• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

domenica 23 febbraio 2014

Se per i ragazzi con DSA la normativa è chiara (grazie alla legge 170)... non è altrettanto delineata per ciò che riguarda i BES. In questo articolo cercherò di delineare quale percorso dovrebbero intraprendere le istituzioni scolastiche nei confronti dei propri alunni che in corso d'anno devono sostenere l'esame di stato.

Il MIUR ha emanato il 24/04/2013 l'O.M. n° 13/13 che non arreca modifiche alla normativa precedente concernente gli esami di stato per gli alunni con disabilità. La novità dell'ordinanza è costituita dal comma 4 dell'art. 18 in cui si fa riferimento implicito agli alunni con altri Bisogni Educativi Speciali (svantaggio e disagio) di cui alla Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 ed alla C.M. n° 8/13.

La norma così recita:
"Per altre situazioni di alunni con difficoltà di apprendimento di varia natura, formalmente individuati dal Consiglio di Classe, devono essere fornite dal medesimo Organo utili e opportune indicazioni per consentire a tali alunni di sostenere adeguatamente l'esame di Stato."

È necessario elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni con BES, attraverso la redazione di un piano didattico personalizzato (PDP), che serva come strumento di lavoro per gli insegnanti e per documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate.
La scuola, fermo restando l’obbligo di presentazione delle certificazioni per l’esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA, sulla base di attente considerazioni didattiche e psicopedagogiche, può intervenire con strumenti compensativi o misure dispensative.

Misure educative e didattiche di supporto

Agli studenti con BES è garantito:
- l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico, che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
- l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;
- per l’insegnamento delle lingue straniere, l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell’esonero.

Agli studenti con BES sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione.

Quindi , per una corretta e completa valutazione è buona cosa che il Cdc/team docenti: 
  • definisca chiaramente che cosa, come e perché si sta valutando;
  • separi i contenuti della valutazione dalle capacità strumentali necessarie a condividerli e ad esplicitarli;
  • dedichi attenzione al processo più che al solo prodotto elaborato;
  • predisponga lo svolgimento delle verifiche secondo le condizioni abituali individuate per lo studente.
È inoltre necessario che nella stesura delle prove in itinere e finali ogni docente tenga conto in particolare degli obiettivi irrinunciabili e degli obiettivi essenziali della propria materia, anche nella prospettiva di un curricolo verticale, soprattutto al fine di evitare riduzioni del curricolo di studio che precluderebbero l’ottenimento di un titolo con valore legale.

Come indicato anche dalla nota MIUR del 22.11.2013, la scuola può intervenire nella personalizzazione in tanti modi diversi, informali o strutturati, secondo i bisogni e la convenienza; pertanto la rilevazione di una mera difficoltà di apprendimento non dovrebbe indurre all’attivazione di un percorso specifico con la conseguente compilazione di un Piano Didattico Personalizzato Inoltre, nel caso di difficoltà non meglio specificate, soltanto qualora nell’ambito del Consiglio di classe (nelle scuole secondarie) o del team docenti (nelle scuole primarie) si concordi di valutare l’efficacia di strumenti specifici questo potrà comportare l’adozione e quindi la compilazione di un Piano Didattico Personalizzato, con eventuali strumenti compensativi e/o misure dispensative. Non è compito della scuola certificare gli alunni con bisogni educativi speciali, ma individuare quelli per i quali è opportuna e necessaria l’adozione di particolari strategie didattiche.

Pertanto l’uso di strumenti compensativi e di particolari metodologie didattiche nel corso dell’anno scolastico, e fino al momento in cui il PDP eventualmente non decada, dev’essere finalizzato a mettere in grado lo studente di affrontare l’esame di licenza o l’esame di Stato con le stesse possibilità degli altri studenti della stessa classe, riducendo al minimo la fatica e le difficoltà conseguenti lo specifico BES.


Nel link che segue troverete l' OM con le parti evidenziate per gli alunni dsa.
Consultate anche questo documento dell'UST della LOMBARDIA http://www.istruzione.lombardia.gov.it/wp-content/uploads/2014/01/protlo45_13all1.pdf
Nell’area dei “bisogni educativi speciali”, è possibile individuare tre grandi sotto-categorie:
- della disabilità;
- dei disturbi evolutivi specifici;
- dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale (allievi stranieri).

All’interno dei disturbi evolutivi specifici rientrano:
- i DSA (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia);
- i deficit del linguaggio;
- i deficit delle abilità non verbali;
- i deficit della coordinazione motoria;
- i deficit dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD).

