Chiara è una ragazza di 32 anni affetta da una rara malattia che colpisce le ossa rendendole molto fragili... la seguo da parecchio tempo sui profili facebook e su Youtube... è un esempio di coraggio e una persona davvero deliziosa, con lo spirito giusto, quello da guerriero!!! Ecco la sua storia e le sue parole sul servizio andato in onda nella tramissione "Wild Oltrenatura" ...
venerdì 2 maggio 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 21:08 / No comments / Categories: attualità, Disability-book, Malattia rara, post personale
mercoledì 16 aprile 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 19:54 / No comments / Categories: Autismo, Disturbi del Linguaggio, Problemi di comunicazione, Ritardo Mentale, tecnica educativa-didattica
Quando l´uso del linguaggio è ripetitivo si è soliti pensare all´ecolalia. L´ecolalia è comune nello spettro autistico e può dividersi in due tipologie (Bashe, 2001 e Inside Perspective):
Ecolalia immediata: causa l´immediata ripetizione di una frase o parola. Una tipica presentazione pediatrica può essere: ad un bambino viene chiesto "Cosa vuoi per cena?" e il bambino fa eco "Cosa vuoi per cena?" prima o al posto della risposta. Questo meccanismo è comune anche nello sviluppo tipico dei bambini e solitamente smette (nei bambini tipici) tra i 2 e i 3 anni.
Ecolalia differita: avviene quando una frase è ripetuta a distanza di tempo, ad esempio la ripetizione di spot televisivi, citazioni preferite da film e cartoni o frasi dette dai genitori.
L´ecolalia ha differenti cause e ruoli:
All´inizio dello sviluppo è utile per imparare il linguaggio verbale in quanto la ripetizione della parola/frase serve da collegamento per assicurarsi che la parola sia stata acquisita correttamente, in questo contesto è quindi funzionale. Nei bambini con problemi di processamento uditivo (frequente nello spettro) questo processo può durare più a lungo e possono ad esempio pretendere che anche l´interlocutore faccia "eco" alle loro domande in modo da verificare la corretta comprensione. Questo comportamento può prolungarsi anche nei ragazzi e adulti che o per il continuo presentarsi dei problemi di processamento uditivo o, più spesso, come habitat acquisito da bambini, ripetono la frase appena detta in modo che sia "chiaro" che sia loro che l´interlocutore hanno compreso appieno la trasmissione del messaggio. Attraverso l´uso appropriato degli strumenti terapici, l´ecolalia può essere sfruttata per ampliare il repertorio vocale del bambino e motivarlo, attraverso il successo nell´acquisizione linguistica e comunicativa, ad interagire e a spostarsi verso modalità comunicative più efficaci.
Cosa fare quindi?
In primo luogo su bambini piccoli o che ancora non hanno sviluppato il linguaggio verbale è possibile sopperire attraverso sequenze di immagini con le quali aiutare lo sviluppo e l´interiorizzazione di regole. Pur se molti psicologi riconoscono una superiorità al dialogo interiore verbale, dotato per natura di una maggiore flessibilità e astrazione, nel caso in cui sia assente e/o fortemente sviluppato quello visivo è bene sfruttare questo canale.
In secondo luogo se il linguaggio è di tipo non direttivo (ecolalia) è importante determinarne e risolvere la causa (mancanza di comprensione? Riduzione dello stress?) prima di sostituirlo con un comportamento più opportuno.
In terzo luogo pur se si protrae più a lungo del dovuto rispetto alle tappe usuali dello sviluppo, il linguaggio auto-diretto non va mai soppresso o eliminato, perché svolge un ruolo fondamentale nell´auto-regolazione e nella soluzione di problemi. Tuttavia alcuni bambini possono disturbare specialmente in classe quando l´interiorizzazione ritarda e/o usarlo per scopi diversi che inducono a distrazione. In questi casi è bene in primo luogo riportare il linguaggio ad un compito direttivo rispetto al comportamento contingente ed in secondo luogo cercare di farne diminuire il volume gradualmente fino ad una completa interiorizzazione come avviene nello sviluppo tipico.
giovedì 10 aprile 2014
Il Miur trasmette il modello che i docenti dovranno farsi rilasciare dal Dirigente scolastico e presentare alle biglietterie.
In
applicazione del D.I. del 19 febbraio scorso, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 71 del 26 marzo, il Miur ha trasmesso la nota prot. n.3434 del 9 aprile 2014
con la quale detta istruzioni sull’accesso gratuito ai musei statali e
nei siti di interesse archeologico, storico e culturale, da parte degli
insegnanti.
