• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

martedì 18 settembre 2012

Spesso è difficile trovare il "segreto o la formula giusta" per aiutare ed educare un bambino con autismo.
Ogni caso è completamente diverso... ma fa parte anche dell'unicità umana e dell'esser speciale!
E' utile il confrontarsi con chi ha esperienza... oltre agli specialisti penso che sia utile il confronto e il passaggio di informazioni tra coloro che vivono questa situazione in prima persona.
Un carissimo amico di facebook Alessandro Capobianchi, papà di un bambino con autismo, ha messo in pratica questa forma di passaggio di consegna di tutto ciò che potrebbe essere di aiuto non solo ad altri genitori ma anche a tutti gli operatori del settore educazione e scuola!

Alessandro nel suo profilo facebook (clicca qui per contattarlo su fb) condivide pensieri ed esperienze ma anche informazioni sul mondo dell'autismo! In particolare sta mettendo a disposizioni consigli e buone prassi che possono aiutare questi bambini e le loro famiglie... lui stesso afferma: "non sono metodi inventati da me, ma metodi educativi con i quali ho lavorato con i miei figli... ho deciso di cambiare la mia vita e quella dei miei figli, semplicemente facendo quello che gli altri non fanno o non hanno il coraggio di fare... spero di aiutarne quanti più posso e di trascinare con me quante più persone possibili."

Naturalmente non c'è una ricetta che vada bene per tutti i ragazzi, ma con alcune personalizzazioni è possibile aiutarli e raggiungere l'obiettivo che ci si è proposti .

 Ecco alcuni consigli di papà Alessandro, riguardano 5 fasce:
  • linguaggio
  • socializzazione
  • autonomia
  • livello cognitivo
  • livello motorio
      
    •  IL BAMBINO GUARDA UNA PERSONA CHE SI MUOVE SOTTO IL SUO SGUARDO?
     
    Che cosa fare:

    1) mettere il bambino seduto in modo che possa vedere ciò che lo circonda. Attraversa il suo campo visivo e osserva se segue i tuoi movimenti.

    2) mentre parli al bambino sorridigli oppure usa un oggetto che produca un rumore per stimolarlo a guardare.

    3) guadagna l'attenzione del bambino parlando, sorridendo e standogli molto vicino. Gradualmente spostati nel suo campo visivo sempre cercando di mantenere il contatto con lo sguardo. Continua a vezzeggiare e lodare il bambino. Man mano che al bambino diventa facile seguirti nello spostamento portati più in là
    .

    • TENDE L MANO E SI AVVICINA VERSO I FAMLIARI?
     
    Che cosa fare:

     1) il contatto fisico è molto importante, quando gli tendi le braccia incoraggialo a fare altrettanto e chiedigli se vuole venire da te.

    2) incoraggia anche gli altri familiari e le figure che ruotano intorno al bambino, a fare la stessa cosa...anche a scuola

    3) quando il bambino cerca l'attenzione dell'adulto stagli di fronte e mettiti alla sua altezza e fai in modo che un altro da dietro, guidi fisicamente il bambino. Loda comunque il bambino, anche se non ha avuto bisogno di aiuto. Continua passando via via ad aiuti minori, se necessario; per esempio toccagli le braccia.
     



    • EMETTE VOCALIZZI IN RISPOSTA ALL'ATTENZIONE. 
     
    Che cosa fare
    1) quando il bambino fa vocalizzi, rispondigli rimandandogli i stessi suoni.

    2) Quando ti prendi cura di lui/lei, ogni volta che lo camb
    i, gli dai da mangiare, lo tieni tra le braccia, rivolgiti al bambino con piccoli suoni gutturali, come fosse un neonato. Ad ogni suono del bambino abbraccialo, sorridi, accarezzalo per incoraggiarlo...
    Non sottovalutare l'età più adulta, il cervello di un bambino di 4/5 anni è pari a quello di 2/3.



    • EMETTE VOCALIZZI PER RICHIAMARE L'ATTENZIONE?

    Che cosa fare :

    1) Quando il bambino piange o strepita per un motivo legittimo, ad esempio perchè ha fame o perchè è sporco, oppure
    ha sete, prenditi cura di lui, ma fallo cercando di capire il bisogno del vocalizzo, contestualizzando l'oggetto che vuole.

    2) Fai vedere al bambino il cibo o il giocattolo preferito. Non anticipare ogni suo bisogno. chiedigli che vocalizzi per ottenere ciò che vuole.

    3) rispondi al gioco verbale del bambino con un sorriso e ripeti i suoni prodotti da lui/lei

    4) se il bambino smette di piangere e inizia a far vocalizzi, allora concentrati e occupati prontamente di lui/lei e sorridigli




    • SI TENDE VERSO L'OGGETTO OFFERTO?

    Che cosa fare:

    1) usare oggetti luminosi o qualsiasi altro gioco purchè uno dei giochi del bambino. Offrigli l'oggetto tenendolo vicino alla man
    o del bambino. Se tende la mano daglielo. Nel porgere l'oggetto agitalo o battilo leggermente per attirare la sua attenzione. Se non tende la mano da solo guidalo tu verso l'oggetto.