Da questa classificazione si evince che, con l’acronimo BES, si identificano diverse categorie di allievi con difficoltà di apprendimento a cui però la legge, e di conseguenza la scuola, deve rispondere con criteri differenti.

Nell’area dei “bisogni educativi speciali”, è possibile individuare tre grandi sotto-categorie:
- della disabilità [7];
- dei disturbi evolutivi specifici;
- dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale (allievi stranieri).

All’interno dei disturbi evolutivi specifici rientrano:
- i DSA (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia) [8];
- i deficit del linguaggio;
- i deficit delle abilità non verbali;
- i deficit della coordinazione motoria;
- i deficit dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD).

Da questa classificazione si evince che, con l’acronimo BES, si identificano diverse categorie di allievi con difficoltà di apprendimento a cui però la legge, e di conseguenza la scuola, deve rispondere con criteri differenti.

Come intervenire in presenza di alunni con BES?
È necessario elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni con BES, attraverso la redazione di un piano didattico personalizzato (PDP), che serva come strumento di lavoro per gli insegnanti e per documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate.

Cosa può fare la scuola?
La scuola, fermo restando l’obbligo di presentazione delle certificazioni per l’esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA, sulla base di attente considerazioni didattiche e psicopedagogiche, può intervenire con strumenti compensativi o misure dispensative [9].

Misure educative e didattiche di supporto
Agli studenti con BES è garantito:
- l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico, che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
- l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;
- per l’insegnamento delle lingue straniere, l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell’esonero [10].

Agli studenti con BES sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione.
- See more at: http://www.laleggepertutti.it/38846_bisogni-educativi-speciali-bes-aspetti-pedagogici-e-normativi#sthash.aOlwgPaf.dpuf
Nell’area dei “bisogni educativi speciali”, è possibile individuare tre grandi sotto-categorie:
- della disabilità [7];
- dei disturbi evolutivi specifici;
- dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale (allievi stranieri).

All’interno dei disturbi evolutivi specifici rientrano:
- i DSA (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia) [8];
- i deficit del linguaggio;
- i deficit delle abilità non verbali;
- i deficit della coordinazione motoria;
- i deficit dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD).

Da questa classificazione si evince che, con l’acronimo BES, si identificano diverse categorie di allievi con difficoltà di apprendimento a cui però la legge, e di conseguenza la scuola, deve rispondere con criteri differenti.

Come intervenire in presenza di alunni con BES?
È necessario elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni con BES, attraverso la redazione di un piano didattico personalizzato (PDP), che serva come strumento di lavoro per gli insegnanti e per documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate.

Cosa può fare la scuola?
La scuola, fermo restando l’obbligo di presentazione delle certificazioni per l’esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA, sulla base di attente considerazioni didattiche e psicopedagogiche, può intervenire con strumenti compensativi o misure dispensative [9].

Misure educative e didattiche di supporto
Agli studenti con BES è garantito:
- l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico, che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
- l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;
- per l’insegnamento delle lingue straniere, l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell’esonero [10].

Agli studenti con BES sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione.
- See more at: http://www.laleggepertutti.it/38846_bisogni-educativi-speciali-bes-aspetti-pedagogici-e-normativi#sthash.aOlwgPaf.dpuf