Il Miur
nella nota conferma che l’agevolazione interessa tutti i docenti, sia
con incarico a tempo indeterminato, sia determinato.
I Dirigenti scolastici dovranno compilare e rilasciare ai docenti l’apposito modello, allegato alla nota stessa. Per i docenti a tempo determinato, vanno indicate la data di inizio e di fine dell’incarico.
L’iniziativa
è sperimentale e avrà termine il 31 dicembre 2014, salvo che non
vengano esauriti prima i fondi messi a disposizione. Il Miur precisa
anche che nel diritto alla gratuità non rientra l'accesso alle mostre
temporanee e potrebbero essere richiesti i diritti alla prenotazione.
(Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it/).
mercoledì 9 aprile 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 18:21 / No comments / Categories: Autismo, didattica delle emozioni e dei sentimenti, post personale
Chiara Milizia, ospite di Gabriella Facondo nello spazio Azzurro di Nel
cuore dei giorni di Tv2000, ci racconta del suo percorso di accettazione
della disabilità del figlio più piccolo...
Una delle tante mamme eroiche che ogni giorno affronta la vita con una marcia in più e con una determinazione senza confini... "determinazione" meglio definibile come l'amore infinito verso il proprio figlio!
La
vita di Stefano e Camilla, coppia ammirata e in carriera, viene
letteralmente travolta dalla diagnosi di autismo del figlio più piccolo,
che in un attimo cambia il corso delle loro esistenze. Stefano, uomo
tutto d'un pezzo, comincia ad accusare strani disturbi fisici; Camilla,
che ha sempre vissuto in funzione del lavoro e dei propri interessi,
viene invece declassata e si ritrova a fare i conti con una realtà che
proprio non riesce ad accettare. Tra accuse e dubbi, l'atmosfera in casa
si fa ogni giorno più opprimente e quando anche il rapporto con il
marito sembra ormai irrecuperabile, sarà invece Camilla che superando
tutte le sue paure, riuscirà a riappropriarsi della sua famiglia,
trasformandosi così da mamma 'disabilitata' a dare amore a mamma 10 e
lode.
Dettagli del libro italiano
- Titolo: Mamma disabilitata. Storia vera di una giovane coppia alla nascita di un figlio autistico
- Autore: Chiara Milizia
- Editore: Edizioni Anordest
- Collana: Casi controcorrente
- Data di Pubblicazione: Gennaio 2014
- Pagine: 253
- Reparto: Biografie e memorie > Biografie
- Formato: brossura
E' consigliato la visione del video e l'acquisto di questo libro, davvero scritto con il cuore!
martedì 8 aprile 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 16:22 / No comments / Categories: Autismo, didattica delle emozioni e dei sentimenti, Pei, tecnica educativa-didattica
Ecco a voi alcuni documenti da tenere in considerazione nel lavoro con i nostri alunni.
In questo caso si tratta di alcune guide e suggerimenti tratti dalle note ministeriali (emanate dagli Uff. Scolastici Prov.) ma molto utili come guide e suggerimenti operativi per l'integrazione scolastica degli alunni Autistici...
1_nota.pdf
Nota dell’ufficio scolastico regionale
2_all1parte_i-2.pdf
Suggerimenti operativi per l’integrazione scolastica degli allievi con
autismo o disturbi pervasivi dello sviluppo
- Autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo: di cosa stiamo parlando?
- Caratteristiche di un programma funzionale
3_all_1_parte+ii-1.pdf
Suggerimenti operativi per l’integrazione scolastica degli allievi con
autismo o disturbi pervasivi dello sviluppo
- Insegnamento strutturato
- Prima dell’arrivo a scuola: acquisire informazioni
- Organizzare gli spazi 1° parte
4_all_1_parte+iii.pdf
Suggerimenti operativi per l’integrazione scolastica degli allievi con
autismo o disturbi pervasivi dello sviluppo:
- Organizzare gli spazi 2° parte
5_all_1_parte+iv.pdf
Suggerimenti operativi per l’integrazione scolastica degli allievi con
autismo o disturbi pervasivi dello sviluppo:
- Organizzare i tempi
- Strategie didattiche: l’uso dei rinforzi
- Strategie didattiche: l’uso del prompt
- Attivita’ e metodi didattici
7_all_2.pdf
Elenco dei documenti federali, statali o equivalenti consultati per la redazione del documento.
8_diramare+dispense.pdf
Nota dell’ufficio scolastico regionale.
Formazione in tema di handicap a.s. 2009-2010.
Autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo.
Pubblicazione dispense.
9_edmotoria.pdf
Suggerimenti operativi per l’educazione motoria degli allievi con autismo o con disturbi pervasivi dello sviluppo.
Quaderno 1 le capacita’ grosso-motorie
10_laboratori+autismo.pdf
Macro-aree di approfondimento laboratoriale a.s. 2009-2010.
11_fino_motorio_premessa-1.pdf
Materiali per la formazione dei docenti di alunni con autismo o Disturbi dello Spettro Autistico a.s. 2010-2011.
Abilità fino-motorie e coordinamento occhio-mano
12_fino_motorio_cap_1_cosa+sono.pdf
Cap.I Cosa si intende con l’espressione: abilità fino-motorie?
13_fino_motorio_cap_2_errore.pdf
Cap.II Un errore da evitare.
14_fino_motorio_cap_3_motivaz.pdf
Cap.III La ricerca della motivazione.
15_fino_motorio_cap_4_osser.pdf
Cap.IV Osservare e valutare le abilità finomotorie
16_fino_motorio_cap_5_imit_att.pdf
Cap.V - Potenziare l’imitazione l’attenzione congiunta e la capacità di auto organizzarsi.
17_fino_motorio_cap_6_scaffolding.pdf
Cap.VI Mosse di scaffolding.
18_sensoriale+generale.pdf
Suggerimenti operativi per l’educazione sensoriale degli allievi con autismo o con disturbi pervasivi dello sviluppo
Parte prima: l’alunno autistico e le sue modalita’ percettive.
19_nota+firm-1.pdf
Nota dell’ufficio scolastico regionale.
Autismo e Disturbi Pervasivi dello sviluppo.
Pubblicazione dispense per la formazione dei docenti a.s. 2010-2011: Abilità fino-motorie e di coordinamento occhio-mano.
20_vista.pdf
Suggerimenti operativi per l’educazione sensoriale degli allievi con autismo o con disturbi pervasivi dello sviluppo
Parte seconda : attivita’, esercizi e giochi
Sezione prima: percezione visiva
21_udito.pdf
Percezione uditiva.
22_tatto.pdf
La percezione tattile.
23_gusto_olfatto.pdf
Gusto e olfatto.
24_alimentazione.pdf
Autismo e comportamenti alimentari.
lunedì 7 aprile 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 20:32 / No comments / Categories: BES, Dislessia, Pei, risorse su compilazione Registro, valutazione
Spesso noi insegnanti ci ritroviamo in difficoltà quando in alcune diagnosi e documenti simili troviamo codici appartenenti ai sistemi di classificazione, in questo caso all'ICD-10, invece di complete descrizioni della disabilità e/o difficoltà riscontrate nei nostri alunni.
Per facilitare la lettura delle diagnosi, passo importante per poi progettare un percorso personalizzato funzionante, ci da una mano una GUIDA sui Codici secondo la classificazione ICD-10 (OMS) relativi alle diagnosi riguardanti gli alunni diversamente abili in base alla legge 104.
Per facilitare la lettura delle diagnosi, passo importante per poi progettare un percorso personalizzato funzionante, ci da una mano una GUIDA sui Codici secondo la classificazione ICD-10 (OMS) relativi alle diagnosi riguardanti gli alunni diversamente abili in base alla legge 104.
venerdì 4 aprile 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 20:05 / No comments / Categories: attualità, novità-scadenze-domande scuola
Con la dichiarazione del valore abilitante del diploma magistrale, i docenti precari, con l'apertura delle nuove Graduatorie, avranno la possibilità di iscriversi in II fascia. In base alla nuova disposizione del Consiglio di Stato il titolo è "abilitante ex lege", dichiarando, dunque nullo il D.M del MIUR n. 62/2011.
Il d.m. non consente ai docenti che
hanno conseguito l'abilitazione magistrale entro il 2001-2002, di essere
parificati ai docenti abilitati, pur avendo un'abilitazione
all'insegnamento, consentendo loro l'accesso alla sola III fascia,
utilizzata dai presidi per supplenze, corsi di recupero, sostituzioni
momentanee. Con l'accettazione del valore abilitante del diploma
magistrale è possibile accedere all'inserimento in II fascia.
Cosa fare per iscriversi in II fascia?
Il consiglio è quello di prestare particolare attenzione all'apertura delle Graduatorie di Istituto (si apriranno quest'anno 2014, si pensa nei mesi tra giugno e luglio),
se si è conseguito il diploma magistrale e si intende farlo valere
dichiarando abilitante per l'insegnamento negli Istituti di istruzione
superiore di I grado. In seguito si avrà la possibilità di calcolare e aggiornare il proprio punteggio di servizio e chiedere l'inserimento in seconda fascia.
