• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

domenica 7 ottobre 2012

Penso che tutti gli insegnanti, i genitori e gli operatori della disabilità a scuola devono essere consapevoli della normativa vigente... spesso non la si conosce e la loro ricerca è impossibilitata dall'enorme vastità di informazioni sul web.

Ecco la principale normativa scolastica sull'integrazione dei bambini e ragazzi diversamente abili:

sabato 6 ottobre 2012

Capita a volte che i nostri alunni hanno la necessità di assumere farmaci, anche durante la giornata scolastica. Come comportarsi? Può un insegnante somministrare un farmaco a scuola? Qual è la procedura da seguire?

La normativa dice che quando si verifica la situazione in cui alunni debbano assumere in orario scolastico dei farmaci, a seguito di terapie prescritte o per lievi malori occasionali, i genitori debbono inoltrare istanza al Dirigente Scolastico, accompagnata da una prescrizione del medico curante, così some stabilito da Nota Ministero Istruzione 25 novembre 2005, n. 231, "Linee-Guida per la somministrazione di farmaci in orario scolastico".

Ma chi deve somministrare i farmaci?

Secondo l'articolo 4 delle Linee guida, il dirigente scolastico, dopo aver ricevuto formale richiesta scritta dalla famiglia, la certificazione e la prescrizione dell'Ausl, può individuare personale docente o non docente, che sia spontaneamente disponibile e abbia effettuato i corsi di formazione presso le Ausl per la sicurezza della salute nelle scuole. In mancanza di disponibilità del personale scolastico e se non spontaneamente richiesta dai famigliari, il dirigente dovrà rivolgersi a istituzioni pubbliche locali (Ausl e Comune) o a enti e associazioni non lucrative del privato sociale. Ina mancanza di disponibilità, deve sottoporre il problema al Comune. Nel caso in cui il Comune non abbia personale preparato dovrà rivolgersi all'Ausl che è tenuta a garantire l'assistenza sanitaria a scuola, come hanno affermato alcune sentenze dei tribunali.

mercoledì 3 ottobre 2012

La Sindrome di Asperger è collocata, come l'autismo, tra i Disturbi Pervasivi delle Sviluppo, e si discute tuttora se essa debba considerarsi una forma mite di autismo, o se costituisca un disturbo a sè stante.
Così come per l'autismo, la scienza ne ha ormai accertata l'origine genetica su base neurologica, e ciò esclude, speriamo in modo chiaro e definitivo, qualsiasi ipotesi di natura psicogena.

Le terapie riconosciute come efficaci, anche se purtroppo ancora non risolutive, sono quelle cognitivo-comportamentali e, dove necessario, farmacologiche.
Come l'autismo, anche la AS non ha un unico aspetto, ma si presenta con una gamma di abilità e comportamenti che, al di là di poche fondamentali caratteristiche, differenziano un individuo dall'altro, rendendo a volte difficile la diagnosi.

Tale complessità spesso rende difficile l'integrazione e il lavoro a scuola... spesso si procede per tentativi ed errori. In aiuto agli insegnanti ma anche ai genitori... sul web ho trovato una interessante guida con suggerimenti per la programmazione educativa a scuola...

martedì 2 ottobre 2012

La permanenza nella Scuola dell'Infanzia oltre il limite di età è eccezionale e comunque va sostenuto da un progetto ben preciso concordata tra Servizi scolastici e Servizi sanitari, conseguente al Profilo Dinamico Funzionale.
In particolare la Legge n. 53/03 ed il Decreto n. 59/04 stabiliscono che, solo in via eccezionale e fortemente motivata, il Consiglio di classe o interclasse può decidere di far permanere nelle stessa classe un alunno.
Occorre discutere il caso in GLH operativo con la presenza di tutti i docenti, i genitori e gli operatori sociosanitari di territorio. La motivazione sta nel fatto di non creare un divario di età fra il bambino con disabilità ed i compagni, per i principi dell'integrazione...
Nel caso di rinvio dell'obbligo scolastico, la famiglia prenderà contatti con il Dirigente Scolastico e consegnerà il certificato attestante il progetto di permanenza rilasciato dalla ASL (specialista di riferimento), nei tempi previsti dal calendario della Scuola statale.

Nell’ultimo anno di frequenza del bambino il collegio deve valutare entro il 15 gennaio.

Vedi anche: MODELLO DEL "PROGETTO PERMANENZA" PER LA SCUOLA DELL'INFANZIA
Ecco a voi, una delle tante guide utilissime per gli insegnanti... riguarda i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)... 