    2) tieni il bicchiere o una boccetta con un succo o un liquido a piacere del bambino e di fronte al bambino. Aspetta che sia lui/lei a chiederlo ( questo potrebbe richiedere pochi secondi o alcuni minuti) e tendere la mano prima di darglielo.

    3) porgi la mano per incoraggiarlo ad afferrare l'oggetto. Guidalo fisicamente se necessario.

    4) offri al bambino un oggetto. Se non lo prende, accarezza delicatamente con l'oggetto il palmo della sua mano e fagliela richiudere sull'oggetto.

    5) parla col bambino mentre fai tutto ciò. Se allunga la mano sorridi.



    • GIOCA INCURIOSITO PER 10 MINUTI?

    Che cosa fare:

    1) procurati giocattoli morbidi, sonagli, una coperta o un materassino . Altri oggetti come cucchiai, tazze di plastica possono
    essere attraenti quanto giocattoli commerciali.

    2) il bambino può stare seduto ad un tavolo o a terra sul tappeto.

    3) Cambia spesso i giocattoli che la posizione del bambino, utilizza anche attività come il banchetto da lavoro o il tavolo delle attività. Mettilo vicino ad una finestra, eventualmente, cosicchè possa guardare fuori.

    4) in questo periodo accendi la radio o metti della musica , perchè gli sia di compagnia.

    5) sistema su una delle pareti delle grosse forme geometriche di carta e una faccia felice di circa 20 cm di diametro. Ogni tanto cambia la posizione dei disegni. Rinforza il bambino quando gioca per periodi di tempo sempre più lunghi.



    • OCCUPATI DI LUI/LEI, PER POCHI MINUTI, CERCA IL CONTATTO ON LO SGUARDO?

    Che cosa fare:
     
    1) quando ti prendi cura delle bambino, delle sue necessità, fai dei versi con la voce ed es
    agera con la mimica per incoraggiarlo a guardarti. se il bambino, volta con gentilezza la sua testa verso di te. Quando ti guarda sorridigli ...sempre. Il bambino, può guardare anche altrove, ma per lo più deve guardare il tuto viso.

    2) Se perde il contatto con il tuo sguardo per un po', recupera la sua attenzione chiamandolo/a per nome o agitando un oggetto.

    3) sorridi quando ti guarda. Fai in modo che, intorno, l'ambiente non offra molte distrazioni.
     



    • BATTE LE MANI?

    Che cosa fare:

    1) Metti le mani nelle tue e battile insieme dicendo: ''batti le manine''. Loda il bambino mentre fa ciò.

    2) riduci la pressione delle mani del bambino appena senti che fa sempre più da sè.

    3) dì: ''batti le manine'' mentre batti le mani. incoraggialo a fare altrettanto. Ricompensalo sorridendo ridendo e lodandolo.

    4) batti sempre le mani quando il bambino fa qualche cosa che ti piace o fa l'azione giusta, questo lo/la aiuterà a comprendere la differenza tra giusto e sbagliato. Incoraggialo a ripetere...
     


    • UNA CAPRIOLA IN AVANTI CON AIUTO...

    Che cosa fare:
    Ricorda le tre fasi..ti dico come si fa, ti faccio vedere come si fa, fallo...

    1) mostrargli una capriola facendone tu una o più di una.

    2) aiuta il bambino a tenere la testa in giù, mentre ruota, tienilo e spingilo quando rotola. Tieni per sicurezza la mano dietro il suo collo per proteggerlo.

    3) fai la capriola col bambino facendo in modo che imiti tutti i movimenti necessari al raggiungimento della capacità, ad esempio, si mette sulle mani e sulle ginocchia imitandoti, piega la testa, sempre su imitazione, e così via finchè non sia completa la sequenza.

    4) metti in posizione il bambino con le ginocchia fisse, testa e mani appoggiate sul pavimento. Ricordagli di piegare la testa e guidalo fisicamente a portare avanti i piedi per capovolgersi. riduci gradualmente l'aiuto usando suggerimanti verbali tipo ''cammina'', ''giù la testa'', ed una spinta gentile mentre dici ''sù''. rinforzalo con grandi sorrisi, elogiandolo e battendo le mani.

    • UNA CAPRIOLA IN AVANTI...SEMPRE CON AIUTO per bimbi più grandi o più avanzati:

    1) mostra al bambino come fare le capriole facendone alcune in modo che ti osservi attentamente.

    2)
    metti le mani del bambino ''a piatto'' sul pavimento. Piegagli la testa sotto, così che rotoli sulla nuca. Aiutalo a sollevare le gambe. riduci gradualmente gli aiuti.

    3) quando il bambino è in posizione per la capriola digli di spingere con i piedi. Elogia i miglioramenti ed il successo.