Si ricordi sempre che il titolo magistrale conserva a tutti gli effetti un valore abilitante ex lege per lo svolgimento dell'insegnamento nella scuola dell'infanzia e primaria, in base a quanto riportato nel R.D.n. 1054/1923 all'art.53, in cui si dichiara fermamente che l'istruzione magistrale ha per fine di preparare gli insegnati delle scuole elementari. L'R.D. è di seguito confermato dal D.L. n. 297/1994, in cui si dichiara che l'istituto magistrale abilita all'esercizio della professione ed all'insegnamento nella scuola elementare. Restiamo in attesa di comprendere se davvero i docenti precari senza abilitazione sine colpa avranno la reale possibilità di ottenere il riconoscimento dei loro titoli.
Si ricordi sempre che il titolo magistrale conserva a tutti gli effetti un valore abilitante ex lege per lo svolgimento dell'insegnamento nella scuola dell'infanzia e primaria, in base a quanto riportato nel R.D.n. 1054/1923 all'art.53, in cui si dichiara fermamente che l'istruzione magistrale ha per fine di preparare gli insegnati delle scuole elementari. L'R.D. è di seguito confermato dal D.L. n. 297/1994, in cui si dichiara che l'istituto magistrale abilita all'esercizio della professione ed all'insegnamento nella scuola elementare. Restiamo in attesa di comprendere se davvero i docenti precari senza abilitazione sine colpa avranno la reale possibilità di ottenere il riconoscimento dei loro titoli.
martedì 1 aprile 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 18:26 / No comments / Categories: normative e diritti
Come
avviene ormai in quasi tutti i Paesi europei, anche in Italia l’uso del
cellulare a scuola è vietato. Lo ha disposto il Ministro dell’istruzione
con una direttiva (cfr. direttiva 15 marzo 2007), impegnando tutte le istituzioni scolastiche a regolamentare l’uso a scuola, con esplicito divieto durante le lezioni.
In generale spetta agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l'uso dei cellulari e tecnologia simile. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E' bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati. Stesse cautele vanno previste per l'uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line.
Il divieto
di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione risponde ad una
generale norma di correttezza, perché l’uso del cellulare e di altri
dispositivi elettronici rappresenta un elemento di distrazione sia per
chi lo usa sia per i compagni. Ma l’uso, come ha precisato la direttiva
ministeriale, oltre che una grave mancanza di rispetto verso
l’insegnante, costituisce un’infrazione disciplinare.
Nei
regolamenti di istituto sono previste norme e regole relative al divieto
di uso del cellulare, compresa quella del ritiro temporaneo del
telefono, in caso di uso scorretto o senza controllo in mano a minori.
Riguardo al sequestro, è bene precisare
che la scuola non può trattenere il cellulare sequestrato oltre il
termine dell’attività didattica, ma, in casi di scorretto comportamento
dell’alunno, può anche decidere di restituirlo direttamente ed
esclusivamente nelle mani dei genitori.
In sede di iscrizione i genitori sono
invitati a informarsi presso la segreteria della scuola sulle regole che
il Consiglio di istituto ha disposto per l’uso corretto del telefono
cellulare a scuola.
Resta inteso, come ha precisato anche la
direttiva ministeriale, che nel caso in cui, durante lo svolgimento
delle lezioni, vi siano eventuali esigenze di comunicazione tra gli
studenti e le famiglie, dettate da ragioni di particolare urgenza o
gravità, può esservi l’autorizzazione del docente.
La scuola deve, in ogni caso, garantire,
come è sempre avvenuto, la possibilità di una comunicazione reciproca
tra le famiglie ed i propri figli, per gravi ed urgenti motivi, mediante
gli uffici di presidenza e di segreteria amministrativa.
Nei casi di particolare ed estrema
gravità, in cui vi siano fatti di rilevanza penale o situazioni di
pericolo per l’incolumità delle persone, anche riconducibili ad episodi
di violenza fisica o psichica o a gravi fenomeni di “bullismo” – ha
precisato la direttiva ministeriale – sarà possibile applicare sanzioni
più rigorose che potranno condurre anche alla non ammissione allo
scrutinio finale o all’esame di Stato conclusivo del corso di studi.
Il divieto di utilizzare il telefono
cellulare, durante le lezioni, vale anche per il personale docente, come
già previsto da una circolare ministeriale (cfr. circolare n. 362 del 25 agosto 1998).