L'IC Torri 1, in collaborazione con l'IC Torri 2, presenta un'essenziale guida dal titolo "CON-PENSARE I DSA" curata dal dott. Filippo Barbera, insegnante e figura responsabile dello sportello DSA per alunni, docenti e genitori, con la volontà di dare slancio alla formazione e alla preparazione professionale dei propri docenti. 
La presentazione del prof. Cesare Cornoldi dell'Università di Padova sottolinea l'efficacia dell'iniziativa. 
Per scaricare la guida clicca qui...

lunedì 1 ottobre 2012

Il Decreto Presidente Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, all'art. 5 comma 2 dice che:
"Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell'infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall'insegnante di sostegno, o da altro personale operante nella scuola. L'istituzione delle predette classi deve in ogni caso far conseguire le economie previste nei tempi e nelle misure di cui all'articolo 64, comma 6, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133"

In ogni caso, nelle situazioni di sovraffollamento rispetto al tetto massimo di 20 alunni per classe, le famiglie potrebbero ricorrere in Tribunale con provvedimento di urgenza, per ottenere la riduzione del numero di alunni per motivi di sicurezza prevista dalle norme sulla sicurezza nell'edilizia scolastica, se i metri quadrati dell'aula, rapportati al numero degli alunni, non vengono rispettati.
Spesso capita che l'insegnante di sostegno, per una scelta didattica e educativa, decida di portar fuori dalla classe in alcuni momenti o per alcune ore i propri alunni...

Cosa dice la normativa al riguardo? E' possibile? In quali casi?

Per quanto riguarda la situazione descritta si può fare riferimento principalmente alla Circolare ministeriale 15 giugno 1988, n. 153, che ribadisce "l'illegittimità dell'uscita dalla classe degli alunni con handicap, salvo i casi in cui un periodo di attività individuato fuori della classe, sia espressamente previsto dalla stesura del piano educativo individualizzato e concordato tra docente specializzato e docenti curricolari".
È possibile per tutti i bimbi o ragazzi dislessici ottenere un indennità di frequenza, viene erogata dall’INPS, per aiutare le famiglie a sostenere le spese, per PC, programmi PC, medici specialisti ecc.. si può ottenere fino alla età di 18 anni.
Consiste in un assegno mensile di 251 € circa.


Ecco come ottenere questa indennità:
  1. Andare dal medico curante del ragazzo o andare dal pediatra del bambino e chiedere di fare la richiesta di indennità di frequenza in base alla legge 289/90. scaricala qua. Il medico emetterà un certificato che inoltrerà all’inps per via telematica, dovrà anche inviare copia della diagnosi di dislessia. Il lavoro del medico curante o del pediatra finisce qua.
  2. Dopo aver ottenuto l’invio del certificato medico da parte del medico, bisogna rivolgersi, entro 30 giorni, ad un patronato INPS per inviare la domanda per l’indennità. 
  3. A questo punto l’inps contatta la famiglia per dar appuntamento in vista della visita medico legale, (ci vorranno diversi mesi prima dell’appuntamento). 
  4. Preparate il bambino o il ragazzo alla visita, che in molti casi non sarà impegnativa ma in altri, ma in altri potrebbe essere “una brutta esperienza”, questo sta alla competenza e intelligenza della commissione che vi troverete davanti, fatevi consigliare dallo specialista che segue vostro figlio. 
  5. Alla visita medico legale è necessario portare tutta la documentazione riguardo la dislessia del bimbo o ragazzo.Inoltre è consigliato portare la documentazione se è disponibile riguardo altri visite specialistiche come otorino, oculistiche, psicologica, neurologica. In più a questa documentazione può essere aggiunto la documentazione relativa a tutte le spese necessarie come logopedia, ripetizione, programmi compensativi, acquisto del computer e e in generale tutto i costi emessi dalla dislessia.
    Alla visita non vi sarà detto se la domanda sarà accettata, o meno, dovrete aspettare l’arrivo di una raccomandata con la risposta, anche per questa ci vorrà un po’ di tempo.

    6. E’ possibile che la domanda non verrà accettata negli ultimi tempi a seconda delle regioni, si tende a bocciare le richieste, si puo’ fare, però ricorso, sperando che dia un esito diverso.  Se la domanda sarà accettata, il contributo verrà pagato per i soli mesi scolastici, cioè da settembre a giugno.
    Ogni anno a giugno l’indennità verrà sospesa, per riaprirla, bisogna presentare all’inps, il certificato di frequenza del bambino/ragazzo, dopo di che aspettare, è possibile che ci vorranno diversi mesi, ma poi la pratica verrà riaperta e date tutte le mensilità arretrata.
Tutto questo lo potete fare personalmente o, affidarvi a un padronato.
Per scaricare questa guida clicca qua

(Fonte: http://lnx.fantasylands.net/aiuto-dislessia/).
Vi propongo una griglia trovata nel web che riguarda l'implementazione degli obiettivi dell'area AUTONOMIA... 

