• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

giovedì 1 novembre 2012

L’attuale legislazione in materia di handicap (L.104/92) prevede l’assegnazione di un insegnante di sostegno alla classe solo nel caso in cui uno degli alunni venga segnalato e successivamente “certificato”. Non tutti i bambini che ricevono una diagnosi vengono poi necessariamente certificati: la famiglia o gli specialisti territoriali possono anche non ritenerlo necessario. In questi casi il bambino non beneficia di un insegnante di sostegno, né di alcun’altra forma di aiuto e di intervento se non quelli che la scuola riesce ad organizzare autonomamente, secondo progetti personalizzati che potranno avvalersi delle risorse ordinarie ed, eventualmente, di assistenti educativi comunali.
Molti bambini con ADHD possono non aver bisogno dell’insegnante di sostegno, se sostenuti da una corretta ed organizzata azione sinergica di scuola-famiglia-servizi; altri potranno invece certamente riceverne vantaggio, da quantificare, in termini di monte ore, caso per caso (secondo la gravità con cui il disturbo ostacola la normale vita scolastica e l’eventuale associazione di altri disturbi: aggressività, disturbi dell’apprendimento, ecc…).
Stabilire se un bambino è affetto dall’ADHD, è un processo complesso che deve essere fatto da uno specialista. Molti problemi biologici o psicologici possono contribuire allo sviluppo di sintomi simili a quelli mostrati da un bambino affetto da ADHD. Per esempio, l’ansia, la depressione, e certi tipi di disturbi dell’apprendimento possono essere la causa di una sintomatologia simile. E’ necessaria una valutazione globale per poter fare una diagnosi, escludere altre possibili cause e individuare la presenza o assenza di altre condizioni patologiche. 

I sintomi dell’ADHD spesso compaiono nella prima infanzia e per la diagnosi vengono impiegati i criteri del Diagnostic and Statistical Manual, 4th Edition (DSM-IV) che richiedono che i sintomi siano presenti per almeno sei mesi, con un’insorgenza precedente ai sette anni.
  
  • Di seguito sono riportati i criteri diagnostici dell’ADHD:

1) sei o più dei seguenti sintomi di disattenzione sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che provoca disadattamento e che contrasta col livello di sviluppo:

Disattenzione
· spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività;
· spesso ha difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti sulle attività di gioco;
· spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;
· spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici, le incombenze o i doveri sul posto di lavoro, (non a causa di comportamento oppositivo o di incapacità di capire le istruzioni);
· spesso ha difficoltà ad organizzarsi nei compiti e nelle attività;
· spesso evita, prova avversione, o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto, (come compiti a scuola o a casa);
· spesso perde gli oggetti necessari per i compiti o le attività, (per es. giocattoli, compiti di scuola, matite, libri, strumenti);
· spesso è facilmente distratto da stimoli estranei;
· spesso è sbadato nelle attività quotidiane.

2) sei, (o più), dei seguenti sintomi di iperattività-impulsività sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che causa disadattamento e contrasta con il livello di sviluppo:

Iperattività
· spesso muove con irrequietezza mani o piedi o si dimena sulla sedia;
· spesso lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto;
· spesso salta e scorrazza dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo, (negli adolescenti o negli adulti, ciò può limitarsi a sentimenti soggettivi di irrequietezza);
· spesso ha difficoltà  a giocare o a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo;
· è spesso “sotto pressione” o agisce come se fosse “motorizzato”;
· spesso parla troppo.