(Fonte: http://www.tuttoscuola.com).
By Carmelo Di Salvo / Posted on 18:04 / No comments / Categories: normative e diritti
Le finalità della scuola sono rinvenibili nel sistema normativo e in
particolare nelle modalità di realizzazione del diritto individuale
all’istruzione e all’educazione. Tale missione comporta che la scuola
persegua il suo obiettivo anche in dissonanza con la volontà degli
stessi genitori. Richiamiamo questo comportamento perché nel caso
specifico delle immagini, accade spesso che siano gli stessi genitori a
chiederne l’uso o siano oltremodo orgogliosi dell’apparire del proprio
figlio. Purtroppo la diffusione e la rete in particolare espongono i
minori ad una serie di pericoli che non possono essere tutti previsti,
né prevedibili.
La scuola non può considerare il bambino come un utente qualsiasi, ma
un soggetto di cui ha responsabilità sociale. Ecco perché non si
ritengono applicabili in modo analogico le regole applicabili nei
rapporti tra la famiglia e l’editore (la negoziazione del consenso).
Abbiamo più volte richiamato le varie attività dell’istituzione
scolastica che portano ad utilizzare dati personali degli alunni. Le
immagini e i filmati costituiscono dati personali o fonti di
rinvenimento di dati personali.
Quando e perché la scuola deve utilizzare immagini degli alunni?
Rientra tale attività tra quelle finalizzate al raggiungimento delle
finalità istituzionali? Se ci attestassimo su questa domanda non faremmo
molta strada, visto che il percorso didattico pedagogico può
intraprendere diversi percorsi per la sua realizzazione.
Dobbiamo, invece, partire dai alcuni punti fermi:
- le immagini costituiscono dati personali;
- la comunicazione di immagini deve seguire il dettato normativo dell’art. 19 del Codice. Ciò significa che deve essere prevista da norme di legge o regolamento o, in mancanza, essere necessaria alla realizzazione delle finalità istituzionali;
- la diffusione deve, parimenti, attenersi al successivo comma dello stesso articolo 19, va a dire deve essere prevista esplicitamente da una norma di legge: “La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti pubblici economici e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di regolamento”.
Nella scuola sono diverse le occasioni che possono portare alla
comunicazione e alla diffusione dell’immagine di un minore. Il primo
caso è quello di operatori esterni, fotografi, che riprendono il minore
al fine di documentare un certo evento (l’inizio dell’anno scolastico,
la recita, la manifestazione sportiva ecc.). In questo caso il
comportamento che la scuola deve tenere deve essere improntato alla
massima vigilanza sulle attività che si svolgono al suo interno.
Relativamente al caso concreto il dirigente deve verificare le
credenziali del fotografo e fare in modo di mettere lo stesso in
contatto con le famiglie. Saranno le stesse a decidere se prestare il
loro consenso alla realizzazione fotografica. In questo caso il consenso
è necessario, trattandosi di soggetto privato.
La stessa procedura va adottata nel caso in cui la scuola, nel corso
di un partenariato con soggetti esterni, gestisca eventi o
manifestazioni, le cui rappresentazioni fotografiche verranno usate per
comunicare l’evento a mezzo stampa o televisione. La scuola può
esclusivamente mettere in contatto il soggetto esterno con le famiglie
per la gestione della procedura di richiesta del consenso. Pensiamo ad
un percorso teatrale che prevede la ripresa finale, che il soggetto
partner vorrebbe utilizzare a fini divulgativi. La scuola deve fare in
modo che le famiglie vengano informate sull’uso che si vuole fare della
ripresa e in quel contesto, se d’accordo, può esprimere il consenso al
trattamento delle immagini.
La scuola, al contrario, potrebbe organizzare essa stessa la
realizzazione di un servizio fotografico mirato a documentare un certo
evento. L’attività è lecita se esercitata nell’ambito di attività
istituzionali, ma, per quanto riguarda la diffusione di tali immagini,
non si rinviene una disposizione che lo consenta. Le immagini devono
rimanere agli atti della scuola, in qualità di documentazione del
percorso didattico e/o formativo.
Gli stessi principi valgono per i filmati aventi come soggetto i
bambini. Al fine della realizzazione o documentazione di attività
istituzionali, la scuola deve provvedere alla loro conservazione
documentale. Se, invece, la scuola intende utilizzare i filmati per la
partecipazione a mostre, fiere, concorsi, occorre fare in modo che il
soggetto titolare del trattamento (ad es. Rai, tv locale, associazioni,
ecc.) ottenga dall’interessato il consenso. La scuola farà da tramite
tra il titolare e la famiglia.