Tale griglia si presenta molto utile utile, oltre per il Pei e registro, anche per la compilazione del profilo dinamico funzionale o PDF.
Tale strumento analizza diversi obiettivi:
  • Autonomia personale
  • Rapporti con la struttura scolastica
  • Rapporti con l'ambiente sociale
  • Autoprotezione e regolazione

Spesso si hanno difficoltà nel compilare il PEI per mancanza di strumenti opportuni... come tabelle e schede per l'osservazione sistematica (vedi anche la sezione PEI e COMPILAZIONE REGISTRO per altri documenti utili).
La tabella di rilevazione dati che viene proposta è utile non soltanto al fine della compilazione del Piano Educativo Individualizzato ma anche come possibile allegato... sia al PEI stesso sia nella relazione finale... ovviamente è da inserire anche nel registro...

Questa tabella cerca di rilevare in modo approfondito due aspetti principali:
  • Aspetti comportamentali.
  •  Aspetti cognitivi.

venerdì 28 settembre 2012

Si è svolto oggi nell’Aula Magna dell’Università degli Studi dell’Insubria il Convegno per presentare un Vademecum per i disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia ma non solo) scritto per gli insegnanti delle scuole primarie. Grazie al finanziamento di Soroptimist, il volume è stato stampato e sarà distribuito ai docenti di tutta la provincia di Varese.
Il Vademecum è il frutto del lavoro condotto dal professor Cristiano Termine insieme a diversi colleghi con il contributo dell’Associazione Italiana Dislessia e dell’Ufficio Scolastico Territoriale: sarà uno strumento operativo per gli insegnanti che consentirà loro di affrontare le problematiche dei bambini dislessici e con altri disturbi specifici dell’apprendimento.
Al convegno sono intervenuti: Carla Giuliani (Presidente Soroptimist), Claudio Merletti (Ufficio Scolastico Territoriale Varese), Simone Vender (Università dell’Insubria), Enrico Profumo (Psicologo), Maria Rosa Raimondi (Ufficio Scolastico Regionale) e gli autori Maria Filippa Attardo, Rita Bartolini, Elena Beltramme, Maria Enrica Bianchi, Rita Contarino, Manola Crocetti, Alessandra Cuscunà, Ledina Derhemi, Alessia Manzoni, Francesca Negro, Laura Rosana, Viviana Rossi, Cristiano Termine, Luciana Ventriglia. 


La maesta Chicca Petruzzi ci fornisce gentilmente uno strumento utile per l'analisi dello sviluppo potenziale dell'alunno... che riguarda esclusivamente il parametro "Cognitivo". Tale griglia si presenta molto utile non solo per il PEI e la compilazione registro, ma anche per la compilazione del profilo dinamico funzionale o PDF.

Il parametro Cognitivo comprende:
  • Abilità Matematiche.
  • Abilità Linguistiche.
  • Abilità di Scrittura.
  • Orientamento Spazio-Temporale.
  • Lingua straniera.
La griglia proposta è strutturata in modo semplice e di facile lettura... si presenta molto utile per la valutazione nel primo e secondo quadrimestre per l'area cognitiva (ovviamente se avete i trimestri va adattata e modificata).

mercoledì 26 settembre 2012

Vi segnalo un altro documento scolastico inviatomi dalla maestra Chicca Petruzzi... si tratta di un Modello PDF molto completo, utile anche per il relativo l'aggiornamento!

Lo potete visionare e scaricare cliccando qui, oppure lo troverete nella sezione DOCUMENTI a destra del blog!

domenica 23 settembre 2012

Ecco un esempio di "progetto ponte"... importantissimo per l'integrazione del bambino nel passaggio da un ordine di scuola ad un altro!

Progetto ponte a favore degli alunni disabili per la continuità tra i diversi ordini di scuola



















Clicca qui per la versione in formato .pdf  oppure vedi nella sezione DOCUMENTI (a destra del blog)

giovedì 20 settembre 2012

Il disturbo bipolare è una grave malattia del cervello. E' chiamata anche psicosi maniaco-depressiva. I bambini con disturbo bipolare esperiscono insoliti cambiamenti di umore. A volte si sentono molto felici o euforici e sono molto più attivi del solito. Questa condizione viene chiamata mania. A volte invece si sentono molto triste e "giù di umore" e sono molto meno attivi del solito. Questa è la fase della depressione.