sabato 22 febbraio 2014

Genitori e insegnanti si trovano sempre più spesso alle prese con bambini “difficili”. In quest’occasione pensiamo, in particolare, a quelli che esibiscono un comportamento oppositivo-provocatorio, che può iniziare a presentarsi già dai 3 anni ma che diventa in genere più evidente e “problematico” con l’ingresso a scuola, quando aumentano cioè le richieste di adattamento alle regole
 Partiamo da cosa non fare, ossia da alcuni “errori educativi” comuni, da evitare perché possono facilitare l’insorgenza  o il mantenimento di condotte oppositivo-provocatorie:
  • permissivismo: la mancanza di regole definite impedisce al bambino di capire quali saranno le risposte dell’adulto alle sue azioni;
  • incoerenza: alternare punizioni e ricompense senza una ragione chiara, lasciandosi condizionare dal proprio stato d’animo (piuttosto che dall’oggettivo comportamento del bambino) lo disorienta;
  • iperprotezione: il controllo genitoriale eccessivo ostacola la crescita socio-cognitiva del bambino che, insicuro, può reagire con atteggiamenti di ribellione e sfida dell’autorità adulta;
  • uso eccessivo delle punizioni: ponendosi come modello d’apprendimento, la punizione rafforza la tendenza del bambino a risolvere i conflitti e imporre la propria volontà attraverso l’aggressività.
E ora, cosa fare:
  • concordare e far rispettare poche regole chiare che tutti dovranno osservare in casa o a scuola,  evitando la forma negativa (es.:  “parlare a voce bassa” invece di “non gridare”);
  • preferire i premi (per i comportamenti positivi, anche piccoli, che conducono alla condotta desiderata) alle punizioni e darli in breve tempo, altrimenti l’effetto comportamentale svanisce;
  • scegliere le punizioni (comunque mai fisiche) solo per comportamenti molto gravi (esplicito danno verbale o fisico agli altri);
  • preferire sempre la perdita di un privilegio (es. uscire o usare il pc) alla punizione (es. fare qualcosa di spiacevole);
  • ignorare le “esibizioni” del bambino, ossia rimuovere il rinforzo derivante dall’attenzione degli “spettatori”;
  • spiegare al bambino le motivazioni che rendono inadeguata la sua condotta, senza formulare giudizi (per non gravare sulla sua già bassa autostima) e suggerire modalità alternative indicandone i vantaggi;
  • individuare e agire sugli antecedenti del comportamento problematico (attenuare o modificare l’esposizione alle situazioni che normalmente conducono a comportamenti oppositivi).
Insomma, in sintesi, ogni comunicazione (regole, comandi, rimproveri) deve essere data nel modo più possibile diretto, chiaro e semplice, senza formulare giudizi sulla persona (per es. “avevamo stabilito questa regola, tu l’hai infranta, quindi, come avevamo stabilito devi rinunciare a questo” invece di “sei stato cattivo, ora niente tv!”; oppure “bravo, hai apparecchiato la tavola senza fartelo ripetere due volte, ti meriti un premio”, invece di “bravo, oggi ti sei comportato bene”). Inoltre, è possibile pensare di strutturare un programma a punti, guadagnati e persi in funzione di premi e punizioni. In quest’ultimo caso, però, è particolarmente importante che l’adulto assicuri al bambino la massima coerenza e impegno nel monitorarne il comportamento. 
Questi “terribili” bambini hanno insomma bisogno di limiti chiari entro cui muoversi, di sperimentare che possono essere gratificati e ricevere riconoscimento (affettivo e sociale) quando agiscono comportamenti positivi e di aggregazione. Hanno cioè bisogno di aumentare la propria autostima attraverso la relazione con l’altro e la costruzione di legami duraturi su cui far affidamento (invece di distruggerli). In questo percorso gli adulti hanno un ruolo fondamentale. 

 
Cercare di gestire i comportamenti di un bambino con Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) è difficile e spesso fonte di stanchezza, rabbia, frustrazione ed è proprio qui il primo punto da tenere sott’occhio (la nostra reazione emotiva), per cercare di aiutarlo ad “uscire” dal tunnel in cui lui stesso si è cacciato.
Ebbene si, perché al contrario di quanto si possa pensare ad uno sguardo superficiale e poco informato, i bambini con DOP non sono affatto felici di essere isolati dagli altri e di essere considerati dei “bulli”. In realtà loro sono i primi ad essere infelici e poco sereni per i loro comportamenti. Hanno una bassa autostima e si relazionano agli altri a partire da un pregiudizio profondamente radicato su se stessi e sul mondo “Tanto nessuno mi può soffrire, tanto vale attaccare per primo”. Somiglia a questa frase il ragionamento inconsapevole che un bambino con DOP fa a se stesso ed è proprio questo che dobbiamo cercare di avere presente nel tentare di aiutarlo.
  • Probabilmente già conosciamo alcuen strategie in merito, come:
  • Rinforzare i pochi comportamenti positivi,
  • stabilire chiare e semplici regole
  • prevedere conseguenze positive o negative quando vengono rispettato o infrante
  • Cercare di essere coerenti: se si è stabilito un premio o una punizione è bene applicarli!
Ma ciò su cui voglio porre l’attenzione è il tuo vissuto emotivo da genitore o educatore.
Come dicevo prima, infatti, emozioni come rabbia, frustrazione, senso di impotenza, possono essere frequenti e possono porre il genitore, o l’insegnante, in un atteggiamento che definirei di “ostilità di fondo inconsapevole”. Questo potrebbe portarci a cogliere sempre come sfida personale i comportamenti del bambino, in realtà ciò che il bambino in qualche modo vuole non è tanto sfidare, quanto “testare” l’affetto dell’altro. In qualche modo è come se dicesse “Vediamo se mi ami davvero, vediamo se mi vuoi ancora bene anche se sono così odioso e insopportabile, vediamo se mi resti accanto anche se ti faccio i dispetti!”.
E’ chiaro che non è facile relazionarsi con qualcuno che mette in atto questi “test” inconsapevoli, ma saperlo può aiutarci molto ad avere una visione totalmente diversa delle cose.
Cosa fare?
Volendo sintetizzare dovresti:
  • 1. ripetere a te stesso/a che il comportamento del bambino non è una sfida personale contro di te, ma che sta disperatamente cercando di capire se può fidarsi realmente del fatto che tu non lo abbandonerai
  • 2. ricordarti che è lui per primo a non sopportarsi e a pagare le conseguenze del suo comportamento
  • 3. non cadere nelle provocazioni, semplicemente applica le conseguenze concordate rispetto ad un comportamento negativo. Ricordati che se hai stabilito una conseguenza (ad es. se picchi il compagno, devi stare seduto sulla sedia di raffreddamento per almeno 3 min), è importante che tu sia sicuro che sarai in grado di farla rispettare. Evitare assolutamente di promettere un premio o una punizione che poi non si è in grado di far rispettare
  • 4. Applicare la punizione (che preferisco chiamare “conseguenza”) comunicandola con dispiacere e MAI CON RABBIA, il bambino deve sentire che sei realmente dispiaciuto di doverlo punire e non che ne sei soddisfatto, deve capire che avresti preferito evitare, ma sei costretto perché lui capisca bene il tipo di conseguenze che può avere un certo suo comportamento, oppure perché se continua può farsi del male o farne ad altri!
  • 5. Infine ricorda che “Il bambino che ha più bisogno di amore, lo chiederà nei modi meno amorevoli”.
 (Fonte: http://www.forepsy.it/).