    4) usa uno sgabello o una pila di cuscini ed una stuoia o un tappeto. Aiuta il bambino ad appoggiarsi sullo sgabello con la pancia mentre testa e spalle sporgono sull'orlo verso il tappetino; fà che il bambino si sposti in avanti. Aiutalo a ruotare mentre dici '' gira''. rinforzalo per ogni buona capriola..anche con il solletico.
    Se necessario far vedere come si fa
    ...

    • USA PAROLE O GESTI CHE INDICANO IL BISOGNO DI ANDARE IN BAGNO?

    Che cosa fare:

    1) usa le stesse parole ogni volta che gli parli di andare in bagno ed usa quelle stesse parole quando il bambino vede che ci vai tu. Quando il bambino usa le parole , lodalo immediatamente e portalo in bagno.

    2) Durante il giorno usa dei pantaloni pratici con l'elastico anzichè il pannolone, se vuoi togliere i pannoli.

    No per la notte , attrezzati con le traverse per il materazzo.

    3) loda il successo e ignora gli eventuali e probabili incidenti. Osserva con attenzione i gesti del bambino ( saltellare, trattenersi, andare in un angolo, mettersi nell'armadio....), che potrebbero significare che deve andare in bagno. Loda il bambino, dì la parola corrispondente e portalo immediatamente in bagno.

    4) Fà che i membri della famiglia avvertano quando stanno andando in bagno, dicendo le stesse parole usate per l'insegnamento al bambino. porta lo stesso metodo anche a scuola

    N.B. per me ha funzionato...il tempo trascorso per il raggiungimento dell'obiettivo 2 mesi, ed ora la bambina è assolutamente autonoma. Chiama pipì e cacca.

    • CHIEDE DI ANDARE IN BAGNO , ANCHE SE TARDI, PER EVITARE INCIDENTI

    Che cosa fare:

    1) fai molta attenzione all'orario e chiedi al bambino se ha bisogno di usare il bagno ... in ca
    so di non verbalità , accompagnalo.

    2) Evita un abbigliamento limitante o difficile da maneggiare. Tienilo in pantaloni con elastico, piuttosto che col pannolone.

    3) ricordagli il bagno periodicamente e lodalo generosamente quando indica o chiede di usarlo.

    4) ignora gli incidenti evitando di cambiare il bambino ed incoraggiarlo a fare da sè gran parte del lavoro del cambio dei panni.

    5) fa che i membri della famiglia facciano da esempio chiedendo di usare il bagno in presenza del bambino
    .
    N.B. in entrambi i casi, in caso di fallimento non rimproverare e non lo punire...devi ignorare.
    • SI SPAZZOLA I DENTI SU INDICAZIONE VERBALE O SU IMITAZIONE?

    Che cosa fare:

    1) Sii un buon esempio per il tuo bambino. Usa lo spazzolino da denti piccolo e fai che il bambino lo tenga sotto l'acqua. Può spazzolarsi i denti senza dentifricio. Successivamente aggiungi un po' di pasta dentifricia...assicurati che non sia sgradevole.

    2) Fai lavare i denti al bambini quando lo fanno i genitori. Incoraggialo ad imitare le tue azioni. Fai che osservi se stesso ed i genitori in uno specchio sistemato alla sua altezza dove possa vedersi.


    3)Sii costante e coerente, incoraggialo ed aiutalo a lavarsi i denti due volte al giorno, sempre alla stessa ora, fai usare lo stesso metodo anche a scuola.

    4) Tieni il dentifricio e lo spazzolino del bambino in un posto speciale dove può trovarlo ogni giorno e agevolare la sua autonomia.

    P.S. prima di applicare il dentifricio sullo spazzolino trovare un gusto a lui/lei gradevole e assaggiarlo prima e lontano dallo spazzolino.
    • DICE CINQUE PAROLE DIVERSE ( può usare la stessa parola per indicare oggetti differenti)

    Che cosa fare:

    1) Quando il suo vocabolario è limitato, il bambino usa spesso una parola per esprimere più significati a seconda della situazione. Incoraggia il bambino ad usare le parole che conosce rinforzandolo quando questo succede:

    a) uso denominativo: il bambino può dire ''babbo'' quando il genitore
    entra nella stanza. Devi allora dire: ''SI, questo è babbo'' o papà se usa questo vocabolo;
    b) uso locativo: se il genitore è già nella stanza il bambino può indicarlo e dire ''babbo''. In questo caso devi dire: ''Si il babbo è proprio là'';
    c) uso possessivo: se trova un oggetto dei genitori il bambino può dire: ''babbo'' ed indicarlo ((potrebbe anche prenderlo senza verbalizzare)). in questo caso devi dire: ''Si, quella è la.....(sciarpa) di babbo''. oppure di papà se usa questo termine.
    N.B. la stessa procedura vale per qualsiasi altro oggetto o persona.