Affrontiamo il caso più delicato relativo alla riproduzione di
immagini di minori su giornalini di scuola e/o su siti web di libero
accesso.
Il giornale di classe o di scuola rientra nella consuetudine della
didattica di ogni ordine e grado; nasce dalla voglia di comunicare degli
studenti, e dalla necessità di avere uno strumento rappresentativo che
possa far conoscere il proprio pensiero agli altri. In quest’ottica il
giornale scolastico è un elemento forte di comunicazione ed un ambiente
in cui si sperimentano vari tipi di scrittura. Le cautele da adottare
dipendono dal grado di diffusione del giornalino stesso. Una
distribuzione limitata alle famiglie degli allievi va gestita come
comunicazione di dati personali. Pertanto, il genitore, all’inizio
dell’anno scolastico, in occasione della consegna dell’informativa, ex
art. 13 del Codice, avrà notizia dell’uso che sarà fatto delle immagini
e, se lo riterrà opportuno, chiederà, ai sensi dell’art. 7 del Codice,
che le immagini non vengano utilizzate.
Se, diversamente, il giornalino ha una diffusione indiscriminata, ad
esempio viene distribuito sul territorio, non v’è dubbio che si tratti
di diffusione di dati personali. In questo caso non è consentito
pubblicare foto di minori riconoscibili, anche se legate ad eventi
positivi. La ragione di tale comportamento da tenere sta nell’analisi
degli indicatori di liceità che devono condurre l’azione. Gli indicatori
della pertinenza e non eccedenza sono in primo piano Essi comportano
una scrupolosa verifica dell’adeguatezza dei dati agli scopi del
trattamento. Se scopo del trattamento specifico è il riconoscimento di
un merito al minore per un suo successo scolastico, non v’è ragione di
divulgare una sua foto corredata da nome e cognome, poiché basterebbe
citare il suo nome di battesimo e la classe per evidenziarne i meriti.
Caso ancora più potenzialmente pericoloso è il sito web della scuola e
la pubblicazione sullo stesso del giornalino scolastico. La messa a
disposizione della rete, senza alcuna limitazione dell’accesso, crea
rischi potenziali di utilizzo delle informazioni illimitati. Ma, senza
considerare questo estremo effetto dell’uso delle immagini, basta
soffermarsi sul concetto di necessarietà del trattamento del dato. Lo
sforzo che bisogna compiere è quello di mirare al raggiungimento del
risultato, sia esso il riconoscimento di un merito del bambino, sia esso
l’informazione sulle attività che la scuola svolge. È l’invasività che
va tenuta sotto controllo. Gli stessi risultati vanno perseguiti con il
mezzo e le modalità meno invasive. Esse non devono essere potenzialmente
foriere di danno per il minore e non solo in modo diretto, ma anche
indiretto (basta pensare a relazioni familiari e parentali difficili,
effetti di problemi economici ecc.).
Per concludere, sembra azzardato estendere le disposizioni relative
all’attività giornalistica alla scuola, assumendo per analogia la
determinazione contenuta in un provvedimento del Garante (Provv. 31
luglio 2002 doc. web n. 1065798), il quale prevede l’applicazione delle
regole contenute nella l. 675/1996, art. 25, comma 4 bis, a chiunque si
trovi a svolgere, anche occasionalmente, attività di pubblicazione o
diffusione di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero.
Il legislatore ha voluto differenziare il regime legale del trattamento
della comunicazione e diffusione di dati personali da parte di soggetti
pubblici. La specialità della posizione di tali soggetti non ammette
deroghe, ma continui richiami alla funzione di garanzia che devono
svolgere.
L’uso delle immagini e dei filmati da parte di soggetti interni alla scuola per fini personali
Sin dalla Direttiva MIUR del 30 novembre 2007 sono state diverse le
sollecitazioni per un uso personale corretto delle immagini nella
scuola da parte di studenti e operatori scolastici. Da ultimo il Garante
alla privacy ha in una nota, ha elencato, tra gli altri, tali
trattamenti. Purtroppo, non è stato abbastanza chiaro sulle
caratteristiche e le finalità di tali operazioni. Infatti, il consenso
di cui tratta la nota, si riferisce a trattamenti operati ad uso
personale da studenti e operatori scolastici. Sono coloro che a titolo
personale utilizzano strumenti elettronici per registrare immagini,
filmati o suoni. La richiesta di consenso qui richiamata non riguarda
l’istituzione scolastica nell’esercizio delle sue attività
istituzionali, ma singoli e privati cittadini che devono rispettare le
disposizioni del codice della privacy, tra cui l’art. 23 che prevede la
richiesta del consenso da parte dei soggetti privati.