Impulsività
a) spesso “spara” le risposte prima che le domande siano state completate;
b) spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno;
c) spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti, (per es., s’intromette nelle conversazioni o nei giochi).
B. Alcuni dei sintomi di iperattività-impulsività o di disattenzione che accusano compromissione erano presenti prima dei 7 anni d’età.
C. Una certa menomazione a seguito dei sintomi è presente in due o più contesti, (per es., a scuola, (o al lavoro), e a casa).
D. Deve esservi un’evidente compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.
E. I sintomi non si manifestano esclusivamente durante il decorso di un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, di Schizofrenia, o di un altro Disturbo Psicotico, e non risultano attribuibili ad un altro disturbo mentale, (per es., Disturbo dell’Umore, Disturbo d’Ansia, Disturbo Dissociativo o Disturbo di Personalità).



venerdì 26 ottobre 2012

Strategie per favorire la comunicazione (di Marisa Pavone, docente Pedagogia speciale - Torino).
Le difficoltà di apprendimento del bambino sordo sono essenzialmente legate alla decodificazione, comprensione e uso della lingua orale e scritta. Di fronte a qualsiasi contenuto disciplinare, egli dovrà operare a livello metalinguistico su di un materiale - quello linguistico - povero sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo: i problemi di ordine morfologico, sintattico e lessicale si accompagnano a difficoltà a sviluppare inferenze, rilevare incongruenze, cogliere differenze tra informazioni apparentemente simili, interpretare messaggi metaforici o modi di dire; inoltre, il tempo di attenzione risulta più ridotto rispetto a quello degli altri alunni in quanto, prima di giungere alla comprensione, deve preoccuparsi di labioleggere e interpretare i suoni dalle labbra dell’interlocutore. E’ importante a questo riguardo, che gli insegnanti curricolari e di sostegno mettano in atto alcune strategie utili a creare le condizioni per una buona comunicazione in classe. Innanzitutto devono accettare che il bambino non udente si esprima anche attraverso la lingua dei segni (LIS, o l’italiano segnato esatto, ISE), sia per favorire le sue possibilità espressive e il rispetto della sua identità culturale, sia nella consapevolezza che tale codice interviene a "disambiguare" il codice orale. Ciò comporta che alcuni fra i docenti si preoccupino di imparare essi stessi la LIS (oppure pretendano la presenza in classe di un educatore segnante), e che si dispongano a farla imparare anche agli altri bambini. Per quanto riguarda il ricorso alla lingua orale, occorre ricordare di: 
- controllare che il locale sia ben illuminato e che il viso del docente sia sempre in luce;
- evitare il tono troppo innalzato della voce, che deforma l’articolazione; 
- parlare con ritmo rallentato, non scandito, prolungando il suono delle vocali;
- esporre il pensiero in maniera chiara e ordinata, scegliendo il lessico in maniera accurata;
- evitare l’uso troppo frequente di frasi subordinate;
- essere disponibili a riformulare i messaggi ambigui;
- nel corso della spiegazione, ricorrere all’uso di uno schema del discorso, scritto alla lavagna, facendo riferimento ad esso ogni qualvolta si introduce un argomento nuovo;
- fare uso quanto più possibile di materiale illustrativo, inerente l’argomento (fotografie, immagini, lucidi, disegni, diapositive, videocassette, programmi di software, ecc.);
- spiegare all’audioleso tutto ciò che avviene in classe, anche in sua assenza, in modo che si senta integrato.
La progettazione delle unità didattiche
La presenza in classe di un alunno sordo richiama la necessità di una frequente interazione, e intensa collaborazione tra insegnanti curricolari e di sostegno, rispetto all’insegnamento di ogni disciplina, così come rispetto alle scelte organizzative inerenti l’esperienza scolastica. La progettazione di ogni unità didattica dovrebbe essere concordata preventivamente tra i docenti, e dovrebbe seguire un preciso itinerario:
- tenere in considerazione le conoscenze culturali e la competenza linguistica specifica dell’alunno, rispetto all’argomento;
- evidenziare il glossario di nuovi termini che arricchiranno il patrimonio lessicale del bambino;
- anticipare per il bambino handicappato, da parte dell’insegnante di sostegno, ogni volta sia possibile, gli argomenti che verranno trattati in classe per tutti; la conoscenza preventiva è molto importante per favorire l’attenzione e la partecipazione alla vita di classe, e consentire il rafforzamento delle conoscenze già possedute;
- spiegare l’argomento o il testo impiegando tutte le possibili modalità comunicative e strumentali (verbale, gestuale attraverso la lingua dei segni, grafico-visiva, multimediale);
- adattare il testo alle capacità di comprensione dell’allievo: il brano può essere ricompattato e integrato con immagini o altre informazioni, oppure ridotto, o schematizzato e ristrutturato, oppure possono esservi evidenziati i concetti chiave;
- far leggere il testo, eventualmente semplificato, evidenziando i concetti e i significati nuovi o complessi.
La valutazione
Per quanto riguarda il momento valutativo, sono da preferire le verifiche scritte e, in particolare, i questionari chiusi a risposta multipla, nei quali le difficoltà linguistiche e i rischi di ambiguità semantica sono ridotti; grazie al loro facile impiego, è possibile graduare, e quindi controllare con maggiore puntualità, la quantità e qualità delle conoscenze acquisite, e l’arricchimento lessicale. Per verificare la comprensione orale, bisogna rivolgersi al bambino chiedendo: "che cosa ho detto?", anziché: "hai capito?", perché a questa seconda domanda tutti gli alunni (non solo quelli sordi) rispondono, anche a torto, in senso affermativo.