giovedì 20 febbraio 2014

Ed ecco un emozionante video su chi sono i bambini con ADHD e le loro potenzialità se riabilitati e seguti! Buona visione!!!!
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martedì 18 febbraio 2014

Il portale abcteach (sito web in lingua inglese) comprende migliaia di attività per l'apprendimento dell'inglese, inclusi fogli di lavoro stampabili, flash card, poster, presentazioni audiovisive e giochi interattivi. Forniamo un ampio assortimento di attività per aiutare i tuoi studenti nell'apprendimento dell'inglese, inclusi vocabolario, comprensione della lettura, suggerimenti per la scrittura e altro. Grazie ai straordinari strumenti abctools®, potrai persino creare i tuoi fogli di lavoro personalizzati sia in inglese che nella lingua madre. abcteach dispone anche di materiale in lingua inglese per materie come Scienze, Matematica, Studi Sociali e molte altre tematiche.

Ecco il link di riferimento:

Vi consiglio di visitare il sito perchè ne vale la pena... è fornitissimo!

domenica 16 febbraio 2014

L'Autismo è una delle sindromi che più fa paura... in parte perchè negli studi scientifici c'è molta confusione per le molteplici teorie e studi. Spesso lo si fa risalure ad un disturbo proveniente dai vaccini, da cause metaboliche e genetiche-multifattoriali. Raramente nei manuali della neuropsichiatria troviamo capitoli che mettono in relazione l'autismo con altri disturbi (tale rapporto è noto con il termine "comorbilità"). Eppure esistono situazioni dove più disturbi coesistono e penso che nel caso dell'autisto non sia facile individuarlo pienamente e trovare le possibili risposte e di conseguenza risorse e metodi per provvedere ad una riabilitazione.
Sul Web sono note le ricerche di Alfred Tomatis (studioso che ha svolto pionieristiche ricerche sul rapporto tra facoltà di ascolto, psicologia, sviluppo della memoria e comunicazione. Ha consacrato la sua attività allo studio della voce e dell’emissione vocale, inventando apparecchi per il trattamento dei disturbi del linguaggio, dell’ascolto e del comportamento) sulle cause della dislessia che hanno evidenziato che la mancata padronanza del linguaggio scritto è dovuta ad una difficoltà di comunicazione avvenuta nella prima infanzia da parte del bambino. Tomatis considera il linguaggio non solo come sistema di apprendimento linguistico o semantico, ma come il bisogno di comunicare che nasce in tutto il corpo.
La dislessia è un disturbo della comunicazione che si esprime attraverso il linguaggio. Il linguaggio nasce dalla scoperta del sè e dalla capacità di usare con abilità il proprio corpo. I dislessici sono bambini che non arrivano a questa capacità perché non hanno imparato ad ascoltare, non solo attraverso l'udito, ma con tutto il loro corpo. Questo studioso mette in risalto anche un medodo di riabilitazione, vi consiglio per maggiori informazioni di leggere questo articolo: http://www.riequilibrio.com/content/view/23/1/