(Fonte: http://www.edscuola.eu).
(Fonte: http://www.edscuola.eu).
domenica 30 marzo 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 14:36 / No comments / Categories: Apprendimento lingue straniere, Dislessia, normative e diritti, Risorse scuola Media/Superiore
Percorso didattico differenziato con esonero (da non confondere con la "dispensa") dall’insegnamento della lingua straniera viene richiesto spesso nelle diagnosi e dai genitori per le evidenti difficoltà d'apprendimento.
Cosa è giusto? Qual è la scelta migliore da intraprendere?
Nonostante le normative sulla disabilità e sui DSA consentono tale pratica, questa non per altro comporta ripercussioni molto pesanti sul persorso formativo dell'alunno. Infatti chi si presenta agli esami di stato con una dispensa totale di una discplina come la lingua inglese, non consegurà mai un diploma equipollente ma un certificato che attesta il conseguimento del persorso scolastico.
Quindi l’esonero comporta conseguenze pesanti, come prospetta l’avvocato Salvatore Nocera in un articolo “Altro punto non esplicitato, ma importantissimo, è quello concernente gli alunni con DSA che conseguono l'attestato agli esami finali di Stato. Qui è chiaro - e non ci sono dubbi - che tali alunni non potranno iscriversi all'università, neppure se una norma amministrativa lo consentisse, poiché quest'ultima sarebbe illegittima, sia per violazione della legge sugli accessi universitari, sia per disparità di trattamento nei confronti degli alunni con disabilità con semplice attestato, ai quali giustamente è precluso l'accesso all'università”.
Considerando che l'esonero comporta tale "blocco formativo di prosecuzione degli studi" conviene adottare nel PDP (Piano Didattico Personalizzato), per gli alunni con DSA, un persorso alternativo con dispense e l'utilizzo di strumenti compensativi... per questo motivo vi consiglio di leggere bene la normativa e consultare questo documento edito AID che affronta l'argomento e consiglia il giusto percorso da intraprendere... clicca qui: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA.
sabato 29 marzo 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 17:43 / No comments / Categories: BES, normative e diritti, tecnica educativa-didattica
Il presente volume edito da RCS EDUCATION da nasce dall’esperienza maturata all’interno dell’Istituto Tecnico per il Turismo Artemisia Gentileschi di Milano dal gruppo di lavoro relativo alla problematica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali. Le schede predisposte, sintesi di indicazioni normative e pratiche, possono rappresentare uno strumento di supporto e un percorso guidato per tutti i Consigli di classe che incontreranno situazioni di alunni BES. Naturalmente ogni docente, con la propria sensibilità e competenza, saprà individuare il contenuto e i tempi opportuni per una relazione educativa “speciale”.
venerdì 28 marzo 2014
Per il giorno internazionale dedicato all'autismo, mercoledì 2 aprile,
l'Associazione Culturale Mondi Possibili organizza l'iniziativa "Le parole che non riesco a dire".
Un argomento importante che spesso non trova spazio tra l'opinione pubblica e che interessa circa 400 mila famiglie. L'intento è quello di far uscire dall'isolamento, dalla ristretta cerchia, le persone coinvolte dalla malattia. Come? Attraverso la creatività, le idee.
Un argomento importante che spesso non trova spazio tra l'opinione pubblica e che interessa circa 400 mila famiglie. L'intento è quello di far uscire dall'isolamento, dalla ristretta cerchia, le persone coinvolte dalla malattia. Come? Attraverso la creatività, le idee.
Che fine faranno gli autoscatti? Saranno esposti in una mostra dal titolo "GUARDA le parole... che", alla Galleria InGenio Arte Contemporanea, in corso San Maurizio 14/E, mercoledì 2 aprile.
Altri appuntamenti sono programmati fino al 9 aprile (vedi sito internet, qui sotto in "Informazioni").
Altri appuntamenti sono programmati fino al 9 aprile (vedi sito internet, qui sotto in "Informazioni").
