I test di screening per DSA hanno punti di forza e di
debolezza: se si intende misurare gli aspetti disfunzionali
neuropsicologici come indicatori forti della presenza del disturbo
bisogna ricorrere a prove strutturate, somministrate da personale
esperto, che indaghino, anche separatamente, le specifiche abilità di
lettura, scrittura e calcolo; di contro, misurare soltanto il livello di
lettura, scrittura e calcolo dell’alunno può condurre facilmente a
falsi positivi (ansia da prestazione, carenze didattiche o culturali,
etc) oppure, soprattutto nelle forme lievi o in soggetti che hanno ben
compensato il disturbo, ad avere dei falsi negativi (mancata
individuazione del soggetto che presenta il disturbo).
I questionari osservativi sono necessariamente meno specifici, ma
hanno il vantaggio di raccogliere informazioni più globali. Sono,
inoltre, uno strumento di primo screening più agile ed economico
rispetto a prove strutturate somministrate direttamente agli alunni.
Gli screening in età prescolare con prove somministrate ai bambini
Vista
l’importanza dell’identificazione precoce, si è sviluppato un filone di
ricerca che ha proposto strumenti utili a identificare i segni
predittivi di DSA prima dell’ingresso a scuola.
Soprattutto i deficit
della consapevolezza fonologica e del linguaggio orale e le iniziali
difficoltà di transcodifica vengono ritenuti validi indicatori di
rischio. Altri studi hanno identificato la memoria di lavoro come uno
dei maggiori indici predittivi delle difficoltà degli apprendi menti
scolastici.
Si tratta di prove difficilmente applicabili a scuola.
Per l'analisi delle competenze ortografiche, ecco alcuni test usati nella valutazione clinica, ma non esclusivamente:
Solo recentemente sono uscite delle prove che valutano anche la componente esecutiva/prassica della scrittura:
Esiste, poi, tutta una serie di strumenti di valutazione utili per verificare il livello di possesso di abilità che risultano essere trasversali all’apprendimento scolastico, come linguaggio, comprensione, motivazione, memoria e abilità metacognitive.
Ad
esempio molto utile per gli insegnanti che si trovano di fronte a
bambini in difficoltà che cadono nelle abilità trasversali o
nell’integrazione delle competenze sono:
Negli ultimi anni in Italia sono nati diversi progetti per
identificare i soggetti a rischio di DSA che si avvalgono di prove
computerizzate somministrate direttamente agli studenti e valutabili più
rapidamente, migliorando l'accettabilità dello screening e riducendone i
tempi:
Tutti gli strumenti fin qui elencati si basano su un diretto
coinvolgimento degli alunni al fine di misurare le loro abilità. E’
importante utilizzare i test in modo corretto, rispettando le
indicazioni che il test propone e la relativa valutazione.
Il questionario osservativo come screening in età prescolare e scolareUna
valida alternativa può essere rappresentata dai questionari
osservativi, cioè da strumenti che, attraverso una lista di domande sul
comportamento del bambino rivolte agli adulti di riferimento, osservano
gli atteggiamenti e le performance del soggetto e forniscono una
descrizione delle sue difficoltà ben osservabili e facilmente
descrivibili.
Osservazione a cui viene data grande importanza anche
dalle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli
studenti con DSA, allegate al Decreto ministeriale del 12 luglio 2011
(p. 5-6).
"2. Osservazione in classe (. . .) Alcune ricerche
hanno inoltre evidenziato che ai DSA si accompagnano stili di
apprendimento e altre caratteristiche cognitive specifiche, che è
importante riconoscere per la predisposizione di una didattica
personalizzata efficace. Ciò assegna alla capacità di osservazione degli
insegnanti un ruolo fondamentale, non solo nei primi segmenti
dell'istruzione - scuola dell'infanzia e scuola primaria - per il
riconoscimento di un potenziale disturbo specifico dell'apprendimento,
ma anche in tutto il percorso scolastico, per individuare quelle
caratteristiche cognitive su cui puntare per il raggiungimento del
successo formativo.
2.1 Osservazione delle prestazioni atipiche Per
individuare un alunno con un potenziale Disturbo Specifico di
Apprendimento, non necessariamente si deve ricorrere a strumenti
appositi, ma può bastare, almeno in una prima fase, far riferimento
all'osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento
interessati dal disturbo: lettura, scrittura, calcolo.
( ... ) Quando
un docente osserva tali caratteristiche nelle prestazioni scolastiche
di un alunno, predispone specifiche attività di recupero e
potenziamento. Se, anche a seguito di tali interventi, l'atipia permane,
sarà necessario comunicare alla famiglia quanto riscontrato,
consigliandola di ricorrere ad uno specialista per accertare la presenza
o meno di un disturbo specifico di apprendimento( .. .)"Osservazione
che viene estesa giustamente anche agli stili di apprendimento, in modo
che l'insegnante possa aiutare gli studenti a sfruttare a fondo i
propri punti di forza e ad intervenire sui propri punti deboli,
adottando opportune strategie.