In collegamento alla teoria di Tomatis vedo personalmente molto vicina (per certi versi ci sono diversi collegamenti) la Teoria della Coerenza Centrale Debole (chiamata anche Teoria della Coerenza Centrale) che  suggerisce che uno stile percettivo-cognitivo, vagamente descritto come una capacità limitata per comprendere il contesto o per “vedere il quadro generale”, sottostà alla perturbazione centrale nell'autismo e agli altri disturbi relazionati con lo spettro autistico.
La Teoria della coerenza centrale cerca di spiegare come alcune persone diagnosticate di autismo possono dimostrare alcune capacità straordinarie in materie come la matematica e l'ingegneria, e ciononostante hanno grosse difficoltà con le capacità del linguaggio e mantengono la tendenza di vivere isolati dalla vita sociale. Questa teoria si trova tra i modelli concettuali più prominenti che cercano di spiegare le anormalità delle persone con autismo, nelle attività che coinvolgono i processi cognitivi globali e locali.
Uta Frith (Studiosa già conosciuta per i suoi studi sul Modello di funzionamento della lettura-scrittura), della University College London, presentò la sua Teoria della Coerenza Centrale Debole alla fine degli anni ’80. Frith suppose che le persone con tratti autistici pensano tipicamente sulle cose in termini dei loro componenti più piccoli possibili. La sua ipotesi è che i bambini con autismo percepiscono i dettagli meglio che le persone normali. ma che sono incapaci di comprendere o di percepire cos'è importante in una situazione, perché danno molta importanza ai dettagli ("vedono gli alberi, ma non la foresta"), condizione che è al di fuori del loro controllo o volontà.
Questa teoria porta a considerare che le persone affette da autismo:
  • hanno la capacità di pensare in concetti
  • hanno la capacità di riconoscere cause ed effetti
  • hanno l'abilità di vedere, percepire, considerare le relazioni fra i diversi oggetti, parole, situazioni, ecc.
  • pensano in dettagli, pensano in modo molto concreto
  • e questo può portarli ad essere inflessibili e a rifiutare cambiamenti nei loro modelli giornalieri di comportamento.
E come menzionavamo prima, le persone autistiche hanno:
  • Difficoltà nell'interazione sociale
  • Difficoltà nella comunicazione
  • Difficoltà nell'immaginazione

Certo c'è da dire che gli psicologi e in generale gli specialisti che si occupano nel diagnosticare i vari disturbi e sindromi hanno un compito sicuramente non facile, in quanto nel panorama dei distubi mentali esistono diversi quadri clinici con situazioni di comorbilità difficile da individuare e riconoscere.

Vi lascio con un video pubblicato da un caro amico che si occupa di Autismo da una vita... potrebbe esservi di aiuto:
Ed ecco una serie di consigli sugli strumenti compensativi (raccolti dal Centro Territoriale di Supporto della Basilicata) che si possono utilizzare per i DSA, e dove fornirvi di mappe concettuali e schemi (link):
  • GOOGLE TOOLBAR: per la ricerca all'interno del Pc di documenti precedentemente salvati;
  • Libro parlato: Testi trasformati in file audio o tramite l'uso di software o registrati da persone
  • Enciclopedie multimediali: Tutte le enciclopedie reperibili in rete o le enciclopedie acquistabili su CD o DVD. E' consigliato l'uso delle enciclopedia per evitare al ragazzo dislessico la ricerca da elenco delle parole e per consentire la lettura dei risultati tramite lettori di testo;
  • Dragon Naturally Speaking: software di dettatura vocale. Trasforma la voce in file testuali evitando al ragazzo dislessico di dover "scrivere";
  • Scanner: necessari per poter catturare tramite OCR i testi, trasformarli in formato digitale e/o audio e poterli far leggere al PC o trasformarli in file audio
  • IRISPEN - Scanner a penna: Legge il testo come un normale scanner e lo trasferisce sul PC per la sua lettura;
  • Traduttore automatico: traduce automaticamente il testo in altre lingue.
  • OCR: software per la cattura del testo tramite uno scanner;
  • Podcast: insieme di oggetti multimediali che vanno a costituire una lezione;
  • SuperMAppe: software per la costruzione di mappe concettuali con sintesi vocale
  • SUPER QUADERNO: software per ragazzi DSA della Scuola Primaria
  • CARLO II: editor di testi dotato di sintesi vocale che facilita i processi di lettira e scrittura in ragazzi DSA
  • Carlo Mobile V6: software per soggetti dislessici
  • Kurzweill: software per soggetti dislessici
  • Super quaderno: software per soggetti dislessici
  • Super mappe: software per soggetti dislessici
  • CMAP: software per la costruzione di mappe concettuali
- Siti con mappe concettuali e programmi da scaricare per ragazzi con DSA
http://www.pianetascuola.it/risorse/media/primaria/adozionali/rino_scienze/viventi/argomenti.html