Luoghi del Barattolofono:
Blah Blah, via Po 21
Caffè Cesare, c.so San Maurizio 69
Cooperativa Valdocco, c.so Racconigi 143
InGenio, via Montebello 28/b
La Vetreria, c.so Regina Margherita
Libreria Torre di Abele, via Pietro Micca 22
Librerie Coop, p.za Castello 123
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Informazioni
Associazione Culturale Mondi Possibili
Via Verdi 20 - 10124 Torino
Email info.mondipossibili@gmail.com
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In questi giorni diverse notizie relative alla correlazione tra VACCINI - AUTISMO vengono pubblicate da giornali online e poi condivisi tramite facebook o twitter. Diverse sono le opinioni e le cosiderazioni in merito.
Una delle ultime news è la tesi cui è giunto uno studio sul
cervello di bambini autistici e sani condotto dall'Autism Center of
Excellence dell'Universita' della California, San Diego, pubblicato sul New England Journal of Medicine. Secondo questo studio l'autismo 'inizia nel grembo materno' con
alcuni difetti nelle prime fasi dello sviluppo della corteccia
cerebrale, insomma quando il cervello prende forma e le diverse
'famiglie' di neuroni si organizzano in strati connettendosi tra loro.
Quindi, secondo lo studio, la malattia inizia nel feto durante le delicatissime fasi di sviluppo della corteccia.
Sul piano teorico, le conclusioni della ricerca sarebbero sufficienti ad archiviare un'inchiesta come quella aperta in Italia dalla procura di Trani, su denuncia di due famiglie, sulla possibile incidenza del vaccino trivalente (contro parotite, rosolia e morbillo) nell'insorgenza dell'autismo e del diabete; inchiesta sulla quale sono subito nate grandi polemiche.
Sul piano teorico, le conclusioni della ricerca sarebbero sufficienti ad archiviare un'inchiesta come quella aperta in Italia dalla procura di Trani, su denuncia di due famiglie, sulla possibile incidenza del vaccino trivalente (contro parotite, rosolia e morbillo) nell'insorgenza dell'autismo e del diabete; inchiesta sulla quale sono subito nate grandi polemiche.
Ma mi son chiesto se nel tempo sono mai
stati condotti, anche in modo sperimentale, studi precisi su questa
possibile correlazione. Esiste veramente l'autismo da vaccino??? E' una
domanda davvero difficile da rispondere...
La presenza di una possibile associazione
causale tra vaccinazioni e autismo è stata estensivamente studiata e non
è stata evidenziata alcuna correlazione - ha scritto in una nota
Stefania Salmaso, direttore del centro di epidemiologia, sorveglianza e
promozione della salute dell'Iss - . L'ipotesi che la vaccinazione
antimorbillo-parotite e rosolia (Mpr) in particolare possa essere
associata ad autismo è stata sollevata negli anni Novanta da uno studio
inglese pubblicato nel 1998 su Lancet. L'ipotesi è stata successivamente
valutata da numerosi studi condotti sia in Europa che negli Usa, ma
nessuno di questi ha confermato che possa esserci una relazione causale
tra vaccino Mpr e autismo. Gli stessi autori dello studio inglese hanno
successivamente ritirato le loro conclusioni e nel 2010 la rivista
Lancet ha formalmente ritirato tale articolo".
By Carmelo Di Salvo / Posted on 14:47 / No comments / Categories: attualità, novità-scadenze-domande scuola, post personale
Il team di ORIZZONTE SCUOLA ha realizzato una applicazione utile per il
calcolo del punteggio di servizio in graduatoria ad esaurimento.
Gratuita, completa e senza iscrizione, come nello stile di
OrizzonteScuola.it
Unica applicazione nel web che ti permette di calcolare il punteggio
anche delle scuole legalmente riconosciute, parificate e
dell'infanzia autorizzata.
L'applicazione dà anche la possibilità di inserire servizio
spezzettato, grazie alla possibilità di inserire innumerevoli
periodi di servizio, basterà cliccare "Aggiungi altre date".
------------------------------------------
Vedi anche: DOCENTI E GRADUATORIE, CALCOLARE IL PUNTEGGIO DEI SERVIZI SCOLASTICI
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giovedì 27 marzo 2014
By Carmelo Di Salvo / Posted on 18:07 / No comments / Categories: apprendimento logico-matematica, risorsa didattica, valutazione
Vi segnalo la possibilità di scaricare gratuitamente 3 quaderni operativi - area logico matematica - , pubblicati con lo scopo di preparare gli alunni alle prove Invalsi... ma sono anche utilizzabili come eserciziari, verifiche e per i compiti a casa.
Quaderni INVALSI scaricabili:
- Quaderno Online scaricabile e stampabile per la 1^ classe
- Quaderno Online scaricabile e stampabile per la 2^ classe
- Quaderno Online scaricabile e stampabile per la 3^ classe
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