    2) Esemplifica queste singole parole al bambino; usa la parola ''babbo'' o ''mamma'' per esprimere al bambino i due differenti significati ((può accadere anche con il cibo)). Quando dice la parola lodalo ed amplia la sua produzione: '' Si, questa è la mamma''

    3) Se il bambino sa dire ''palla'' o ''acqua'' o ''pizza'' o ''patatina'' può utilizzarle per nominare o chiedere qualunque oggetto chiamare persone. Rinforzalo dicendogli cose come: ''no palla, è una mela, ripeti me...la ((attendi che il bambino ripeta e rinforzalo))...una volta acquisita la parola e legata all'oggetto, amplia la richiesta. Ad esempio: ''acqua'' ..'' mi dai acqua.
    • FISSA UN OBIETTIVO E PORTA AVANTI UN 'ATTIVITA'

    Che cosa fare:

    1) scegli un progetto che il bambino avrà la possibilità di portare avanti.Siediti accanto a lui e , a voce, elenca i passaggi necessari per completare il lavoro.Mentre fa, dagli suggerimenti tipo: ''che va fatto prima? e dopo?''

    2) una volta che il bambino decide di raggiungere un obiettivo da se ( spazzolarsi i denti, ogni sera senza che gli venga ricordato),fai in modo che registri su una carta i suoi progressi servendosi di targhette adesive o di altri segnali. Il genitore può controllare l'attività ed intervenire con un premio quando il bambino raggiunge un certo traguardo.
E' un prontuario, un insieme di regole e consigli per controllare e gestire l'iperattività a scuola... documento messo a disposizione dal sito AUTISMO E AMORE...

1. E’ opportuno controllare le fonti di distrazione all’interno della classe: non è indicato far sedere il ragazzo vicino alla finestra, al cestino, ad altri compagni rumorosi o ad oggetti molto interessanti. Non è, ugualmente, produttivo collocare l’allievo in una zona completamente priva di stimolazioni, in quanto egli diventa più iperattivo perché va alla ricerca di situazioni nuove e interessanti.
2. Disporre i banchi in modo che l’insegnante possa passare frequentemente in mezzo ad essi, per controllare che i più distratti abbiano capito il compito, stiano seguendo la lezione e stiano eseguendo il lavoro assegnato.
  • Alcuni suggerimenti per la gestione delle lezioni…
1. Accorciare i tempi di lavoro. Fare brevi e frequenti pause soprattutto durante i compiti ripetitivi e noiosi.
2. Rendere le lezioni stimolanti e ricche di novità: i bambini iperattivi con disturbi dell’attenzione hanno prestazioni peggiori quando i compiti sono noiosi e ripetitivi (usare figure, schemi, variare spesso il tono della voce, ecc).
3. Interagire frequentemente, verbalmente e fisicamente, con gli allievi.
4. Fare in modo che essi debbano rispondere spesso durante la lezione.
5. Utilizzare il nome degli allievi distratti per richiamarne l’attenzione.
6. Costruire situazioni di gioco per favorire la comprensione delle spiegazioni.
7. Utilizzare il gioco dei ruoli per spiegare concetti storici e sociali in cui siano coinvolti vari personaggi.
8. Abituare il bambino impulsivo a controllare il proprio lavoro svolto.
  • Anche l’ordine può aiutare…
1. E’ importante stabilire delle attività programmate e routinarie, in modo che il bambino impari a prevedere quali comportamenti deve produrre in determinati momenti della giornata.
2. E’ importante definire con chiarezza i tempi necessari per svolgere le attività giornaliere, rispettando i tempi del bambino (questo lo facilita anche ad orientarsi meglio nel tempo).
3. Aiutare l’allievo iperattivo a gestire meglio il proprio materiale, insegnandogli l’organizzazione e lasciandogli cinque minuti al giorno per ordine le sue cose.
4. L’insegnante deve proporsi come modello per mantenere in ordine il proprio materiale e mostrare alcune strategie per fare fronte alle situazioni di disorganizzazione.
5. Utilizzare il diario per una efficace comunicazione giornaliera con la famiglia (non per scrivere note negative sul comportamento del bambino, mortificandolo).
  • E per gestire il comportamento cosa si può fare…
1. Innanzitutto è opportuno definire e mantenere regole chiare e semplici all’interno della classe (è importante ottenere un consenso unanime su tali regole).
2. Rivedere e correggere le regole della classe, quando se ne ravvede la necessità.
3. Spesso è necessario spiegare chiaramente agli alunni disattenti/iperattivi quali sono i comportamenti adeguati e quali quelli inappropriati.
4. E’ molto importante far capire agli allievi impulsivi quali sono le conseguenze dei loro comportamenti positivi e quali quelle derivanti da azioni negative.
5. E’ più utile rinforzare i comportamenti positivi (stabiliti in precedenza), piuttosto che punire quelli negativi.
6. Sottolineare i comportamenti adeguati del bambino attraverso ampie ed evidenti gratificazioni.
7. Avere la possibilità, creativamente, di cambiare i rinforzi quando tendono a perdere d’efficacia.
8. Si raccomanda di non punire il bambino togliendo l’intervallo, perché il bambino iperattivo necessita di scaricare la tensione e di socializzare con i compagni.
9. Le punizioni severe, note scritte o sospensioni, non modificano il comportamento del bambino, se non in peggio.
10. E’ importante stabilire giornalmente o settimanalmente semplici obiettivi da raggiungere.
11. E’ utile informare spesso il bambino su come sta lavorando e come si sta comportando (feedback), soprattutto rispetto agli obiettivi da raggiungere.
  • Due cose da evitare: non creare situazioni di competizione durante lo svolgimento dei compiti con altri compagni e non focalizzarsi sul tempo di esecuzione dei compiti, ma sulla qualità del lavoro svolto (anche se questo può risultare inferiore a quello dei compagni).
  • E due da non dimenticare: occorre utilizzare i punti forti ed eludere il più possibile i lati deboli del bambino: ad esempio, se dimostra difficoltà fine-motorie, ma ha buone abilità linguistiche, può essere utile favorire l’espressione orale, quando è possibile sostituirla a quella scritta. la seconda: bisogna enfatizzare i lati positivi del comportamento quali la creatività, l’affettuosità, l’estroversione.