Scarica questa guida cliccando qui oppure vedi nella sezione DOCUMENTI a destra del blog (versione .pdf).
L’obiettivo primario del programma HBASE è quello di esercitare il bambino su diversi prerequisiti che favoriranno quindi in seguito l’apprendimento della letto-scrittura; per questo motivo si rivolge principalmente a bambini dei primi due anni  di scuola primaria, ma può essere sfruttato anche da bambini della scuola materna. 
Il software potrà essere usato anche da bambini con gravi disabilità motorie: infatti saranno sufficienti due soli tasti della tastiera oppure un’opportuna periferica con pulsanti grossi esterni.

Il programma è costituito da sette esercizi:

1.      Confronto
2.      Gioco
3.      Memoria 1
4.      Memoria 2
5.      Logica
6.      Spazialità
7.      Orientamento

Requisiti tecnici: Windows Xp
Un programma di decompressione dei files, come ad esempioWinZip
Scheda audio compatibile Sound Blaster
Processore 486 o sup
Monitor 800 x 600 256 col.
HD con 20 Mb liberi
8 Mb RAM

martedì 23 ottobre 2012

Secondo il DM del 12-7-11: "La scuola garantisce ed esplicita, nei confronti di alunni e studenti con DSA, interventi didattici individualizzati e personalizzati, anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato (PDP)". Ma nelle Linee Guida (3.1) si dice che "la scuola predispone, nelle forme ritenute idonee e in tempi che non superino il primo trimestre scolastico, un documento" … e ne specifica il contenuto. Pertanto si può decidere volendo di chiamarlo in modo diverso, ma un documento di programmazione è di fatto obbligatorio. 

Naturalmente si specifica che la scuola è tenuta ad applicare la L.170 solo in presenza di un DSA correttamente certificato. Negli altri casi può comunque personalizzare il percorso didattico e applicare lo stesso, anche se non sono obbligatorie, molte delle tutele previste da questa legge.  

domenica 21 ottobre 2012

Ecco a voi due ulitissimi strumenti compensativi creati dal I° Circolo Didattico di Rozzano (Mi), scuola in cui ho lavorano all'inizio della mia carriera...

  • "GRAMMAIUTO" consiste in due documenti (da incollare insieme) sottoforma di schemi e tabelle relativi  alla grammatica italiana:
  •  "MATEAIUTO" consiste sempre in due documenti (da incollare insieme) sottoforma di schemi e tabelle relativi alla matematica

Vi consiglio di scaricarli... sono veramente intuitivi, semplici e strepitosi!!!!

sabato 20 ottobre 2012

Letteriamo è un bel gioco online utile per bambini di classe prima elementare alle prese con l'acquisizione delle strumentalità di base in italiano.
I bambini potranno esercitarsi in mado divertente con l'alfabeto, le vocali, i suoni complessi (S, T, B, C, D, R, P, G, F),i suoni affini (SZ, BP, MN, TD, FV) e i suoni particolari (CQ, GL, GN, GHE, GHI, CHE, CHI QU, CU, H, SCI, SCE).

