzata che viene dimenticata
dall'Invalsi".
Gli insegnanti si scagliano contro le regole stabilite
dall'Istituto di valutazione del sistema scolastico che, fra
l'altro, prevedono che i docenti di sostegno non possano
essere presenti in aula al momento dello svolgimento dei
test. Le scuole, poi, potranno decidere se far partecipare
o meno gli stessi alunni con disabilita' intellettiva
alle prove, potranno escluderli anche da una sola delle
prove "impegnandoli", in quei giorni, "in
un'altra attivita'", potranno anche decidere di
metterli "in un locale differente da quello utilizzato
per gli altri allievi della classe". L'importante,
spiega l'Istituto, e' che non si non modifichino "in
alcun modo le condizioni di somministrazione, in particolare
se si tratta di classi campione". Classi separate
sono possibili anche per gli ipovedenti e per chi ha
disturbi dell'apprendimento. Per tutti vale la possibilita'
di dispensa dalla valutazione. Tutti particolari che non
soddisfano i docenti di sostegno. "L'Invalsi- dicono
dal comitato bolognese- cancella i circa 200.000 alunni
disabili che frequentano la scuola pubblica statale e con
loro i docenti di sostegno specializzati che li accompagnano
nel percorso educativo di ogni giorno. Per questo, noi
docenti di sostegno non usciremo dalle classi di cui siamo
contitolari, non allontaneremo l'alunno/a disabile dai suoi
compagni di classe, non somministreremo al nostro alunno/a
il questionario dello studente e inviteremo i nostri
colleghi della disciplina a fare lo stesso con l'intera
classe".
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