http://www.treebook.it/audiolibri-gratis/favole

- Programma per generare schede per il pregrafismo o per migliorare la grafia
http://centros2.pntic.mec.es/cp.de.soto.de.la.vega/htm/caligrafia.htm

GRECO
http://www.poesialatina.it/Greek/Index.htm

FRANCESE
http://franceseenonsolo.blogspot.com/


MATEMATICA
http://www.saroalioto.it/mappe/ari1.htm
http://www.saroalioto.it/mappe/ari2.htm
http://www.math.it/formulario/index.htm
http://www.batmath.it/index.asp
http://www.recuperodidattico.it/MatematicaOperazioni2.htm#ADDIZIONI
http://www.recuperodidattico.it/MatematicaOperazioni2.htm#MOLTIPLICAZIONE
http://www.recuperodidattico.it/MatematicaOperazioni2.htm#GIOCHI
http://www.recuperodidattico.it/MatematicaTabelline2.htm
http://www.recuperodidattico.it/MatematicaOperazioni3.htm
http://www.recuperodidattico.it/SimulazioniDidattiche.htm


OPERAZIONI
http://cmapspublic.ihmc.us/rid=1196635011526_2012073132_11664/Le%20operazioni%20fondamentali.cmap


ADDIZIONE
http://cmapspublic3.ihmc.us/rid=1074815742501_1567780190_547990/addizione.cmap

http://cursa.ihmc.us/rid=1086380381699_764852779_5207/Addizione.cmap


SOTTRAZIONE
http://cursa.ihmc.us/rid=1086380381699_22168283_5208/SOTTRAZIONE_SAND.cmap

http://cursa.ihmc.us/rid=1086380381699_400413878_5178/Sottrazione.cmap


MOLTIPLICAZIONE
http://cursa.ihmc.us/rid=1086380381699_1867465607_5234/moltiplicazione.cmap


DIVISIONE
http://cursa.ihmc.us/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1117406704032_1539985057_10512&partName=htmltext


INSIEMI
http://cmapspublic2.ihmc.us/rid=1224218515275_1632602500_8705/INSIEMI.cmap


FRAZIONI
http://cursa.ihmc.us/rid=1115585819490_158055503_3473/FRAZIONI_domenico_luca.cmap


MISURA
http://cursa.ihmc.us/rid=1115585819500_1682264429_3495/LA%20MISURA.cmap

http://sostegno.forumattivo.com/la-didattica-f3/le-mappe-concettuali-t112-15.htm


GEOMETRIA
http://www.saroalioto.it/mappe/geo1.htm
http://www.saroalioto.it/mappe/geo2.htm

http://cursa.ihmc.us/rid=1115585819490_1018734950_3469/LA%20GEOMETRIA.cmap

http://cmapspublic2.ihmc.us/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1224131938562_105584060_8244&partName=htmltext


POLIGONI
http://cmapspublic3.ihmc.us/rid=1074815737536_1761743646_536859/poligoni.cmap
http://cmapspublic.ihmc.us/rid=1069780347210_27430005_734/POLIGONI.cmap


TRIANGOLI
http://map.dschola.it:8001/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1111170705406_1528374178_121&partName=htmltext


QUADRILATERI
http://cmapspublic2.ihmc.us/rid=1114802406671_1925230570_12675/quadrilateroRN.cmap

http://cursa.ihmc.us/rid=946683043304_1406649562_1308/quadrilateri2.cmap

http://cursa.ihmc.us/rid=1142333497154_845252137_1806/i%20quadrilateri_rev_mechelli.cmap

http://cursa.ihmc.us/rid=946694989420_711398921_2192/quadrilateri_chiatti.cmap


CERCHIO
http://cursa.ihmc.us/rid=1115585819490_1209355810_3476/cerchio_Martina.cmap

http://map.dschola.it:8001/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1125865180366_973330171_2582&partName=htmltext

http://cursa.ihmc.us/rid=1115585819490_1143440310_3466/Cerchio.cmap


TRAPEZI
http://cursa.ihmc.us/rid=1115585819490_1201448834_3457/TRAPEZI_francesca_lorenza.cmap

http://cursa.ihmc.us/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1117357777209_1042782268_2021&partName=htmltext

http://cursa.ihmc.us/rid=1115585819490_1061463162_3477/2°TRAPEZI.cmap

ROMANTICISMO
http://cmapspublic.ihmc.us/rid=1105311764015_1545596969_4526/Romanticismo.cmap