lunedì 17 settembre 2012

Vi segnalo una risorsa importante... un utile strumento compensativo, ottimo anche per ripassare velocemente le principali regole della grammatica Italiana, in "Grammatica in schede" c'è davvero di tutto: dall'uso della punteggiatura all'analisi logica e del periodo!!!!
Il suo uso è consigliato iniziando dalla 4 elementare in poi, in modo paziale (cioè non date l'intero documento al  bambino ma solamente la parte che gli serve e man mano integrate con le altre schede).

E' anche utile per i bambini stranieri (come L2) che possono consultare queste schede riassuntive durante le attività scolastiche...

domenica 16 settembre 2012

La scuola pubblica Italiana è in crisi da parecchio tempo... è utile conoscere i propri diritti e come potersi difendere...

Ecco a voi dei consigli e il tipo di documentazione necessaria per presentare ricorso al TAR.... per chiedere l’aumento di ore di sostegno (di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale Fish).
 
A causa di una forte concentrazione di ore di sostegno o di assistenza per l'autonomia e la comunicazione rispetto all'anno precedente o di riduzione rispetto alle ore richieste per il corrente anno scolastico, le famiglie dovrebbero inviare una diffida (come da documenti allegati) e, qualora questa non sortisca effetto, proporre ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) con spese a carico dell'amministrazione. La raccomandata con ricevuta di ritorno va inviata senza busta (piegando il foglio in tre spillandolo e scrivendo sul retro da un lato il mittente e dall'altro il destinatario) al dirigente scolastico e all'ufficio scolastico regionale (e per conoscenza anche alle direzioni generali per lo studente e per il personale scolastico del Ministero dell'Istruzione) per le ore di sostegno, mentre per le ore di assistenza al Comune di residenza (per la scuola materna, elementare e media) o alla Provincia (per le scuole superiori).
Qualora si rendesse necessario fare ricorso al Tar occorre avere: la determinazione del dirigente scolastico con il numero di ore di sostegno o di assistenza per l'autonomia e la comunicazione assegnate allo studente disabile per l'anno scolastico in corso, la determinazione dell'ufficio scolastico provinciale o regionale con il numero di ore assegnate alla scuola per l'anno scolastico in corso, la comunicazione del Comune o della Provincia alla scuola che indica il numero di ore di assistenza per l'autonomia e la comunicazione assegnate alla scuola per il corrente anno scolastico e, nel caso in cui ci sia stata una diminuzione di ore rispetto all'anno scolastico precedente, un'attestazione della scuola del precedente anno che indichi quante ore di sostegno o assistenza per l'autonomia e/o la comunicazione erano state assegnate.
È poi necessario rivolgersi a un avvocato (presso anche le associazioni o sindacati) che impugni tali documenti presso il Tar.
Nel caso sia necessario richiedere contemporaneamente un aumento di ore sia per il sostegno che per l'assistenza occorre fare due ricorsi distinti, perché sono diverse le autorità contro cui ricorrere, gli atti da impugnare, le richieste da prospettare, nonché le fonti normative cui appellarsi.
Il ricorso può essere presentato entro 60 giorni dall'inizio dell'anno scolastico o da quando si è avuta la certezza documentabile che sono state assegnate meno ore (talora all'inizio dell'anno il dirigente dice che è in attesa di altre ore) anche se è prudente non superare il limite dei 60 giorni.
Modello di diffida per ottenere ore di assistenza
Modello di diffida per ottenere le ore in deroga

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Quindi per semplificare occorre avere:
1. la determinazione del Dirigente Scolastico con il numero di ore di sostegno assegnate a vostro/a figlio/a per quest’anno scolastico.
2. la determinazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale o Regionale con il numero di ore assegnate alla scuola per quest’anno scolastico.
3. Se c’è stata una diminuzione di ore rispetto all’anno scolastico precedente, un’attestazione della scuola del precedente anno che indichi quante ore di sostegno erano state assegnate.
Poi bisogna rivolgersi ad un avvocato che impugni tali documenti presso il TAR.
Il ricorso si può presentare entro 60 giorni dal’inizio dell’anno scolastico o da quando si è avuta la certezza documentabile che sono state assegnate meno ore (talora all’inizio dell’anno il dirigente dice che è in attesa di altre ore, comunque è prudente non superare i 60 giorni dall’inizio dell’anno scolastico).