Si segnalano a volte diagnosi poco chiare, vaghe, ambigue… Esempio: difficoltà anziché disturbi di apprendimento, manca il riferimento alla specificità del disturbo, livello intellettivo limite equiparato
ai DSA, codice F81.9 e altri.
Per poter accedere alle tutele previste dalla L. 170 deve essere dichiarata in modo esplicito la presenza di almeno uno dei 4 DSA indicati nella Legge (art.1): dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia. Può inoltre essere indicato, in generale, un Disturbo Specifico di Apprendimento (con questa esatta formulazione), o uno dei codici ICD10 corrispondente, che sono:  F81.0 (dislessia), F81.1 (disgrafia e/o disortografia), F81.2 (discalculia), F81.2 (Disturbi misti delle capacità scolastiche: indica la presenza di due, o tre, dei precedenti). Da notare che il codice F81.9 è riferito ad un disturbo non specifico, e quindi non è DSA.
Che differenza c'è tra Certificazione, Diagnosi, Relazione?

I tre termini vengo usati con significati diversi, secondo i luoghi, le prassi e i contesti. In molti casi si parla di Certificazione in riferimento alla L.104 (con il sostegno), di Diagnosi per il DSA, mentre la Relazione contiene la descrizione delle difficoltà e delle potenzialità di un alunno ma senza diagnosi di DSA. 
È una distinzione che non è per nulla codificata ed è necessario, in ogni caso, esaminare attentamente il contenuto. Da notare che per attivare le tutele previste dalla L. 170 serve una dichiarazione di un'autorità sanitaria che ha il valore di una certificazione (nel senso che "certifica" la sussistenza di un DSA) indipendentemente da come venga chiamata.
20/10/2008 - 20/10/2012 
Auguri al blog BIANCO SUL NERO per i tuoi 4 anni di risorse didattiche!!!

20 ottobre 2012... è una ricorrenza per me molto importante... il ricordo di una notte lunga insonne ma piena di speranze... così precisamente 4 anni fa nasce il mio progetto di vita il blog BIANCO SUL NERO... chi l'avrebbe mai detto... 


Ora posso dire che ci sono riuscito nel mio piccolo a fare qualcosa di buono per gli altri... l'anno dopo nel 2009 il progetto cresce, nasce il profilo e il gruppo su facebook... che ormai rappresentano una grande community che conta più di 2.500 persone tra insegnanti, specialisti, associazioni, genitori e tanta gente comune... gente che possiede un grande ♥ e sensibilità per chi ha più bisogno.

Il mio augurio è quello di continuare verso questa strada... che Dio mi guidi verso la direzione giusta! 


venerdì 19 ottobre 2012

Le diagnosi hanno una scadenza? Si possono accettare diagnosi rilasciate diversi anni prima e mai aggiornate?
Attualmente la normativa non dice nulla sull'eventuale scadenza delle diagnosi che conservano pertanto la loro validità formale almeno per tutto il periodo degli studi. È possibile che l'argomento verrà affrontato nel decreto applicativo previsto dall'art. 7 della L. 170. 
Poiché le informazioni menzionate nella diagnosi sono però importanti per definire gli interventi didattici, in caso di diagnosi rilasciate da molto tempo la scuola può chiedere alla famiglia, nell'interesse dell'alunno, di aggiornare i documenti clinici redatti molto tempo prima.

Secondo la nuova normativa (legge 170/2010 e le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento) la diagnosi di DSA deve essere condotta in modo multiprofessionale e tale multidisciplinarietà deve risultare chiaramente dalla certificazione. Qualora rilasciata da uno specialista singolo dovrà essere validata dal SSN (Sistena Sanitario Nazionale) con modalità da definire a livello regionale (vedi MIURDSA prot. N. 1822)..."