SECONDA GUERRA MONDIALE
http://cmapspublic.ihmc.us/rid=1080979930954_746931558_1228/1939.cmap

ILLUMINISMO ITALIANO
http://cmapspublic.ihmc.us/rid=1140104706416_1060038385_1604/illuminismo%20italiano.cmap

FEUDALESIMO
http://cmapspublic.ihmc.us/rid=1140013309749_1942141274_58/il%20feudalesimo.cmap

http://dislessia.myblog.it/list/utilita/il_feudalesimo_rev.jpg
AGGETTIVO
http://dislessia.myblog.it/list/utilita/mappa_20aggettivo.jpg

IL NOME
http://dislessia.myblog.it/list/utilita/il_nome.jpg

IL VERBO
http://dislessia.myblog.it/list/utilita/schema_di_sintesi_sul_verbo.doc
http://www.mindomo.com/demo.htm;jsessionid=42359F7FB933EE5A861C3A8578681FF2 (mappe online)

giovedì 13 febbraio 2014

Non è semplice parlare di nuovo... ogni tanto, forse ispirato dalle vicende della vita e dall'incontro con nuove realtà ed esperienze, mi imbatto sempre in riflessioni che risultano estremamente delicate. Ci ritroviamo di fronte a grandi problemi che difficilmente sono facili da affrontare eppure bisogna PARLARNE e COMBATTERLE in ogni modo... ognuno sceglie il suo, ognuno sceglie la propria via e strada per lasciare una grande eredità che fondamentalmente è un po' di noi stessi e dei nostri valori!
Vito Cristella è un ragazzo, padre di famiglia, che è affetto da una malattia che fa paura... la SCLEROSI MULTIPLA (CCSVI).
Lui merita veramente tanto affetto e tanta stima per il suo di coraggio e per la sua TESTIMONIANZA diretta verso la sua lotta e quella di tutte le persone sofferenti e dei loro più cari familiari... vi invito a vedere questo video:


A Vito va un grande abbraccio e con lui dovremmo tutti combattere al suo fianco...

domenica 9 febbraio 2014


Ho elaborato per la mia scuola un modello PDP specifico per la Scuola dell'Infanzia e rivolto agli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES)...

Per visualizzarlo e scaricarlo cliccate qui!

Ricordo che: non esistono riferimenti legislativi  che diano indicazioni dettagliate sulla valutazione dei BES (è a discrezione dell’insegnante), anche se sulla direttiva di dicembre, ed ora sulla circolare del 6 marzo, si dice di estendere la normativa dei DSA anche per i BES, compreso la preparazione di un PDP e l'uso degli strumenti necessari per portarli a raggiungere gli obiettivi previsti. 

venerdì 7 febbraio 2014

Sono se sia corretto scrivere e dare queste informazioni... c'è da dire che oggi più che mai si nota come diverse sentenze e diverse riviste scientifiche asseriscono che alcune sindromi tra cui l'AUTISMO siano correlate con la somministrazione in età pediatrica dei vaccini obbligatori!
Famoso, per esempio, è il Dott. Montinari e il suo protocollo... e altri rilevanti traccie che mettono in dubbio che i vaccini siano totalmente innocui per la salute... anzi che da dire che spesso sono ricchi di metalli come il mercurio, piombo, ecc... e mi sorge così una domanda: è se un bimbo fosse allergico a qualche componente che costituisce il vaccino???  Dalle classificazioni e dagli studi sappiamo che l'autismo si manifesta dai 3 anni in poi... i dubbi nascono e chi ha già un figlio autistico può volere optare per la NON vaccinazione dei successivi fratellini...
L'avvocato Saverio Crea ha pubblicato un articolo interessante sul sito http://www.medicinenon.it che raccoglie alcune informazioni, offrendo un VADEMEUM per avere la possibilità di non vaccinare i propri bambini, sfuggendo anche agli obblighi scolastici [leggi qui per i dettagli; anche l'obbligo scolastico può essere tranquillamente assolto dai non vaccinati].