Vi consiglio anche la lettura di questo articolo:

venerdì 14 settembre 2012

Vi propongo un dettato (testo unico e breve) contenente le principali difficoltà ortografiche... Il dettato è di G. Stella, risale al 1963:

Testo del dettato

“I bambini riposano nel silenzio ovattato della sera, tacciono le loro voci chiassose e gioconde. Nella stanza a soqquadro l’irrequieta compagnia ha lasciato alla rinfusa quaderni, taccuini e oggetti di scuola. Oh, che guaio! – dice la mamma – Me l’ hanno fatta un’altra volta e ora tocca a me riordinare: rassetta i cuscini sgualciti e sorride, pensando ai ghiotti piccini che hanno tanto gradito la torta.”

Cliccate in campo grigio (vedi sotto PRINT oppure PDF) per la versione in pdf, per stampare o salvare sul proprio pc!
 
Scuola protetta suggerisce una lista di atteggiamenti da assumere nei confronti di bambini e bambine con ADHD, ovvero sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Essa è il frutto dell’armonizzazione di due libri a tema: "La sindrome di Pierino: il controllo dell’iperattività" del dott. Daniele Fedeli, docente di Psicopatologia Clinica dell’università di Udine, e "How to operate an ADHD clinic or subspecialty practise" di M. Gordon - GSI Pubblications.

Si tratta di alcune facili regole per la loro gestione in classe e a casa, utili per creare una relazione serena:

- AIUTAMI A FOCALIZZARE L’ATTENZIONE SU DI TE: considera il mio "Modo" di entrare in contatto con l’ambiente. Ho bisogno di movimento, gesti e mani alzate!
- PERCHE’ TUTTE QUESTE REGOLE?: le regole vanno commisurate alle mie possibilità. Poche regole e molto chiare.
- MI SPIEGHI COSA DEVO FARE?: mi devi descrivere - di volta in volta e con molta linearità - il comportamento o il risultato che ti aspetti da me.
- SEI TROPPO COMPLICATO: i messaggi vanno formulati in maniera molto diretta, senza "giri di parole".... sennò mi confondo!
- PERCHE’ QUANDO MI PARLI NON TI FAI SENTIRE?: devi mostrarmi come un compito va eseguito, dandomi delle istruzioni con voce chiara. Per me è utile ripetere le tue istruzioni, esprimendole ad alta voce, finchè non avro’ interiorizzato la sequenza.
- MI DICI TROPPE COSE TUTTE ASSIEME: i messaggi vanno trasmessi uno per volta, altrimenti io li "cumulo" e poi me li dimentico! Se tu segmenti i comportamenti in una sequenza operativa (ora prendi il libro, cerca la pagina, leggila tutta senza interruzioni), per me è tutto più facile. Se poi i compiti sono troppo lunghi o complessi... spezzettali in parti più piccole, così mantengo la capacità d’attenzione e il controllo sull’obiettivo da raggiungere.
- NON L’HO DIMENTICATO... E’ SOLO CHE NON L’HO SENTITO LA PRIMA VOLTA: dammi le indicazioni un passo alla volta e chiedimi che cosa penso tu abbia detto, e se non capisco subito... ripetimelo usando parole diverse.
- SONO NEI GUAI NON RIESCO A FARLO: offrimi delle alternative alla soluzione dei problemi. Aiutami ad usare una strada secondaria se la principale è bloccata.
- HO QUASI FINITO ADESSO?: dammi dei periodi di lavoro brevi, con obiettivi a breve termine.
- HO BISOGNO DI SAPERE COSA VIENE DOPO: dammi un ambiente in cui ci sia una routine costante, ed avvertimi se ci saranno dei cambiamenti.
- SE NON TI DO RETTA... E’ PERCHE’ MI ANNOIO: io mi stanco facilmente, mi annoio, e peggioro nettamente in situazioni poco motivanti. Quindi se, in extremis, ti chiedo un momento di pausa per guardarmi attorno e mettermi in comunicazione con l’ambiente che mi circonda, stabiliamolo assieme, ma non me lo negare.
- SE HO FATTO BENE DIMMELO SUBITO: dammi un feedback "nutriente" ed immediato su quello che sto facendo e ricordami delle mie qualità, specialmente nelle giornate negative.
- E’ SEMPRE TUTTO SBAGLIATO?: premiami anche solo per un successo parziale, non solo per la perfezione.
- NON MI PUNIRE DURAMENTE SE FACCIO QUALCOSA CHE NON VA BENE PER TE: quando disturbo o mi oppongo, le punizioni dure servono a poco. Così avviamo un’escalation senza fine!
- ...E SE FACCIO BENE DAMMI UN PREMIO: se mi gratifichi o mi fai pagare un simbolico "prezzo" per i miei comportamenti, mi incentivi ad autocorreggermi (gli adulti lo chiamano autocontrollo cognitivo).
-  DISORDINE CHIAMA DISORDINE: certo che se l’ambiente nel quale mi fai lavorare mi ditrae... possiamo eliminare tutte queste distrazioni? Per esempio, quando faccio i compiti, fammi tenere sul tavolo solo cio’ che è realmente indispensabile.
- NON SAPEVO CHE NON ERO AL MIO POSTO: ricordami di "ascoltarmi", di ascoltare le mie emozioni, e ricordami di pensare prima di agire. Se imparo a mettere del tempo tra il pensiero e l’azione... faro’ meno disastri.
- SE ASCOLTO VERRO’ ASCOLTATO: m’insegni anche a coltivare la capacità di ascoltare gli altri? Aiutami a capire che se non ascolto difficilmento verro’ ascoltato quando ne avro’ bisogno. Così imparero’ a comprendere i sentimenti altrui e, quindi, i miei.
- MI INSEGNI A FARMI VOLER BENE?: dimmi cosa è adeguato per Voi adulti, come posso chiedere qualche cosa senza essere aggressivo, come posso risolvere un conflitto, come posso conversare senza interrompere sempre l’interlocutore. Se facciamo delle simulazioni io e Te da soli, per me sarà tutto più facile quando mi capiterà veramente.
- PREVENIRE E’ MEGLIO CHE REPRIMERE: prima di portarmi in ambienti in cui posso scatenarmi con comportamenti troppo agitati ( come le feste di compleanno), ricordami come mi dovro’ comportare... ed intervieni subito quando capisci che sto per perdere il controllo di me.
- OGNI AZIONE HA UNA REAZIONE: se mi fai comprendere bene che ogni mia azione avrà poi una reazione, da parte dell’ambiente e delle persone, mi aiuterai molto. Fammi esempi a me vicini e facilmente comprensibili, anche mediante il gioco degli opposti (se maltratto il gatto, il gatto mi graffia - se aiuto il cane, il cane mi vorrà bene etc.)
- MA IO NON VALGO NULLA?: spesso ho un basso senso di autostima e mi sento un "fallimento". Mi puoi valorizzare nei miei aspetti positivi, sostenendomi e incoraggiandomi? Fammi percepire la tua fiducia in me, per favore.
- IO SONO COME MI COMPORTO?: io non sono "sbagliato". E’ pericoloso e dannoso confondermi con i miei comportamenti, perchè così divento "totale effetto" di essi e non posso più intervenire per modificarli e risolverli. Cio’ che c’è di sbagliato non sono io, ma il modo in cui mi comporto. Fammi comprendere che io posso sempre decidere di far qualcosa di concreto per impegnarmi a migliorare.