In particolare... ai sensi dell’art. 3, comma 1, della Legge 170/2010, afferma che l’individuazione di alunni e studenti con DSA avviene mediante specifica diagnosi rilasciata dalle strutture specialistiche del Servizio Sanitario Nazionale. L’articolo citato dispone, inoltre, che le Regioni, nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio Sanitario Nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o da strutture accreditate.
Pertanto, il dettato della Legge innova quanto previsto dalla nota ministeriale prot. n. 26/A 4° del 5 gennaio 2005, ove era indicata la possibilità di avvalersi direttamente, per il rilascio della diagnosi, di specialisti o di strutture accreditate (vedi
Prot. MIURAOODGOS 3573 del 26 maggio 2011).
 

Quindi un qualunque ente sanitario (pubblico o privato) può produrre una certificazione di DSA... in caso di specialista singolo (e quindi non appartenente ad una equipe esamnatrice) la diagnosi sarà valida se validata dal SSN.

Ai sensi dell’art. 3, comma 1, legge 170/2010, l’individuazione di alunni e studenti con DSA avviene mediante specifica diagnosi rilasciata dalle strutture specialistiche del Servizio Sanitario Nazionale. L’articolo citato dispone, inoltre, che le Regioni, nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio Sanitario Nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o da strutture accreditate.
Pertanto, il dettato della Legge innova quanto previsto dalla nota ministeriale prot. n. 26/A 4° del 5 gennaio 2005, ove era indicata la possibilità di avvalersi direttamente, per il rilascio della diagnosi, di specialisti o di strutture accreditate.
Risulta tuttavia opportuno precisare, anche a seguito delle numerose segnalazioni provenienti dal territorio, che le disposizioni in parola hanno effetto solo a partire dall’entrata in vigore della stessa Legge, ossia dal 2 novembre 2010. Gli alunni e gli studenti, con diagnosi di DSA redatta anteriormente all’entrata in vigore della Legge, potranno quindi regolarmente usufruire degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previsti, sia nella normale attività didattica sia nell’ambito dei prossimi Esami di Stato (vedi Prot. MIURAOODGOS 3573 del 26 maggio 2011).

mercoledì 10 ottobre 2012


Negli ultimi tempi stiamo assistendo ad un "bum" di diagnosi di DSA tra gli studenti di ogni ordine e grado scolastico. Purtroppo la diffusione dei DSA senza una affrofondita conoscenza di questi distrurbi, genera errori di valutazione, facendo si che si classifichino come “disturbi” condizioni ascrivibili invece ad altre condizioni o a normali difficoltà.
Spesso non c'è chiarezza da diagnosi clinica (o relazione clinica) e diagnosi funzionale, ecc... Quindi è necessario che gli insegnanti sappiano:  
  • identificare un possibile disturbo discriminandolo dalla difficoltà
  • effettuare un corretto invio alla valutazione diagnostica specialistica;
  • leggere la diagnosi per trarne tutte le informazioni e le indicazioni operative necessarie, utili ad impostare correttamente il Piano Didattico Personalizzato.
In soccorso specialmente dell'ultimo punto vi consiglio la lettura di queste slide... esse forniscono informazioni e guidano passo passo, in modo abbastanza completo, la lettura di una diagnosi di DSA.

Clicca qui per scaricare le slide in formato . pdf, oppure vedi nella sezione DOCUMENTI a destra del blog. 

domenica 7 ottobre 2012

Ecco a voi i Software gratuiti per gli alunni con disabilità, risultato del Progetto azione 6-Nuove Tecnologie e Disabilità nel Ministero della Pubblica Istruzione...

L’azione 6 è consistito nella selezione e nel finanziamento di progetti di ricerca innovativi a sostegno, per mezzo delle tecnologie, delle attività connesse alla didattica speciale.

Ecco gli obiettivi generali dei progetti di ricerca:
  • individuare soluzioni efficaci e, possibilmente, immediatamente utilizzabili in relazione ai problemi, sollevati dall'uso delle tecnologie assistive in alcune specifiche attività scolastiche, che risultino ancora insoluti o non adeguatamente considerati.
  • elaborare strategie innovative per migliorare, per mezzo delle tecnologie, il coinvolgimento degli alunni disabili nelle attività scolastiche.

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