"2.2 Osservazione degli stili di apprendimento
Gli
individui apprendono in maniera diversa uno dall'altro secondo le
modalità e le strategie con cui ciascuno elabora le informazioni. Un
insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente
facilita il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici. Ciò è
significativo per l'argomento in questione, in quanto se la costruzione
dell'attività didattica, sulla base di un determinato stile di
apprendimento, favorisce in generale tutti gli alunni, nel caso invece
di un alunno con DSA, fare riferimento nella prassi formativa agli stili
di apprendimento e alle diverse strategie che lo caratterizzano,
diventa un elemento essenziale e dirimente per il suo successo
scolastico".
L’utilizzo dei questionari osservativi rivolti agli
insegnanti ed ai genitori per l’identificazione dei segni critici di un
disturbo di apprendimento è quindi da considerarsi una procedura valida
in pieno accordo con le Linee Guida per i DSA (MIUR 2012), che
affermano l’importanza dell’osservazione negli alunni sia delle
prestazioni atipiche che degli stili di apprendimento da parte degli
insegnanti in tutto il percorso scolastico, già a partire dall’infanzia.
"Il
maggior interesse è rivolto alla scuola dell'infanzia e alla scuola
primaria, nelle quali è necessaria una maggior e più diffusa conoscenza
degli indicatori di rischio e una impostazione del lavoro didattico
orientata alla prevenzione. L'attività di identificazione si deve
esplicare comunque in tutti gli ordini e gradi di scuola; infatti,
sappiamo che tuttora molti ragazzi con DSA sfuggono alla individuazione
nei primi anni di scuola, mentre manifestano in maniera più evidente le
loro difficoltà allorché aumenta il carico di studio, cioè durante la
scuola secondaria e all'università" . L'individuazione tempestiva
permette, infatti, la messa in atto di provvedimenti didattici,
abilitativi e di supporto, che possono modificare notevolmente il
percorso scolastico e il destino personale di alunni e studenti con DSA.
Un progetto italiano di questo tipo per l'identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento è l’IPDA, (
Terreni et al., 2001, Erickson, Trento):
Questionario Osservativo per l'Identificazione Precoce delle Difficoltà
di Apprendimento che si avvale di un questionario, composto da 43 item
suddivisi in due sessioni (abilità generali e abilità specifiche), che
deve essere compilato dagli insegnanti dell’ultimo anno della scuola
materna.
Un altro progetto sviluppato all’interno del modulo di ricerca: "
Metodologie e tecnologie didattiche per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento"
del CNR ISAC-UOS di Torino è il Questionario sulle Abilità e gli
Atteggiamenti Cognitivi sempre rivolto ai bambini dell’ultimo anno della
scuola dell’infanzia, ma che, a differenza dell’IPDA, coinvolge
nell'osservazione di alcune abilità e caratteristiche del bambino, oltre
agli insegnanti, anche i genitori.
È intuitivo che la sensibilità di uno screening si incrementa con l’utilizzo contemporaneo di più fonti di informazione.
Secondo la Consensus Conference 3 (2011), infatti, per individuare i
bambini a rischio di DSA è fortemente raccomandato l’utilizzo
contemporaneo di più fonti, quali: l’anamnesi, i questionari ai
genitori, le valutazioni/previsioni degli insegnanti, le batterie di
screening.
Molto interessante è anche il Questionario
RSR-DSA per la rilevazione di difficoltà e disturbi dell’apprendimento, sempre sviluppato dallo stesso gruppo di ricerca del CNR.
È
un questionario osservativo, organizzato sotto forma di 2 diverse
check-list (per genitori e insegnanti), per Rilevare Situazioni sospette
o a Rischio di Disturbo Specifico di Apprendimento, che si avvale di
domande dirette a identificare indicatori squisitamente comportamentali
predittivi di DSA. Il questionario
RSR-DSA
consta di circa 50 domande, raggruppate in 9 diverse aree di
competenza, in modo da descrivere le capacità scolastiche del soggetto
con particolare riferimento alle abilità di lettura, scrittura e
calcolo, e da fornire alcune informazioni sulle abilità
neuropsicologiche di base (aree di linguaggio, attentivo-mnestica,
motorio-prassica, visuo-percettiva), sul comportamento (area
comportamentale) e sull' esperienza affettiva correlata
all'apprendimento scolastico (area emotivo-affettiva).
Proprio perché
i bambini con un DSA sviluppano in genere un personale stile di
apprendimento, caratteristiche cognitive specifiche e comportamenti
tipici, il questionario si propone di raccogliere informazioni a partire
dall’osservazione da parte degli adulti di riferimento.
Il questionario è diversificato per 4 fasce di scolari: primo ciclo della scuola primaria (classi 1
e e 2
e), secondo ciclo della scuola primaria (classi 3
e, 4
e e 5
e), scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado.
Il
questionario non può e non vuole avere nessuna valenza diagnostica e
può essere utile agli insegnanti per sottolineare eventuali carenze da
colmare con interventi didattici di recupero e potenziamento e per
mettere a punto strategie adeguate, valorizzando le caratteristiche di
ogni allievo. Occorre però precisare che il rilievo di un punteggio di
rischio non necessariamente è legato alla presenza di un vero e proprio
disturbo destinato a persistere nel tempo. Come in tutti gli screening, è
piuttosto un indicatore della presenza di una prestazione atipica, che
merita attenzione e può suggerire l'opportunità di avviare un lavoro di
potenziamento mirato al superamento della difficoltà.