giovedì 13 settembre 2012

DI007 - COMPRENSIONE DEL TESTO

E' un programma didattico utile per la comprensione del testo, serve per far esercitare l'alunno con problemi di apprendimento dalle scuole elementari alle prime classi delle medie.
Il programma propone un breve testo per la lettura e, in seguito, delle domande relative al testo stesso. Il ragazzo dopo aver letto il testo, deve rispondere a tali domande scegliendo una risposta fra le tre presentate.
Si possono avere da una a nove domande sullo stesso testo. Alla fine verrà fatta una valutazione delle risposte con un confronto con quelle corrette.
I testi possono essere scelti dall'insegnante, che li digita assieme alle domande e alle risposte che dovranno essere presentate. Quindi li salva su disco e li utilizzati al momento voluto.
E' possibile avere numerosi testi a corredo pronti per l'uso, prodotti durante l'attività scolastica.



Comprens.zip
(dim.
72 Kb)

  
        
       Il programma necessita       
  
           solo del file .exe  
  
                  fill.exe 
               
        sono presenti anche 
           dei file accessori


DatiComp.zip
1
    2    3    4
5    6    7
  
        
       cliccare sui numeri     
        
         per scaricare i 
          
         blocchi di dati

 (Fonte: http://www.vicariweb.it/).

giovedì 6 settembre 2012

Uno stumento molto utile, utilizzabile iniziando dalla quarta elementare in poi, è una calcolatrice virtuale online fornita da Microsoft Mathematics. 

Microsoft Mathematics fornisce un insieme di strumenti matematici che consentono agli studenti di svolgere i compiti in modo semplice e rapido. Grazie a Microsoft Mathematics gli studenti possono imparare gradualmente a risolvere equazioni acquisendo, allo stesso tempo, una maggiore comprensione dei concetti fondamentali di pre-algebra, algebra, trigonometria, fisica, chimica e calcolo.

Microsoft Mathematics comprende una calcolatrice grafica ricca di funzionalità progettata per funzionare esattamente come una calcolatrice. Ulteriori strumenti matematici consentono di risolvere triangoli, effettuare conversioni da un sistema di unità di misura all'altro e risolvere sistemi di equazioni.  

 

Download gratuito da Microsoft http://www.microsoft.com/it-it/download/details.aspx?id=15702#overview Ricordatevi di leggere la licenza durante l'installazione per verificare che il software sia sempre gratuito.