Il disturbo bipolare non è paragonabile ai normali alti e bassi che ogni bambino, e che ogni persona di qualsiasi età, si trova ad attraversare. I sintomi bipolari sono molto più imponenti di una normale fluttuazione dell'umore. La malattia può rendere difficile per un bambino andar bene a scuola o andare d'accordo con amici e familiari.

I cambiamenti di umore del bipolare si chiamano "episodi di disturbo dell'umore". Il vostro bambino può avere episodi maniacali, episodi di depressione, o episodi "misti". Un episodio misto ha sia sintomi maniacali che sintomi depressivi. I bambini e gli adolescenti con disturbo bipolare possono avere più spesso episodi misti rispetto agli adulti.

Gli episodi di disturbo dell'umore durano una settimana o due, a volte più a lungo. Durante un episodio i sintomi sono presenti tutti i giorni, per la maggior parte della giornata.

I bambini e i ragazzi con un episodio maniacale possono:-Sentirsi molto felici o euforici e agire in un modo che è insolito per loro stessi
-Parlare veramente veloce di un sacco di cose diverse contemporaneamente
-Avere difficoltà a dormire, ma senza sentirsi stanchi
-Avere molte difficoltà a rimanere concentrati
-Parlare e pensare al sesso più spesso del solito ed essere promiscui
-Fare cose rischiose per la propria incolumità
-Fare abuso di alcol e altre droghe   

I bambini e i ragazzi con un episodio depressivo possono:

-Sentirsi molto tristi
-Lamentarsi molto per dolori vari, come mal di stomaco e mal di testa
-Dormire troppo poco o troppo
-Sentirsi in colpa e senza valore
-Mangiare troppo poco o troppo
-Avere poca energia e nessun interesse per le attività divertenti
-Pensare alla morte o al suicidio

  • Come viene trattato il disturbo bipolare?
In questo momento non esiste una cura definitiva che porta alla guarigione del disturbo bipolare. Spesso i medici trattano i bambini che hanno la malattia in modo molto simile con cui trattano gli adulti. Il trattamento può aiutare a controllare i sintomi. Il trattamento funziona meglio quando è costante nel tempo perchè può prevenire ulteriori episodi di alterazione dell'umore.

1. Farmaci. Diversi tipi di farmaci possono essere utili. I bambini rispondono ai farmaci in modi diversi, da individuo a individuo. Alcuni bambini potrebbero necessitare di più di un tipo di farmaco, perché i loro sintomi sono spesso complessi. A volte hanno bisogno di provare diversi tipi di medicine per capire quale sia la migliore.

I bambini devono prendere il minor numero e le più piccole quantità di farmaci possibile. "Start low, go slow", dicono gli psichiatri americani: "Partire con poco, procedere piano". Riferite sempre al medico del bambino qualsiasi problema con gli effetti collaterali. Non smettete di dare il farmaco al bambino senza il consulto del medico. L'arresto improvviso di un farmaco può essere pericoloso, e può rendere i sintomi bipolari più aggressivi.

2. Psicoterapia. Diversi tipi di psicoterapia possono aiutare i bambini con disturbo bipolare. La terapia può aiutare i bambini a cambiare il proprio comportamento e gestire le proprie routine. Può anche aiutare i giovani andare più d'accordo con la famiglia e gli amici. Spesso la terapia comprende anche i membri della famiglia.

  • Gli approcci Psicoterapeutici e/o di Psicoeducazione combinati con il trattamento farmacologico hanno l’obiettivo di:
- fornire informazioni riguardo la natura della patologia e delle sue manifestazioni sintomatiche
- sviluppare e sostenere nel paziente la compliance al trattamento farmacologico
- individuare la presenza di altre patologie correlate
- proteggere l’autostima del paziente dal rischio di stigma conseguente alla diagnosi
- aiutare il paziente, nella sfera socio-relazionale ed occupazionale
- prevenire il rischio di suicidio
- identificare e ridurre gli stimoli psicosociali (ad esempio i conflitti familiari) che possono aumentare il rischio di ricaduta
-diminuire e prevenire la sintomatologia

  • Come posso aiutarlo? 
Aiutate innanzitutto il vostro bambino o adolescente ad avere una giusta diagnosi e un trattamento efficace. Se pensate che possa avere un disturbo bipolare, fissate per prima cosa un appuntamento con il medico di famiglia per parlare dei sintomi che avete notato.

Se il bambino ha il disturbo bipolare, ci sono alcune cose di base che potete fare:


Avere pazienza con lui/lei

Incoraggiate il bambino a parlare e ascoltate lui o lei con cura
Siate comprensivi con gli episodi di disturbo dell'umore
Aiutate il bambino a distrarsi
Aiutatelo a capire che il trattamento può aiutarlo a stare meglio.   

Post più popolari