Allora... eccovi un vademecum per poter esercitare il diritto alla obiezione vaccinale in modo corretto, e senza conseguenze giuridiche di rilievo [a parte una possibile mini multa, che molte Regioni ormai nemmeno applicano o hanno abolito...].
Prima di tutto, è necessario che il dissenso alle vaccinazioni sia scritto e motivato.
Quando arriva la comunicazione dell’incontro fissato per le vaccinazioni, rispondete al mittente (per raccomandata e ricevuta di ritorno) dichiarando, entrambi i genitori, la volontà di non voler vaccinare i propri figli, per le ragioni che seguono:
  1. mancata allegazione dei foglietti illustrativi [i cosiddetti bugiardini] dei vaccini, oltre che mancata precisa indicazione dei lotti vaccinali completi di tutti i dati identificativi dei farmaci che si intenderebbero utilizzare;
  2. come conseguenza di 1, mancata indicazione precisa dei rischi alla salute e delle comuni reazioni indesiderate legati ai vaccini, e mancata promozione della conoscenza della legge 210 del 1992 in materia di danno da vaccino, che deve essere obbligatoriamente portata a conoscenza delle famiglie prima della profilassi vaccinale;
  3. impossibilità oggettiva per la ASL di adempiere alla normativa nazionale sulle vaccinazioni obbligatorie, perché sprovvista delle dosi monovalenti degli unici vaccini obbligatori nel nostro Paese, ossia antipolio, antiepatite B antidifterica ed antitetanica;
  4. mancata effettuazione di test preventivi di tipo genetico, immunitario, allergologico e di ricerca di intolleranze alimentari su genitori e bambino, indispensabili per verificare una possibile idiosincrasia ai vaccini dell’organismo del soggetto ricevente [cliccate qui per maggiori informazioni a riguardo].
Ovviamente, non dovete presentarvi all’incontro indicato nella comunicazione della ASL, né firmare alcun modulo o prestampato, ma limitarvi a spedire la vostra lettera raccomandata.
In alcune Regioni e territori ci sono specifiche normative a tutela degli obiettori, ma questa procedura ha valore per tutto il territorio nazionale.

Per chi volesse avere un’idea quanto può essere semplice e diretta un’obiezione vaccinale incontestabile può scaricare questo Modello di Obiezione Vaccinale

venerdì 31 gennaio 2014

Lapbook è una cartelletta online che raccoglie dei mini-libri stampabili (o da creare) di diverso formato (libri, quaderni, verifiche).                                                         

Lavorare con i lapbook è:
  • economico, perché i materiali per realizzarli costano pochissimo;
  • creativo, perché ogni lapbook è diverso dall’altro;
  • plurale, perché, invece del libro di testo, si utilizzano la biblioteca e il web;
  • facile, perché si può cominciare con i modelli stampabile.
Il lapbook è utile nei casi di DSA perché utilizza
  • molte immagini;
  • testi brevi e semplici;
  • una mappa concettuale;
  • forme e contenuti coerenti.
Ci sono diverse idee molto carine da stampare o costruire insieme ai nostri alunni... un esempio è un utile strumento compensativo per l'analisi grammaticale.... guardate voi stessi:


...vi consiglio di visitare questo sito http://sololapbook.wordpress.com/



domenica 26 gennaio 2014

Quali sono i compiti dei Collaboratori Scolastici nei confronti degli alunni con disabilità?
Ai collaboratori scolastici è affidata la cosiddetta "assistenza di base" degli alunni con disabilità. Per assistenza di base si intende l'ausilio materiale agli alunni con disabilità all’interno della scuola, nell'accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell'uscita da esse. Sono comprese anche le attività di cura alla persona, uso dei servizi igienici e igiene personale dell'alunno con disabilità. Ma non è solo questione di “accompagnarlo in bagno”. In una scuola inclusiva l’assistenza di base è parte fondamentale del processo di integrazione scolastica e attività interconnessa con quella educativa e didattica. Se coinvolto in questo modo, il collaboratore scolastico partecipa al progetto educativo e collabora con gli insegnanti e la famiglia per favorire l’integrazione scolastica (CM 3390/2001)
Vi sottopongo un materiale davvero utile per i casi di bambini e ragazzi affetti di autismo, si tratta di una Scheda osservativa per la valutazione delle funzioni di base di soggetti autistici...

venerdì 24 gennaio 2014

Vi propongo tre diverse raccolte di schede di lavoro pronte per la stampa, utili per il recupero della disgrafia:

  •  disgrafia 1
  • disgrafia 2
  • disgrafia 3 
  • Le consegne sono in lingua spagnola ma non condizionano l'impiego, assolutamente intuitivo.


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