Vi segnalo un testo che parla di uno strumento di valutazione e programmazione molto utile specialmente per le disabilità gravi...

Il test BAB (Behavior Assessment Battery) è un test sistematico di assessment comportamentale. È adatto per la valutazione educativa di persone con handicap grave e gravissimo; suddivide l’intero repertorio comportamentale e cognitivo in 12 aree che coprono adeguatamente i livelli di base. Costituisce uno strumento indispensabile sia di valutazione iniziale che di programmazione. Il test può essere utilizzato anche nei casi di soggetti meno gravi, quando le abilità cognitive, presenti in modo frammentario e disomogeneo, facciano pensare a deficit di base nelle prime fondamentali organizzazioni della funzionalità intellettiva.Uno dei problemi maggiori che continuamente si pongono all’insegnante o all’educatore di bambini diversamente abili è senz’altro la difficoltà di individuare gli obiettivi più adatti per ciascuno di essi. In sostanza, sapere ogni giorno con precisione "cosa fare" (cioè quali attività didattiche organizzare) e, eventualmente, "perché" lo si fa (cioè, sapere perché quello che si fa è utile allo sviluppo del bambino). Questa funzione (di programmazione educativa) deve essere tanto più individualizzata e mirata quanto più è grave l’handicap con cui si ha a che fare. Si tratta quindi di una funzione delicata e molto impegnativa; una funzione certamente difficile da svolgere con sufficiente competenza ed efficacia se non si dispone di strumenti adeguati.

IL LIBRO: Test BAB - Per disabilità gravi
di Chris Kiernan , Malcolm Jones
http://www.erickson.it/erickson/product.do?categoryId=131&id=127
A cura di ANGSA Emilia-Romagna, contatti su www.autismo33.it
L'insegnante V. O. di Imola illustra il suo lavoro e la sua esperienza che ha consentito a un bambino autistico a imparare a scrivere...

Ecco una raccolta di applicazioni, programmini e strumenti utili a lavorare con i più piccoli ma anche per i  bambini con deficit gravi, pubblicati nel gruppo facebook DOCENTI E LIM:
Drawing for children
http://drawing.gamemaker.nl/

mercoledì 5 settembre 2012

L'osmosi delle Idee è una piattaforma che raccoglie risorse didattiche, sempre molto utili! In questo sito si trova una pagina con una raccolta molto numerosa di giochi didattici online. E' una pagina in contunuo aggiornamento e fin'ora si trovano caricati più di 150 giochi di diversi ambiti disciplinari e di ogni ordine e grado... vi consiglio di visitare e provare i giochi, alcuni davvero utili e divertenti per un apprendimento di tipo ludico! Clicca qui per visitare la pagina con i giochi...

Ecco a voi una simpatica canzoncina fatta con le lettere animate... aiuterà gli alunni a memorizzare più facilmente la pronuncia dell'alfabeto in lingua inglese. (Fonte:http://maestratitty.blogspot.it).

martedì 4 settembre 2012

Tra pochi giorni l'8 settembre 2012 sarà la GIORNATA MONDIALE PER L’ALFABETIZZAZIONE...

Si riporta il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite in occasione della scorsa Giornata Mondiale dell'Alfabetizzazione, celebrata il giorno 8 settembre 2011.



"Quest’anno il tema della Giornata Internazionale dell’alfabetizzazione, ”Alfabetizzazione e pace”, offre un ulteriore stimolo per affrontare con maggior vigore le difficili sfide contemporanee. Prevenire la violenza, diminuire le tensioni e porre fine ai conflitti, sono sforzi che richiedono una particolare attenzione nei confronti di questo aspetto fondamentale della dignità umana.


L’alfabetizzazione libera le capacità individuali di immaginare e creare un futuro migliore. Apre la strada verso una più grande giustizia, eguaglianza e progresso. L’alfabetizzazione aiuta le società a guarire, ad avanzare nel processo politico e contribuisce al bene comune.


Nonostante il progresso, l’analfabetizzazione contina ad affliggere milioni di persone, in particolar modo donne e bambine. Nel 2009 circa due terzi dei 793 milioni di analfabeti erano donne. Lo stesso anno, inoltre, si sono visti negare il diritto all’istruzione circa 67 millioni di bambini in età scolare e 72 millioni di adolescenti.


Il prezzo da pagare è altissimo. L’analfabetismo aumenta il circolo della povertà, malattie e privazioni. Indebolisce le comunità e mina i processi democratici attraverso l’emarginazione e l’esclusione. Quest’ultime insieme ad altri fattori possono essere utilizzati per destabilizzare le società.


La Giornata Internazionale per l’alfabetizzazione rappresenta una grande opportunità per riaffermare il nostro impegno a raggiungere l’obiettivo di assicurare che tutte le persone siano in grado di leggere e scrivere. Grazie a questo noi potremo migliorare la dignità individuale e promuovere l’obiettivo della pace universale."


Fonte: UNRIC

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